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Gerardo Ascione si sente quasi troppo concentrato, così  preoccupato per quel fatto degli organi per poter cantare a squarciagola quelle belle canzoni napoletane, che riempivano l’aria della caserma spersa in mezzo alla campagna, ma non lontana dalla città. Ha scoperto che la partita di alimenti un po’ rielaborata proviene da una ditta di Honk Kong, partecipata da varie ditte giapponesi. Dopo aver richiesto informazioni alla sede cinese, a Gerardo viene risposto che le scatole sono state perfettamente sigillate e che nessun’altro avrebbe potuto riaprirle. Concludevano scrivendo, che non vi era alcuna possibilità che quegli organi fossero stati messi da loro. La lettera di risposta, che reca la firma dell’amministratore delegato, sembra essere molto convincente, ma questo non riesce a togliere i dubbi a Gerardo, che continua a pensare che altro sarebbe presto successo, ma non sa ancora da che parte dirigersi. Forse bisogna controllare chi sono i magazzinieri. Napoli, Napoli, Napoli, i ragazzi della cuuuurvaa b,… nu’ jeans e na’ maglietta, viva Nino D’Angelo.

 

 

Nella hall dell’hotel Marriott di Roma, un uomo alto ed anziano, con il cappello a cilindro sta facendo colazione da solo. Ha scelto quell’albergo per mimetizzarsi, è a Roma da qualche tempo, per tastare il terreno in vista delle elezioni e non vuole essere troppo notato dalla stampa, che è riuscita già a scrivere qualche su di lui. Si tratta del conte Josif Rokossovskij terzo, discendente di un’antica dinastia di nobili russi, i cosiddetti emigrés, coloro i quali si sono allontanati in spregio alla rivoluzione. Grandi proprietari terreni, famiglia di gusti raffinati, Rokossovskij ha imparato la prima parola di russo all’età di 5 anni, какао, parla 5 lingue perfettamente, con l’unico cruccio di continuare a parlare anche russo con un pesantissimo accento francese e la erre moscia. Non ha mai preso ufficialmente parte alle vicende politiche del proprio paese, investendo saggiamente i soldi di famiglia in azioni, scrivendo romanzi e vivendo in un lussuoso albergo di Parigi, dove ha alloggiato nella suite. Dopo la perestroika, e il cosiddetto ritorno alla democrazia del suo paese é ritornato in Russia una volta sola, preferendo la Francia, ma anche l’Italia, di cui parla molto bene la lingua. Ora ha deciso di divertirsi un po’ fondando un partito, d’altronde gli italiani, secondo lui, sono un popolo di pecoroni addomesticabili facilmente, visto anche il sonno ipnotico in cui li hanno costretti la presenza della chiesa cattolica e la televisioni. Grazie ai soldi, alla furbizia, e alla sua grande cultura, il partito per il restauro della servitù della gleba ha conquistato grandi posizioni e, anche quando é entrato in coalizione con il grande nuovo Partito Unico dei Buoni e degli Stronzi, ha condizionato pesantemente sul piano politico ed economico il governo. Sul piano politico non si é mossa foglia senza che il conte avesse voluto, visto che mobilita sempre e solo lui il dibattito, costringendo anche gli alleati, ad agire di rimessa, per usare un termine calcistico. Sul piano economico, l’uomo dai baffi sempre curati, che veste l’uniforme zarista, anche durante qualche comizio, ha costituito un piccolo impero di varie imprese che operano in Italia, eludendo anche il fisco e manomettendo un po’ i bilanci, ma soprattutto rubando, oppure superando, a seconda dei punti di vista, nelle gare d’appalto alle ditte della compagnetta delle operette, il braccio economico di contenzione e commiserazione, soprattutto nel campo sociale e scolastico, che interessano molto. Le scuole tradizionaliste ultraconservatori fondate dal conte hanno riscosso un grosso successo superando anche le tante scuole unite nella holding guidate dalla Finanziaria e da suor Pudibonda. Sono le 5 del mattino e il conte fà sempre colazione a quell’ora, nella grande sala al primo piano. Se ne sta in silenzio, imburrando pane, sente qualche passo, ma non presta attenzione. Pensa al discorso che avrebbe dovuto fare, durante il colloquio con il leader del partito unico, vuole il ministero per l’economia nel nuovo governo e, in caso di rifiuto, avrebbe fatto saltare l’accordo e ci sarebbero state nuove elezioni, sicuramente una fastidiosa perdita di tempo e di soldi. Un cameriere alto e senza capelli attraversa in silenzio il grande corridoio vetrato, va a passo lento, scrutando con finta noncuranza anche i nomi delle sale. I secondi trascorrono, il cameriere è proprio un bell’uomo, avrà quarant’anni circa, sicuramente molto ben portati, con un fisico da atleta. Apre la porta della sala dove il conte sta facendo la colazione, stende il braccio, e il conte si accascia sul tavolo, rovesciando anche le preziose stoviglie. Per essere un cameriere, sa usare bene bene il revolver, addirittura con il silenziatore. È molto molto esperto nell’uso delle armi, potrebbe anche insegnarlo. Fà in tempo a ritornare verso l’uscita e a scomparire sulla strada, accolto in un’automobile nera, che sta sopraggiungendo. Qualcuno si sarebbe accorto del conte Rokossovskij molto tardi, almeno dopo un’ora e il cameriere sarebbe stato già lontano. Quando l’ha saputo, il professore timido è stato un po’ dispiaciuto, perché era sempre un uomo, ma da un lato ha risolto la sua complicazione, perché quel Rokossovskij era legato in affari alla troia. Ce ne sono ancora, il circoletto antifascista, antimperialista è molto importante per il piano del professore timido.

Le elezioni si stanno avviando alla loro celebrazione in un clima di noia e sbadigli profondissimi, c’é una sola coalizione, mentre il partito del conte Rokossovskij sembra molto stordito da quello che era successo, sembra non aver più la forza per andare avanti, non si organizzano neanche più comizi elettorali, tanta é la confusione. Stanno anche pensando di ritirarsi, specialmente da quando una donna grassa dalle lacrime di sperma ha avvicinato un emissario del partito alla fine di un convegno su Tom Becker. Un giudice che partecipa a quei convegni ha trovato dei seri problemi alle scuole del conte Rokossovskij. All’interno del partito unico é forte la lotta tra le correnti per il dominio interno, tra i commiserazionisti e i nazialleatisti, e tutti gli altri. La guerra delle tessere, retaggio del passato democristiano, continua imperterrita, dei signori morti o disinteressati ricevono la tessera del partito unico e sono molto sorpresi. Quelli che vincono la guerra delle tessere sono i commiserazionisti, che credono ancora con passione nelle loro idee, difendendole con strenua passione ed organizzazione. Di fronte ai partiti che si alleggeriscono, un ometto con i baffetti e l’aria grigia l’ha chiesto ed ottenuto, con troppa facilità, un’organizzazione è rimasta granitica e compattissima ed è cc, continuando a condizionare la politica italiana senza mai rinnegare guai, orrori ed errori di quella parte peggiore della chiesa che rappresenta con fierezza. È un vero e proprio esercito, ha piazzato i propri candidati alla camera ed al senato. Rosalia Scapece, la madre di Lavinia, sarebbe stata sicuramente nominata ministra dell’istruzione. La compagna rosalia, dal partito dei superrivoluzionari, la femminista barricadera, che gridava, è ora, è ora, potere a chi lavora, diventa ministra, tanta acqua é passata sotto i ponti, ha abbracciato il credo delle nonviolenza, ha ritrovato la propria fede e gravita intorno a cc, anzi quasi la comanda, per le sua grande personalità, che sempre dimostra.

Maria Antonietta Pitosfori, in religione, suor pudibonda, ex rivoluzionaria di buona famiglia e imprenditrice del ramo formazione, Annunziata D’Atripalda, in religione suor Sdentata, insegnante di educazione musicale e vice preside della scuola Maria la Sanguinaria, presidente della Finanziaria e socio in imprese del ramo formazione, ecc. Sono tutti legati più o meno alla stessa zona, proprio tutti, la zona di B. e della sua provincia.

Il professore timido torna a casa, si cambia ed va a correre. La corsa é il momento dei pensieri, dei pensieri lunghi, che spesso lo tormentano e che lo mettono nell’ansia di trovare una soluzione. Gli viene in mente un flash, quello delle bare, e non si spiega il perché, aspetta, disse a sé stesso, aspetta, e se la scuola c’entrasse qualcosa nel traffico d’organi. E se anche c’entrasse qualcosa, come faccio a salvarmi da quelli di cc? Torna a casa, si fà la doccia, e prova ad andare su fb, l’orrido social network, che odia con tutto sé stesso, perché pieno di luoghi comuni berciati e della vacuità mentale, che atomizza gli esseri umani quasi quanto la televisione.

Spegne il computer, si dedica alla preparazione della lezione per i ragazzini della prima classe delle medie. Non dobbiamo mai dimenticare che il professore timido insegna a ben 8 classi, dagli 11 ai 19 anni, compreso qualche ripetente di 22-23 anni, rottamato dalla scuola di stato. I ragazzini sono un gruppetto delizioso, preparati, veloci di comprendonio e pieni di educazione. Il professore timido é rimasto molto colpito da una di loro. Dobbiamo puntualizzare, prima di tutto, che, per amore di onestà, questa storia è la storia di un professore e non il resoconto di tutte le sue classi, ci vorrebbero molte più pagine e forse un editore non sarebbe neanche interessato. Secondo e, qui ritorniamo ad uno dei temi di questa storia, ci preme sottolineare che il professore timido si sarebbe sbagliato molto, molto gravemente, ad avere a cuore Belinda acciarini, una ragazzina alta, bionda, magra come un’acciuga, molto lesta di comprendonio. La quale Belinda, oltre ad avere un’irresistibile aria angelica, con quel caschetto biondo, aveva una grande passione per le lingue straniere e, più in generale per la cultura, oltre che una grande saggezza. Quale bambina si sarebbe mai posta la domanda a lezione sul senso di colpa della Germania postbellica? Tutte queste caratteristiche portano il beota, in questo caso è lecito chiamarlo in questo modo, a regalarle le sorprese degli ovini Kinder, di più anche rispetto agli altri bambini e a pensare a lei come la figlia ideale. L’amore, anche l’amore paterno, porta anche ad idealizzare la figura del figlio, che viene vista superiore rispetto alle sue possibilità reali. Belinda é una ragazzina molto buona anche con i genitori, visto anche che é abituata ad avere sempre tutto quello che desidera. Anche Belinda apprezza il professore timido, e, quando il professore timido la va a trovare, portando un dvd, dopo che ha subito un intervento chirurgico abbastanza complicato, lei ha capito che anche il professore era suo. E Belinda non é abituata ai no, nessuno l’ha mai contraddetta. Ma torniamo a noi e abbandoniamo, almeno per un po’, questo maledetto vizio delle digressioni che tolgono scorrevolezza alla storia, come qualcuno ha giustamente ricordato a proposito di storie precedenti. Dopo che ha preparato la lezione il professore timido prepara la cena e si chiede chi avrebbe mai potuto credere alla versione di un ex galeotto, dapprima per associazione sovversiva, banda armata, ecc. e poi addirittura per seduzione di minorenne e stupro? Forse era meglio lasciar perdere e tenersi quel posto di lavoro, anche se gli costava un bel po’ dover lavorare con i cicini.

 

 

La vedova di Amedeo De Pellecchis abita un po’ fuori b., verso la montagna, anzi proprio in montagna. Prima di essere freddato da una mitragliatrice Uzi. La moglie ha aperto un negozio di prodotti tipici della montagna. Il professore prende la macchina e parte. La moglie é medico, il professore timido si domanda perché ha cambiato così radicalmente lavoro e perché si sia allontanata così tanto dalla città. Forse vuole dimenticare, forse vuole perdersi o ritrovarsi lontano lontano. È proprio vero che bisogna essere lontani soprattutto con la testa. È un giorno feriale e non c’era nessuno per la strada, il viaggio é tranquillo. Quando si viaggia tanto si pensa tanto, forse troppo, e i pensieri si confondono un bel po’, finché il miscuglio è un groviglio inestricabile. Questo succede soprattutto quando la strada è tutt’uguale, quando si percorre la lunga strada antica, quella che porta verso il paese dove c’è la scuola Maria La Sanguinaria. Soprattutto, ci sono certi tratti che costeggiano zone industriali, che sono molto banali.

Quando ho rivisto quella ragazza, la sua espressione era velata dalla malinconia, e i suoi occhi azzurri sembravano quasi cattivi. Mi ha colpito subito, quando i nostri sguardi si sono incrociati e lei ha abbassato il proprio. Quella ragazza è triste, ha qualcosa di marcio da togliersi di dosso. Lo ha intuito fin da subito. Quando l’ha sentita parlare la prima volta, ha notato che anche la sua voce é cambiata.

