Month: dicembre 2013

Tanta stanchezza sulle spalle

anche questa me la dedico

 

NATALE

di Giuseppe Ungaretti 1916

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

auto dedica

questa è una versione abbastanza rara di Ho ancora la forza, scritta da Ligabue, e qui cantata insieme a Guccini. Me la dedico, mi serve.
Ho ancora la forza che serve a camminare
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici si comincia

E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia

Abito sempre qui da me
in questa stessa strada che non sai mai se c’è
e al mondo sono andato
dal mondo son tornato sempre vivo

Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l’altro so rifare

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire

Abito sempre qui da me
in questa stessa strada che non sai mai se c’è
nel mondo sono andato
dal mondo son tornato sempre vivo

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro
di scegliermi la vita masticando ogni metro
di far la conta degli amici andati e dire
Ci vediam più tardi

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare

Abito sempre qui da me
in questa stessa strada che non sai mai se c’è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo

niente sermoncini

Tranquilli, non faccio sermoncini, ci pensa il presidente della Repubblica. 

La fine dell’anno porta sempre a dei bilanci. Quest’anno è stato ricco, soprattutto di cose buone. Quest’anno è stato intensissimo, una vera e propria corsa, interrotta, per fortuna, per prendere fiato ogni tanto per vacanze e viaggi. (Londoooooooooon) è stato molto soddisfacente per le traduzioni, ho acquisito nuovi clienti e guadagnato bene, non mi posso lamentare. A scuola è stato bello e difficile, stancante, con la prima esperienza da commissario d’esame alla maturità. Sono ritornato, dopo un anno di scuola statale, alla scuola dei preti, anzi delle suore. Ho dovuto abituarmi ad avere (6 ore su 10) le medie, alle superiori ho 3 alunni in tutto. è stato difficile, ma anche soddisfacente, anche se la suora magra mi ha anche fatto tribolare. 

Ce la farò ad arrivare a giugno? sono staaaaaanco…. Non starò mica invecchiando???

Ho deciso di iniziare questo blog con nessuna certezza. Mi è sempre piaciuto narrare, ma non avevo mai tentato questa forma di narrazione. Ho conosciuto altri blogger, ho letto i loro blog, dai quali ho avuto molto. ho ricevuto tante graditissime attenzioni, commenti, critiche, riflessioni che hanno facilitato la mia ispirazione. Grazie, un grazie per nulla retorico a tutti voi, nessuno escluso. Buon anno!!!

a distanza

sono un curioso della vita e un curioso del mondo. mi piace viaggiare, anche se avrei voluto viaggiare di più. mi piacciono le lingue, tutte. Ho dedicato e dedico la mia vita alle lingue, però, c’è un però. Io adoro la Russia. Con questa cultura ho un legame ancestrale, irrazionale, che si è insinuato dentro di me, da quando ho iniziato a studiare questa lingua meravigliosa. intendiamoci, già da prima la amavo. Per me la cultura russa è tante cose: è Urss, è mistica, è Tolstoj, Dostoevskij, è il mio grande amore di qualche anno fa, è passione nascosta sotto un’apparente freddezza, è Lenin, è Koba, ecc. ecc. Per me la cultura russa è un grande poeta mistico, Nikolaj Kljuev, morto nel 1937, che vedeva la natura abitata da spiriti. Ho dedicato una tesi di laurea su questo poeta. Ho insegnato russo per due anni al liceo, divertendomi come un matto. Potrei andare avanti un bel po’ sulla Russia, rischiando di essere banale e noioso.

Un’altra mia grande passione è il computer. Ho iniziato ad usare il computer quando avevo 5 anni, stimolato da mio padre. Non ho quasi mai frequentato corsi di computer e la mia grande passione e la mia curiosità sono stati la molla fondamentale che mi hanno consentito ora di cavarmela molto bene con questo oggetto. Mi piace molto Internet, mi piacciono i blog, per forza ne curo uno, anche se non penso che una persona debba rinunciare alla vita reale per il computer. 

