Mese: marzo 2014

visto che mi voglio bene

Ho ricevuto altri attestati di stima, belli, sentiti, da genitori e alunni. Quelli dei bambini mi fanno piangere, ho già pianto sabato. Quelli dei genitori mi riempiono d’orgoglio e gioia. Da qualche parte, non so dove e non so ancora quando, avranno bisogno di me. E debbo ripartire, dare sempre di più. Visto che mi voglio bene, visto che fuori c’è il sole, visto che non sono affatto male, debbo ripartire. Debbo continuare a tradurre, cucinare, fare sport e vivere. La tristezza deve diventare benzina per ripartire. Sarà difficile, ci vorranno ancora giorni, spero non troppi. Sarà difficile, sono ferito, un bel po’ ferito, ma sono vivo. o almeno credo. 

questa canzone mi dice qualcosa

Parla di nostalgia,… Vi piace???? I’ll be missing you di Puff Daddy e Faith Evans.
(feat. Puffy Daddy)

(Puffy Daddy):
Yeah, this right here
Goes out to everyone
That has lost
Someone or that
Truly loved
Check it out

Seems like yesterday
We used
To rock the show
I laced the track
You locked the flow
So far from hangin’ on
The block for dough
Notorius
They got to know that
Life ain’t always
What it seem to be
Words can’t express
What you mean to me
Even though you’re gone
We still a team
Thru your family
I’ll fulfill your dreams
In the future can’t wait
To see if you’ll open up
The gates for me
Reminisce
Sometime the night
They took my friend
Try to black it out
But it plays again
When it’s real feelings
Hard to conceal
Can’t imagine
All the pain I feel
Give anything to hear
Half your breath
I know you still livin’
Your life after death

Chorus (Faith Evans):
Every step I take
Every move I make
Every single day
Everytime I pray
I’ll be missing you
Thinking of the day
When you went away
What a life to take
What a bond to break
I’ll be missing you

(We miss you, Big)

(Puffy Daddy):
It’s kinda hard
Wit you not around
Know you in heaven
Smilin’ down
Watching us
While
We pray for you
Everyday
We pray for you
Till the day
We meet again
In my heart is where
I keep you friend
Memories
Give me the strength
I need to proceed
Strength
I need to believe
My thoughts, Big
I just can’t define
Wish I could turn back
The hands of time
Us and the six shop
For new clothes
And kicks
You and me
Takin’ flics
Makin’ hits
Stages
They receive you on
Still can’t believe
You’re gone
Give anything to hear
Half your breath
I know you still livin’
Your life after death

(Chorus)

Somebody tell me why

One black morning
When this life is over
I know
I’ll see your face

Every night I pray
Every step I take
Every move I make
Every single day
Every night I pray
Every step I take
Every move I make
Every single day
Every night I pray
Every step I take
Every move I make
Every single day
Every night I pray
Every step I take
Every move I make
Every single day

(Chorus)

Every night I pray
Every step I take
Every move I make
Every single day

(Chorus)

Every night I pray
Every step I take
Every move I make
Every single day

(We miss you)

vincono le persone

Sono stati giorni difficili. La notizia della fine del mio incarico mi ha sconvolto e addolorato un bel po’. Mi sono affezionato ai miei ragazzi, che saranno sempre i miei ragazzi. Mi hanno mandato, ragazzi e genitori, e-mail bellissime, piene di gratitudine per quello che ho fatto in questo periodo. Ho rischiato di piangere più volte, davanti al computer o al tablet. Oggi è stato l’ultimo giorno, ho risalutato i ragazzini delle medie, ho salutato i ragazzi del liceo. All’ultima ora ho pianto, era la prima volta che mi succedeva davanti agli alunni. 

Mi hanno scritto frasi, di cui Vi scriverò, che mi resteranno per sempre dentro, mi hanno fatto emozionare. Ho vinto come insegnante, ho vinto come persona soprattutto. Ho dimostrato, in questi mesi, di essere una persona e non un personaggio, di essere una persona che vuole bene agli alunni e alla materia che insegna, ma, prima di tutto, una persona. Mi mancano già. 