Ha faticato poco a trovare parcheggio, per fortuna, anche se, sulla piazza di quel paese, ci sono i parcheggi a pagamento e un ausiliare mandato da fuori che controlla tutte le automobili. Entra nel negozio e inizia a comprare un po’ di tutto, culatello di Zibello, zuccherotti montanari, coppa di testa di cinta senese, pane toscano, bottiglie di vino dei colli bolognesi. Signora Degli Esposti, sì, sono Raimondi della Repubblica, posso avere un’intervista. Perché dovrei concederle un’intervista, la donna giovane ha risposto con aria un po’ scocciata. Dovrebbe concedermi un’intervista, perché bisogna aiutare altre persone. Altre persone chi, risponde la Degli Esposti, la vedova De Pellecchis, il professore timido replica prontamente, lei dovrebbe sapere che ci sono altre persone vittime di contenzione e commiserazione. La donna lo guarda male, vabbè parliamo, ma non per molto, non ho molto tempo. Sandra, grida a gran voce, appare una ragazza alta, con i capelli neri lisci lunghi legati in una coda e gli occhiali. Si mette dietro al bancone salutando freddamente il professore timido. Venga dietro a me, la vedova del professore ucciso è una quarantenne che dimostra anche una diecina di anni in meno. Lo guida nel retrobottega, altro non è che il salotto di casa sua, dove si é trasferita da quando il marito é stato ammazzato dalla suora. Il professore incomincia, chi era suo marito. Mio marito, la donna è ancora accigliata, mio marito era una persona che si fidava degli altri. Come tanti, del resto. Aveva bisogno di contenzione e commiserazione come di una moglie, per potersi fidare di qualcuno. Sua madre era morta molto presto, per un brutto male e il padre si era risposato con una donna debole mentalmente. Era stato mandato in collegio perché il padre conduceva una vita dissoluta e non ne voleva sapere di quel figlio. In collegio i preti lo avevano ripetutamente molestato. Lui aveva bisogno di loro perché gli stavano vicino, quei preti gli parlavano, gli insegnavano a fidarsi di loro, gli insegnavano che nulla avrebbe fatto se non si fosse fidato di loro. Qualsiasi cosa avesse desiderato la scuola era pronta a dargliela, sia dal punto di vista psicologico che personale. Il posto a scuola era assicurato, uno stipendio fisso, discreto, no, lo stipendio non era discreto. Lo stipendio era bassissimo, ma aveva da mangiare e da dormire, avrebbe avuto da mangiare e dormire e la sera doveva andare in una camerata vestito solo di una tunica grigia, per dormire. Tutti dovevano avere la tunica grigia e tutti dovevano seguire gli insegnamenti del capo di contenzione e commiserazione. Anche il nome contenzione e commiserazione non si doveva pronunciare, assolutamente, si chiamava santa alleanza per la protezione dei giovani dal peccato, in quella scuola collegio. Il posto fisso gli fu trovato alla scuola Maria La Sanguinaria. Il professore timido ascoltava la degli esposti quasi rapito, non riusciva più a porre domande. Ci conoscemmo durante una giornata di libera uscita degli ospiti del collegio, a me quel ragazzo faceva compassione. Quando camminava sembrava un gorilla con il capo proteso in avanti, i piedi in fuori e le braccia distanti dal corpo. Mi fece compassione, quando mi venne a parlare al tavolino di un bar della grande piazza con la chiesa. Mi voleva abbracciare e baciare le mani. Non lasciai che mi baciasse sulla bocca e non gli diedi il mio numero di telefono. Lui mi diede il suo e qualche giorno dopo gli scrissi un messaggio, anzi, a dire il vero, fu quella stronza di una mia amica che lo scrisse. Decisi comunque di uscire e conobbi un uomo che si detestava, conobbi una persona priva di amor proprio. Aspettai un po’ prima di dirgli che ero atea, e quando lui lo seppe, si stupì, eppure sei buona lo stesso. Disse, non avevo mai pensato che un ateo potesse essere buono. No, non lo avevo mai saputo, meno male che glielo avevo detto tardi che sono atea. Lui era di contenzione e commiserazione da sempre, perché aveva bisogno di essere guidato in tutto e quelli di cc se ne erano approfittati, con lui, come con i suoi fratelli, tutti handicappati e con i suoi genitori. Donava più o meno volontariamente un bel po’ di soldi tutti i mesi a contenzione e commiserazione. La vita insieme non è stata sempre facile, non è facile vivere con un handicappato, sì, con un handicappato, mi sono rotta le palle, mi scusi il termine, di sentire quel termine del cazzo, diversamente abile, che cosa vuol dire diversamente abile, quando ti muovi come uno scimmione, quando ringhi. Che cosa vuol dire essere guardati e considerati come un matto, perché non ti rendi conto della realtà, ma scherziamo, basta con le ipocrisie e la negazione della realtà. Quando me l’hanno ammazzato, quella donna, la preside è venuta a casa mia con l’aria afflitta spiegando quella storia del giocattolo. Il professore timido era rimasto ad ascoltarla in silenzio rispettoso. Quella donna aveva la schiena diritta, si era allontanata dalla città perché amava troppo il marito. Mi scusi signora, perché parlavano del giocattolo? Parlavano del giocattolo da quando mio marito mi ha raccontato che aveva iniziato a dire a scuola che non era detto che tutti gli atei fossero cattivi, lo aveva detto anche agli studenti ed era stato sgridato dalla preside. Una volta é tornato a casa con i pantaloni sporchi di sperma. Gli ho chiesto il perché e lui ha risposto che la preside lo aveva toccato nelle parti intime. Sapendo i problemi di mio marito non gli ho creduto. Il professore timido l’ha guardata in uno strano modo e la vedova De Pellecchis si è spaventata. Le pone la domanda con finta noncuranza, scusi, lei ha visto il corpo di suo marito dopo la morte. No, risponde la donna, perché la legge su quelli che non si fanno giocattolo nelle mani degli alunni promossa da deputati di contenzione e commiserazione, prevede che i parenti non possano vedere il cadavere di chi si è allontanato dalla strada del signore. Il professore timido ha capito molto. Signora, la ringrazio, è stata molto gentile e disponibile con me, leggerà un bel pezzo sul corriere della sera. Spero che contenzione non cerchi di impedirne l’uscita. In ogni caso le manderò il file per email. La saluto Raimondi, la donna lo accompagna all’uscita sorridente. Il professore timido si avvia verso la propria automobile.

 

 

Alcuni giorni dopo le elezioni, Lavinia ha salutato il professore timido con un troppa di fretta, quasi c’era da sospettare, это лучше что мы не больше видимся, это мой горячий совет[1]. Il professore non ha saputo cosa dire, si è sentito terribilmente bamboccio in quel momento, ma come lui ha cinquant’anni circa e tutte quelle esperienze e davanti a quella ragazza non sa reagire, non riesce a difendersi, a replicare. Dopo qualche secondo di silenzio, la ragazza disse che si sarebbe trasferita a Roma, perché la madre, dopo che era stata nominata, come era abbondantemente previsto, ministra dell’istruzione, preferisce che viva lì. Ты не больше будешь в Б.[2]?, riuscì a dire. Иногда, может быть, но тем не менее, думай о мне, но стой далеко от меня, я дочь министры[3], я не смогу имеет отношение с одним вывшим террористом, извиний, прости меня[4]. Al professore non viene in mente null’altro da dire. Solo un timido пока[5]. La ragazza sale sull’automobile davanti alla scuola, l’automobile scompare inghiottita nelle stradine del centro cittadino. Forse è lei in pericolo.

Che bella mattinata é stata, a spiegare i numeri tedeschi, che sono quasi normali fino al numero 20, per poi diventare un curioso rompicapo, prima le unità poi le diecine, einundzwanzig, zweiundzwanzig, dreiundzwanzig, ecc. E come sono belle le gare di vocabolario, per fare abituare i ragazzini della mitica meravigliosa bellissima classe a quel bellissimo mezzo che è il dizionario. E pensare che il professore timido si é anche improvvisato starter, forse é diventato lui giovane, più giovane di loro, forse a volte é lui il bambino, come si fà ad essere stati bambini, come si può avere avuto un’infanzia, se un insegnante di danza ti mette le mani nella calzamaglia, perché ha notato che ce l’hai più lungo della media? Dopo la scuola va a mangiare nel simpatico ristorantino vicino alla scuola, il piatto di pasta con un boccale di birra, quel giorno la televisione é accesa sul tg locale, c’é la festa dei carabinieri, tutte le autorità schierate, i carabinieri in alta uniforme, al professore timido gli piacciono i carabinieri a cavallo. Va a pagare ed esce, verso il solito parcheggio, basta percorrere qualche metro ancora dello stradello, attraversare la strada di fianco all’ufficio postale e percorrere la passerella o i gradini che portavano al parcheggio assolato. Pensa che quella ragazza, Lavinia, stavolta si sia sbagliata, il problema non é lui, lui ha un arma in mezzo alle gambe, un’arma potente ed é diventato un ciccino. Il problema é Lavinia, la vecchia troia vuole lui e aveva già la Pudibonda come rivale e, di sicuro, non ha intenzione di ammettere la figlia.

Dopo la corsa quotidiana, che fà alla fine del lavoro, accende il computer e controlla la mail, c’é un messaggio dal sito di annunci porno. Coppia ecs uai, oppure X ed Y disponibile ad incontri chiama…. 34xxxxxxx Telefona e, quando propone loro 500 euro per tener loro compagnia, lui fa presente che il marito può solo guardare, decide di mandare l’amico esibizionista di quello del piano di sopra, che é molto felice di poter guadagnare qualche soldino. Alla sera ascolta la musica con l’ipod, respirerò l’odore dei granai, pace per chi ci sarà e per i fornai,…. Che bella canzone, che bella, e poi, dedicata ad una nonna, meglio quella di De Gregori,… c’è chi l’amore lo fa per noia, chi lo fà per professione, bocca di rosa, né l’uno né l’altro, lei lo faceva per passione, ah, che bello o’ caffè. Prima di prepararsi per andare a letto, un nome gli fulmina la mente, Gerardo Ascione, Gerardo Ascione. Ha letto qualche anno prima del caso del Liceo Ics, i morti, il sequestro di persona, i cambiamenti politici, e poi, Gerardo Ascione ha risolto il caso. Bisognava parlare con il carabiniere, bisogna cercare dove lavora, in quale caserma. Lo cerca subito, la caserma dei carabinieri é in mezzo alla campagna, vicino a casa sua. Decide che avrebbe preso appuntamento, il prima possibile, il giorno dopo, avrebbe anche contattato il signor S[6], per chiedergli il da farsi. Non dorme quasi per niente, quella notte, il giorno dopo, per fortuna avrebbe avuto il giorno libero. Ore 7 e 20 del mattino, si é addormentato da circa mezz’ora, driiiiiiiin, sono Lina dell’agenzia Long-John, lavoro per conto di Meleton Italia, stiamo presentando la nuova linea di finanziamenti, con qualche interesse, in 129 rate, domanisiamonellasuazonaalle4emezzadelpomeriggioleiabitainviaxxxxxxvero, tuttto questo, con voce stridula, acutissima, senza fiato. Il professore timido non ama che gli si parli a voce troppo alta e in modo troppo veloce. Qualsiasi altra persona avrebbe mandato quella Lina a quel paese, riattaccando subito dopo il telefono, ma questa è un’ovvietà e il professore timido non ama le banalità. Entschuldigung, Ich spreche kein italienisch, mein name ist Fritz Weissensteiner, ich komme aus Wien[7], inizia a parlare in tedesco, Lina rimase per qualche secondo senza parole poi replicò, if you speak dont italian ai can prov mi to spik laik ju, was ist das, was ist los, ich verstehe euch nicht, tut mir leid, tut mir leid, lassen sie mir ruhig bitte[8], uot’ seid ju, replicò Lina, con aria un po’ irritata, wie heissen Sie[9], replica il professore timido, va fa n’muocca, conclude Lina e riattacca. Torna a dormire.

 

 

Fa troppo caldo per scrivere, fa un caldo boia e si muore, ma io che titolo ho per scrivere, quale titolo ho, mi lamento di che cosa, perché mi lamento, per quale accidenti di cazzo di motivo mi lamento, quando ho i soldi. Per quale cazzo di motivo, forse è un fatto psicologico, adesso mi faccio una canna, mi sembra di diventare idiota, sperano che anche io diventi una sordida ipocrita, malata di protagonismo, come quella che mi ha generato. Perché dicono che io sia bella, che io non sia abbastanza disinvolta, cosa significa non essere abbastanza disinvolta, che cosa significa io non lo so, perché non mi faccio scopare da chiunque? Una volta mi facevo scopare… Una volta mi ha portato dallo psicologo, perché gli insegnanti dicevano che io fossi troppo timida e dunque anormale, questi stronzi hanno pensato che io fossi arrogante, in questa società di merda fai carriera se sei disinvolto ed aggressivo, se urli e fai sentire il tuo niente, per quale motivo dovrei scrivere queste cose, per poi sentire le critiche o i complimenti di quanto sono problematica, no, sono solo una ragazza che vorrebbe essere piccola come una goccia nel mare, e invece,… Mi tolgo queste mutande che mi danno un fastidio enorme, mi danno un fastidio enorme, mi tolgo questo reggi tette, basta e rimango libera, o forse con l’illusione di non essere prigioniera, una luce entrava, era la luce prepotente della televisione.

 

 

Quando il professore si sveglia capisce che non sarà un giorno come gli altri, d’altronde, l’ha deciso già prima, avrebbe fissato un appuntamento con il maresciallo Ascione, é stato contento di averlo fissato e quando è entrato era anche un po’ emozionato. Fà così caldo che ci sono già le rondini, un luogo comune direbbe che è colpa dell’inquinamento e del buco dell’ozono… Hanno parlato a lungo e il maresciallo è stato molto contento del dialogo, molto contento, ha raccolto elementi utili. Il professore timido ha capito che ha capito più di lui.

