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Il fascismo nella Venezia Giulia e la persecuzione antislava

Non ho niente altro da aggiungere rispetto a quanto c’è scritto in questo bellissimo e fondamentale articolo. Ci vuole rispetto per i morti, ma bisogna conoscere bene la storia. Onore a questo blog!

STORIE DIMENTICATE

Tra qualche giorno si celebrerà “La Giornata del Ricordo” giornata indetta nel 2004 in ricordo delle foibe e dell’esodo degli italiani dai territori istriani, fiumani e dalmati. Giornata creata dall’allora governo Berlusconi. Non voglio sminuire la tragedia di quei giorni, ma la storia di quei territori non può essere letta solo nell’ultimo periodo di dominazione italiana.

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Anche ora ci sono

è il 17 dicembre e sono qua, ancora qua, dopo la pressione che è scesa ieri, dopo il giretto al Pronto Soccorso, dopo che sono stato in un carnaio, dopo che non ho un bel niente.

Ancora qua.

A presto M.

L’Italietta imperialista ieri e oggi, il mito degli italiani brava gente … fandonie da storiucoli della RAI

Grazie di nuovo a questo stupendo blog. Io l’avevo sempre saputo che il mito degli italiani cosiddetti brava gente è falso come una banconota da tre euro, ma tanti non lo sanno. La marmaglia fascista rialza sempre di più la testa, tenendo sempre e costantemente il pallino del gioco. Il pd, che dovrebbe essere di centrosinistra, bercia luoghi comuni, distorsioni e falsità per contribuire all’inebetimento di quei non tanti (ma sempre troppi), che li votano. Hanno tradito gli ideali della sinistra da molti anni, sono una fotocopia venuta male e ridicola di forza italia. E c’è ancora qualcuno che pensa che loro siano gli eredi del PCI. Quando scrivo questo post, dopo avere letto questo racconto bello ed atroce, sono veramente furente, anzi incazzato nero. Compio un atto politico, sicuramente insufficiente, ma è un atto politico. Lancio un sassolino nello stagno, sperando di attirare l’attenzione di qualche persona con più di due neuroni all’interno della scatola cranica.

PAGINEROSSE

I crimini (anche razzisti) dei soldati italiani nei Balcani e in Africa

C’è una pagina della nostra storia nazionale che da quasi ottant’anni si fatica a leggere. Quella dei crimini, anche a sfondo razziale, compiuti dall’Esercito italiano in Africa e nei Balcani nel passato

Soldati italiani e combattenti cetnici

Soldati italiani e combattenti cetnici

di Giovanni Giovannetti

C’è una pagina della nostra storia nazionale che da quasi ottant’anni si fatica a leggere. Quella dei crimini, anche a sfondo razziale, compiuti dall’Esercito italiano in Africa e nei Balcani.
Maggio 1941. Germania, Italia e Ungheria occupano la Slovenia, e la provincia di Lubiana viene annessa al Regno d’Italia. Ma temendo la resistenza sociale ben più di quella armata, il comandante supremo della Seconda armata d’occupazione generale Mario Roatta il 1° marzo 1942 emana la famigerata “circolare 3c” contro la popolazione civile slovena.
Roatta dispone rappresaglie, incendi di case e villaggi, razzie, torture, esecuzioni sommarie, la cattura e…

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Adani: «Qui la mafia non entra»

La Mafia al nord. Più viva che mai, purtroppo.

VIGNOLA PER ME

dalla Gazzetta di Modena di MERCOLEDÌ, 01 APRILE 2009

Pagina 28 – Provincia

Adani: «Qui la mafia non entra»

Il criminologo Ciconte: la comunità ha fatto scudo

di Giovanni Tizian

VIGNOLA. «Parlare di illegalità, di mafie e di abusivismi non vuol dire infangare il buon nome della comunità entro cui si vive, ma significa potenziare gli anticorpi di fronte all’escalation di segnali allarmanti». Con queste parole il sindaco Roberto Adani al quale, tempo fa, venne recapitata una busta con due proiettili, ha aperto il convegno su “Riflessioni per una comunità responsabile”.
Il convegno organizzato presso la biblioteca di Vignola ha visto la partecipazione di Enzo Ciconte, storico del fenomeno mafioso, e di Laura Garavini, capogruppo Pd in commissione parlamentare antimafia. Di fronte a tanti presenti e forze dell’ordine i tre relatori hanno saputo delineare le criticità del nostro territorio senza però creare allarmismi inutili perché la realtà emiliana non è…

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Di José Saramago

Maryland

Rimango sempre di stucco davanti alla libertà delle donne. Noi le vediamo come esseri subalterni, ci divertiamo alle loro futilità, le cambiamo quando ormai sono sciupate, e ognuna di loro è capace di coglierci alla sprovvista, stendendoci davanti vastissimi campi di libertà, come se sotto alla loro obbedienza, un’obbedienza che sembra cercare se stessa, costruissero le mura di un’indipendenza rude e illimitata.
Dinanzi a queste mura noi, che credevamo di sapere tutto dell’essere inferiore che a poco a poco abbiamo addomesticato o abbiamo trovato addomesticato, ci ritroviamo disarmati, inesperti e spaventati: quel cagnolino che tanto volenterosamente si rotolava per terra, sulla schiena, mostrando il ventre, d’un balzo si mette in piedi, fremente d’ira, e all’improvviso i suoi occhi ci sono estranei, occhi profondi, sfuggenti e ironicamente indifferenti.
Quando i poeti romantici dicevano (o dicono ancora) che la donna è una sfinge, avevano ragione, che Dio li benedica.
La donna è…

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