tristezza

Amaro, troppo amaro

Stamattina ho fatto il tampone, non potevo andare in classe dai miei alunni. Sono dovuto andare in un’altra aula, da solo. Quando una ragazzina mi ha detto: ma allora lei è a scuola, con lo sguardo stupito, le ho dovuto rispondere: sì, ma non posso venire in classe da voi e mi devo collegare da qua, mi sono sentito morire. Mi sentivo reietto, mi sentivo in castigo. Non si poteva far nulla, purtroppo. Mi sono prenotato per il vaccino, spero che capiti presto. è stato brutto stare lontano da loro, anche se ho sentito il loro affetto, il loro calore, ho visto i loro visi e tutto è migliorato. Oggi è stata l’ultima lezione, li avrei voluti salutare meglio, mah… Passerà la tristezza, passerà presto e rimarrà tutto il bello di questi mesi, tutti i sorrisi e la vita bella che ci sono stati.

P.S. Mi sono ricordato di quando 3 anni fa avevo dovuto stare a casa 10 gg., perché ero cascato per terra come una pera marcia. Non li avevo mai visti, in quei giorni. Viva Google Meet!

Sono un uomo ri…

Sono un uomo ridicolo. E ora mi danno anche del pazzo. Potrebbe essere
una promozione se per loro non rimanessi comunque un uomo ridicolo. Ma
ora non mi arrabbio più, ora li trovo tutti gentili, perfino quando
ridono di me, anzi proprio allora li trovo particolarmente gentili. Se
non mi sentissi così triste guardandoli, io stesso mi metterei a
ridere con loro, non di me, ma per piacere loro. Mi sento triste
perché essi non conoscono la verità, mentre io sì. Oh, che terribile
peso è essere il solo a conoscere la verità! Ma essi non lo
capirebbero. No, non lo capirebbero.

Il tempo del pieno e del vuoto

Ho una vita positiva, fatta di pieni e di vuoti. Mi piace tradurre, perché posso confrontarmi con le parole, perché posso stare solo con i miei pensieri e decidere da solo come lavorare. Mi piace insegnare, perché insegnare mi fa riempire di vita, pure troppa a volte. Il pieno e il vuoto sono l’equilibrio perfetto. Stamattina ho sentito freddo dentro. Stavo lavorando, seduto a questo computer, sul quale sto scrivendo parole incerte, fuori c’era il sole. Mi stavano venendo gli occhi lucidi. Mi sono sentito un po’ come quegli ex allenatori falliti, che passano il tempo a discettare di nulla in televisione. Mi sono sentito un po’ ridicolo.
Ho cercato di pensare a qualche cosa di diverso, e mi è venuta in mente questa canzone. Abbiate pazienza con me…

In my secret life
In my secret life
In my secret life
In my secret life

I saw you this morning.
You were moving so fast.
Can’t seem to loosen my grip
On the past.
And I miss you so much.
There’s no one in sight.
And we’re still making love
In my secret life.
In my secret life.

I smile when I’m angry.
I cheat and I lie.
I do what I have to do
To get by.
But I know what is wrong,
And I know what is right.
And I’d die for the truth
In my secret life.

Hold on, hold on, my brother.
My sister, hold on tight.
I finally got my orders.
I’ll be marching through the morning,
Marching through the night,
Moving cross the borders
Of my secret life.
In my secret life.

Looked through the paper.
Makes you want to cry.
Nobody cares if the people
Live or die.
And the dealer wants you thinking
That it’s either black or white.
Thank g-d it’s not that simple
In my secret life.

I bite my lip.
I buy what I’m told:
From the latest hit,
To the wisdom of old.
But I’m always alone.
And my heart is like ice.
And it’s crowded and cold
In my secret life.

prestito di parole

Chiedo in prestito le sue parole, perché debbo raccogliere le mie idee. Debbo capire il significato del mio caos. Debbo trovare una via d’uscita intelligente dalla tristezza. Ho prodotto sostanza, ci sono persone che hanno imparato delle cose, ci sono delle persone che hanno respirato bene. Sono riuscito a far lavorare bene e tanto delle persone, sono riuscito ad essere Michele. Ho prodotto civiltà, ho prodotto società. Penso che resterà tutto. Resterà tutto e per sempre. Però ho voglia di sorrisi e ho voglia di energia, ho voglia di guardarli negli occhi, ho voglia di passioni forti. Coraggio. Coraggio.

