Scuola

Più civile

Da oggi l’Italia è un po’ più civile: il biotestamento è legge. Mi tornano alla mente le pressioni al limite del mobbing che ho subito nella scuola di comunione e liberazione ai tempi di Eluana Englaro. Avrei dovuto raccontare balle agli alunni su quel caso. Avrei dovuto fermare un appello per costringere Eluana Englaro a vegetare. Non l’ho fatto. Ho raccontato la verità. Non mi hanno rinnovato il contratto. Sono stato fiero di me.

Ora in Italia c’è il biotestamento. Ogni tanto qualcosa funziona.

Il corpo è nostro e nessuno ce lo può sequestrare.

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Il lato oscuro della scuola

Mi sta venendo l’idea di scrivere una storia su una scuola che ripiega su sé stessa. C’è una scuola che rifiuta la propria missione educativa, c’è una scuola che non vuole fare crescere gli alunni, che non accetta il contributo di un insegnante esterno che viene mandato lì, da lontano. è cupa, fosca e piena di nebbia. Le mie storie di scuola sono state spesso ottimiste. Questa potrebbe esserlo meno.

Meraviglia

Ho incontrato una mia ottima amica, che è stata mia alunna, con la bambina che ha appena messo al mondo. é stato bello e sorprendente vederla con il passeggino, l’avevo conosciuta sui banchi di scuola. Ho visto una bimba stupenda e una ragazza che sembra quasi la sorella maggiore e non la madre. Abbiamo pranzato insieme.

è stato bello.

A presto.

4 anni abbondanti – SCUOLAFINITA.WORDPRESS.COM

Forse sarà la prefazione di un romanzo, di certo è un post.

Sono passati quattro anni abbondanti.

Il primo obiettivo era ed è riunire i pezzi, riunire i frammenti di un’identità. Si tratta dell’identità di Michele. Michelechefailprof ha avuto ed ha bisogno di fare il punto su se stesso. Ha bisogno di raccogliere i propri pezzi, partendo da una delle sue passioni, la scuola. Uno dei suoi scopi nella vita era quello di fare l’insegnante e ci è riuscito, ma non era l’unico. Se leggete il blog, se leggo il blog, mi rendo conto che la scuola è solo un pretesto. Scuola finita vuol dire anche che quando è finita la scuola ricomincia il resto. Di che cosa di tratta? Sport, fotografia, cibo, arte, viaggi, politica, ecc. Michele li ha ritrovati e li ritrova nel corso di questa ricerca che è una ricerca su se stesso, ma è anche una ricerca sul mondo, su un pezzo di mondo. Era ed è necessaria la forma diaristica, la forma di un diario anarchico, da aggiornare a sua totale discrezione e con gli argomenti che lo interessavano e lo interessano. Ci sono momenti di silenzio e momenti di grafomania, ci sono momenti di pesantezza un po’ opprimente, quando racconta della suora inquietante. Parla del ballo, la sua grande passione, parla di palestra, parla di zumba, che è diventata la sua passione. Pubblica le foto di viaggi, ritrovando una passione di quando era adolescente. Pubblica le foto di gite, foto nella natura, foto di ponti, di alberi e acque. Tratta anche un po’ di mafia, manifestando il proprio sostegno al coraggioso sostituto procuratore Di Matteo.  Sta in silenzio per un po’, quando la vita lo travolge e riannoda i fili raccontando anche qualcosa di triste, a volte.  Va in cerca dei propri pezzi, e li ritrova uno ad uno, il mosaico si rompe e lui ritorna in cerca. Michele si compone di tante parti: l’arte, la cultura, lo sport, la politica, i viaggi, la fotografia, ma, prima di tutto, un animo gentile e un po’ timido, a volte un po’ ingenuo, che è la sua essenza, che lo fa apprezzare dalle persone. Gli alunni lo amano, perché lui è particolare, non è come gli altri. Glielo ha detto una ragazza qualche anno fa. E poi lo ha abbracciato. Era una sua alunna.

Trova i propri pezzi e decide di mischiare le carte, scrivendo un romanzo. È un romanzo che mescola fatti veri a fatti inventati. È un romanzo scritto con l’intento di guardarsi dall’esterno. È un romanzo scritto con l’intento di spiazzare chi legge, spingendolo a trovare dei pezzi di Michele e dei pezzi di sé stessi. Perché Michele è uno, ma anche tanti. Perché anche i fatti che sono parto della fantasia del narratore raccontano le sue passioni, raccontano i suoi sentimenti, ma raccontano anche qualcosa di chi ragiona con la propria testa. Ci sono momenti di disorientamento, quando non riesce a capire se la scuola ha ancora importanza per qualcuno, ci sono momenti in cui non capisce gli altri insegnanti, perché hanno smarrito il senso di cosa vuol dire educare. Ci sono momenti di gioia, momenti in cui ritrova pezzi di se stesso. Ci sono momenti in cui riperde i pezzi ed è disorientato, di nuovo smarrito. Il viaggio è interessante. Buona lettura.