 

 

Nella storia che sta per iniziare non c’è un giallo, non c’è nessun mistero, dal principio alla fine. C’è una donna sola, una donna anziana, ha un nome, di quelli che si davano una volta, non ha importanza quale, come molte donne anziane non dorme la notte, va a letto tardi e si alza molto presto la mattina, le giornate sono molto lunghe e questa donna è operosa, fa di tutto per la famiglia, quando la vanno a trovare i parenti, prepara manicaretti per i nipoti, a b. si mangia bene, veramente, la chiamano la grassa, d’altronde. È una notte di una stagione che non si conosce più, che è come se non ci fosse, perché la temperatura è insolitamente alta, a volte bisogna aprire le finestre, nelle case popolari il riscaldamento è stato acceso ugualmente.. Il silenzio della notte dà un po’ di fastidio, è un po’ opprimente in quella strada, ogni tanto è rotto dalle urla scomposte di un locale, uno di quelli alternativi. La signora non capisce molto il senso di quei centri sociali, aveva la tessera del PCI, una volta era una militante, ma da qualche tempo si limita a votare e a comprare il giornale, che é sempre e solo l’unità. Si ricorda un po’ dei tempi del manifesto, quando dei militanti sono stati espulsi fuori dal PCI. Sta davanti alla finestra e scosta un po’ le tende, c’è uno scalpiccio, la corsa di diverse persone rompe il silenzio. Che strano, come mai corrono al mercoledì sera, si domanda la signora anziana, saranno già carichi d’alcool e si saran pippati quella robazza, che brutta roba. Valentina Mazzoli è una bella ragazza timida, con i capelli castani mossi sempre ben pettinati, si veste alla moda ma senza esagerare, Valentina Mazzoli è una ragazza gentile, ha tutti 30 e 30 lode all’università, studia filosofia, valentina è una compagna, fa volontariato, è fidanzata con un bravo ragazzo, Valentina Mazzoli beve il giusto, non fuma, anzi odia il fumo, è talmente perfetta da risultare noiosa. Se ne intende anche di internet e una volta si è anche accorta che un compagno, il compagno Biasugone, esperto di internet, ha cercato di fregarle dei soldi tramite internet, il compagno Biasugone è il leader il circolo antimperialista romanista antifascista trans gender underground pizzaballa frappampina, che sta davanti all’abitazione della signora anziana. Valentina, dopo quello che è successo, ha rotto con il circolo eccetera, già la guardavano storto, perché Valentina non si taglia i capelli come se una motofalciatrice le fosse passata sulla testa, non si mette i vestiti più demodé possibili, non le piace la musica techno,  non fa attività con il collettivo femminista lesbico un uomo morto non stupra stupriamolo noi anche se ci fan schifo gli uomini. Nel collettivo eccetera ci sono femministe con i baffi che si lavano poco, ma non è solo quello il problema di valentina. Il compagno Biasugone, che è un ometto di sessanta anni con i baffi, fa il consigliere comunale e decide di dimettersi, per fare entrare ivano, un ragazzo disabile, sordo cieco muto e con un ritardo cognitivo importante, che abita lì vicino. Il problema è che c’è prima Valentina, tra i non eletti e valentina ha un gran senso del dovere, rispetta il dettato costituzionale. Valentina accetta e qualcuno inizia a telefonarle a tutte le ore, qualcuno inizia a mandarle degli strani sms e delle lettere anonime. Valentina sospetta che siano quelli del circoletto, fino a quando non incontra Biasugone, che le spiega che c’è gente, al circoletto, che ha deciso di fare la festa alla sordida traditrice fascista imperialista sgualdrina serva del padrone valentina mazzoli, visto che lei si è presa il posto di Ivano, noi come risarcimento occuperemo il suo corpo con i nostri membri virili. Al circoletto c’è un convegno assemblea pubblica su un grande tema di attualità, la cultura underground e l’antifascismo contro l’oppressivo regime di nabucodonosor, compagni uniamoci tutti, Valentina è andata a far compagnia ad una persona anziana sola, la Lina, la Lina non ha bisogno di una badante, è solo molto sola, non ha voglia di uscire, da quando il marito se n’é andato per sempre, la Lina abita in una via laterale della grande strada del quartiere periferico. Valentina apre la porta e scende le scale quasi a passo di corsa, deve andare a casa presto, il suo ragazzo le sta per telefonare e lei è molto innamorata. Preferisce conversare nella sua stanza piuttosto che per la strada. Attraversa la strada e si trova di fronte al cancello di una grande villa padronale, non le va di passare davanti al circoletto, prendiamola, prendiamola, prendiamola, la fascista, un gruppo di compagni con i capelli lunghi, cannati come non mai, delle lesbiche calate di ecstasy di ottima qualità, i compagni del collettivo facciamo casino fino alle 5 del mattino e se i vecchi fascisti bigotti che abitano di sopra protestano gli righiamo la macchina e che se ne vadino altrove, in un attimo la circondano e non hanno per niente delle buone intenzioni, oggi i compagni uniti autorganizzati ecc. ecc. decidono di occupare con i propri membri virili il tuo corpo, supportati anche dalle compagne lesbiche femministe antisessiste, che annunciano, nel loro documento ufficiale intitolato uccidiamo la ex compagna femminista che ha tradito l’identità di genere, femminile di corpo ecc. Non c’è tempo per raccontare tutto il documento. La compagna lesbica l’afferra da dietro prima che lei possa finire la frase, ma che cosa vi ho fatto di tanto sbagliato, riesce ad emettere un urlo prima che la mano della compagna Marcolona le tappi la bocca, un’altra compagna lesbica con i pelazzi sotto le ascelle, che arrivavano fino alle caviglie, alla quale Valentina piaceva, ma non era corrisposta, la compagna lesbica innamorata si chiama Alfreda Giuseppona, gioca a rugby e lavora come meccanico in un’officina, ha i capelli corti con vari ciuffi qua e là, potremmo chiamarli scalati, si abbassa i pantaloni della tuta da meccanico che indossa sempre, sempre sporca di grasso. La signora anziana che guarda dalla finestra chiama i carabinieri, pronto stanno picchiando una ragazza, la signora anziana che guarda dalla finestra non ci vede bene. Non si è accorta che, a poca distanza, c’è Biasugone. Il centralinista prende nota e, fortunatamente, c’é una macchina libera a poca distanza con il brigadiere di Giuseppe e l’appuntato Russo. La macchina dei carabinieri arriva in tempi rapidi e, quando si avvicina, compagni lo stato imperialista della multinazionali vuole ostacolare l’occupazione legittima di un corpo, perché loro fanno politica e non capiscono la cultura techno underground antifascista contro gli ittiti e gli hyksos, urla Biasugone, l’innamorata non corrisposta sta strappando i pantaloni a valentina, Marcolona molla la presa e Valentina cade a terra di schianto, facciamo vedere chi siamo a questi servi del padrone che vogliono impedire una nostra azione di lotta antifascista di occupazione del corpo di questa rinnegata con i nostri organi genitali, Alfreda aveva pronto un grosso fallo, non si sa se suo o di qualcun altro. La diecina di compagni circonda il brigadiere di Giuseppe, mentre l’appuntato va alla macchina, é esperto l’appuntato, é veramente esperto, parla alla radio, per favore, mandate rinforzi nella grande strada di periferia, ci sono una diecina di esagitati, forse armati di coltello, intervenite presto. Il maresciallo Ascione sta in caserma a leggere il giornale, tifa Napoli, mò vengo pure io, vengo pure a farme nu’ giro, due automobili partono dalla caserma, 6 agenti dovrebbero bastare, anche perché i soldi sono pochi, come accade da tempo, le automobili sono un po’ vecchiotte, ma funzionano abbastanza bene, Russo é un bravo meccanico, un bravissimo meccanico, partono a sirene spiegate. Nel giro di pochi minuti arrivano sul posto, mentre Russo tiene sotto tiro gli esagitati con la pistola di ordinanza, i compagni ha sottratto la pistola a di Giuseppe e gli avevano dato qualche schiaffo, il collettivo gay comunista antifascista leninista peronista santista sta intervenendo per occupare il corpo del carabiniere, ma Russo, Russo é forte, é un astro nascente, un vero astro nascente dell’arma. Valentina é stata soccorsa da un signore che porta a spasso il cane che l’ha accompagnata a casa sua. I carabinieri l’avrebbero presto interrogata.

Ascione é diventato più cupo da un po’ di tempo, non canta più come prima, forse é a causa della vecchiaia, si sente, a volte, demotivato, in tempi rapidi sarebbe andato in pensione. Guagliò, siete in arresto, che ci volete fare a quella ragazza, mi dichiaro prigioniero politico, sono prigioniero politico, ripeterono tutti i bravi compagni arrestati vittima dell’imperialismo feroce ed assassino. Ma cuale prigioniero politico, ma che dite, che dite, stavate ciercando di stuprare una ragazza, rispose Russo, quella non è una ragazza, quella è il simbolo del regime maschilista fallocratico machista capitalista che calpesta l’identità di genere, dice Marcolona. Biasugone approfitta del trambusto e cerca di scappare via. Vabbuò, vabbuò, ‘iamme in caserma, che ne parliamo un po’, conclude Ascione. Però prima facciamo un giro nel vostro circolo. Attraversano la grande strada di periferia ed entrano, la vetrata del circolo è coperta da vari strati di manifesti alcuni dei quali ingialliti. I manifesti sono scritti in piccolo e sono fittissimi, bisogna concentrare tutta la profondità di pensiero di quegli intellettuali in soli 70 per 100 centimetri, per via delle costrizioni imposte dal capitalismo. I manifesti parlano di tutto, da serate tecno trance a manifestazioni antifasciste, ad iniziative contro il governo di filippo secondo in spagna, bigotto ed imperialista, bisogna suonare alla porta per entrare nel circoletto. La porta è rossa, un po’ sbiadita, quando entrano i carabinieri vengono invasi da un odore nauseabondo di mestruazioni di cane, a destra dell’ingresso c’é la cucina in cui predomina l’odore di molteplici fritti e non quello delle mestruazioni, le luci sono basse, e il mobilio nero rende ancora più tetro l’ambiente. In un angolo sono accatastati dei manifesti, il bancone é coperto da uno strato di polvere, dietro il bancone si ode un rutto, ma non si vede nessuno. Mario si è ubriacato ed è caduto a terra, vomitando. I muri del locale sono coperti da murales che raffigurano mostri di varia natura, e qualcuno pure Che Guevara, i banconi hanno vissuto molto, anche troppo, incisi dagli avventori, con molte incrostazioni di vomito. Non c’é tempo per pulire troppo, bisogna fare la rivoluzione proletaria, e poi pulire troppo sarebbe stata un’insopportabile concessione all’immagine. I carabinieri entrano con aria circospetta, sembra di essere in una città di morti, se non fosse stato per quel rutto. Il secondo ambiente che incontrano é quello di un’osteria abbastanza classica, con i tavoloni in legno e le panche, ma un particolare richiama l’attenzione di Ascione, una porta che conduce all’esterno, Ascione si è procurato una torcia abbastanza potente ed entra in giardino, c’é qualche panca anche lì, i bravi compagni non hanno mai freddo, neanche se ci fossero meno venti gradi sotto zero. Ci sono, appoggiati su una panca, dei vassoi contenenti delle tagliatelle che una cagna, quella che ha avuto le mestruazioni, sta leccando. Ascione guarda la scena inorridito, di giusé inizia a preparare un bel verbale anche con queste notizie, i nostri amici non hanno un bel avvenire davanti a loro. I compagni sono circondati dai carabinieri che li scortano all’interno del locale, quando sentono quella notizia si mettono a scalciare i carabinieri che li attorniano, no alla repressione, sì all’uso di uno spazio di  aggregazione sociale antagonista ribellista trippolista, uè, uè, che state a fa, grida Ascione, spara un colpo in aria. I bravi compagni continuano a gridare, vengono ammanettati e trascinati fuori per essere portati in caserma. Ragazzi, questo è un circolo privato, dice Ascione, cerchiamo l’elenco dei soci, Russo, di Giuseppe, cercate l’elenco, questi lo debbono tenere. Di Giuseppe nota l’entrata di quello che sembra un ripostiglio. Apre la porta e si trova di fronte ad una sorta di ufficio caratterizzato da un disordine incredibile, ci sono vari scaffali sui quali sono accatastati dei libri, faldoni, ritagli di giornale, vecchie riviste, volantini, manifesti, pieni di polvere. C’é anche una scrivania, disordinata e polverosa, con sopra un curioso oggetto elettronico, che sarebbe eccessivo chiamare computer. Inizia a spostare il materiale impilandolo sul pavimento, con attenzione, a un certo punto, quando sta perdendo le speranze di trovare il registro dei soci, vede il faldone e chiama Ascione, mariscià, mariscià, venitè, tenimm ‘o registro, venite. O ‘so proprio cuntent, grida con aria quasi gioiosa Ascione, si stupisce di sé stesso e si avvicina al collega. Forse sta ridiventando felice. Prendono tutto, registro, un po’ d’agende e del materiale di propaganda vario. Portano tutto Di Giuseppe e Russo, che avevano anche il compito di redigere il verbale di sequestro. Il maresciallo Ascione e i carabinieri hanno perlustrato minuziosamente il locale, riscontrando anche un bel po’ di incongruenze, chiamiamole così, anche a livello di igiene. Scrive due appunti su un bloc notes, mentre i colleghi aspettavano fuori. Risalgono sull’automobile e si avviano verso la caserma, in mezzo alla campagna, ma non lontano dalla città. La camera di sicurezza ha la serratura mezza rotta, hanno dovuto anche mettere dell’olio, ci ha pensato Russo. Hanno condotto quei bravi compagni nella camera di sicurezza, non è ancora arrivato l’avvocato.