Mmm….
E’ pur sempre bellissima un’emozione
con le cadute e tutto il male
come una musica, come un dolore lascia il suo segno e non si fa scordare
l’anima in ogni sua imperfezione
ti fa cadere e rialzare
seguire logiche senza ragione
prendere e andare nel nome…

anche se non trovi le parole
hai girato il mondo dentro a un cuore intero…

nessuna replica, poco potere
mentre decidi se ti puoi fidare
il tuo momento ti viene a cercare puoi solo credere
forse saltare
come un elastico senza pensare non c’è più tempo forse fa male

anche se non trovi le parole
hai gitato il mondo dentro a un cuore…
anche se puoi perderti a cercare
hai girato il mondo dentro a un cuore
e devi dire grazie a te se resti come sei
dire grazie a te che
non ti lasci mai
anche se non riesci più a dormire
perchè non ci credi che è la fine
anche se non puoi ricominciare
hai girato il mondo dentro a un cuore intero

questa la dedico a voi

you cry, you learn, già… Alanis Morisette hai capito tutto, anche troppo. Ho capito di essere piccolo, più piccolo di quello che credevo, solo e indifeso. Mi sono sentito piccolo di fronte a quello che ho costruito. Mi sono sentito piccolo e impotente, perché la megera è rientrata dopo il congedo. Mi sono sentito squarciare il cuore, mi si stava aprendo il petto e ho pianto. Non ci potevo fare niente, però la stronza aveva detto che non sarebbe tornata, mannaggia a lei. Lo so che non ci potevo far niente, lo so. Ho bisogno di affetto, di sguardi, parole e sorrisi. Ho bisogno di cuori che pulsano, di braccia che si tendono verso di me per abbracciarmi al volo, oppure a lungo. Ho bisogno di ringraziarvi e lo faccio con questa canzone. Siete stati, e lo sarete ancora per un po’ temo, la spalla su cui piangere in questi giorni, e siete stati comprensivi e affettuosi. Mi sono sentito circondato di attenzioni. Thanks a lot!!!

I recommend getting your heart trampled on to anyone, yeah
I recommend walking around naked in your living room, yeah

Swallow it down ( what a jagged little pill )
It feels so good ( swimming in your stomach )
Wait until the dust settles

You live you learn
You love you learn
You cry you learn
You lose you learn
You bleed you learn
You scream you learn

I recommend biting off more than you can chew to anyone
I certainly do
I recommend sticking your foot in your mouth at any time
Feel free

Throw it down ( the caution blocks you from the wind )
Hold it up ( to the rays )
You wait and see when the smoke clear

You live you learn
You love you learn
You cry you learn
You lose you learn
You bleed you learn
You scream you learn

Wear it out ( the way a three-year-old would do )
Melt it down ( you’re gonna have to eventually anyway )
The fire trucks are coming up around the bend

You live you learn
You love you learn
You cry you learn
You lose you learn
You bleed you learn
You scream you learn

You grieve you learn
You choke you learn
You laugh you learn
You choose you learn
You pray you learn
You ask you learn
You live you learn

metti in circolo il tuo amore. voglio metterlo in circolo.

Per questo post voglio autocitarmi. Agli albori di questo blog avevo pubblicato questo post https://scuolafinita.wordpress.com/2013/03/01/metti-in-circolo-il-tuo-amore/ Fiorella Mannoia canta “Metti in circolo il tuo amore”. Oggi ho ascoltato questa canzone, mentre ero in automobile e ho pensato che sono una persona che vuole bene, che vuole bene alla scuola, ma soprattutto ai ragazzi, agli alunni. Voglio loro bene, senza aspettarmi il paradiso. Voglio loro un bene fine a sé stesso, non mi aspetto ricompense, né terrene, né ultraterrene. Però mi sento di merda.
Ecco il testo:
Hai cercato di capire
e non hai capito ancora
se di capire di finisce mai.
Hai provato a far capire
con tutta la tua voce
anche solo un pezzo di quello che sei.
Con la rabbia ci si nasce
o ci si diventa
tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca
ti fa fuori dentro
forse parte proprio da chi sei.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici “perché no?”
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti “non lo so”
come quando dici “peché no?”

Quante vite non capisci
e quindi non sopporti
perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci
e di correnti forti
perché ‘sto mare sia come vuoi te.

