Scuola

Ospedale

Mi chiede quando voglio che lei recuperi la verifica. Mi aveva scritto quando sarebbe ritornata a casa dall’ospedale. Mi ha confermato oggi che è tornata. All’ospedale seguiva le lezioni, sempre puntualissima a collegarsi. Mi ha informato di ogni singolo intervento che ha subito. Ha 18 anni circa, ha un tumore al cervello.

M.

Grazie al collega Pietro De Angelis

Oggi faccio il saprofita e mi approfitto del bell’articolo del collega! Ho il sospetto che la ministra Azzolina abbia poco senso della realtà. La cosa mi dispiacerebbe assai, anche perché io non ho in antipatia il M5S. Povera, povera nostra scuola!

La proposta per la riapertura delle scuole sarebbe l’alternanza didattica in presenza/anti-didattica a distanza. Una sorta di classe mista: metà in presenza e metà connessa da remoto. Questa è la straordinaria soluzione a cui ministero, esperti, comitati sono infine giunti: tenere cinque ore metà classe davanti al pc. Una domanda semplice semplice che magari sarà sfuggita a queste menti illuminate: ma chi sarà accanto a questi bambini durante le cinque ore in cui saranno connessi da casa? I genitori? Non credo, perché che lavorino smart o non smart, devono appunto lavorare. I nonni? La famosa categoria fragile che fino a ieri abbiamo cercato di proteggere non esponendola a rischi inutili? I nonni anch’essi smart? E chi i nonni non ce li ha? La vicina di casa? La baby-sitter? Un’altra domanda semplice semplice che magari sarà sfuggita: esattamente come farà il docente a fare lezione usando due didattiche completamente diverse, una vera in presenza e una non-didattica a distanza? Ma qualcuna di queste menti illuminate ha messo mai piede in una scuola primaria? Ha mai fatto lezione davanti e in mezzo a dei bambini che devono imparare tutto da zero, anche come tenere in mano correttamente una matita? Ha mai contato il numero di volte che un bambino chiede spiegazioni o conferme al proprio lavoro? Ha mai toccato con mano l’importanza di uno sguardo al momento giusto, di un sorriso, di un silenzio ? Questo miracolo accade solo in presenza. In questo modo non farà più lezione nessuno: né quelli che saranno presenti, né tantomeno gli alunni stessi messi a pascolare davanti al pc e privati del contatto diretto con l’insegnante e delle interazioni tra pari. Un’ultima domanda semplice semplice: ma avete idea di quale sia il range di attenzione di un bambino così piccolo? Ma davvero credete che un bambino possa mantenere la propria concentrazione, la propria curiosità, la propria motivazione tenuto davanti a un pc per cinque ore, vedendo allo stesso tempo i compagni dall’altra parte dello schermo interagire? Avete idea del livello di frustrazione che vivranno queste creature? Come si fanno esattamente attività laboratoriali a distanza, dato che la vera didattica in una scuola primaria deve essere laboratoriale? Come la guido la mano di un bambino di prima elementare sul quaderno se il bambino è oltre lo schermo di un pc? Nel momento in cui decidete di farci rientrare a scuola ci state automaticamente dicendo che le condizioni igienico-sanitarie lo consentono; le condizioni logistiche, al contrario, non consentono il rientro di tutti. Per i soliti motivi storici: le classi sono troppo numerose, il personale troppo poco, le scuole troppo vecchie e anguste. Bene, avete quattro mesi, quattro dannati mesi, per trovare spazi da riconvertire in scuole e implementare un sistema di trasporti adeguato. Quattro mesi! E l’unica soluzione a cui sapete pensare è fare scuola a metà? Ma non vi vergognate? A scaricare il peso della vostra totale incapacità tutto e sempre sulle spalle delle famiglie, dei docenti e dei bambini?Questo è il colpo definitivo e mortale, perché chi finora ha salvato la scuola, e cioè i docenti e famiglie , saranno travolti dal peso di questa didattica zoppa, massacrante, ingorgata, finta e controproducente. Non serve un computer per far illuminare gli occhi di un bambino, non serve la LIM, non serve il coding, non serve il POF, il PTOF, il RAV, serve soltanto quel bambino, quella piccola anima desiderosa di aprirsi al mondo, una stanza e un insegnante tutto per loro

Non andrà per niente bene

Prosegue l’ecatombe della pandemia. Il governo ha stanziato abbastanza soldi per la scuola. Si prevede che dovremo promuovere tutti, anche chi non lo merita. Era già capitato l’anno scorso per la prima del professionale, quando ci hanno impedito le bocciature quelli del governo gialloverde. La difficoltà della situazione diventa un ulteriore pretesto per smantellare la scuola pubblica, riducendola ad una burla, in cui l’impegno non serve a nulla.

