Month: gennaio 2014

e la suora si svegliò

Vi ricordate quando mi sono lamentato della suora inquietante, che mi aveva spedito in quello stanzino buio, chiamato pomposamente “aula di tedesco”? Vi ricordate quando ho scritto il post “non per studiare”, perché al buio si fa l’amore e non si studia? vi ricordate quando vi ho raccontato che mi avevano messo una grossa lampada e la suora inquietante me l’aveva fatta togliere, accusandomi di sprecare energia? ebbene, dopo mesi e mesi, con la prontezza di un bradipo, la suora inquietante ha predisposto un mirabolante piano logistico, che prevede la mia migrazione in varie aule, più illuminate del loculo nel quale ero sempre confinato, lasciandomi nel loculo per 4 ore su 10, solo con i ragazzi delle superiori e la torcia. e la suora inquietante si svegliò… pochi giorni fa, con la sua voce sottile, la incontro per le scale e mi dice “va meglio?”, io, sempre più di fretta. “sì, grazie”.

e il professore timido tirò un sospiro di sollievo, almeno per 6 ore su 10,… 

suora sempre più inquietante

Una volta sono stato anche io cattolico, poi, mi sono accorto che era un vestito che mi stava stretto. Io non riesco a capire molti aspetti dei cattolici, uno di questi, come ho già scritto, le suore, che scelgono di negare loro stesse come donne, in nome di un’entità trascendente, come se l’esteriorità fosse più importante di tutto. 

Giorni fa ero sulla porta dell’auletta dove faccio lezione ai miei studenti, c’era l’intervallo. a pochi metri da me c’era la suora inquietante, magra, ossuta in volto, piccola, vestita come al solito di nero. Si mette sempre davanti alla presidenza, per sorvegliare, come una specie di nonna arcigna, durante l’intervallo. Una bambina con l’aria trasognata le si avvicina, io non odo le loro parole, la suora inquietante sorride alla bambina e accenna, udite udite, ad alcuni saltelli su un piede solo davanti alla bambina. Io ho dovuto immediatamente distogliere lo sguardo, prima di rimanere vittima di tremende convulsioni per le risate. Mi chiedo sempre: ma, visto che sono esseri umani pure loro e sentono il bisogno di giocare anche a 80 anni, che bisogno c’è, che senso ha, l’auto-imposizione di non avere una famiglia, di vestirsi sempre allo stesso modo, ecc. ecc.? Forse, se saltasse di più, sarebbe meno acida? chissà! Forza suora inquietante, salta, il professore timido te lo chiede!

Le cose buffe

Da un po’ di tempo a questa parte sto cercando di essere sempre più ottimista e sorridente. Da quando ho un po’ di comprendonio mi ripeto di aver avuto una buona vita, salute,ecc. ecc. Dunque, mi debbo lamentare poco. Spero vi siate accorti che, almeno per ora, sto mantenendo questa promessa che mi sono fatto.

Ieri mattina, mentre il mio unico alunno di seconda liceo stava svolgendo il compito in classe, ho buttato l’occhio fuori dalla finestra. La scuola nella quale lavoro è un edificio austero, come è normale che sia ogni convento. Sembra una chiesa, è buio e opprimente. Nel cortile alcuni giochi per bambini, ci sono le elementari e l’asilo, interrompono un po’ quest’austerità. Ci sono tanti bambini, di prima elementare. Gridano allegri, assieme alla loro maestra suora, chi ha paura del lupo cattivo. Corrono, e la loro suora, non più giovane, corre con loro e grida con loro. Ecco, so che i miei potranno essere considerati come pregiudizi , ma per me le suore, e soprattutto la suora inquietante, rappresentano austerità, rigidità, seriosità. A me fa ridere vedere una suora che corre con i bambini, perché si allontana dal mio schema mentale. Hanno giocato per mezz’ora e ho trattenuto a stento le risate per quell’anziana suora che correva e giocava a chi ha paura del lupo cattivo. 

Faccio una domanda a voi: quando, per voi, la realtà si è allontanata dai vostri schemi e avete sorriso? Il primo momento che vi viene in mente, in modo del tutto spontaneo.

Il professore timido e la suora inquietante: la storia continua

C’è una parola che mi pone spesso delle perplessità, questa parola è famiglia. Certi cattolici la usano come una clava, per rinchiudere uomini e donne, ma, soprattutto quest’ultime. Usano formule come “famiglia naturale fondata sul matrimonio”. “valori della famiglia”, ecc. ecc. Della mia famiglia fa parte chiunque prova verso di me un affetto sincero, chi si prende cura di me regolarmente, a prescindere dai legami di sangue. Esistono dei giorni che considero importanti, come quello del mio compleanno. è stato sabato scorso, vi ho anche rotto l’anima in proposito. Organizzo un simpatico ritrovo con parenti ed amici, la mia famiglia, per sabato pomeriggio, l’organizzo da un mese, più o meno. La domenica precedente al mio compleanno ricevo una mail sul tablet “Comunicazioni suora inquietante”. ORROREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE Nella mail la suora scrive dell’open day, organizzato per il 18 gennaio e inserisce un allegato. Lo apro e mi si gela il sangue, vengo precettato per il sabato pomeriggio del mio compleanno. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO Le rispondo, chiedendo di esonerarmi, in modo molto cortese, faccio presente che ho effettuato delle prenotazioni per il mio compleanno da molto tempo. Mi aspetto una replica piccata, ma non arriva. 

Passano pochi giorni e incontro, uau che gioia, la suora, mentre salgo i gradini. Con la voce flebile, salendo i gradini più velocemente di me, mi dice, lei è troppo distante dalla scuola, non abbiamo avuto tempo per precisare. Le dico, in che senso.Per gli impegni pomeridiani no, neanche per l’open day. Capisco gli impegni pomeridiani, ma anche l’open day. Io le faccio presente, che proprio non posso, che ho in programma un ritrovo con parenti e amici. Lei è scocciata.

I valori della famiglia. Il professore timido e la suora inquietante: la saga continua.