Metti in circolo il tuo amore
come fai con una novità
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici si vedrà
come fai con una novità

E ti sei opposto all’onda
ed è li che hai capito
che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa
per cui non hai l’invito
per cui gli inviti adesso falli tu.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici “perché no?”
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti “non lo so”
come quando dici perché no.

stanco, svuotato, ansioso e depresso

per fortuna c’è il sole. mi sento privo di energie, forse sarebbe meglio che piangessi, per sfogarmi. cerco di lavorare, cerco di fare cose, per non pensare. ci provo. Ho le mie traduzioni, però mi sento inutile come una scarpa rotta. Mi sembra di essere disoccupato, invece ho un lavoro che mi soddisfa. Mi annoio da solo, mi sento sciocco e grottesco. Stamattina, mentre andavo verso il tribunale (stavo scrivendo ospedale, capite???) la mia playlist di spotify ha messo questa canzone. Il testo e l’interpretazione sono belli, un bel po’ belli.
Metto il testo:
Ci penso da lontano da un altro mare un’altra casa che non sai

La chiamano speranza ma a volte è un modo per dire illusione

Ci penso da lontano e ogni volta è come avvicinarti un po’

Per chi ha l’ anima tagliata l’amore è sangue, futuro e coraggio

A volte sogni di navigare su campi di grano

E nei ritorni quella bellezza resta in una mano

E adesso che non rispondi fa più rumore nel silenzio il tuo pensiero

E tu da li mi sentirai se grido

Io non ho paura

Il tempo non ti aspetta

Ferisce questa terra dolce e diffidente

Ed ho imparato a comprendere l’indifferenza che ti cammina accanto Ma le ho riconosciute in tanti occhi le mie stesse paure

Ed aspettare è quel segreto che vorrei insegnarti

Matura il frutto e il tuo dolore non farà più male e adesso alza lo sguardo

Difendi con l’amore il tuo passato

Ed io da qui ti sentirò vicino

Io non ho paura

E poi lasciarti da lontano rinunciare anche ad amare come se l’amore fosse clandestino

Fermare gli occhi un istante e poi sparare in mezzo al cielo il tuo destino

Per ogni sogno calpestato ogni volta che hai creduto in quel sudore che ora bagna la tua schiena

Abbraccia questo vento e sentirai che il mio respiro è più sereno

Io non ho paura

Di quello che non so capire

Io non ho paura

Di quello che non puoi vedere

Io non ho paura

Di quello che non so spiegare

Di quello che ci cambierà

visto che mi voglio bene

Ho ricevuto altri attestati di stima, belli, sentiti, da genitori e alunni. Quelli dei bambini mi fanno piangere, ho già pianto sabato. Quelli dei genitori mi riempiono d’orgoglio e gioia. Da qualche parte, non so dove e non so ancora quando, avranno bisogno di me. E debbo ripartire, dare sempre di più. Visto che mi voglio bene, visto che fuori c’è il sole, visto che non sono affatto male, debbo ripartire. Debbo continuare a tradurre, cucinare, fare sport e vivere. La tristezza deve diventare benzina per ripartire. Sarà difficile, ci vorranno ancora giorni, spero non troppi. Sarà difficile, sono ferito, un bel po’ ferito, ma sono vivo. o almeno credo. 

Correre

Una volta non mi piaceva lo sport. Non mi piaceva, perché i miei genitori mi volevano spingere a praticare degli sport che non mi piacevano e che non mi sarebbero mai piaciuti, come il nuoto. Io volevo praticare la danza classica, si sa,