 

 

Si presenta alla porta della caserma una ragazza dall’aria appariscente: un metro e ottanta, bionda con i capelli vaporosi sulle spalle, e un tacco 12 nero, con pantaloni neri, e un giubbotto di pelle nera, sono l’avvocata De Giacomo dello studio Lana, sono qui per gli imputati. Poco dopo arrivano anche il sostituto procuratore e il gip. L’interrogatorio è abbastanza interlocutorio e si conclude con la convalida del fermo. Vengono portati in carcere. Prima di andare a casa, Gerardo Ascione vuole vedere il biglietto da visita dell’avvocata e si accorge che l’avvocata De Giacomo lavora in uno studio potentissimo, comandato dall’avvocato Ruggero Lana, professore ordinario, avvocato, deputato, ex sessantottino straleninista, ora membro influente di contenzione e commiserazione. Per quale motivo hanno nominato quella persona. È stanco, ma decide di tornare in ufficio ad esaminare l’elenco dei soci: Lanato, Pischetta, Longo, Russo, Marchetti, Marchini, Scapece R., Rosalia Scapece, ma non sarà mica la ministra, quella che hanno appena nominato. Controlla la data di nascita e controlla su Wikipedia, corrispondeva il luogo di nascita, non può essere che lei. Bisogna fare approfondimenti su quella vicenda e decide di tornare immediatamente su quei luoghi con degli esperti della scientifica, oltre che con Russo e Di Giuseppe. Non si regge più in piedi, ma decide che sarebbe tornato in quella specie di circolo e a casa di quei bravi compagni, c’é qualcosa che non lo convince. I rilievi durano a lungo, al circoletto non succede nulla, hanno scoperchiato tutto, ribaltato tutto. Iniziano a visitare le case dei bravi compagni del circoletto, quando già la mattina irrompe prepotente e bisognava staccare dal servizio, manco pagano lo straordinario. L’ultima casa é quella di Marcolona Valdemara contessa di Hohenstaufen, lesbica, a volte anche concubina di Biasugone, che dovrebbe alloggiare lì. Devono usare le mascherine, perché l’odore é veramente insopportabile, sudore di piedi, di ascelle e di tutto ciò che fa schifo, escrementi di topo, escrementi umani, scritte sui muri, contro l’omologazione conformista del sapone rilanciamo i veri odori dell’uomo, perché sapere di selvatico è pensare globale e agire locale. In cucina c’è del cibo stantio, completamente andato in malora, distrutto, le patate lesse coperte da mosche morte e dai loro escrementi. Ascione apre i cassetti sotto gli elementi della cucina, e toglie tutto quello che c’é all’interno. Tocca le pareti interne di quel mobile, e una sembra cedere, la colpisce con un pugno, e nota che c’é un doppio fondo, colpisce ancora e si apre una specie di botola, si fà anche un po’ male, si cala nella botola. Gli altri sono rimasti fuori a vigilare e lui ha un po’ di paura, oltre che schifo. Infila le gambe e fà un po’ di fatica ad attraversare la botola, per via della pancia. In mano ha la torcia, sotto a quella casa c’é un altro locale. Ci sono delle cassettiere, tre e un armadio. Si mette ad aprire tutti i cassetti, disperatamente, ma non succede nulla, c’é solo sporcizia e fetore. L’armadio ha le ante voltate verso il muro. Gerardo prende il cellulare e telefona a Russo e Di Giuseppe, ho bisogno di voi, venite pe’ favore. Si calano nella botola solerti e coinvolti come non erano stati da molto tempo, chissà cosa sta succedendo dentro di loro. Il risultato è stato, per così dire, abbastanza importante, ci sono un cuore, delle cornee, e qualche altro organo in buono stato di conservazione,  nascosti nell’armadio che hanno girato con grande fatica. Chiama la scientifica.

 

 

Se proprio si deve giungere ad una soppressione, ad un annientamento di questa persona, che l’annientamento avvenga in modo cristiano, nel rispetto della sua umanità, dice la donna grassa dalle lacrime di sperma. Mi raccomando, mi raccomandino, ripete con tono accorato. L’uomo dalla testa pelata la guarda con aria gelida, gli sta venendo un ghigno, ma si trattiene. Deve essere professionale e senza sentimenti. Gli altri non parlano, si fidano dell’uomo senza capelli, l’uomo senza capelli ha molto carisma, é un vero professionista, anche delle armi. La donna grassa si sente più rassicurata e conclude, gesucristosialodato, sempresialodato. Ora che Ascione ha scoperto che Rosalia Scapece é iscritta al circoletto e lì hanno trovato degli organi umani, bisogna agire, non si può permettere che il lavoro di anni per costruire un’organizzazione possa essere distrutto da un maresciallo dei carabinieri invecchiato, con la pancia, che si avvia a diventare un’imitazione del sergente Garcia.

Le pagine di tutti i giornali del giorno successivo sono piene di titoloni che parlano dello scandalo sessuale del maresciallo Ascione, noto omosessuale e molestatore di uomini, ma anche di donne. Ascione é inguaiato, veramente inguaiato…

А volte la libertà ha l’odore, o forse il sapore acre di una maglietta sporca. Sì, il sapore, perché quando si sta appiccicati nella calca senza muoversi si può persino assaporare l’odore del sudore. A volte essere di sinistra significa non conoscere il sapone, simbolo dell’odiato capitalismo. È la prima volta che Brando esce per andare ad un concerto dopo quello che é successo quel giorno in cui quella ragazza si é impiccata.. A un certo punto si sente anche un po’ in colpa, vorrebbe quasi tornare a casa, ma, quando Brando si guarda attorno, capisce che non avrebbe potuto nemmeno soffiarsi il naso. Se i vigili del fuoco avessero controllato il rispetto delle leggi che regolano la capienza massima dei locali, quel circoletto antagonista antifascista antitutto sarebbe stato sicuramente chiuso e si sarebbero levate le proteste feroci dei compagni ecc. ecc. Ci sarebbero state manifestazioni e volantinaggi. Ma l’amministrazione democratica e progressista di quel comune finanzia a pioggia i luoghi antagonisti antifascisti ecc. Sono compagni leali, i compagni del circolo antifascista antagonista ecc. ecc. Quel circoletto antifascista antagonista occupa gli spazi di una vecchia fabbrica oramai caduta in disuso, abbandonata da tempo dalla proprietà per delocalizzare in qualche remota terra dell’est. Dapprima quel centro sociale era irregolare, clandestino, poi la trattativa ha fatto il resto. Ora ci sono i concerti di musica techno, vero esempio di socialismo del ventunesimo secolo. Ci sono i cancelli, dove, per anni, sono entrati gli operai, che peraltro, non esistono più, come dicono alcuni. Ci sono dei dj veramente ottimi, che producono ottime musiche, o rumore come qualche persona maligna potrebbe sostenere. Davanti ai cancelli di quel luogo con un sacco di nomi, si beve pessimo vino, si beve pessima birra. Anche Brando aveva amato la pessima birra, ma da un po’ di tempo non gli piaceva più. Uno sfigato puzzolente, ma non tanto, gli rovescia addosso il bicchiere di vino, quella sera ha una camicia pulita ed anche un po’ elegante, forse un po’ fuori luogo per un concerto di quel tipo.. Si fuma porra, tanta porra, guai se non si fuma la porra ai concerti antagonisti, comprata nella famosa piazza del centro città dai tunisi. Pensano di essere terzomondisti, facendo così. Avrebbe voluto chiedere di fare un tiro, ma non lo ha fatto. Forse sta diventando depresso o forse é depresso prima. Ehi ragazzi, ehi ragazzi, ehi, questa sera dobbiamo vivere il nostro antifascismo liberando uno spazio di democrazia e di libertà contro la repressione e per l’antagonismo sociale attraverso la pressione dura nei confronti delle altre persone per riaffermare la nostra identità. Forza, cucciatevi di santa ragione, forza, spingetevi. Il nostro spingometro registrerà la potenza delle vostre spinte e vi regaleremo l’ultimo cd di musica techno di cdb dj (caragnna d’un bagaj). A parlare così è un ragazzotto con i capelli lunghi, stranamente puliti, visto l’ambiente. Quando, poco dopo, viene aperto il cancello, improvvisamente, le spinte ripetute dei vari ragazzotti fanno sbattere violentemente contro il cancello una ragazzina, che si sgorbia il viso, che, in breve tempo, è coperto di sangue, ma é contenta, perché si sta divertendo. Brando ha già rischiato di cadere un paio di volte, e bestemmiava tanto. Entrano nel cortile di cemento. Nel cortile di cemento si sta più larghi, c’é una corrente di persone che si dirige, come se fosse un corpo unico, dentro la sala. Quando il concerto inizia il gruppo é in forma, bello carico, il cantante sembra solo un po’ ingrassato, ma é normale, vista l’età, non sempre si può essere in forma. Non canta da diversi anni. Brando entra e vede assai poco del palco, una ragazza si sente svenire. È bella, pulita e di sinistra: veramente fuori posto lì. Infatti è svenuta. Il corpaccione del pubblico ondeggia paurosamente per alcune volte, andando a sfiorare i macchinari della band. Guagliù, stateve accuorti, perché si rompono le attrezzature. Ma un pezzo di corpo si stacca, Buck, il pastore tedesco di un punkabbestia, ha mangiato peso. Evacua e quello è quasi l’atto finale di una tragedia, che é iniziata con un pestone che gli ha procurato sicuramente un ematoma, non ha bestemmiato e questo é strano. È continuata con una gomitata che gli ha procurato una lieve emorragia nasale, ora la sua camicia é diventata una tavolozza. Quando lo spintone colpisce brando, é il colpo di grazia. Cazzoooo, cazzo, cazzo, il corpaccione, che ha perso una delle sue membra, grida all’unisono, i fasci, i fasci, aiuto, aiuto, si salvi chi può. Tante zucche pelate, tante zucche pelate, come un bosco di alberi nudi. Il corpaccione all’interno della sala concerti é una foresta invece, che si sta smembrando molto velocemente come sotto ad un bombardamento al napalm. Anche Brando scappa, anche Brando corre perché la paura di fascistoni armati di tirapugni e manganelli fa passare tutto, non c’è più dolore. Corre verso l’angolo destro del grande cortile, dove ci sono blocchi di ferro che arrivano fino al limite del cancello. Brando si arrampica, riesce a scavalcare il cancello e scende dall’altra parte. I pantaloni sono sbragati, mentre le urla feroci del bosco di alberi nudi riempiono l’aria. All’armi! All’armi! All’armi siam fascisti, terror dei comunisti.

E noi del Fascio siamo i componenti

la causa sosterrem fino alla morte

e lotteremo sempre forte forte

finché terremo il nostro sangue in cuor.

che sarà sempre il nostro amor. Etc.

Due, tre, quattro cortili di cemento, cinque cortili di cemento, fabbriche dismesse, il deserto della periferia e un magazzino dei cinesi attraversano per pochi secondi la sua mente. Un’ombra verde militare entra per qualche secondo nella sua mente, ma tutto il sangue affluisce alle sue gambe e le scariche di adrenalina non gli fanno neanche comprendere quello che gli accade intorno. Quando arriva a casa, si deve pulire e medicare e quasi non ha il tempo per pensare a quello che sta succedendo nello spazio antagonista occupato. Forse sono riusciti a fuggire dai fasci, forse no. Si lava e rimane in mutande e canottiera. Quella sera andò a letto prima del solito. Qualcuno ha deciso che il circoletto doveva essere punito per l’inefficienza nell’organizzare tutto.

 

 

Il professore timido, qualche volta é più stanco, qualche volta pensa che non ce la farà mai. Ritorna al parcheggione, vicino all’ospedale, e si dirige verso la città. W il parcheggione e i suoi arrivi e partenze, i suoi transiti lenti, viva il sole. Per ogni dialogo con l’angelo, per ogni mezza parola, per ogni sillaba e per ogni sospiro. La città scorre davanti ai suoi occhi a destra e a sinistra, prima ancora che lui potesse rendersene conto arriva a casa e trova sul muretto davanti alla finestra della sua cucina una figura che conosce.

