Mese: febbraio 2018

5 anni

Sono passati 5 anni da quel momento, dal momento in cui ho deciso di scrivere qualcosa. Ci sono ancora molti nodi da sciogliere, questioni da chiarire, cose che non capisco. Ho vissuto molto, con molto cuore, come mi ha detto un ragazzo in palestra, forse troppo. Sto pensando al vicino di casa che pota la siepe e lascia l’erba tagliata per terra. Dopo si alza il vento e l’erba tagliata si sparge ovunque, senza pietà. Sto pensando ai medici che non hanno umanità, ne ho incontrati diversi in questo periodo in cui ho frequentato troppo ospedali. Sto pensando a ragazzine che parlano troppo e con sicumera e a ragazzine che mi insegnano molto. Sto pensando al fatto che ragiono ancora poco e non sto abbastanza attento ai segnali che mi manda il mio fisico. Sto pensando che sembro uno che usa tanto la ragione, ma non è vero. Sono un impulsivo, anche se ho l’aria tranquilla.

alba

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Venerdì 18 febbraio 2018, piazza Galvani comizio di Forza Nuova tenuto da Roberto Fiore (Dichiarato colpevole in tutti i gradi di giudizio, Fiore avrebbe dovuto scontare almeno cinque anni e mezzo di reclusione. Invece è scappato all’estero. Quando rientra in Italia, a quattro giorni dal 25 aprile 1999, è un uomo libero.) è l’ennesimo schiaffo […]

via Bologna, l’ennesima pagina nera che offende la città. — STORIE DIMENTICATE

sempre tardi

Mi accorgo che capisco spesso tardi. e dire che non sono stupido, o almeno così sostengono in molti. Lo pensava anche la mia cara nonna. Capisco sempre tardi, quando il castello delle responsabilità mi schiaccia e cado per terra rovinosamente. Sono terrorizzato, ma sempre troppo tardi, quando mi portano all’ospedale e mi chiedono se assumo delle sostanze. Io non fumo nemmeno e bevo moderatamente. Capisco tardi, quando mi sento privo delle mie sicurezze, quando devo rimanere a casa dalla mia adorata scuola. Scrivo “nulla di troppo” e rimango 14 ore al giorno al lavoro, colmo di una hybris autolesionista e cogliona. Non voglio mai fermarmi, tra palestra e lavori e mi ritrovo dolorante su un letto a farmi cambiare il pannolone da un’infermiera. Non so come muovermi e ho paura di tutto, mentre un medico minimizza. Mi fanno i controlli e non sanno che cosa ho e forse capisco che lo devo sapere io.

Sono stupido?

ma adesso basta

Sono solo in casa e un silenzio assordante mi devasta e distrugge. Sento che devo scrivere, per curarmi. Ho bisogno della parola, per frantumare il dolore. Il mio corpo è sempre stato in salute e da un po’ di tempo non risponde ai comandi. Vado in ospedale e faticano a capire cos’ho. Non so neanche io cosa ho di preciso. Qualcuno ha sospettato perfino che io fossi drogato. Non fumo nemmeno. Sono pieno di angoscia, paura e un senso di vuoto mi opprime. Ancora per qualche giorno non potrò fare sport. Ricomincio il 20, o almeno spero, dopo un mese. Vi prometto che smetterò presto, l’inverno dell’anima deve finire.

Non riesco nemmeno a piangere.