Ho avuto il dono da parte della natura di un corpo armonico e atletico e una resistenza cardio-vascolare importante. Non so quanto dipenda dal corpo e quanto dalla mente. Penso che la mente sia più importante del corpo nella corsa. Quando trascorro tanto tempo senza praticare sport, ne avverto la necessità fisica e mentale, soprattutto quando ritorno nella mia città. L’adipe che ricopre lo stomaco e i miei ex addominali è un peso sulla coscienza da eliminare. Io vado in palestra, faccio aerobica, pilates.. Quando ritorno a casa, voglio correre. Correre era l’unica attività sportiva che mi interessava, a parte il balletto. Quando, alle scuole medie, c’era la corsa campestre, io raggiungevo delle buone posizioni e mi stupivo di me stesso. Gli anni passano, frequento la palestra con gioia e passione, trovo un amico, più grande di me. è un uomo che ama la vita, peccato che sia un po’ di destra. Mi propone di andare a correre. La palestra è vicino a casa, lì vicino a casa c’è una lunga strada, piena di traffico e inquinamento, che porta fuori dalla città. Vicino a quella strada inizia un parco, alberi, verde appena disordinato, panchine, sentieri asfaltati. Quel parco porta ad un grande fiume, in quel parco ci sono uomini, donne, bambini, stranieri e italiani, ci sono animali e gioia. D’estate ci sono tante persone, ma anche di inverno il parco è preso d’assalto da donne e uomini, quando il tempo è bello. Vado in palestra dopo pranzo, sono un liceale e poi un universitario. Io e il mio amico andiamo a correre da febbraio, quando ci sono le prime temperature miti, fino ad ottobre, saltando il mese di agosto. Andiamo a correre anche quando fa molto caldo, sotto lo sguardo divertito e stupito di donne affacciate alla finestra. Entriamo nel parco tenendo un ritmo compassato, da jogging, usciamo per un breve tratto di strada, costeggiando il parco, di fianco a villettine bianche che sembrano delle case al mare, anche se non siamo al mare. Rientriamo nel parco, ci sono piccole salite e discese. c’è un chiosco di bibite e gelati. Il fiume è vicino, lo costeggiamo per rendergli omaggio.  Io ho un’ottima resistenza fisica, sono soddisfatto di me. Sono gli anni delle superiori, dell’università, di amori, di impegno politico, di cultura. Sono gli anni della scoperta della vita. Più ci penso, più mi rendo conto che i luoghi hanno un’anima. I luoghi non sono mai neutri, i luoghi sentono i nostri discorsi, sentono le nostre risate, le nostre lacrime e le nostre tristezze. Sentono e cambiano, non rimangono mai gli stessi. Non succede solo durante i viaggi. Gli anni passano e il mio amico se ne va da questa terra. Torno a correre, ma con meno frequenza, con altre persone, che, però sono meno simpatiche del mio amico. Abbiamo corso con il sole, siamo stati sorpresi dalla pioggia, ci siamo dovuti riparare negli stand della Festa dell’Unità, in compagnia di un anziano signore con il cappello che ci guarda con aria perplessa. 

I miei anni felici svaniscono con la fine dell’università e la fine della vita di mia nonna. Iniziano anni di tristezza e sfiducia, nei quali continuo ad andare in palestra, ma non vado a correre. Guardo il grande parco e il grande fiume solo dal finestrino dell’automobile. 

All’inizio di questo post ho scritto che si corre con la mente, si corre per sfidare sé stessi. Non mi interessa la competizione con gli altri, mi interessa collaborare, scambiare idee, crescere con gli altri. Mi interessa progredire, mi interessa vincere qualche mio limite. Gli anni di tristezza e di quasi depressione inquinano la mente, inquinano le amicizie, inquinano i rapporti umani. La tristezza e la sfiducia chiamano tristezza e sfiducia, chiamano rapporti umani tossici e inutili. Bisogna ricostruire le macerie di sé stessi, bisogna ricostruirle, perché c’è stata una guerra e sono stato sconfitto, c’è stata una guerra, in cui io ho perso. Inizio a capire che bisogna eliminare i rami secchi, quei rapporti senza senso e senza logica, prima uno e poi l’altro vengono da me liquidati, ritrovando l’orgoglio di un essere umano. Lavoro, annullando me stesso. Io non esisto più, sono sotto le macerie, che, in parte, anche io ho contribuito a buttarmi addosso. Io amo la lettura, ho anche diminuito il numero di libri e la qualità di questi libri scende.

In un giorno di fine estate, che sembra un giorno di luglio, sento un richiamo. Sono le sei di sera, prepotenti di luce. Mi preparo, pantaloncini t-shirt e bandana. Debbo andare in quel parco, lo debbo fare, perché quel parco mi sta chiamando. Più corro, più l’energia aumenta. La resistenza è resistenza di mente, di corpo. Quando finisco, sono pieno di elettricità, gioia, mi esalto. Vorrei fare l’amore con quel parco, provo quasi un’eccitazione carnale. Il parco è vivo. 

La risalita continua, la tristezza lascia il posto alla consapevolezza di un me stesso migliore. Continuo a correre e anche qualche settimana fa, pochi giorni dopo essere tornato dalle vacanze ricomincio a correre. Voglio bene a quel parco, che costeggia il grande fiume. Voglio bene a me stesso, quando la fatica aumenta, penso che manca sempre meno al traguardo e la sfida è quasi vinta. Controllo la respirazione, controllo me stesso. Il ritmo che seguo è il ritmo della mia vita, un ritmo tranquillo e regolare. è quasi una filosofia di vita. Vorrei abbracciare gli alberi e la terra, mi porto dentro il grande spazio, grande come lo spazio di un blog, dove si può raccontare liberamente, per sfogarsi, per liberarsi.