Почему? Era Lavinia, Ты меня увидешь и только почему?[10] Что я должен тебя сказать, я думал что ты в Риме, сейчас я вижу тебя здесь[11], rispose lui quando lei si era stupita del suo stupore, я хотел бы войти в дом[12], gli disse. Моя мамочка позволила мне, уехать из Рима. Мне хочется не только одна личность, мне хочется два или больше личностей, я хотел бы говорить по французкий, по англиский, по немецкий, потому что мне не хватает только один язык.[13] Entrando in casa si sente il rumore dei tacchi di una vicina argentina, la Carmelinda. Sono le due del pomeriggio di una giornata bella, ma non bellissima. Bottana, bottana, grandissima bottana, bottana, la terrona del primo piano grida contro l’argentina, una bellissima donna con la minchia che adora le scarpe con i tacchi e ci cammina sempre, bottana, non devi camminare con le scarpe con i tacchi, bottana, la terrona del primo piano, donna Santuzza é chiamata rapporto 1 a 1 come diceva Vito Cattozzo[14], un metro e quaranta per centoquaranta chili, con i baffi e un po’ di barba. È sicula dentro e amante di mille scansie, la soap opera più gettonata del periodo. Покушаем?[15] Mangiano in bianco, la dieta mediterranea. Quel giorno di primavera quasi si sta per tramutare in un quasi novembre da schifo, succede mentre stanno mangiando. Lavinia mangia poco e con scarso piacere, anche se il professore timido cucina in modo almeno accettabile. Je voudrais aller quelque part[16], si meraviglia molto il professore, si meraviglia tanto, perché non l’ha mai sentita parlare in francese, si meraviglia forse di più di quando parla italiano. Il professore timido pensa che lei non ami l’italiano, perché non ama la madre, un puttanone che crede di essere la perfetta donna di sinistra. Il professore timido pensa che lei voglia parlare russo, perché sa a fatica chi é suo padre, poi, dopo un secondo di quei pensieri pensa di essere un deficiente che fà delle oscure congetture da pseudo psicologo. Quando prendono il caffè, si ode in lontananza il rumore di un coltello che affonda nelle carni, il sangue della bella Carmelinda sgorga sul pavimento del primo piano, ma il professore timido e Lavinia non lo possono vedere. Non potrebbero fare niente, niente, perché il nuovo governo del partito unico dei buoni e degli stronzi ha depenalizzato il reato di omicidio per lite condominiale. La vecchia terrona si sarebbe potuta beccare al massimo una multa da 50 euro, che lei sarebbe stata pronta a versare subito, anche se si sarebbe certamente lamentata   della mancanza di un vero spirito liberale da ‘stu guvernu di fitusi e crasti che combina cose vastase. Io guadagno i soldi, che ci devo fare, guadagno i soldi e debbo pagare la multa, pecché chista bottana faciva casino con i tacchi. I due rimangono in silenzio, Lavinia trema leggermente. Non ha mai capito bene cosa sia il federalismo, anche se é stato tanto spiegato. Federalismo significa rinforzare le autonomie locali, per avvicinare il potere ai cittadini, quale potere è mai più vicino di quello dei condomini. Basta salire o scendere di qualche piano le scale o utilizzare l’ascensore, o, al massimo, andare nel palazzo di fianco. È così che un partito nordista ha ottenuto il rinforzo dei poteri del condominio, che può anche emettere una propria moneta. Sfortunatamente non ha ancora il potere di istituire la propria polizia, ma dei passi avanti in direzione della libertà sono stati fatti. È il naturale corso della politica, si sa, come dice qualcuno, che i tempi cambiano e bisogna adattarsi ai tempi, dalle regioni, alle province, alle comunità montane, ai comuni, ai quartieri e ai condomini, questo è il federalismo. Qualche condominio particolarmente ricco ha già dichiarato l’indipendenza.

Dopo i secondi di silenzio, il professore timido le chiede, Où veux-tu aller?[17], Мне нравится море, море, адрятическое море[18],  Je veux demontrer que Monsieur proust est un idiot.  Les lieux qui causent des souvenirs de l’enfance doivent être détruits, ma mère me portait à Cesenatico, quand j’étais toute petite, et j’entendais qu’elle était foutue par des grands hommes négres.[19]Il professore timido fà un cenno con il capo, senza rispondere, e si mette il cappotto, lei lo segue. Non si ricorda mai tutta la girandola dei fidanzati che ha avuto quella donna, ma non vuole fare troppe domande. Ha paura di disturbare. Salgono in macchina e partono, dopo poche centinaia di metri rimangono bloccati nel traffico, senza capire il perché. Non c’é un incidente, non é successo nulla di serio, ma restano fermi per quasi un’ora, intrappolati in un corpaccione improbabile di macchine. Il professore timido non accende la radio, ma non parla nemmeno, perché la presenza di Lavinia lo inquieta, e lo inquieta ancora di più il fatto che non gli abbia ancora spiegato il motivo della sua presenza e, nello stesso tempo, ha anche paura di sentirne il racconto. Infila l’autostrada che, nel tratto cittadino, scorre ancora a due corsie, e, lentamente, si dirige verso la meta. Gli sguardi di entrambi sembrano sereni, fissi in avanti. L’autostrada è monotona, monocorde, come certe litanie o certe spiegazioni di insegnanti ignoranti e saccenti, ma ben si adatta all’umore dei due. Tutti guardano fissi, senza parlare, su quell’autostrada. Sembra che il grigio del cielo abbia tolto la voce a tutti quei viaggiatori, anche a quelli che lampeggiano e superano il professore timido, perché va al massimo agli ottanta all’ora.  Un pannello elettronico, ad un certo punto, segnala l’alt, tutte le altre automobili dei muti veri o presunti sono ferme poco più avanti nei pressi di un assurdo ponte, progettato da un assurdo architetto ex di sinistra e convertito a contenzione e commiserazione. Dal ponte come per magia, viene fatto scendere un megaschermo a cristalli liquidi che si accende. È un grande passo avanti per l’umanità intera, un vero passo avanti che resterà nella storia,  il federalismo, tanto voluto da un certo partito nordista, ora parte del partito dei buoni e degli stronzi, ha vinto. La repubblica italiana, con la cui bandiera qualcuno voleva spazzarsi qualche parte del corpo, é finita da tempo e bisogna festeggiarne l’avversario. Ora c’è la confederazione padano-terronica, la parte nord é guidata da un governo forte ed è costituita da una federazione di liberi condomini, la parte sud è governata direttamente, sinceramente da cosa nostra, senza ipocrisie, visto che governava già. Al di sopra di tutto, a coordinare tutto, c’è il governo, con il suo presidente, governo, chiamato anche il grande consiglio della verità. Bisogna compilare delle verità e punire, anche con l’eliminazione fisica, chi non le rispetta. In nomine patri. Non parlano, il professore timido e Lavinia, e Cesenatico si presenta davanti a loro, con un segnale luminoso che trafigge la nebbia. I cancelli del grande campo di concentramento per turisti sono stati aperti, per colmare eventuali vuoti della stagione turistica, c’era qualche turista che si azzardava anche ad andare verso lidi più ospitali con temperature più miti di quelle italiane del mese di marzo-aprile. I reprobi vengono deportati, si chiamano respingimenti, verso riviera. Il paese sembra immerso nella nebbia, o forse la nebbia è dentro di loro. Attraversano ponente e le poche ombre che vedono sono l’unica consolazione, sta abbrunando, e non parlano, l’automobile passa nei pressi della stazione e attraversa un ponte, passa di fianco al vecchio teatro all’aperto e imbocca una strada dedicata all’omonimo di un premio Nobel, Lavinia richiama l’attenzione del professore timido, tu vois, c’est la maison, où la salope de ma mère était foutue.[20] Smette di parlare e una sola lacrima le scende sulle guance, ma una sola, non di più, la macchina continua il proprio viaggio, e la sagoma di una banca si staglia prepotente, davanti ai loro occhi. Il professore timido frena come se avesse visto chissà che cosa. Cosa c’era stato lì un tempo, cosa aveva provocato quella reazione in una persona così controllata. Una camera, tante camere e tante voci di bambini e adulti in coro, le diecine del rosario nella testa di quell’uomo.  Nel bosco c’è un ometto gentile e bel, nel bosco c’è un ometto gentile e bel, il prete che gestiva la colonia estiva san Patroclo veniva a controllare che ci lavassimo bene durante la doccia, ma preferiva controllare i maschi e, chissà perché aiutava sempre me ad insaponarmi, diceva che avrei dovuto imparare. Quando venivano assegnate le camere, non so perché capitavo sempre a letto con il prete. Mi diceva di non mettermi i pantaloncini del pigiama estivo, è troppo caldo, il tuo corpo deve respirare, ma io disobbedivo, ero piccolo. Dio lo vuole, il signore lo vuole, se non lo fai piange, piange forte. Nel bosco c’è un ometto gentile e bel, il prete ripeteva sempre la cantilena e la mormorava mentre mi abbassava i pantaloncini lentamente, mentre infilava la mano nelle mutandine. Chissà perché lo faceva sempre di notte, io avevo sonno, ma un po’ mi piaceva, anche se ero piccolo. Il professore timido pensava queste cose e per un attimo tremò. Anche quando le donne fanno la stessa cosa, da adulto, di mettergli la mano nelle mutande, trenta centimetri non si dimenticano, lui trema un po’. La colonia san Patroclo, si è perfino scordato che era là, in quel paese che sembra buio e cattivo nell’imbrunire di marzo. Forse é vero che al professore timido piaceva la manona di quel pretone che dolcemente gli afferrava il pacco ipertrofico, ma gli dispiaceva che qualcun altro prendesse l’iniziativa sul suo corpo, quasi lo traumatizzava. Non gli piaceva nemmeno quando le donne facevano la stessa cosa che faceva quel pretone, anche quando lo faceva Lavinia e aveva 13 anni scarsi. Povero professore timido, da bambino il pretone gli infilava la manina nelle mutandine con gli orsetti e da grande una finta bambina gli avrebbe fatto la stessa cosa. Ma la Lavinia che aveva 13 anni scarsi e che l’aveva fatto finire in galera per la seconda volta nella sua vita, era morta. Di fianco a lui c’era una donna con una mente e un cuore in tumulto, intimidita e addolorata perché quell’uomo, quel quasi diabolico e affascinante insegnante di uso delle armi l’aveva sedotta e ora non c’era più. Я хочу на пляж, только пляж[21], al professore timido sembra un’idea un po’ folle, fà freddo e c’è vento, ma non glielo dice e si dirige senza parlare verso la spiaggia, nella strada parallela alla grande strada principale, dedicata ad uno pseudo scrittore del novecento, un po’ trombone. Il vecchio e glorioso grand hotel compare tra le brume, messaggio di resistenza alla modernità prepotente, alcuni negozi sono aperti e altri stanno riaprendo, ma non sembrano ammantati dalla gioia un po’ volgare della stagione estiva, ci sono meno merci. È una città diversa, una città che ridiventa un paesino dopo l’estate, che smette di essere al centro dell’universo, da quando il Galileo autunno ne confuta gli assiomi tolemaici. Ci sono un pub, quasi old style, o che ci va vicino, a ricordare che il paese vive lo stesso e che non vive solo di quelle orde un po’ barbare dei tre mesi. I pub con i tavoloni di legno e le luci basse fanno inverno anche d’estate, anche se c’è l’aria condizionata. Il professore timido infila la prima laterale ed entra in una specie di città morta, fatta di negozi chiusi e di manifesti ingialliti, come dice quella canzone[22]… Alcuni stabilimenti balneari sono chiusi da staccionate, palizzate di vari colori, e dalle varie grandezze, che fanno contrasto con il nitore, e la pulizia della strada, perfettamente risistemata dal comune, dopo anni di paesaggi selvaggi. Qualcuno è già aperto, in preparazione della stagione. Qualcuno troppo pignolo potrebbe sostenere che è tutto fin troppo in ordine. Quando gli occhi di Lavinia si fermano su un pertugio, tra un bagno e l’altro, i suoi movimenti divengono, ad un tratto, veloci e decisi, dopo l’immobilità del viaggio e i movimenti lenti, fin troppo lenti, di quando é scesa dalla macchina. Ci saranno stati una decina di gradi, ma i vestiti rapidamente cadono sulla sabbia, e il corpo di Lavinia si svela come un pugno in faccia per il professore timido. Il professore timido l’aveva già vista da falsa bambina con i seni acerbi e la pelle bianca, le gambe già lunghe, sembrava un piccolo airone, tanto erano magre e lunghe. È bionda, ma nemmeno tanto. Si mette a correre verso l’acqua, forse è la parte russa dentro di lei che le fà sentire meno il freddo. Dopo essersi reso conto, l’estensore di queste note, di aver esaurito le banalità con questa sul grande popolo russo, promette di essere meno scontato. Il professore timido inizia a spogliarsi e, in qualche secondo, perde i vestiti e anche con un po’ di paura, si mette a correre dietro la ragazza. Si ricorda di un bel film che ha visto qualche anno prima.[23] L’acqua non é più fredda… Ti darò il mio corpo, e usciranno dal mio fragile involucro muscoli potenti, i miei pettorali sono un luogo per la tua anima. Le mie braccia sono una morsa che ti stringe a me, voglio mangiarti, voglio fagocitarti, non voglio che mi scappi più. L’acqua di questo mare sarà come una vasca da bagno, più nulla mi fa paura, più nulla, sarà il liquido amniotico dal quale nasceremo. Pensa, ma non parla, il professore, pensa, non avrebbe senso parlare. Voglio darti il bacio più lungo della mia vita, più lungo della mia vita, è la prima volta che la sente parlare in italiano al di fuori delle lezioni, e questo lo sorprende, lo sorprende ma non lo turba. Forse gli ha fatto bene ripensare a quello che gli é successo quando era in colonia, forse i traumi fortificano, sostiene qualcuno. Non si guardano in faccia, chiudono gli occhi, in mezzo all’acqua che diventa scura per la notte. La gioia, la vita che scorre violenta dentro e scatena gli umori del corpo, i nervi e i muscoli che si tendono, e una parte di te, o forse tutto te stesso, entra nella porta del cuore e della carne di Lavinia, forse ora é una vera donna. È impossibile calcolare quanto tempo trascorrono nell’acqua, è impossibile e anche insultante. Quando esiste l’amore, vero, quello vero, nulla si deve contare, nulla. Non avevano freddo, di solito non ha freddo e sonno chi è scampato ad un pericolo più grave, almeno a volte. Se sono scampato a quel pericolo, come, ad esempio ad un ricovero in ospedale per una crisi d’asma, vuol dire che anche poche ore di sonno basteranno, pensa un giorno un piccolo uomo. Il professore timido pensa perfino di andare a recuperare un paio di asciugamani che ha in macchina, e ha solo le mutande inzuppate addosso, se le é rimesse, non si sa mai chi potrebbe incontrare. Due persone corrono in lontananza con la felpa col cappuccio. Si avvolgono nell’asciugamano e rimangono seduti sulla sabbia quasi senza parlare, Ich liebe dich[24], lei lo sussurra, con discrezione, nell’orecchio al professore, che forse non é più timido e guarda la sua pelle, bianca di luna. Osserva il suo pelo pubico quasi albino, e le sfiora la punta del naso con il polpastrello.  Есть только один ресторан открыт не далеко, пойдем пешком[25],  si vestono e vanno verso il ristorante, che sta proprio di fronte al pub con i tavoloni di legno. È tutto bianco, fin troppo chiaro. Il padrone del ristorante é anche lo chef e il maître di sala, per questo il servizio é un po’ laborioso. Est-ce tu as vu l’einsegnant[26], le domanda il professore, forse non più timido, le terrible, chiaramente si riferisce a quello di uso delle armi, sparito da tempo. Я больше его не увидел с давно[27], risponde seccamente la ragazza, sembra che non voglia parlarne. È stata una vicenda traumatica, quella del suo rapporto con quell’uomo, così bello e ganzo, assomigliava quasi ad un protagonista del cosiddetto star-system. È affascinante e maledetto, pensano alcuni, soprattutto alcune. J’ai commencé a lire le Werther[28] et un roman de la literature bulgare, c’est-à-dire, Sous le joug. Je voudrais croire qu’on ne peut pas se tuer pour l’amour, comme soutient le médecin de Kandov. Tu connais ce roman? Je parle trop en français, il me semble d’être devenue une foutue occidentaliste.[29][30] La ragazza parla con evidente agitazione. Sembra che senta qualcosa di particolare dentro di sé. Medita ancora su Werther, e fà anche riferimento a Foscolo, all’Ortis[31], che si é suicidato pure lui, ma anche alle numerose imitazioni russe del celebre romanzo epistolare. Parla anche del problema del punto di vista in letteratura, soffermandosi anche su come viene raccontato il suicidio dai vari scrittori.