Qualche giorno fa mi è arrivata una mail graditissima da parte di una ragazza, la quale, non so perché, ha saputo che io insegno russo. Mi ha posto delle domande di letteratura russa. Ha scritto che le serviranno per un esame. Mi ha spinto a riprendere in mano dei libri di Pasternak e Bulgakov che non ripercorrevo da tempo. Mi ha spinto a studiare. Le ho scritto già alcune mie riflessioni. 

Ecco a cosa può servire Internet. Se solo capissi come ha fatto quella ragazza a sapere che ho insegnato russo…

ai miei mitici follower (e famiglie)

Io non credo in dio, come ho ripetuto cento mila volte. Per me il natale è un pretesto per fare festa e mangiare, ma non solo. Facciamo così, a chi non crede, come me, auguro buona vita, a chi crede Buon Natale. Poi visto che tutti credono nel Boss, vi dedico questa meraviglia. Statemi tanto tanto bene!!!

Belle giornate

tante volte la fatica ti stronca in questo lavoro, soprattutto la fatica psicologica. io ho un bagaglio di esperienze, ho le mie idee, a volte penso di essere un po’ tanto complesso, forse un po’ troppo. Debbo confessare che, prima di ricevere questo incarico, mi aveva un po’ spaventato l’idea di trovarmi di fronte ad un sacco di bambini delle medie. Pensavo che la gran parte avrebbe fatto fatica a capire me e che io avrei fatto fatica a capire loro. Per fortuna ho avuto dimostrazioni che mi hanno convinto che mi hanno convinto di star sbagliando. Riesco a comunicare anche qualcosa di cui non mi accorgo. Vi ho già raccontato che una ragazzina di seconda media mi ha detto che io non sono come gli altri prof, che sembro quasi uno di loro. 

Pochi giorni fa è stata l’ultima lezione prima di Natale. Io avevo detto loro di preparare dei bigliettini natalizi, un po’ per farli esercitare in tedesco, un po’ per far esercitare la loro creatività, ma anche un po’, diciamocelo, per ingraziarmi la simpatica suora, in fin dei conti sono in casa sua. I ragazzini li hanno dedicati a me, me li hanno regalati e la cosa mi ha sorpreso un bel po’. Non pensavo che mi apprezzassero tanto. La ragazzina che mi aveva rivolto quelle frasi mi ha scritto sul biglietto, lei insegna molto bene tedesco, è molto paziente, simpatico ed estroverso, con un tedesco non sempre perfetto, ma con affetto e sincerità che addolciscono l’anima. Ho fatto lezione per poco, poi abbiamo mangiato dolcetti e cioccolatini, portati dai bimbi, che mi hanno circondato di caotico affetto e attenzioni. belle giornate.

io sono un sentimentale

io sono un sentimentale, sono un tenero. Faccio in fretta ad affezionarmi alle persone e raramente, molto raramente cambio idea, come quando detesto una persona. è raro che io detesti una persona, ma qualche volta capita. 

