Mese: ottobre 2013

Nostalgia

Oggi ho chattato su fb con dei miei studenti della mitica terza dell’anno scorso. Ho riso un bel po’, ma ho avuto tanta nostalgia. è mai possibile che, per colpa di questa precarietà, si debba interrompere un bel rapporto? MI sembra quasi che quello che abbiamo fatto non valga nulla e so che non è così, perché penso che abbiano imparato qualcosa e vissuto bene. Anche nella scuola delle suore ho delle soddisfazioni, però devo ricominciare tutto e poi, se la titolare della cattedra dovesse perdere anche la madre, è a casa, per badare ai propri genitori e le è già mancato il padre, io rischio di andare via, magari da qualche altra parte, per ricominciare tutto da capo. Non mi piace. Adesso mi auto cito e ripubblico la lettera che consegnai loro alla fine dell’anno scolastico scorso. Qualcuno si è anche commosso e mi stavo per commuovere anche io.

Voce del verbo vivere

Cara 3h, cara 3q. Siamo arrivati a giugno ed è stato un anno bello. Avrei potuto, avremmo potuto fare di più. C’è sempre un particolare del programma che non è stato trattato abbastanza, qualcosa che sarebbe potuto essere stato fatto meglio. Non è questo l’importante: abbiamo fatto qualche cosa, sapete qualcosa di più di tedesco. Credo che la situazione sia migliorata, ho avuto tante prove in queste settimane, vedendo molti dei lavori che avete scritto e ascoltando, ad esempio, chi si è ricordato di regole studiate tanto tempo fa.

Quando sono entrato qui per la prima volta, alla fine di settembre del 2012, ho avvertito una sensazione positiva. Ho avvertito la sensazione di un clima caotico e stimolante. La prima frase che dissi di voi fu, mi sono simpatici. Ora ne sono più convinto di allora. Un filosofo, Nieztsche, ha scritto nel libro Così parlò Zarathustra, Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können. Ci penso io alla traduzione, è il mio mestiere. Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante. La stella danzante sta ferma e nello stesso tempo si muove, è la sintesi dell’equilibrio. Nietzche pensava che il mondo fosse diviso tra dionisiaco, da Dioniso, dio dell’ebbrezza, cioè il caos, e l’apollineo, da Apollo, cioè la calma, la misura. La soluzione è mettere insieme il caos, la vivacità e l’ebbrezza con la calma, la razionalità e l’autocontrollo.

Ho visto voglia di imparare, voglia di capire qualcosa. Ho cercato di creare un clima basato sulla fiducia, considerandovi persone mature, anche se qualcosa è stato da aggiustare, nel corso dell’anno. Detesto i riti scolastici, faccio fatica, talvolta, persino a controllare se c’è una persona fuori dall’aula o ce ne sono due, e anche per quello ho chiuso un occhio e, a volte, entrambi, su piccole mancanze come questa e mancanze meno piccole, cercando di dialogare per capirci. Credo che il clima sia progressivamente migliorato dall’inizio dell’anno, forse perché vi siete sforzati (molte volte, ma non sempre) di starmi dietro anche quando vi ho tartassati con un bel po’ di grammatica, la famosa grammatica a bestia, anzi, abbestia, ma veramente abbestia. Siete riusciti a starmi dietro anche al sabato, all’ultima ora, non so se per dedizione per la materia, o perché forse vi sto un po’ simpatico. Ho avuto delle ottime sorprese anche in diverse verifiche. ci sono stati anche momenti difficili, come quando avevo messo una nota, perché non ne potevo più. Quello che è successo quella volta ha contribuito a migliorare, almeno parzialmente, la situazione.

Ho avuto delle bellissime sorprese quando avete scritto i vostri lavori. Avete dimostrato grande creatività e personalizzazione, avete un mondo interiore vivace ed importante e scrivete pure benino in tedesco (Google traduttore a parte,…). Siete persone ricche dentro, ne ero certo fin da quando vi ho visto per la prima volta, avete riempito le mie giornate.

Molte volte mi bastava vedere i vostri visi, i vostri sorrisi per riprendere il buon umore, che magati se ne era andato per qualche motivo. Tante volte sono uscito da qui con il sorriso sulle labbra.  Uno dei vostri pochi difetti è che dovreste essere meno diffidenti e ansiosi: quando vi ho proposto certe idee o vi ho spiegato come si deve studiare, avete pensato che avreste fatto fatica eccessiva. Non avete saputo usare la razionalità, prendere le cose nel giusto modo, e i risultati non sono stati buoni. Siete esseri umani e non avete avuto abbastanza fiducia nelle vostre possibilità,; io ho avuto ed ho fiducia nelle vostre possibilità, ho creduto più io in voi che voi in voi stessi.

La scuola è finita. Vi auguro di riposarvi, di vivere esperienze belle. Durante quest’anno siamo cresciuti, ho imparato qualcosa da voi, spero che voi abbiate imparato qualcosa da me. In questa classe si respira aria buona, vorrei tornare perché diventi ancora migliore.