ITALIA MERDA, ITALIA ITALIA VAFFANCULO. LA VITA È TRADUZIONE LA VITA È TRADUZIONE, che strane scritte vede sui muri all’esterno il professore timido, che sembra un po’ alienato. Lo mette a disagio tutto quel bianco spoglio, disadorno, quel bianco volgare, pesante che caratterizza le pareti di quel ristorante. Si mangia bene. Non si accorgono che sta arrivando un’Audi nera, scendono un individuo basso vestito di nero, e un individuo alto vestito di nero, in pelle.  Si avviano verso il ristorante, ed entrano, uno é biondo alto con gli occhi azzurri, l’altro é piccolo e moro. Aprono la porta del ristorante, e si avviano veloci verso il tavolo al quale sono seduti i due. Tu sais, la vielle salope de ma mère est devenue ministre, tu ne peux pas comprendre, c’est quelque chose de vraiment horrible. Elle veut faire quelque chose que tu ne peux pas imaginer, une secte religieuse.[32]Что,[33] replica il professore timido. Buonasera, il più basso guarda i due, la signorina Lavinia, sì, sono io, fà la ragazza intimidita, siamo della scorta privata di sua madre, uno mostra un tesserino di P.S., per ragioni di sicurezza lei dovrebbe seguirci, è una disposizione di sicurezza, sua madre è al corrente. Cosa, replica Lavinia infastidita, se crede può telefonarle, aggiunge il lungo, mentre lei legge che il più piccolo si chiama Domenico Rannisi, telefona alla madre. Che cazzo è ‘sta storia, esordisce la ragazza, ciaoooo ciaao amore, come staaaai, che stai facendo di bello, ti stai divertendo, sì, fino a poco fa sì, fino a prima che tu mi chiamassi, la ragazza è sempre più contrariata. Tesoro, lo sai che ho partecipato al primo campeggio dei pacifisti italiani International peace future camp, bla bla bla bla, bla per ragioni di sicurezza ti chiedo bla bla bla, bla riceverai in regalo una bellissima automobile, la ragazza chiude la conversazione con un vaffanculo e si avvia con i due agenti.

 

 

È proprio bello qua, è proprio bello qua, pensa Gaetano Ascione, appena arrivato all’aeroporto di San José in Costarica, un alto dirigente del ministero lo ha caldamente pregato di andarsene dall’Italia, perché rischia grosso, veramente grosso. Non é proprio contentissimo di essersene andato, ma non ha altra scelta. Gli hanno consigliato di andare in Messico, ma lui ha contravvenuto agli ordini o ai consigli, dopo aver detto di sì, all’inizio.

All’aeroporto di Città del Messico, un taxista sta aspettando nella grande piazza, ma aspetta invano, é un uomo senza capelli, alto e robusto, con la pistola. Aspetta invano. Prende il telefono, non posso, dice.

TRADURRE È POTERE

Mio dio santo, mio diooo santo, io che volevo bene, iooo che volevo bene a questo povero uomo e desideravo per lui una soppressione cristiana, risponde una voce femminile, escono lacrime di una sostanza opalescente[34].

L’ex moglie di Gerardo, Rosaria, abita a Cuba, poco distante, Rosaria Lo Presti, che stai a ‘ffa mò, ci ha pensato solo per un attimo. Non ha avuto altre donne oltre a lei, forse perché nessun altro l’avrebbe sopportato. Prende un taxi, che si avvia verso un albergo, che gli é stato consigliato al punto informazioni dell’aeroporto.

 

 

Amerò la vodka, amerò la vodka, come se fosse l’amante perduta, da riconquistare, c’era quel tale che aveva scritto quello pseudo poema in prosa.[35] Sempre di più, la vodka russa costa poco, troppo poco, un euro, due euro, e continua a bere, la bella ragazza dalla pelle chiara, coraggio Lavinia, coraggio, bevi, bevi per scordare, come si dice. Sta in una bellissima camera che non ha mai visto e che odia, la madre ha comprato un bellissimo appartamento nella città eterna da quando è stata nominata ministra. Si é anche occupata di insabbiare quella notiziola degli organi, quelli trovati al circoletto che frequenta da anni. Lo stomaco sempre piatto della ragazza si sta gonfiando come un otre per la vodka e da quella boccuccia esce un rutto. Ora sarebbe stata controllata dalla scorta, ora la sua vita da donna libera é finita.

Mimmo Rannisi sta guardando l’e-mail e si introduce nell’e-mail di Rosalia, Mimmo si introduce senza bisogno di password. Controlla le prenotazioni aeree effettuate via internet dalla signora. La signora Scapece ama il Sud America, va spesso in Costa Rica. A pensarci bene, Mimmo si chiama così veramente? A pensarci bene è segno di forza o debolezza avere un nome? Che cosa è un nome, mario giovanni partito comunista partito socialista movimento sociale, il nome identifica, il nome delimita, essere senza nome vuol dire averne tanti, vuol dire potere averli tutti. Il potere della nominazione.

 

 

La cittadina di fianco alla grande striscia d’asfalto un tempo era stata l’ultimo avanposto del comune di b contro una grande città romagnola. Quel giorno il professore ha pensato che sarebbe stato il caso di svagarsi un po’.

 

 

Sembra che tutto sia sotto controllo per Mimmo Rannisi. Il cielo nell’altra stanza ha cambiato colore. Per Lavinia sembra che si sia fermato il tempo per poi riprendere, sembra che i suoi peluches si siano animati, come il cagnone san Bernardo. Sembra il fantastico mondo di Paul[36], ma che cazzo aveva bevuto. Basta pensare agli uomini, basta pensare ai più grandi, mi sono rotta, adesso mi fidanzo con una giovane bottiglia di vodka. Mi fidanzo con gli uomini più grandi, forse perché non so neanche chi è mio padre. Quella puttana hippie di mia madre si faceva fottere da tutti, da proprio tutti. Mi sento la testa girare, penso che cadrò sul pavimento. Cazzo, questa moquette non è proprio comoda, ma resterò qui anche perché non so cos’altro fare. Mi sembra che il mio petto, il mio cuore stiano esplodendo, oddio il vomito, oddio non riesco a respirare. Speriamo che quello stronzo di là non mi senta. Vorrei farmi una canna, se solo non avessi la scorta, vorrei calarmi una pasta. Il cellulare di Mimmo suona, vai, vattene immediatamente, hanno scoperto tutto e provvederanno a far fuori la ragazza se non la porti via. La grande cicciona vuole farla pagare alla ministra, vuol fargliela pagare.

 

 

Una ragazza di origine russa sta per entrare in coma etilico
Lucy in the sky with diamonds,
Lucy in the sky with diamonds,
Lucy in the sky with diamonds[37],
Ah… Ah… Mi sento scossa agitata agitata un po’ nervosa
acida come di
più non si può di più non si può come un acido.
Mi sento grande come una
città come una città una gigante
acido suono sento solo te sento solo te il resto che
cos’è
acida sempre acido per me acido per te acido cos’e’ …

Uuuuuuuuuuuuuuhhhhhoooooooooooooooooo
[38]

 

 

Coma etilico

Il coma etilico[39] è uno stato neurologico alterato causato da un’intossicazione di etanolo (circa il 3 per mille di etanolo nel sangue).

La quantità di etanolo che causa il coma etilico varia da persona a persona e dalla gradazione alcolica delle bevande ingerite. Il coma etilico è molto pericoloso perché può provocare l’arresto cardiocircolatorio o l’arresto respiratorio. Una persona in questa situazione deve essere subito soccorsa e portata in ospedale.

 

 

Gli uomini sono soliti infatti significare con i nomi non

solo le cose, ma, insieme, anche le loro passioni, come

l’amore, l’odio, l’ira, ecc.; onde accade che quello che

uno chiama democrazia, l’altro chiama anarchia; quello

che uno chiama aristocrazia, l’altro chiama oligarchia; e

chi è definito da uno come re, è detto dall’altro tiranno

[…] Perciò regno e tirannide non sono forme diverse di

Stato; bensì allo stesso monarca viene dato il nome di re

in segno di onore, di tiranno in segno di disprezzo.

  1. Hobbes, De cive[40], cap. VII, §§ 2-3

 

 

 

 

La notte stessa Lavinia è all’ospedale per coma etilico. Si risveglia malamente. È inutile dire che alla ragazza non fece per nulla piacere essere portata via di forza dall’ospedale, dove era appena arrivata, su un’automobile nera e lussuosa in un grande albergo lussuoso. Ha ben poca forza per potersi ribellare. Si é risvegliata dal coma etilico, ma ha continuato a vomitare nella macchina dei due uomini. I due uomini non sono contenti di avere la macchina sporca di vomito giallo, ma non possono dimostrarlo. Non sono pagati per mostrare i propri sentimenti. C’é una figura alta imponente e senza capelli che si sta allontanando dall’ospedale, ha un loden, nella tasca interna porta una pistola. Vuole punire Rosalia Scapece e la figlia facendo fuori la figlia, quella comunista della madre si é dimostrata incapace di eseguire i piani dell’organizzazione. Qualcuno, qualcuno molto pio, si sta occupando di far fuori la madre almeno dal punto di vista politico, é stato persino preparato un bel video in cui la madre si sta facendo frustare da un trans negro. Quella figura alta e imponente pensa, questi comunisti non sono molto diversi da come sono nel mio paese. Quando sta per salire su un automobile, si domanda come mai qualcuno ha previsto le sue mosse, così come è successo in Costa Rica. Un po’ gli dispiaceva dovere uccidere quella ragazza, in fin dei conti, le aveva voluto anche bene, solo che lei si spaventava un po’ troppo, quando lui si faceva frustare nudo sul pavimento.