P.S. Ho raccolto tutte le mail in una cartella, intitolata “cose bellissime”.

P.S. La megera che ho sostituito è una babbiona esaurita. Quanto durerà a scuola???? Spero poco… (lo so che sono cattivo)

Bye Bye suora inquietante!

Mi hanno comunicato stamattina che la stronzetta che sostituisco rientrerà da martedì. Che strano, per due volte si è negata al telefono con me, asserendo di stare male. Non voleva parlare con me, forse?? Vabbé, forse mi chiamerà un’altra scuola. Aspettiamo fiduciosi. Un po’ mi dispiace, mi ero affezionato, sì, un po’ anche alla suora inquietante, lo so che sembra strano. Era anche normale, il mio contratto finisce il 30 marzo e lo sapevo da settembre. Dalla settimana prossima ricomincerò a fare il traduttore a tempo pieno, in attesa di un’altra chiamata. La mia vita sarà, non so per quanto, un po’ più tranquilla, ma un po’ meno divertente. Meno male che non piove più.

P.S. La suora inquietante è all’ospedale. Si riprenderà?

eterno presente

Sono cresciuto in un’epoca di precarietà. 40 anni fa il posto fisso era la norma. Studiavi, cercavi un lavoro e progettavi una vita. La vita aveva un passato, un presente e un futuro. Scriverò una banalità: molti lavori si imparano solo lavorando, come quello dell’insegnante. è veramente ridicolo strologare tutti quei corsi tipo ssis, tfa, e chi più ne ha più ne metta. Per quanto possa esistere qualche fondamento teorico, l’essenziale è “stare in campo”, in classe. Quando penso a come ero agli inizi della mia carriera, vedo una persona impacciata e bravina, ora penso di essere più padrone della mia materia, più capace di condurre un gruppo. 

La precarietà è un eterno presente, rappresenta la perdita del passato e del futuro. Bisogna sempre ricominciare, bisogna sempre ripartire da zero. Chi racconta, come raccontò Mario Monti, che il posto fisso è noioso, prende in giro. Non basta rubarci il futuro, debbono anche prenderci in giro. Viviamo nell’era della velocità, nell’era che tutto brucia. Cerco di spiegare agli alunni che vale la pena di soffermarci su un esercizio, che vale la pena di soffermarci su una regola di grammatica, non tanto per la regola in sé, non solo per la regola in sé, ma anche per far capire l’importanza della lentezza. Mi piacerebbe continuare, mi piacerebbe anche continuare l’anno prossimo, anche se c’è la suora inquietante, mi piacerebbe continuare per consolidare quello che so, per conoscere ancora meglio i ragazzi, anche quello è importanti. Vanno conosciuti, motivati, compresi. Non possono bastare 1 mese, 2 mesi, 3 mesi. La precarietà rende tutto caduco e senza valore. Mi fa piacere quando persone si ricordano di me e vogliono la mia compagnia anche dopo anni, però mi sento sempre viaggiante, mi sembra di essere un musicista che va sempre in tour. Io mi affeziono ai luoghi, come i gatti, mi destabilizza dovere sempre cambiare, ma, nello stesso tempo, sono anche un viaggiatore. Capisco che la cosa migliore per un alunno sia avere una persona fissa, autorevole, sicura. Mi ricordo ancora di come mi desse fastidio, quando ero adolescente, cambiare i professori ogni anno. Mi sembrava che mi togliessero la terra sotto i piedi. Ai professori vanno prese le misure, metaforicamente parlando. Bisogna capire che cosa chiede un insegnante, per potere rendere meglio. Come si fa, quando l’insegnante rimane poco? Cerco di incidere il più possibile, cerco di curare me stesso e il mio lavoro il più possibile, cerco di non metterci ansia. L’ansia rovina tutto, so che posso giocarmela, altrimenti starei a casa.