Uncategorized

Di José Saramago

Maryland

Rimango sempre di stucco davanti alla libertà delle donne. Noi le vediamo come esseri subalterni, ci divertiamo alle loro futilità, le cambiamo quando ormai sono sciupate, e ognuna di loro è capace di coglierci alla sprovvista, stendendoci davanti vastissimi campi di libertà, come se sotto alla loro obbedienza, un’obbedienza che sembra cercare se stessa, costruissero le mura di un’indipendenza rude e illimitata.
Dinanzi a queste mura noi, che credevamo di sapere tutto dell’essere inferiore che a poco a poco abbiamo addomesticato o abbiamo trovato addomesticato, ci ritroviamo disarmati, inesperti e spaventati: quel cagnolino che tanto volenterosamente si rotolava per terra, sulla schiena, mostrando il ventre, d’un balzo si mette in piedi, fremente d’ira, e all’improvviso i suoi occhi ci sono estranei, occhi profondi, sfuggenti e ironicamente indifferenti.
Quando i poeti romantici dicevano (o dicono ancora) che la donna è una sfinge, avevano ragione, che Dio li benedica.
La donna è…

View original post 68 altre parole

Annunci

La mia tesi/2

METODOLOGIA
Le interpretazioni critiche di una scelta significativa di poesie di Kljuev costituiscono uno dei due punti nodali di questo lavoro, assieme alle traduzioni. La lettura approfondita delle sue poesie pone dei problemi legati alla complessità della lingua, alla commistione tra codici, poiché il poeta utilizza termini dialettali, termini di altre lingue, come quella mongolica e, soprattutto termini del linguaggio settario. A proposito della lingua russa va sottolineato che Kljuev utilizza anche molti arcaismi e molti termini che indicano elementi della natura siberiana. Inoltre vi è anche l‟utilizzo di un linguaggio simbolico che ha posto l‟esigenza di una “doppia lettura” di alcune poesie, di cui una più letterale e l‟altra che ha tenuto conto della quantità di riferimenti che ogni parola, ogni espressione della poesia di Kljuev contiene. Le analisi che vengono presentate costituiscono una chiave interpretativa dei temi che affronta il poeta e delle idee che esprime, quindi sono necessariamente discutibili. Nei paragrafi che seguono verranno forniti degli spunti sul metodo adottato nella lettura critica delle poesie.
Le analisi delle poesie sono state organiche, nel senso che ognuna delle parti in cui sono divise, parti che chiameremo introduzione, svolgimento e conclusione, oltre a contribuire ad imprimere forza alle tesi che vengono espresse, devono fornire un‟idea di omogeneità. L’introduzione HA POSTO LE BASI DI TUTTO IL LAVORO DA SVOLGERE. Qualsiasi opera letteraria e, dunque, qualsiasi poesia, è inserita in un contesto storico dal quale viene influenzata in varia misura. Ho cercato, nelle analisi, di CONTESTUALIZZARE la poesia, di offrire un quadro generale del periodo storico in cui viene scritta. Ho indicato gli avvenimenti più importanti, sia della nazione in cui vive e/o opera l’autore, sia gli avvenimenti che accadono negli altri paesi. Considerare un’opera in maniera astorica è estremamente fallace, perché può contribuire a trarre in inganno sia colui che analizza che colui che legge l’interpretazione critica. Ho cercato anche di NON CADERE NELL’ECCESSO OPPOSTO, in altre parole quello di REDIGERE UN SAGGIO
8
STORICO, che devierebbe in maniera determinante da quello che è il tema principale, cioè la poesia. Il percorso di avvicinamento alla poesia iniziato con la descrizione del contesto storico continua: essa è inserita all’interno di un progetto narrativo coerente ed è influenzata dalla vita dell’autore e dalle scelte culturali e personali che egli ha compiuto. Ho anche scritto della vita dell’autore e del percorso che l’ha portato a comporre quella poesia. A questo punto la poesia è stata inserita in un contesto: sono stati forniti al lettore i primi mezzi per capire la poesia e l’interpretazione che viene fornita e, magari, per interpretarla in modo diverso. La fase che precede immediatamente lo svolgimento, è quella dell’INDIVIDUAZIONE DEI TEMI PRINCIPALI della poesia. Ogni poesia esprime delle idee, affronta dei temi, in maniera più o meno coerente: li ho cercati e sviluppati. Lo svolgimento è stato diviso in parti, ognuna delle quali corrisponde ai temi affrontati: questa divisione è “annunciata”, al termine dell’introduzione. LO SVOLGIMENTO DIMOSTRA LA FONDATEZZA DELLA DIVISIONE IN TEMI CHE VIENE OPERATA QUALCHE RIGA PIÙ INDIETRO: vale la pena ricordare, che, nonostante si affrontino le tematiche separatamente, la poesia è unica, e, dunque, ciascuno dei temi affrontati non termina in modo netto alla fine di un paragrafo, anche se l’attenzione del poeta e del lettore si sposta su altri temi e altre idee. Per dimostrare la fondatezza delle mie tesi ho utilizzato tutti quegli elementi stilistici, retorici e metrici che ne confermano la validità; ho utilizzato inoltre tutte quelle citazioni, quei riferimenti che l’autore compie nel corso della poesia e che si inseriscono all’interno del percorso del poeta, di colui che analizza e di colui che legge la poesia, e magari anche l’analisi. Ho utilizzato non casualmente il termine “percorso”, per sottolineare il fatto che è necessario mostrarlo all’interno dello svolgimento e soprattutto nelle transizioni da una parte all’altra dello svolgimento.
Al termine bisogna in qualche modo riassumere il percorso che si è compiuto ed indicare dove si è arrivati: le conclusioni sono “aperte”, lasciano spazio anche a colui che legge che può avere fornito delle risposte diverse ai temi posti. La conclusione costituisce una MARCIA DI ALLONTANAMENTO dalla poesia.
9
Ho spiegato dunque il contesto storico successivo alla poesia e il contesto culturale, le scelte che il poeta compie e l’influenza che la poesia analizzata avrà nel resto della sua vita.