La crisi del virus si sta mangiando la vita e i soldi di piccoli imprenditori, dal turismo all’attività sportiva, che falliranno in gran parte. Quando finirà questa pandemia arriverà qui la troika e faremo, con ogni probabilità, la fine della Grecia.

Non andrà per niente bene.

M.

Meglio tardi che mai

Questo governo si sta accorgendo del digital divide, cioè della disparità della ricezione di internet da un luogo all’altro del nostro paese. è entrato in carica da poco, c’è un’emergenza, quindi la colpa non è solo sua, c’è da dire.

Dopo oltre un mese dall’inizio dell’emergenza sta per finire il monitoraggio della task force (ah, questi termini inglesi che fanno figo…) sulla dotazione di dispositivi informatici delle scuole e delle famiglie. Dopo oltre un mese dall’inizio dell’emergenza stanno stanziando fondi per rifornire le famiglie che non hanno dispositivi, il 25%. Tanto, anche per loro, anche per il governo con i cosiddetti buoni, la cultura non conta una cippa.

Un intellettuale alla moda sinistrorso, Manlio Rossi-Doria ha dichiarato a La Repubblica che, sia in questo periodo, sia dopo,  bisognerà finirla, a scuola, con la lezione frontale + verifica, per privilegiare esperienze, come tenere un diario, oppure iniziare le piante. Peccato per questo signore che molte, moltissime scuole lo facciano già da una trentina d’anni. Io lo facevo già alle elementari, oltre trent’anni fa. Peccato per questo signore che la lezione frontale ha contribuito all’istruzione di decine di milione di persone, che hanno imparato tanto e che impareranno tanto, perché, ribadiamolo, per la centesima volta, le esperienze e i progetti sono importanti, non tutti però, che l’attenzione agli alunni come persone è importante (in questo periodo sto organizzando videobrindisi per gli alunni che compiono gli anni, ma l’ho sempre fatto di considerare gli alunni come persone), ma la lezione frontale è INDISPENSABILE, perché i contenuti sono indispensabili. Solo se conosci i contenuti, puoi avere le famose o famigerate competenze, perché non puoi sapere scrivere un tema, se non conosci le idee di scrittori, filosofi, ecc. Noi abbiamo studiato e studiamo per fornire i contenuti. L’UNICO modo per trasmetterli è la lezione frontale, con un professore che spiega e gli alunni che prendono appunti con pazienza e impegno.  Se svalutiamo la lezione frontale, aiutiamo l’ignoranza. O forse è questo che vogliono questi signori? Mmh….

MERITIAMO L’ESTINZIONE?

  1. Il presidente dell’Emilia-Romagna ha detto a Porta a Porta che le scuole vanno riaperte solo nel caso in cui fosse possibile garantire la massima sicurezza. Questo è giusto, ovvio, e chi mai vorrebbe prendersi il Covid-19 Poi ha detto “Non sarà un mese in più o in meno a fare la differenza- – o meglio la deve fare tutelare la salute dei nostri bambini e dei lavoratori della scuola”. Io vorrei portare questo signore, del pd, i cosiddetti buoni, la cosiddetta “sinistra”, nelle mie classi o nelle classi di tutti i bravi colleghi, per fargli vedere che un mese la differenza la fa eccome. In un mese si fanno tante cose. Perché il governo, ma anche gli enti locali, se ne strasbattono di tutti quelli che non hanno un dispositivo per potersi collegare alle video-lezioni? Perché a loro non importa una beneamata mazza della cultura, non importa a lega and co., ma neanche ai cosiddetti “buoni”. Anzi, a loro fa comodo che la gente rimanga ignorante e disinformata. Chi ha tagliato i soldi alla scuola pubblica? Chi li ha dati e li dà alla scuola privata? Provate a indovinare…
  2. Riccardo Luna si chiede come fanno le famiglie senza dispositivi e poi sottolinea che noi insegnanti non facciamo “Nulla di eroico, nulla di comparabile all’impegno infinito degli operatori sanitari, ma subito dietro forse ci sono gli insegnanti”. è sciocco ed è un’offesa all’intelligenza scrivere questa frase. Il medico pessimo uccide un malato o non lo fa guarire, l’insegnante pessimo fa ammalare ancora di più la società. Non si vede subito il danno, si vede con il tempo, ma il danno è uguale, identico. Neanche il giornalista di Repubblica, giornale illuminato e un po’ sinistrorso, o almeno così pare,  formula proposte su come risolvere il problema, su un possibile intervento dello stato, per garantire a tutti il diritto allo studio, ma, si sa, l’istruzione non è così importante. E allora, cosa devono fare le famiglie? Dividersi il pc di famiglia, se c’è, a seconda delle esigenze. Per la serie: la scoperta dell’acqua calda.
  3. Abbiamo fatto un consiglio di classe oggi. Il vicepreside ha raccontato che solo il 20% degli insegnanti tiene le videolezioni. SOLO IL 20%!!!! Se i politici e gli intellettuali sono scarsi, anche i cittadini “normali” sono delle belle schifezze, spesso.
  4. Mi ricordo che anni fa, quando frequentavo di più riunioni politiche, soloni di forzaitalia and co., ma anche del pd, che discettavano di razionalizzazione dei posti di letto e della spesa sanitaria, cioè di chiusura di ospedali e taglio della spesa. E i posti letto sono diminuiti, la spesa sanitaria è diminuita, la spesa militare no.
  5. In Lombardia, regione governata dalla lega, sono arrivati medici cubani, venezuelani e cinesi, ma anche Emergency, spesso insultata dai legaioli. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

