stanco, svuotato, ansioso e depresso

per fortuna c’è il sole. mi sento privo di energie, forse sarebbe meglio che piangessi, per sfogarmi. cerco di lavorare, cerco di fare cose, per non pensare. ci provo. Ho le mie traduzioni, però mi sento inutile come una scarpa rotta. Mi sembra di essere disoccupato, invece ho un lavoro che mi soddisfa. Mi annoio da solo, mi sento sciocco e grottesco. Stamattina, mentre andavo verso il tribunale (stavo scrivendo ospedale, capite???) la mia playlist di spotify ha messo questa canzone. Il testo e l’interpretazione sono belli, un bel po’ belli.
Metto il testo:
Ci penso da lontano da un altro mare un’altra casa che non sai

La chiamano speranza ma a volte è un modo per dire illusione

Ci penso da lontano e ogni volta è come avvicinarti un po’

Per chi ha l’ anima tagliata l’amore è sangue, futuro e coraggio

A volte sogni di navigare su campi di grano

E nei ritorni quella bellezza resta in una mano

E adesso che non rispondi fa più rumore nel silenzio il tuo pensiero

E tu da li mi sentirai se grido

Io non ho paura

Il tempo non ti aspetta

Ferisce questa terra dolce e diffidente

Ed ho imparato a comprendere l’indifferenza che ti cammina accanto Ma le ho riconosciute in tanti occhi le mie stesse paure

Ed aspettare è quel segreto che vorrei insegnarti

Matura il frutto e il tuo dolore non farà più male e adesso alza lo sguardo

Difendi con l’amore il tuo passato

Ed io da qui ti sentirò vicino

Io non ho paura

E poi lasciarti da lontano rinunciare anche ad amare come se l’amore fosse clandestino

Fermare gli occhi un istante e poi sparare in mezzo al cielo il tuo destino

Per ogni sogno calpestato ogni volta che hai creduto in quel sudore che ora bagna la tua schiena

Abbraccia questo vento e sentirai che il mio respiro è più sereno

Io non ho paura

Di quello che non so capire

Io non ho paura

Di quello che non puoi vedere

Io non ho paura

Di quello che non so spiegare

Di quello che ci cambierà

13 comments

  1. Non viverla così male, guarda il lato positivo: hai scoperto che l’esperienza scolastica ti soddisfa e scoprire con chiarezza quello che piace è un bel passo avanti. E poi non sei inutile, ne dal punto di vista lavorativo visto che sei impegnato con le traduzioni, ne dal punto di vista umano, perchè sei sensibile e riflessivo e hai molto di buono da dare. Un sorriso 🙂
    La canzone è molto bella.

    1. sono molto contento di leggere i tuoi, i vostri messaggi, sono sentiti, sinceri, si sente. Ho bisogno di affetto, ho bisogno di dare affetto. quando traduco, ci metto la passione, per fare delle traduzioni perfette. curo i rapporti con i clienti per bene, due clienti si sono anche innamorate di me, però non ho contatti costanti. Mi sento così solo. Ogni incarico che passa mi rendo conto di amare sempre di più il mio lavoro. Ho lasciato un segno su molti di quei ragazzi, il mio passaggio non è stato insignificante. Molti di loro si ricorderanno di me, continueranno le loro vite, è giusto, loro sono loro e io sono io. Io ho già vinto, ho stravinto, le lodi nei miei confronti sono state tante, ma è aumentata anche la mia sensibilità. Ho visto delle persone crescere e io sono cresciuto con loro, da prof, da prof che parla piano e si fa sentire tanto. Il mio compito è quello di camminare con loro, per un tratto di strada più o meno lungo, poi è giusto anche che le strade svoltino. Però , questa volta, le cose sono cambiate. Quando una ragazzina dolce e sorridente mi ha scritto “grazie di cuore per tutte le cose che ci ha insegnato”., mi è venuto in mente un verso della canzone “Chiedi chi erano i Beatles”, che recita “voi dovete insegnarci con tutte le cose e non solo a parole” e mi sono sentito spaventosamente grande, anche se pensavo e penso di essere piccolo. Mi sembrava di essere Alice nel Paese delle Meraviglie, quando cresce smisuratamente. Ho gioito, ho visto gli occhi grandi e verdi di una bambina, il sorriso triste. ed è stato il colpo di grazia, per iniziare a piangere. Vorrei essere meno sensibile, per resistere a queste situazioni. Ma non sono capace. So che da qualche parte ricomincerò, ma ogni giorno che passa, per me è un giorno triste, perché non insegno. Faccio anche dei brutti pensieri sulla megera che ho sostituito, pensa tu… Penso sempre che si potrebbe riammalare. Mamma mia, come sono ridotto… scusa lo sfogo… la canzone è molto bella, proprio vero.

      1. Se non fossi sensibile non soffriresti, è vero, ma non proveresti neppure gioia…quindi questo è il prezzo della gioia, le cose grandi e belle costano!
        I pensieri brutti dicono solo che sei umano, non cattivo.
        Poi, guarda, io credo che nulla capiti per caso, forse per ora questo è quello che avevi bisogno di imparare. Ed infine, ti dirò, molti dei tuoi ragionamenti mi hanno aiutato a interrogarmi sul mio stare in classe.

