metti in circolo il tuo amore. voglio metterlo in circolo.

Per questo post voglio autocitarmi. Agli albori di questo blog avevo pubblicato questo post https://scuolafinita.wordpress.com/2013/03/01/metti-in-circolo-il-tuo-amore/ Fiorella Mannoia canta “Metti in circolo il tuo amore”. Oggi ho ascoltato questa canzone, mentre ero in automobile e ho pensato che sono una persona che vuole bene, che vuole bene alla scuola, ma soprattutto ai ragazzi, agli alunni. Voglio loro bene, senza aspettarmi il paradiso. Voglio loro un bene fine a sé stesso, non mi aspetto ricompense, né terrene, né ultraterrene. Però mi sento di merda.
Ecco il testo:
Hai cercato di capire
e non hai capito ancora
se di capire di finisce mai.
Hai provato a far capire
con tutta la tua voce
anche solo un pezzo di quello che sei.
Con la rabbia ci si nasce
o ci si diventa
tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca
ti fa fuori dentro
forse parte proprio da chi sei.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici “perché no?”
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti “non lo so”
come quando dici “peché no?”

Quante vite non capisci
e quindi non sopporti
perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci
e di correnti forti
perché ‘sto mare sia come vuoi te.

Metti in circolo il tuo amore
come fai con una novità
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici si vedrà
come fai con una novità

E ti sei opposto all’onda
ed è li che hai capito
che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa
per cui non hai l’invito
per cui gli inviti adesso falli tu.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici “perché no?”
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti “non lo so”
come quando dici perché no.

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16 comments

  1. Ti senti ancora molto legato a loro, vero? (se non ho frainteso…) Lo capirei, il cuore non ha interruttori. Nonostante tutti i momenti sbagliati, tristi… ho sempre letto in quello che hai scritto tanto amore. Anche per chi magari non te ne voleva. Mi dispiace, a ogni modo, che tu ti senta così…
    ps. hai scelto una bellissima canzone, la amo particolarmente anch’io, ha un senso che guarirebbe molte ferite e incomprensioni.

    1. sono legatissimo, lo sarò sempre. Spero di rivederli. Ho adorato lavorare con loro durante e ora me ne rendo conto ancora di più di quanto il legame sia forte. Ho vinto giocando fuori casa, ho vinto perché ho trovato esseri umani, ho trovato persone. Voglio loro un bene infinito, perché hanno capito la persona prima del prof, ma non riesco ad odiare nemmeno gli stronzi, perché non hanno gli strumenti per capirmi. Mi fanno compassione, un po’.

      1. Bellissime parole, le tue. …che dire, non è facile. Tanto da sempre è così, capiamo sempre, dopo… col senno di poi, anche se tu questo già lo sapevi, a dirla tutta. Ora è solo una grossa, pesante conferma. Loro li ritroverai, ne sono sicura, magari con altri volti. E pure gli “stronzi” – quelli non mancano mai. Vincerai un’altra volta, basta che saprai mantenere la passione per il tuo lavoro. Ci sarà sempre qualcuno che lo apprezzerà 🙂
        Ps. e chissà… potrebbe succedere che ti richiamino a lavorare lì? domanda un pochino stupidotta, ma abbi pietà, non me ne intendo…

      2. io sono una persona semplice e complicata, facile e difficile. Ho la faccia da buono e la battuta pronta. Ho la faccia da timido, sono alto 1 metro e 90 e ho le spalle larghe. A qualcuno, non so perché, incuto timore, per la mia timidezza. Alla maggior parte trasmetto fiducia. Mi ha colpito una mail: una madre mi ha comunicato che scriverà una lettera di lodi per me alla preside. Io non sono un professore classico, non faccio tanti discorsi da professore, non lo sembro nemmeno un professore classico, e questa madre, una madre che manda il figlio alla scuola delle suore si fida di me, mi apprezza. La suora inquietante è molto attenta a queste cose, le famiglie pagano, pagano cifre importanti e vanno accontentate. Penso che la suora ci penserà quando avrà di nuovo bisogno. E la megera che sostituisco è anziana e un po’ malata di mente (magari sta a casa di nuovo) Ho lasciato una traccia profonda, qualche volta ripenso che delle volte non mi sono sentito adeguato, perché da me voglio il massimo e non mi sembrava di averlo dato. Voglio il massimo per rispetto di tutti, ancora di più di chi mi capisce. Chi mi capisce merita qualcosa di più. Sapevo di non dispiacere a molti alunni, non sapevo di avere un così grande successo. Gli stronzi sono, come sempre, un corollario indispensabile, arcitaliani, mediocri, sono un pezzo di realtà, sono la banalità, la frase già scritta.

      3. E allora, fossi in te sarei persino ottimista sul mio futuro in merito alla situazione. Sicuramente hai seminato, e molto; da quello che mi scrivi vien voglia di pensare che sia solo questione di tempo – e io un pochino, lo ammetto, ci credo.
        ps. ci sbarazzeremo mai di questa zavorra, del cosiddetto “corollario”? da questo lato sono molto meno ottimista, perché questo difficile periodo, ben lungi dal metterli in condizioni adeguate alla loro qualità… li vede prosperare come al solito. E qui mi fermo, sennò cado nel già detto.

      4. sento qualche cosa nell’aria, qualcosa di non male. Lavora, lavora, lavora e i risultati arrivano, mi dico sempre. Non so se tornerò lì, prima o poi, però non penso che la strada sia sbarrata. Mi sto facendo conoscere in altre scuole private, come già ho fatto, ho aggiornato il cv. quando tornerà il sole, mi dovrò far trovare pronto.

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