Scrivere

Si parte da un blog. Il blog e’ scrittura libera, che puo’ essere sganciata dal tempo. Il blog e’ partito dalla scuola per arrivare alla fotografia, toccando la politica. E’ un diario, che si interrompe e riparte. Sto lavorando ad un romanzo, che usa pezzi di verita’ e pezzi di fantasia. Si intitolera’ storia di una suora inquietante e di un professore. Se riusciro’ a finirlo lo leggerete. A presto. M.

scuole private

In tanti possono passare da quelle scuole, da studenti o da insegnanti precari. Tanti hanno una famiglia che ha messo da parte qualcosa e che ti consente di vivere con tranquillità. Puoi cercare lavoro senza ansie, ma, nello stesso tempo, hai voglia di fare esperienze, hai voglia di metterti alla prova. E hai voglia di metterti alla prova anche in una scuola privata. Si chiamano private e non “paritarie”, come le hanno ipocritamente ribattezzate. Sono scuole buone, discrete, belle e brutte, ma sono scuole di una parte, sono scuole che offrono una visione parziale della vita. Ci sono stato da comunista, ci sono stato da sostenitore della scuola pubblica, ci sono stato da persona curiosa ed aperta. E ho passato anche dei bei momenti e non pochi. Ho ancora degli amici, tra ex alunni e prof, sento ancora un mio ex collega, fondamentalista cattolico, il quale, udite udite, mi apprezzava. Ho trascorso molti anni nelle scuole private, ho conosciuto molte persone, mi sono innamorato di una ragazza. Ho visto bambini, ragazzi, alunni. Ho visto ragazzi pieni di vita che stonavano nello squallore bigotto della scuola ciellina, ho visto anche un uomo severo e abbastanza corretto, nella scuola del centro, ho visto una suora senza umanità. Ho visto e ho provato emozioni: mi sono emozionato, sono stato felice, sono stato arrabbiato e sono stato schifato.

Ci sono stato, ma non vorrei più tornarci. Ci sono stato ed è stato giusto esserci stato, ho imparato qualcosa.