Risposta alla domanda del titolo: probabilmente sì.

Importanti come i medici

I medici e gli infermieri bravi curano il corpo, salvano vite, curano anime, anche. Gli insegnanti bravi curano l’anima, migliorano e di tanto la vita, rendono una società migliore.

Ho migliorato rapidamente la mia conoscenza degli strumenti per fare lezione online, sono abbastanza bravo con i computer, a 5 anni progettavo giochini elettronici. Non ho mai frequentato corsi, ho fatto studi letterari. In questi giorni sto aiutando un sacco di colleghi, che non sanno come muoversi, sto aiutando alunni, che, pur facendo parte della generazione di “nativi digitali”, sono messi male con il computer. Faccio lezione online, organizzo brindisi su Google Meet per festeggiare alunni, mantengo i buoni rapporti, anche con una battuta e qualche chiacchiera, cerco di trasmettere contenuti. Qualche volta l’audio e il video della Conference call sono ottimi, qualche volte si sente male la voce degli alunni o la mia e tutto diventa difficilissimo. La scuola manda qualche tutorial e qualche circolare, che non sono sufficienti. Organizza raramente qualche corso, male organizzato, perché spesso troppo teorico.

è tutto affidato alla buona volontà dei docenti,  come se la continuità didattica non contasse nulla. Possono decidere arbitrariamente se darsi fare, l’ho già scritto, lo so che sono una barba. Questa storia del virus forse potrà rafforzare ulteriormente dei rapporti, tra colleghi e con gli alunni, ma lascerà macerie, anche nel nostro campo. Noi possiamo e dobbiamo resistere.

 

M.

P.s. 20 Marzo 2020 Aggiungiamo anche che molti alunni non hanno il pc a casa o non ne hanno abbastanza. Come fanno a collegarsi per le videolezioni? So di diverse scuole che lo stanno fornendo in comodato gratuito, ma anche in questo caso, non c’è una linea generale da parte del Ministero. Dobbiamo renderci conto che anche il pc è un bene di prima necessità, della cui fornitura a tutti, anche a chi non ne ha la possibilità, lo stato deve farsi carico. Tutti parlano delle passeggiate e delle corse, da consentire o da vietare a seconda dei punti di vista. Pochissimi parlano di questo problema, che è un problema di diritto allo studio. E aggiungiamo pure il problema degli alunni disabili, che hanno la necessità di un insegnante di sostegno, che stia loro vicino…

TO BE CONTINUED

Si avvicina

Il coordinatore di una mia classe ci manda una nota vocale sul gruppo, in cui ci dice che il padre di una ragazza, mia alunna, ha il corona virus. Lei è una brava, simpatica ed intelligente ragazza, che ho il piacere di conoscere da due anni. Questa notizia fa un effetto inquietante: sento che questa minaccia si avvicina, in senso emotivo. Colpisce il papà di una persona per la quale provo affetto e sembra che colpisca anche un po’ me. Confesso che quando il problema era in Lombardia, lo sentivo un po’ lontano, forse con leggerezza. Ora lo sento vicino, vicinissimo, troppo vicino.