Mese: giugno 2015

confesso

omofobia a Bologna

l’articolo che potete leggere nel link mi provoca orrore e spavento. parla di un uomo che fa il cardinale, nel 2015, che offende il buon senso, con la sua omofobia.

si chiama Caffarra, è un ciellino.

ho detto tutto: inorridiamo

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«Non so se sei vivo» – Anna Andreevna Achmatova

Rubo…

Poesia in Rete

Anna Achmatova c. 1925, photograph by Paul Luknitsky Anna Achmatova c. 1925, photograph by Paul Luknitsky

Non so se sei vivo
o sei perduto per sempre,
se posso ancora cercarti nel mondo
o ti debbo piangere mestamente
come morto nei pensieri della sera.
Ti ho dato tutto: la quotidiana preghiera
e l’illanguidente febbre dell’insonnia,
lo stormo bianco dei miei versi
e l’azzurro incendio degli occhi.
Nessuno mi è stato più intimo di te,
nessuno mi ha reso più triste,
nemmeno chi mi ha tradita fino al tormento,
nemmeno chi mi ha lusingata e poi dimenticata.

Anna Andreevna Achmatova

Slepnevo, estate 1915

(Traduzione di Gene Immediato)

da “Stormo bianco”, Edizioni San Paolo, 1995

***

Я не знаю, ты жив или умер

Я не знаю, ты жив или умер, –
На земле тебя можно искать
Или только в вечерней думе
По усопшем светло горевать.

Все тебе: и молитва дневная,
И бессонницы млеющий жар,
И стихов моих белая стая,

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Saramago

ho bisogno di vuoto, perché ho avuto il pieno. ho bisogno di vuoto, perché sono egoista. ho bisogno di vuoto, perché trascorro tanti mesi, tante ore, a darmi. do le mie parole, do il mio atteggiamento, il mio modo di fare simpatico e un po’ timido. Consegno me stesso a delle persone, delle persone che hanno 1 1-12, 14-15, 16 o 17 anni. Sono voraci di vita, di parole, di sorrisi e di gentilezza. Ho dei modi civili, dei modi garbati, sembro quasi un milordino. Non sono altero, anche se qualche persona superficiale così mi considera. Mi chiedo a volte: che cosa rimane di me? Rimane la mia voglia di vita. Mi chiedo cosa vuol dire essere comunista. e penso di esserlo dentro. amo la vita, amo la cultura, ho una disciplina che nasce dall’amore. Uno dei miei pochi amori è l’amore per quello che faccio, o forse per quello che sono. Sono tante cose, sono una persona piena, sono un mondo. però mi sento un po’ solo. Vorrei avere un minimo comune denominatore, vorrei un partito. Sento il bisogno di cultura, il bisogno di vita di ragazze e ragazzi. Cerco di dare loro me stesso. Ma vorrei un partito comunista.

Bisogna che Egli cresca, e che io diminuisca

«La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice».
José Saramago

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il medico -pensieri interrotti

credevo che quella ragazza avesse bisogno del medico, per risanare la propria vita. credevo di essere un medico, zeppo di buone intenzioni e di buona volontà. forse sono un medico. quella ragazza viveva, vive e vivrà in un mondo in cui la bugia regna. non sono capace di dire bugie. preferisco tacere. sono stato egoista. la vita è la sua, deve viverla come pare a lei.

ora faccio fatica a pensare e metto questa musica: Nuvole bianche di Ludovico Einaudi e Paolo Fresu