 

 

Questa storia è una storia di grandi personalità e di piccoli uomini, ma forse sono più i piccoli uomini che fanno la storia. Biasugone è un uomo di cinquant’anni che vive all’estrema periferia della città. Una volta era dirigente d’azienda, ma quella vita gli stava stretta. Come poteva un figlio dei fiori, resistere in quella situazione, in giacca e cravatta ai meeting, alle convention, ecc. ecc. Aveva un bello stipendio, la macchina aziendale, ma un bel giorno va dal capo e si licenzia, il capo cerca di convincerlo a rimanere. L’azienda, che, per inciso, produce apparecchiature semaforiche, ha bisogno di lui, delle sue grandi capacità commerciali. Biasugone non ne vuol sapere ed è convinto che anche la sua famiglia la pensi allo stesso modo, che anche sua moglie e suo figlio di una ventina d’anni non abbiano problemi ad abbandonare un lussuoso appartamento in centro, fornito senza spesa dalla ditta, e, soprattutto, un tenore di vita agiato. Quando va a casa a dirlo la sua famiglia è un po’ perplessa, ma non si oppone. Marta, la moglie di Biasugone, ha avuto problemi di droga, eroina, lsd, ha fatto gli anni ’70, sta uscendo dalla droga, tutte quelle sicurezze che si era conquistata le hanno fatto credere di essere guarita. Quando si trasferiscono in un appartamentino di 50 metri quadrati in periferia Marta decide che avrebbe ricominciato a farsi le pere, é proprio brutto quell’appartamento. Biasugone invece é contento, perché non deve più stare in giacca e cravatta, va a ripescare dei maglioni che portava negli anni ’70, ricomincia a farsi le canne e a calarsi di LSD, quella sì che é libertà. Al culmine della felicità decise di compiere il giro del mondo assieme ad un suo amico, spendendo tutti i soldi della lauta liquidazione. Quando è partito,  è rimasto via per un anno, ha salutato frettolosamente i suoi. Al ritorno la moglie é una tossicodipendente all’ultimo stadio, e il figlio non ancora ventenne ha messo incinta un paio di ragazzine, non curandosi dei figli che ha fatto nascere, ma Biasugone è contento. Biasugone é diventato vegetariano, e non può più soffrire che si mangino le salsicce alle feste comuniste. Ha gli amici, una cooperativa di tutela della noce tritata, finanziata dall’unione europea, ma soprattutto il circoletto antimperialista ecc. ecc. Il circolo antimperialista è tutta la sua vita. Ha anche circa un milione di euro di debiti con delle persone vestite di nero con una macchina nera, ma quello é l’ultimo dei problemi. Un giorno, una di quelle persone, una figura imponente e senza capelli, lo é venuto a trovare, l’ha invitato a cena e hanno parlato del più e del meno. Biasugone é un po’ preoccupato, perché sa che il fine di quell’uomo dalla figura imponente non é quello di un’amabile conversazione. Biasugone si domanda se l’invito ha un nesso con il casino scoppiato con la compagna Scapece. Dopo la cena Biasugone lo ha invitato nel suo ufficio, dal quale sentono la musica di un gruppo antimperialista antagonista provenire da un circoletto antifascista ecc. famoso per i concerti anche di gruppi famosi. Abbiamo bisogno di lei, caro Biasugone, lei sa che ci serve concentrazione e un alto livello interiore. Noi siamo degli esteti, abbiamo il bello e per noi il bello, l’idea della pura razza ariana è il capello biondo. Quale è la purezza, il bambino. Lei dovrà gestire con molta gentilezza, ma anche con tanta professionalità dei bambini che affideremo alle sue cure. Non dovrà torcere loro un capello, dovrà fornire loro il cibo, dovrà solo stare attento che non escano da casa sua e poi questi bambini li riprenderemo noi. Se lei farà tutto quello che noi le diciamo, sappia che considereremo saldata una parte dei suoi debiti, in caso contrario non vorrei che le capitasse qualche avvenimento spiacevole. Mi dispiacerebbe molto, veramente molto. Avevamo un altro sistema, prima, non è stato efficace.  Biasugone non ha detto una parola, sa che avrebbe potuto chiedere anche altri soldi, e per questo era contento. Gli portano sempre una coppia di bambini biondi addormentati, li posa in una cameretta e chiude la porta a chiave, dopo averli guardati per un secondo, hanno i capelli lunghi, sia il bimbo che la bimba, avranno dieci anni.

Gerardo Ascione è tornato dall’America, è stato degradato, messo a fare i servizi per la strada in un altro quartiere, rispetto a quello della vecchia caserma. Gerardo Ascione si è tenuto un  pezzo del contenitore, dentro il quale sono stati trovati gli organi. C’è un indirizzo di spedizione, l’ex maresciallo fa fare delle ricerche, ma quell’indirizzo non esiste e non esiste nemmeno il numero di telefono. Ci vuole un po’ per fare delle ricerche. C’è un indirizzo, dove avrebbero dovuto essere inviati i prodotti. Gerardo Ascione prende l’automobile e va sul luogo. Sul luogo non c’è niente, nessuno sa nulla di quel magazzino. Dicono che non ci è mai andato nessuno lì. Il quartiere cinese è straniante. Ascione pensa che sia tutto un depistaggio, bisogna puntare al circoletto.

C’é un giro di bambini biondi che vengono rapiti da una scuola danarosa e consegnati ad una donna pia e grassa ed altri. Vengono fatti spogliare e rivestiti con una tunica bianca e si procede, da parte della donna pia grassa, ma anche degli altri, come si chiamano ancora non si sa, al rito della manipolazione dei genitali senza eiaculazione di sperma. Sicuramente avere portato via quei bambini alle famiglie borghesi e danarose, i loro figli adorati, ha fatto saltare il tappo, sarebbe andato tutto all’aria, ancor più della scoperta del centro, formato da poche persone, tra cui la grassona pia suor Pudibonda, che si propongono la costruzione di una repubblica basata sulla verità assoluta e su dio, eliminando anche fisicamente chi si oppone. La Confederazione Padano-Terronica deve essere sciolta, anche perché, al suo interno, ci sono quelli che molestano i bambini.

Alle volte basta avere voglia di trombare, alle volte un piano satanico può finire per una scopata, sì, proprio per quello. Rosalia Scapece, o la troia, come la chiama il professore timido, é una vera preda da sbattere. Il professore timido ha ritenuto di non andare all’ospedale. Il professore timido vuole scopare e far ubriacare Rosalia Scapece, perché tutto finisca come in una commedia all’italiana sexy degli anni ’70. La carne è debole e il potere del pisello è assai importante. C’é un piano, c’é un piano importante, che comprende ogni aspetto della vita, al professore timido manca un tassello per arrivare alla risoluzione del problema, solo un tassello per completare il mosaico. Vogliono controllare la democrazia, vogliono controllarla per arrivare al dominio autoritario, ma ora quella donna ha sbagliato. Non ha sbagliato perché é una quinta colonna, come pensa la suora cicciona, ha sbagliato perché é troppo presa dagli uomini. Il professore timido ha analizzato tutto, ha hackerato il computer della vecchia vacca senza problemi, alla fine di tutto il particolare più importante l’ha notato sul suv della vecchia vacca, perché i pneumatici erano macchiati di rosso. Perché erano macchiati di terra rossa?

Il tempo passa, il tempo passa senza che le persone se ne accorgano, inconsapevoli. La scuola del centro è bella e prestigiosa, non è stracciacula e sporcacciona come quella di provincia. I genitori un po’ fighi, un pochino solo, dei borghesi illuminati, vogliono iscrivere i figli a quella scuola. Quella mattina di maggio, la coppia Del Mastro ha fissato un appuntamento per vedere la futura scuola del figlio. Si sono appena trasferiti a b., lui era funzionario diplomatico, ha cambiato il proprio lavoro per stare vicino ai genitori di lei, abbastanza anziani. Lui é un quarantenne alto e muscoloso, con gli occhi azzurri e i capelli biondi. Lei é una mora dagli occhi azzurri, i capelli neri lisci fino alle spalle. Sono vestiti da borghesi, potrebbero essere avvocati o notai, magistrati o medici. Il bambino é biondo anche lui, dall’aria sveglia. Il bambino osserva tutto, avidamente, si mette ad osservare il campo da basket, quello da pallavolo, la piscina olimpionica, il campo da badminton e la pista da curling, di cui é dotata la scuola, come il campo in terra rossa di tennis. Il preside della scuola, un fratino dalla voce bassa, dall’apparente età di duecentocinquantanni, dice, ci scusi, il campo in terra rossa non funziona granché bene. La visita dura circa un’ora.

Il professore timido sta cercando di contattare la vecchiaccia troia per scopare, aspetta, aspetta, la contatto solo più tardi, quando dovrebbe essere sul posto, alla riunione della setta. La telecamera ha funzionato bene, manca niente per avere la certezza, manca un nulla. È confermato che la terra rossa che ha trovato sul gippone della vecchia troia, di Rosalia Scapece, é la stessa trovata nel campo da tennis di quella bellissima scuola del centro. Aspetta, aspetta, da quando é tornato nella casa in cui viveva, da quando é uscito di galera, é più contento di viverci, gli piace di più. Ha fatto dei lavoretti, l’ha riammodernata, ha proprio le mani d’oro quel professore timido. Ha perfino partecipato ad un reality show, perché lo hanno costretto quando era in galera, e lo ha vinto. Sembra quasi strano quel personaggio.

 

 

Quando skype gli suona compare sullo schermo il messaggio della chat, добрый день, товарищ, добрый день, керженский дух, игуменский окрик в декретак[41], il professore risponde, галка староверка ходит в чёрной ряске[42]. Hanno chattato in russo e il professore timido è stato molto soddisfatto, molto soddisfatto, anche perché Lavinia é al sicuro, in un paesino tedesco, che sembra quello di Heidi.

Va a casa di lei, ordina qualcosa da mangiare alla rosticceria e andò va nella cantinetta della vecchia troia per prendere un Barolo del 1985, lo apre e inizia a bere con gusto. Mette un cd di Leonard Cohen nel mega stereo, quel cd non deve essere certo di Rosalia, perché lei non ha dei gusti così raffinati, sarà stato di uno dei negroni che si fà abbastanza spesso. Il piatto di lasagne sembra più buono del solito. And we’re still making love
In My Secret Life[43]. Il megaschermo del salone sta muto. Don, don, don, sono le undici e mezza, bisogna chiamare la vaccona, per farla venire qui e scoparla. Amore, amore, come stai, hai visto che ti ho fatto una sorpresa, sono a casa. Sei contenta, vieni qua. L’apparecchio ha già individuato la posizione della vecchia troia. Quando arriva lui é di sotto ad accoglierla. Amore, sali che ti parcheggio io il tuo bel gippone. Sì, caro, mi vado a mettere comoda, sono pronta, sono pronta per una notte super, gli tasta il pacco. Rosalia adorava adorava Gianni Merolone, ti amerò, ti amerò prima che mi venga la diarrea, ti amerò perché il tuo cuore fa rima con il mio amore, fa rima con il mio amore. Ha il cd autografato, lo stanno ascoltando durante la cena. Lei comincia, lei sa tutto, lo sai che il calciatore Ics si è meesso con Esterina Quartodibue e sua sorella Lodovica Quartodibue adesso sta con Mariolino Nasodipane, l’attore e cantante neomelodico napoletano, che ha la madre che recita nella sop operas Il posto delle nespole, ecc. ecc. Conosce tutto del gossip, anche se fuori non ne può parlare, perché lei è un’intellettuale e parla di Fassbinder, Martone, Rohmer, Stupzerstofweren, Szeged, Tostob, Commercio equosolidale terzomondista, violinista marconista. Prima che intervenissero i corpi speciali il professore timido ha voluto scopare, scopare pesantemente con quella puledrona da materasso.

 

 

Stasera voglio bere perché quella stronza è morta, Biasugone sta seduto in casa propria in un angolo per terra, con in mano una bottiglia di vino rosso, o così pare che sia. Ho voglia di piangere, urlare, adesso voglio ridere, voglio ridere perché quella puttana diceva che voleva mettere il pepe al culo alla propria vita. Il pepe al culo, il pepe al culo, ma ve lo immaginate. Solo io, solo io posso mettere il pepe il culo, quella lì non può mettere il pepe al culo a niente, a niente, a niente. Le droghe non fanno male, le droghe fanno male solo agli stronzi, mia moglie è morta perché é una stronza, anche mio figlio é uno stronzo perché è morto. Voglio la rivoluzione, ma voglio anche il vino, voglio la gioia di potere mangiare dove il cane ha leccato, dove la gente, me compreso, ha vomitato, la cagna ha le mestruazioni e sto pensando di berle leccandole dalla vagina perché sono mestruazioni comuniste e antagoniste antifasciste antisessiste antireumatiste, anzi sai che faccio, la prossima volta le bevo. Musica, musica, musiiiiiica. Ma quando la musica é alta, i vicini si lamentano, perché é l’ora del silenzio, chiamano l’amministratore, la musica é poesia e non casino, la musica è poesia cazzo, porca madonna, ma é tardi, chiamiamo la polizia, prooonto, sono la signora Busdazzi, c’è un tale che fa casino, si chiama Biasugone. Una pattuglia pigra gira di notte, é giugno, ma c’è un freddo boia, sono giovani e terroni. Non ne hanno voglia. Non ci vanno. La signora Busdazzi chiama i carabinieri e a fare i servizi c’è Gerardo, Gerardo deve fare la notte da quando è stato degradato. Gerardo ci va, eccome se ci va. Ué, guagliò aprì subbbito, apri subbito, ma Biasugone non sente, è troppo ubriaco. La porta viene sfondata, ma Biasugone non sente, é troppo ubriaco, perché quella stronza di sua moglie ha deciso di morire, ma le pere non fanno male, perché hai deciso di morire brutta stronza, perché. I militari soccorrono Biasugone e vanno in cerca del malefico stereo che diffonde quella musicaccia techno che Gerardo tanto odia, a lui piace Giggi D’alessio. Gli piacciono i neomelodici napoletani. Sfondano una porta, due porte, tre, un bambino biondo dorme, mariscià, ci sta ‘na creatura ca duorme, ma chisto strunzo non tiene mica creature. In un’altra stanza ci sta ‘nu picciriddu biondo, Gerardo interviene, ma chiste song’ e creature scomparute. E’ creature cu e’ capille biondi, t’arricordi, ci stava su o’ggiornale, non m’arricordo mariscià. E chisto è o ‘secuestratore, è cchisto, è cchisto, ma Biasugone è un duro, Biasugone è un rivoluzionario, si risveglia dal suo torpore, grazie al carabiniere, e quando il carabiniere Di Giuseppe, servo della borghesia, si gira, afferra una bottiglia di vetro di birra comprata allo straharddiscount e gliela rompe sulla schiena, ma il carabiniere si rivolta di scatto e gli punta la pistola contro la narice. Che fai strunzo, e che ti credi di essere, sfaccim ‘e merda. Biasugone sente la morte vicina e piange, piange disperatamente, urla. Le urla di Biasugone fanno accorrere Ascione, che c’è, che c’è, chisto ‘strunzo m’ha spaccato una bottiglia di birra addosso. Ascione ha appena spento la musicaccia techno. Ascione gli punta la propria pistola alla narice. Parla strunzo, chi ti manda, parla chi sono i tuoi complici, dai. Sequestratore di creature, faccia di merda, no, non vi dirò niente, compagni dai campi e dalle officine, prendete la falce e portate il martello, scendete giù in piazza con carlo martello. Ammanettate ‘sto strunzo e portatelo in caserma, nel mio ufficio. Lo caricano nell’automobile dei sottoposti, mentre viaggiano verso la caserma, ad Ascione viene in mente un pensiero strano, dove aveva già visto quel Biasugone. Non gli riesce proprio di ricordare. Dove dove, che confusione sarà perché ti amo, e vola vola si sa, sempre più in alto si va, e vola vola vola perché. Adesso Ascione stava cambiando, ascoltava Raffaella Carrà, voleva dedicarsi anche al ballo, aveva saputo che, per rimorchiare delle belle signore, le balere erano un ottimo posto. Ascione é un bell’ometto, dai baffi neri neri sempre ben curati, così come i capelli. Chissà perché Rosaria Lo Presti l’ha lasciato per andare a vivere a Cuba con un altro, forse perché era un bigottone logorroico? Stava iniziando a prendere coscienza della natura della sua tristezza, da un po’ di tempo non era più quell’amante di una volta, quando la madonna e la canzone napoletana per luì erano l’alfa e l’omega.