      2. Ogni anno che passa questo lavoro si impadronisce di me, mi conquista. Mi rendo conto di non poterne fare a meno. Mi sento ridicolo ancora di più, quando penso a quando dicevo, non ne posso più di ‘sto lavoro. Nessuno mi ha insegnato ad insegnare, penso che non si possa insegnare ad insegnare. Penso di essere uno degli insegnanti che è più sé stesso. Con i ragazzi mi sento il prof, lo zio, il fratello maggiore, una spalla, il papà giovane, l’amico giocherellone, uno che ama la materia, che ama la vita, mi sento tutto questo e nulla di questo. Forse è vero quello che dici, forse dovevo subire questa prova. Magari serve a qualcosa, magari no. Grazie per l’attenzione che dimostri per il mio blog, che cresce molto, anche per merito vostro.

  2. Ho letto gli ultimi tuoi post che intitolerei “dell’abbandono” e capisco profondamente la tua tristezza e la tua malinconia.
    Ti parlo da ex prof, insegnavo in un Liceo Linguistico e ho smesso per scelta personale. Avevo altre opportunità lavorative.
    Il rapporto con i ragazzi, bellissimo, nonostante qualche normale incomprensione, è diventato ancora più solido dopo. Con alcuni/e di loro mi incontro spesso oppure ci scriviamo. I social poi aiutano a mantenere i contatti.
    Ora vedi tutto in modo pessimistico, ma cambierà se riesci a mantenere una rete di relazioni. Te lo dico per esperienza.
    E non sentirti inutile!!! Nessuno lo è, e nel tuo caso specifico, a parte il lavoro di traduttore che svolgi, potrai magari avere in ruolo nuovo per i tuoi ex ragazzi che magari diventeranno tuoi piccoli amici come è successo a me. Inoltre avrai nuove opportunità con altri istituti scolastici e la possibilità di svolgere ancora il tuo ruolo di educatore in una diversa realtà. Anche cambiare è gratificante.
    Coraggio!
    Un caro saluto
    Primula

    1. Mi sono reso conto, non senza stupore, che forse sono più bravo di quel che penso. Avrei voluto continuare il mio lavoro, vorrei continuare il mio lavoro, quel posto era diventato mio, anche se io ero il supplente. Era diventato il mio, perché mi sono accorto di avere fatto breccia dentro di loro. Ho delle mail, ho dei numeri di cellulare. Manderò loro gli auguri, vorrei scrivere loro qualcosa di interessante sul tedesco. So che il viaggio, da qualche parte, riprenderà, so che ho già vinto, so che il loro prof rimarrà sempre il loro prof, lo so. So di essere, senza falsa modestia, un po’ diverso dagli altri. Loro sono rimasti spiazzati e dispiaciuti, io ancora di più. Avrei voluto, vorrei, ricominciare il viaggio, per costruire ancora di più. Ho bisogno di più certezze, forse sono ancora più fragile di loro. Io vado avanti. Sfogarmi mi fa bene, tanto bene. Forse rispunterà il sole. chissà a che punto è la notte?

  3. Forza, forza….pensa a quanti ragazzi ti ricorderanno e quanti altri ancora incontrerai!
    Forse è anche la primavera che fa uno strano effetto….non pensarci dai…

    ciao Michele
    buon domani!
    .marta

    1. Forse ritornerò. Ho gli indirizzi mail di alcuni ragazzini, i numeri di cell, perché mi hanno scritto dei messaggi. Manderò loro gli auguri di buona pasqua, vorrei trovare qualcosa di interessante, di stimolante legato al tedesco, da mandare. Mi sento vivo, anche se ferito. Sto reagendo, so che continuerò a star male, ma che mi riprenderò. Ho scoperto di essere più bravo di quel che penso e la cosa mi spaventa un po’. Forse non me ne sono andato e non me ne andrò mai da quel luogo. Non so se ci tornerò fisicamente, forse sì, forse no. Non penso che ci tornerei senza essere il prof di tedesco, perché sono geloso e ci rimarrei male a tornare in un luogo dove quei ragazzi non hanno me come prof. Hanno scritto che se li andrò a trovare mi accoglieranno a braccia spalancate. Mi piacerebbe molto, lo so. Penso che andrò a trovare gli alunni dell’anno scorso, intanto mi preparo psicologicamente. Mi faccio coraggio, chi m’ammazza??? buon domani a te,

      M:

  4. Aho’ Proff!!! E’ il cambio d’orario!! Ci sentiamo tutti stanchi e spossati!! 🙂 Non demordere, nella vita le cose più belle arrivano nei momenti peggiori. E mò c’è Renzi che ci concerà per le feste……. e cambia musica!!

      1. Hai visto? Basta pensare a Renzi e riattivi subito la forza che c’è in te! Bisogna formare bene le nuove leve per spaccare il culo a questa gentaglia!!

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