sentimenti

Storia di L.

L. è una ragazzina con le gambe lunghe e piene e il viso da bambina, che tradisce i suoi 15 anni scarsi. Non è bravissima a scuola, non diventerà mai una traduttrice e probabilmente non andrà all’università. L. ha la faccia paffuta e un sorriso sincero, che rivela come è lei dentro, pura e sincera. Si è impegnata in tedesco, superando molte delle lacune che aveva. Si è impegnata ad aiutare i compagni in difficoltà. L. è una ragazzina solida e di buon cuore. Qualche giorno fa mi è corsa incontro nel corridoio e mi ha abbracciato sussurrandomi, grazie per tutto quello che ha fatto per me. Io ho ricambiato l’abbraccio e mi sono emozionato. Il cuore mi si è aperto e mi sono sentito bene. Quell’abbraccio mi servirà, mi servirà per gli inverni dell’anima, perché la dovrò riscaldare. Che bello insegnare.

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almeno lo so

La persona di cui sono innamorato si è dichiarata, ma mi ha fatto capire che è impossibile concludere qualcosa. io mi sono dichiarato, sapendo benissimo che è impossibile concludere qualcosa. Ci sono degli ostacoli insormontabili, psicologici e non solo. almeno lo so, almeno ho imparato dalla vita e dalla mia educazione che bisogna farsene una ragione. Continuerò ad amarla da lontano, poi, chissà, le cose cambieranno. cercherò di essere lucido, di esserle d’aiuto, di non essere sgradevole.

falsità e solitudine

Mi capita di pensare a quella specie di rapporto che ho avuto con quella ragazza di cui vi ho scritto. Confesso che ho sempre avuto il sospetto che quella persona avesse secondi fini, però mi ascoltava un po’ e ne ero felice. A volte mi sento solo. Anche se ho persone che mi vogliono bene. Mi confidavo con lei. Poi ho avuto la conferma che quella persona si è comportata da falsa. Abbiamo chiuso i rapporti. Ogni tanto, quando sono da solo, la riempio di insulti tra me e me. Ma poi ragiono. Anche se era falsa, mi ha fatto sentire bene, anche se lo sapevo che c’era qualcosa che non andava. Io spero di non vederla mai più.

radici ovunque, radici da nessuna parte

era giusto così, tornare in Germania, era giusto, perché ho dedicato una parte di me a quella cultura, a quella lingua, perché insegno quella cultura, perché insegnando quella cultura ho amato, ho amato tanto, perché ho amato tanto una donna che viene da quella terra. era giusto così, perché volevo capire qualcosa in più da quei luoghi, perché volevo buttarmici dentro. volevo capire da dove viene quella malinconia di quegli sguardi, volevo capire la malinconia di quei sorrisi, volevo capirla un po’ di più. volevo capire qualcosa in più di me stesso. volevo rendermi conto di avere radici ovunque e radici da nessuna parte. quadro Kirchner

ruggiti o belati

a volte il mio ruggito diventa belato o viceversa. a volte mi sento strappare dei pezzi e a volte fa bene, a volte fa male. a volte ho voglia di scappare e di correre velocissimo, ma non so correre veloce. sono molto resistente, ma non corro veloce. a volte ho voglia di scappare in Germania e ci sono stato. a volte ho voglia di non tornare più, ma sono tornato. forse sono pentito. quest’anno è stato uno dei più belli della mia vita, mi sono innamorato, ma sono esausto. sono un rompipalle clamoroso, un po’ noioso. adesso vi mando la buona notte. vogliatemi bene, se ci riuscite.

a presto.

il medico -pensieri interrotti

credevo che quella ragazza avesse bisogno del medico, per risanare la propria vita. credevo di essere un medico, zeppo di buone intenzioni e di buona volontà. forse sono un medico. quella ragazza viveva, vive e vivrà in un mondo in cui la bugia regna. non sono capace di dire bugie. preferisco tacere. sono stato egoista. la vita è la sua, deve viverla come pare a lei.

ora faccio fatica a pensare e metto questa musica: Nuvole bianche di Ludovico Einaudi e Paolo Fresu