Ho iniziato questa esperienza con il timore di abituarmi con difficoltà alla scuola media, ci ho insegnato per troppo poco tempo. Sono abituato con ragazzi più grandi. A volte mi sento un po’ troppo cerebrale, troppo intellettuale, per dei quasi bambini come loro. I primi tempi di questa esperienza (sono passati più di tre mesi) mi hanno visto in condizioni di disagio, come quando si hanno delle scarpe nuove, alle quali i nostri piedi non hanno ancora impresso la forma. Alle medie è tutto più immediato, più veloce, più spontaneo, meno controllato. Alle medie tutto è più veloce. Mi hanno affidato tutte e tre le classi, dagli 11 ai 14 anni, da quelli che sono appena usciti dalle elementari a quelli che stanno per andare alle superiori. Nella seconda media ci sono bambini e bambine intelligenti e simpatici. è un gruppo che comprende quasi solo ragazzini motivati, il tedesco lo si studia solo se si è motivati, lo spagnolo anche perché è una moda e si pensa che sia facile. è un gruppo unito, abbastanza coeso, composto in prevalenza da femmine, che rappresentano la parte dominante. C’è ED, una ragazzina con i capelli ricci neri, lo sguardo furbo e la voce alta. è intelligente ed incostante. Tutti. in quel gruppo, sono intelligenti, molti sono incostanti. Ha volontà di partecipare, alle volte un po’ scomposta, come quando interviene senza che io le abbia dato la parola. Tante volte la sgrido, insieme alle altre, perché sono un po’ troppo scatenate, e mi ritrovo a pensare che non vengo capito e che le medie non sono il tipo di scuola per me, tante volte mi ritrovo a pensare che sono troppo adulto, troppo diverso da quelli che sono dei prof seriosi, per potercela fare alle medie. I ragazzi hanno dei buoni risultati e questo mi rincuora, ma penso sempre che manchi qualcosa, penso sempre di essere un po’ troppo molliccio. L’altro giorno ED mi dice, con il tono serio e sincero che solo i bambini possono avere, lei non è come tutti gli altri prof, lei sembra quasi uno di noi. è più vicino a noi. è tanto paziente e spiega insegna molto bene. La sincerità del modo, oltre che il contenuto, mi hanno riempito il cuore, soprattutto mi ha colpito una frase, sembra uno di noi. è vero, forse non sono mai diventato prof, sono rimasto quell’alunno, che nel frattempo è cresciuto, che, una volta, aiutava i compagni in difficoltà. Mi sto affezionando. Se me ne dovessi andare mi dispiacerebbe tanto. 

essere contenti

molto spesso mi faccio delle domande, mi faccio domande difficili, mi faccio domande facili, mi faccio domande profonde e domande meno profonde. a volte le mie domande partono da riflessioni del tutto personali, a volte da quello che vedo intorno a me. 

La simpatica suora preside decide di organizzare la giornata della seconda lingua, nella scuola in cui lavoro. Per carità, nulla di sbagliato, anche una buona idea. Scrivo al Goethe Institut, il quale mi manda un pacco di materiale, con dentro opuscoli, con dentro giochi, con dentro un sacco di spillette, con sopra scritta una parola in tedesco. La preside ha voluto, chissà perché, che la giornata fosse destinata solo alle superiori, dove ci sono solo 3 studenti di tedesco. Vabbè, nulla di grave. Naturalmente, nel pacco che mi ha mandato il Goethe Institut, c’è un sacco di roba in eccesso. Decido di regalarla ai ragazzini delle medie. I primi che incontro sono quelli di seconda media. Quando vedono delle spillette, delle semplici spillette, vanno letteralmente in visibilio. Mi chiamano prof Babbo Natale, ringraziano mille volte, Mi chiedono, anche tre insieme, il significato delle parole sulle spillette. Che bello, a me è capitata la spilletta con su scritto la parola “Freund”, amico, a me “Wurst”, ecc. ecc. Qualcuno fa scambio. Ho visto dei ragazzini felici per oggetti semplicissimi, non per la I Phone. Mi sono chiesto: cosa sono le cose che mi fanno felice?

Prima di tutto mi fa felice vedere che dei bambini sono felici per cose semplici, e questo sembra ovvio. Poi, al di fuori questo, ho cercato di pensare ad un elenco immediato, spontaneo, delle prime cose che mi vengono in mente. Prima di scrivere l’elenco vorrei concludere questo post, scrivendo che quello che è successo, quella gioia scomposta e vera che hanno espresso mi sta facendo affezionare a loro, dopo tanti dubbi su questa realtà, sulle scuole medie. Io sono un sentimentalone, sono uno affettuoso e questi episodi sono un colpo positivo al mio cuore. E dire che ero perplesso su questa esperienza, forse quei ragazzini mi stanno facendo cambiare idea? Il seguito alle prossime puntate.

cose che mi fanno felice

1) il sorriso di uno sconosciuto rivolto a me

2) gli occhi espressivi di una bella donna

3) pensare a mia nonna

4) un libro che mi fa pensare

5) i primi sentori di primavera nell’aria

6) un alunno che capisce ed apprezza quello che spiego

7) una traduzione venuta bene

8) ridere (è banale, lo so)

9) bere un ottimo bicchiere di vino

10) il sole

e voi, amici? perché non mi scrivete, di getto, un elenco di 10 cose che vi rendono felici?