Negativo

Il tampone è negativo, mi è arrivata la notizia alle 4 e 17 di stamattina. Mi si è alleggerito il cuore, tanto. Era il quinto tampone. Mi ha dato un gran fastidio non aver potuto insegnare in presenza.

La scuola è finita per quest’anno, manca solo la maturità.

Vado a letto.

M.

Amaro, troppo amaro

Stamattina ho fatto il tampone, non potevo andare in classe dai miei alunni. Sono dovuto andare in un’altra aula, da solo. Quando una ragazzina mi ha detto: ma allora lei è a scuola, con lo sguardo stupito, le ho dovuto rispondere: sì, ma non posso venire in classe da voi e mi devo collegare da qua, mi sono sentito morire. Mi sentivo reietto, mi sentivo in castigo. Non si poteva far nulla, purtroppo. Mi sono prenotato per il vaccino, spero che capiti presto. è stato brutto stare lontano da loro, anche se ho sentito il loro affetto, il loro calore, ho visto i loro visi e tutto è migliorato. Oggi è stata l’ultima lezione, li avrei voluti salutare meglio, mah… Passerà la tristezza, passerà presto e rimarrà tutto il bello di questi mesi, tutti i sorrisi e la vita bella che ci sono stati.

P.S. Mi sono ricordato di quando 3 anni fa avevo dovuto stare a casa 10 gg., perché ero cascato per terra come una pera marcia. Non li avevo mai visti, in quei giorni. Viva Google Meet!

Invisibile

Non ero mai mancato da scuola, mai mancato. L’altro giorno era la Festa della Repubblica e ho ricevuto una mail dalla vicepreside. Hanno trovato positiva una ragazza della mia classe e devo fare lezione da casa. Domani devo fare il tampone. Mi da un fastidio enorme non andare a scuola, mi sembra di rivivere, almeno in parte il 2018, quando ero stato male e mi era toccato rimanere a casa 10 giorni. Mi da un fastidio enorme vederli al di là dello schermo. Vorrei toccarli, vorrei abbracciarli. Vorrei sentirli vicini. Cercherò di sentirli vicini da dietro il computer. Sabato quest’anno sarà finito, avrei preferito una fine diversa.

Mah.

Tutto bene

Tutto bene, tutto bene per davvero. La strada prosegue, è giusto che prosegua.

Fai un colloquio on line un venerdì di aprile e ricevi questi riscontri. “Noi genitori speriamo che lei rimanga, perché ha saputo costruire una grande empatia con gli alunni”

Non devo mai scordarlo, non devo mai allontanare dalla mente e dall’anima queste perle. Mi servono e mi serviranno, per quando arriverà l’inverno, l’inverno dentro. Mi servono comunque, per rendermi conto che quello che faccio un senso. Mi servono, per sorridere, mi servono per essere felice e darmi la felicità che merito.

VA BENE, MA PROPRIO BENISSIMO

Finisce lo stage online con i miei alunni e la prof tedesca mi saluta dicendomi che loro sono bravissimi, motivati, che l’hanno resa entusiasta, che meritano il massimo dei voti, che l’hanno molto sorpresa positivamente, per il loro livello di tedesco ed educazione. Mi dice che tutto questo è un mio grande merito e mi dice anche che sono attraente e chic, lodandomi anche per il mio completo che per la mia sciarpa, rigorosamente coordinati. come tanti altri italiani, che hanno stile, come dice lei.

STORIA DELL’IDRAULICO INQUISITORE

Ieri pomeriggio mi arriva una curiosa telefonata con il numero “coperto”. Decido di rispondere e un individuo si qualifica come l’idraulico, mandato dall’amministratore di condominio. Io penso che si riferisca ai lavori che stanno eseguendo sulla facciata, ma lui mi dice che lo ha chiamato la persona che abita sotto di me, per una perdita d’acqua che io gli avrei provocato. Io gli rispondo che abito al piano terra e che dunque è un po’ difficile che io abbia provocato una perdita all’inquilino del piano di sotto, non essendoci nessuno. Lui mi dice con tono di leggero sfottimento: “Lo sa che non si buttano gli assorbenti nello scarico, vero?” e io gli rispondo che non li uso e che, se li usassi, non li butterei nello scarico, ma che, in ogni caso, io abito al piano terra e sotto non abita nessuno. Lui ribatte dicendo: “Lo sa che sono un po’ stufo di annusare la puzza di m. , perché lei ottura lo scarico del vicino del piano di sotto?” e io, “Mi dispiace molto per lei, ma sotto di me non abita nessuno e temo che lei abbia sbagliato persona”. Al che lui mi dice, con tono un po’ minatorio: “La sua assicurazione paga per questo tipo di danni?” e io, “Io mi chiamo XX, abito in via XX al pian terreno, se vuole la invito a casa, così può verificare anche lei che sotto casa mia non abita nessuno”. Lui butta giù e non si fa più risentire. (MAH)

Continua, è giusto che continui.

è giusto che continui questa storia, questa storia segnata da decine di chilometri, segnata da occhiaia e sbadigli profondi, da passi lenti e da giorni che non vogliono incominciare. è una storia segnata da freddini mattutini e da umidità un po’ fastidiose. Ma è una storia che deve andare avanti, anche oltre le mie aspettative, anche oltre i miei dubbi, anche oltre le mie insicurezze. La facciamo continuare, ripensando alla piccola storia di sorrisi e carroattrezzi, di gioia e momenti in cui non penso a nient’altro, alle piccole afflizioni e alle rabbie medie, che rimangono da una parte, lontani e nascosti.

Raccontiamo anche quest’altro capitolo. I miei alunni stanno frequentando uno stage on line di tedesco e l’insegnante fa i complimenti a me e a loro per il loro livello di tedesco e l’educazione. Li riferisco alla collega che si occupa degli stage la quale mi risponde che sa benissimo che è merito mio e che faccio sentire i ragazzi a loro agio e spera che io rimanga con loro ancora per tanto tempo.

Sarebbe bello continuare, anche se la scuola è lontana, anche se mi devo alzare alle 6, fino a che il mio fisico me lo consentirà, spero che me lo consenta per tanto tempo. Sento meno la fatica, quando mi diverto. E mi diverto.

Qualcosa di cui essere orgogliosi

Mi ricordo di quando scrivevo la tesi di laurea, tanti anni fa. Mi ricordo la mia relatrice, una donna russa piena di cultura, grande insegnante, un po’ persa nel proprio mondo. Mi ricordo quando andai ad un suo ricevimento e lei mi disse: “tu sei un libero pensatore”. Ne fui orgoglioso. Ne sono orgoglioso. è vero. Sono sempre stato fiero della mia indipendenza, comunista, libero, senza patria e iconoclasta.

Un pensiero positivo ci vuole.