Month: marzo 2022

Essere felice

La felicità va conquistata, la felicità è come quella bottiglia d’acqua che abbranchi felice e sollevato, dopo una corsa. Bisogna anche meritarsela. Molti pensano che io sia un insegnante competente. Forse è vero. Non lo so, con certezza.

La felicità è una sensazione, quella sensazione che ti prende quando vai a lavorare, c’ è il sole, un sole garbato di primavera, ascolti la canzone “L’Allegria” di Morandi (mi piace, chi se ne frega se è nazionalpopolare!) Canto, mentre sono in macchina da solo, così non si sente la mia intonazione discutibile. Porto la mia felicità, la felicità che mi da il mio lavoro e quello che vivo spesso, anche al di fuori della scuola. Le ore sono veloci, troppo veloci forse, ti sfuggono di mano, ma fino ad un certo punto. Ricevo la loro gioia, la vita che mi regalano. Sono giorni guadagnati.

M.

Alba (capitolo ennesimo)

La scuola non è mai solo lezioni, riunioni e verifiche. La scuola è luogo che pulsa, un po’ lontano dalla città, che sa un po’ di campagna, ma non troppo. Sono villette carine, terreni agricoli e cantieri, cantieri di villette a schiera, cantieri di supermercati in disordine, che fanno diventare un paese, qualcosa di diverso, qualcosa di scomposto, qualcosa di troppo grande. La scuola è rappresentata anche da queste albe davanti al bar, dove prendo il caffè subito prima di entrare. Vista dalla strada provinciale.

Quando verrà l’inverno dell’anima

Per ovvie ragioni, i colloqui con i genitori si stanno svolgendo online. Lunedì scorso una mamma mi ha detto: “S. era un po’ preoccupata per il tedesco. Ora è entusiasta anche della sua materia e mi racconta sempre di quello che fate. Fate tante cose e di alto livello”. Me ne devo ricordare, quando si approssima l’inverno, che non è quello meteorologico, ma quello dell’anima, che a volte, si inaridisce e trema per il freddo.

Venerdì interrogo e poi decido di far fare a loro un quiz sul cibo in Germania, tramite Kahoot. Sono entusiasti, vedo i loro sorrisi, che mi riempiono di gioia. Due ragazze mi dicono: “Grazie a Kahoot ho memorizzato ancora meglio dei termini. Si studia, senza accorgersi di studiare” Devo ricordarmene, anche quando verrà l’inverno dell’anima. E c’era una signora dalla voce strana che sosteneva che io me la tirassi. E continuo a stupirmi di tutto ciò che mi riesce.

W la vita.

M

P.s. A volte mi chiedo perché scrivo. Scrivo, perché penso che possa interessare. Scrivo, come promemoria per l’anima.