Siete persone belle dentro e fuori. Un abbraccio (metaforico o reale, fate voi)

Un professore decente p.s. grazie anche per avermi sopportato

L’ho appena riletto, che nostalgia…. Quanto mi mancano.

restarci male

stamattina mi sono arrabbiato tanto tanto e ho detto tante brutte parole. Sì, ne dico anche io. Qualche giorno fa la suora melliflua e magra mi ferma nel corridoio, cortesemente, mi parla con giri di parole, mi dice che vado bene, ma che dovrei essere più severo. Io non sono capace di essere severo, sono troppo buono, ma ci provo. Sgrido tanto, anche chi non sta a sedere in modo corretto al banco. La scuola è caratterizzata da una severità molto forte, soprattutto per quel che riguarda la temibile suor R. , piccola, tozza e dallo sguardo cattivo, che minaccia gli alunni privi del tagliando per la mensa di privarli del cibo, penso avendo intenzioni serie. Io ho pensato a come adeguarmi alla severità medievale, far copiare una frase breve, in tedesco, centinaia di volte. Lo so che è una stupidaggine, ma se la casa vuole severità, io cerco di dare severità nei modi che mi vengono in mente. Da molti anni non insegno alle medie e, debbo dire, non bruciavo di entusiasmo all’idea di avere tutte e tre le classi. Preferisco quelli più grandi, ho più abitudini. La settimana scorsa due-tre ragazzine chiacchieravano a bassa voce durante la mia ora. Debbo confessare che non mi davano neanche più di tanto fastidio, debbo confessare inoltre che, quando succedeva l’anno scorso nella scuola pubblica, lasciavo abbastanza correre. Ma questi mi chiedono severità e allora, grande sgridata con punizione.

Interrogo, chiedo di fare degli esempi, chiedo il perché delle cose. è l’interrogazione del 10 mancato.

Stamattina mi scrive la suorina melliflua chiedendomi di chiamarla. Io la chiamo e lei mi anticipa che gli stronzetti, altro nome non si meritano, sono andati da lei a protestare per la punizione. Sospetto che abbiano protestato anche per il 10. Capisco che non mi conoscano, ma prima avrebbero potuto parlare con me.

Per quanto riguarda le punizioni, mi rivolgo a voi, cari amici, mi indicate qualche metodo alternativo, visto che io ne conosco pochi? Conosco l’interrogazione punitiva, i compiti di punizione, la nota sul diario, quella sul registro, mandare dal preside e poi non me ne vengono in mente altri, a parte le frasi da copiare.

Domani mi aspetta la reprimenda live. Se non dovessi più scrivere su questo post, ricordatemi da vivo, prima di cadere vittima della terribile suora. (che burlone sono)

ricordi

10 anni fa, in un brutto mattino d’autunno, se ne andava mia nonna, colei che mi ha allevato, la mia prima mamma. Non voglio sprecare parole retoriche, perché lei le odiava e mi farebbe due urli se sentisse o leggesse.

Oggi vado a visitare una sagra, sulle colline. Il cibo è buono, ospitale, calorico. Il tempo è caldo e amichevole. Ho fame e decido di mangiare qualcosa. Mi siedo davanti ad un bar alla buona, molto verace. Dalle casse partono delle musiche, canti popolari, strofe simpatiche ed ironiche. Immediatamente mi torna alla mente di quando mia nonna mi cantava due di quelle canzoni. Aveva una bella voce. Cantava spesso, quando mi veniva a svegliare, quando faceva i lavori di casa. Cantava quelle, cantava Bella ciao, Fischia il vento, La Marianna la va in campagna, ecc. Ho sorriso ascoltando quelle musiche ed ho chiesto al padrone del bar chi cantasse quelle canzoni. Mi ha risposto. 

è stato un bel modo per ricordarla, anche se non l’ho mai scordata. Nel seguito posto quelle due canzoni. 

www.wikitesti.com/index.php/La_mamma_di_Rosina

PELLEGRIN, CHE VIEN DA ROMA 

competizione

ST è una ragazzina piccola, carina e vivace. Le piacciono i One Direction, si veste alla moda e ogni tanto disturba in classe. Non è la classica ragazzina perfetta e inappuntabile, che pure mi piace tanto tanto tanto. L’ho conosciuta l’anno scorso, nell’unica scuola pubblica in cui ho lavorato fino ad ora. Nella mia materia si impegna abbastanza, anzi, anche molto. Sono mediamente soddisfatto di lei, anche se, a volte, le torcerei il collo, visto che si comporta non sempre bene, Un giorno consegno un compito in classe, svolto a seguito di un lungo ripasso in classe, in cui lei ha preso 8. è stata brava. se lo è meritato. Alla fine della lezione mi viene a dire, alla cattedra, sono contenta di avere capito le regole che lei ha spiegato, è una soddisfazione. Io le rispondo, e poi hai avuto anche un bel voto. E lei seria, ma a me interessa capire le cose, per me il voto è secondario. L’avrei baciata sulla fronte.

Pochi giorni fa, nella scuola delle suore, in terza media, interrogo 4 persone. Una ragazzina, che ha gli occhi azzurri e pattina, si offre, vuole essere interrogata. Il tempo non è tanto, perché ho solo un’ora: la chiamo per 10 minuti circa, tanto, penso, ha già 3 voti all’orale ad ottobre. Le faccio due domandine, lei risponde bene. Torna al posto, mi chiede, che voto ha dato, 9, perché ti ho fatto solo due domande, però, stai tranquilla, non faccio la media matematica, se in interrogazioni più lunghe prenderai dei 10, sappi che ti darò dei 10. Lei è rimasta dispiaciuta, può non mettermi il voto. Io le rispondo di no, lei va a casa scocciata per avere preso un 9 in tedesco. Ma è possibile una cosa del genere? Quali sono stati gli insegnamenti dei genitori? Scusate le banalità.