Ma cazzo, cazzo, grida Ascione, facendo trasalire il suo commilitone in automobile con lui. Il commilitone si stupisce sempre di più perché Gerardo urla, Gerardo si incazza, non sembra più la persona di prima, quello delle canzoni napoletane di una volta. Gerardo sta cambiando.

Biasugone è del circoletto. Quello degli organi, quello della Scapece, quello della Scapece. Dobbiamo andare dalla Scapece, dalla Scapece. Entrano nella caserma con Biasugone circondato dai militari, ammanettato dietro la schiena, i segni di uno schiaffone sul volto. Portatelo nel mio ufficio, disse Ascione, non è mai stato nominato il maresciallo e lui ne esercita le funzioni. Fanno sedere Biasugone, gli stanno attorno i componenti dell’arma in piedi, con l’aria truce. Lo sai, caro, che se vogliamo, da qui non esci vivo, e non ti verrà a cercare nessuno, tanto sei un figlio di puttana sbandato, sappiamo tutto di te, sai, bastardo, parte Ascione. Non dirò un cazzo, vigliacchi, idioti, servi del padrone, grida Biasugone. Di Giuseppe gli molla uno schiaffo sull’altra guancia, Biasugone ondeggia un secondo. Non dirò un cazzo. E come, non dici un cazzo, e come fai, lo sai che non vedrai più tuo figlio, lo sai, lo sai che lo roviniamo tuo figlio, se non parli, lo sai che lo roviniamo. Non me ne frega niente, e giù un altro sganassone. Tu saresti un comunista, gli dice Gerardo, ora parla solo lui, gli altri menano solo, e collabori con quegli sfacimma facce e’merda, lo sai, eh? Pezz’e merda. Chilli song’ fasciste. Biasugone, che ha ricevuto uno sganassone supplementare nel frattempo, non lo sai che anche il fascismo contiene uno spunto rivoluzionario, non hai mai letto il filosofo compagno underground technosound ultracore susann dei marinai, non l’hai mai letto ignorante borghese. Sappiamo che tuo figlio fa certe cose con i bambini, lo sappiamo eh, che gli piacciono tanto tanto i bambini. Parla, il viso di Biasugone sbianca, parlo, solo se risparmiate mio figlio. È un ragazzo tanto innocente, è un bravo ragazzo, i bambini li accarezza appena sul pisellino, come facevo io con lui. Sta tranquillo, sta tranquillo, non gli facciamo niente, questo rimarrà solo un piccolo segreto. Io sono un uomo d’onore, sono un uomo d’onore, se parli, ti diamo cinquanta mila euro e una bella casa in affitto, altrimenti sei rovinato. Al processo avrai sconti di pena e non farai che pochi giorni di carcere, perché sarai incluso tra i collaboranti. Sarai protetto da una scorta e trasferito in una località segreta. Altrimenti ti roviniamo, eh eh eh. Tieni tanti di quei reati. Parlerò, parlerò, parlerò, a Biasugone quasi viene da piangere. La sua voce é rotta. Io custodisco quei bambini, perché mi vengono portati da un uomo con la testa calva, alto e distinto. Sai il nome, lo interrompe Gerardo. No, no, ve lo giuro. Ti telefona questo pelato, ribatte il maresciallo. Forse una volta, qualche secondo. Dove lo tieni il cellulare. Di Giuseppe gli infila una mano nella tasca, ritrae la mano con ribrezzo, per il sudiciume che c’é all’interno. Porge il cellulare ad Ascione, che telefona ad un suo amico, perito per la polizia. Arriva un ragazzo-uomo biondo, dai lineamenti slavi. Si sono conosciuti da poco Gerardo e lui, ma sono diventati subito amici. Quel ragazzo non dorme mai, avrà avuto all’incirca quarant’anni. Si muove verso il laboratorio in motorino, gli ha promesso risultati in tempi rapidissimi, Ascione dovrà cacciare i soldi di persona, visto che non si tratta di una perizia ortodossa.

Biasugone viene chiuso in camera di sicurezza, mentre un gruppo di carabinieri si prepara per andare ad arrestare il figlio di Biasugone, visto che il gip ha emesso un ordinanza di custodia cautelare.

Poco dopo Ascione torna da Biasugone, allora continuiamo, hai visto qualcun altro dell’organizzazione in questi giorni, no, sei sicuro, guarda che se mi menti mi incazzo, no non ho visto nessuno, ha qualcosa di strano quel personaggio, che automobile ha. Io non ho mai parlato di un’organizzazione, replica sorpreso Biasugone. Una Bmw nera, la targa te l’arricordi, no. E la Scapece, che rapporti tieni con la Scapece, la Scapece mi ha detto che aveva un piano per farci guadagnare un sacco di pilla, a me e ai compagni del circolo antimperialista antagonista ecc.  e come, esiste un modo per guadagnare tanti soldi, ma sei sicuro, gli dice Ascione. Tu sai qualcosa degli organi, io, no, nulla sapevo. Ed é Ascione a mollargli uno sberlone. Tu sai, sai, sì che so, so, che ci sono questi organi, ma da chi vengano non si sa. Mariscià, ci sta l’esperto al telefono. Arrivo, arrivo, corre Ascione, da te torno dopo. Nel telefonino di Biasugone c’è una chiamata da una scheda giapponese, proveniente da una cella di b. A chi é intestata la scheda bolognese, la scheda bolognese è intestata ad un pregiudicato, Romolo Galli, scomparso da diversi anni, ma di cui non è stata dichiarata la morte presunta. Da che cella è partita, da una cella del centro. In centro ci sta la scuola prestigiosa, dalla quale sono state rapite le creature. Chi si occupa di Giappone in centro, pensa a voce alta Ascione, dopo avere salutato il suo amico esperto. Il suo amico esperto telefona al professore timido, parlano in russo. Di Giuseppe si mette ad effettuare ricerche, uno dei palazzi vicini alla scuola dei bambini biondi é Palazzo Belliazzi, sede della associazione per la riscoperta culturale della città di Shimonoseki, che si riunisce spesso per curiosi convegni sul paese del sol levante e in particolare Marc Landers. Durante l’ultima guerra, in quel palazzo del centro storico, nei sotterranei, é stato scavato un passaggio segreto che conduce verso la scuola dei bambini biondi. Ah, ecco tutto, la scuola dei bambini biondi. È stato utilizzato quel passaggio segreto, che serviva al gerarcone padrone di casa per scappare, per andare a prendere i bambini, ritenuti misteriosamente scomparsi durante le lezioni. C’è chi ha azzardato che avessero scassinato il cancello durante l’intervallo. Il quadro si sta componendo.

Da dove vengono quegli organi, questa é un’altra domanda. L’anello di congiunzione é rappresentato dalla Scapece, che ora sta in una camera di sicurezza della polizia, dopo che i corpi speciali sono andati a prenderla. È accusata anche di aver organizzato un traffico di bambini provenienti dall’Africa, per allevarli secondo le tradizioni ecologiste e vegetariane e dell’hard discount, e per riempirli di ormoni per farli diventare superdotati, oltre che del traffico d’organi. Associazione a delinquere finalizzata al traffico di materiale pedopornografico, sequestro di persona, stupri plurimi. C’é la questione degli organi, la violazione della legge Anselmi, ecc.

La vecchia troia é finalmente rovinata e il professore timido può dedicarsi alla bella Lavinia, bisogna solo raggiungerla. I bambini sequestrati vengono alloggiati anche in un agriturismo sulle colline, di proprietà di un tal Galli, pregiudicato, utilizzato in passato da contenzione e commiserazione. Il professore timido ha impiegato un po’ a capire, che Galli ha cambiato sesso ed é  diventato Suor Sdentata. L’ha operata tal dott. Schmitz, un chirurgone dalla testa pelata, proprietario di cliniche private, dove si praticano aborti a peso d’oro, le cliniche sono in Svizzera,  il professor Schmitz é ferventemente contro l’aborto, nell’ospedale pubblico in cui lavora in Italia è obiettore di coscienza, come tutti i suoi colleghi delle cliniche degli aborti, che lavorano in Italia. Il professor Schmitz é un grande appassionato d’armi. Adesso bisogna avvertire i carabinieri, perché devono completare l’opera. Quando il professore timido ha saputo dai giornali che Ascione si é messo anche a menare un po’ perché adora Miami Vice, che trasmettono su una rete satellitare, gli é stato simpatico, anche se a lui non piace picchiare. Ma stavolta arriva tardi, stavolta. I carabinieri hanno arrestato un politico facoltoso campano, colluso con la camorra, per fare affari al nord. Ha fatto i nomi dei propri complici in gran segreto, che i carabinieri hanno deciso di infiltrare nell’organizzazione. Ai media é stato detto che é innocente, c’é stato un increscioso errore dovuto al clima giacobino imperante. L’attesa é snervante, l’attesa é snervante, non se ne può più… Nel sotterraneo si aspetta e in un furgone si ascolta, si ascolta, si ascolta. Quella é la notte di plenilunio, la notte in cui viene compiuto il rito della manipolazione dei genitali senza eiaculazione di sperma. È quella la notte. Di Giuseppe é vestito come un barbone, sta nascosto in un furgone del catering. La conferenza é sui gemelli Derrick e sulla Muppet, la squadra nella quale ha giocato Marc Landers. Parla l’anziano prete, ogni tanto parla pure in latino. La conferenza dura un paio d’ore, la gran parte degli ospiti esce accompagnata dall’uomo alto alto senza capelli, che però resta nel palazzo. Quando tutti se ne sono andati i pochi rimanenti indossano i cappucci neri e i grembiuli, e le luci si abbassano nella grande sala. Vengono tolti due quadri e compare l’immagine del compasso e dell’occhio. Nel nome di Marc Landers, dichiaro aperta questa seduta. Abbiamo tanti soldi tanti tanti e il nostro potere sta diventando sempre più grande, la Scapece sarà eliminata molto presto vedrete, ma anche le zecche comuniste, con le quali lavora. È strano che il prete, che una volta parlava in latino, citando le canzoni e Holly e Benji ora parli in quel modo così crudo. Forse anche lui ha due facce. La gran parte dei nostri associati sono nel parlamento, nel governo e nei posti di responsabilità. Facciamo tanto credere che ci interessi la religione, ci chiamiamo contenzione e commiserazione, ma, in realtà, ci interessano i soldi e il potere, prima di tutto i soldi, abbiamo comprato la maggior parte dei membri del parlamento e dei burocrati. E se ci rompono il cazzo facciamo un colpo di stato e le mettiamo al muro quelle zecche comuniste. Basta ipocrisie, io sono ateo, ateo, la religione mi fa ridere, basta, basta, pooooooooorco dio, basta, la grande suora che piange lacrime di sperma sta piangendo anche in quel momento, ma sommessamente, non vuole che gli altri se ne accorgano, non potrebbero certo vederla, ha il cappuccio nero… Possiamo incominciare il rito, possiamo, chiede la suora alta e grassa, da sotto al grembiule, le si vede l’abito da religiosa. Agli altri, all’altra suora, al prete, quel rito piace molto, ma all’inizio la consideravano un po’ fissata, li ha convinti, non capiscono perché lei creda veramente a quelle robe. L’uomo alto alto senza capelli va a prendere i bambini, che stanno nel sotterraneo, e vede un barbone in un angolo. Non fà neanche in tempo a gridargli, ma cosa fai, che il barbone, Di Giuseppe, gli lancia un fumogeno in faccia. Non ci vede più, inizia a tossire e ad urlare. Il barbone o Di Giuseppe lo prende per il collo e alle sue spalle sopraggiunge un gruppo di carabinieri. Che cosaaaa c’è, che cosa c’èèè? La suora urla come una pazza, mentre, assieme agli altri, si alza dalla sala riunioni, dove si sta per compiere il rito. Incominciano ad andare tutti verso il sotterraneo, la suora tira fuori da sotto la sottana l’amato Uzi. Piange sperma come al solito. L’unico che rimane impassibile é il prete, che é appassionato di Marc Landers più degli altri. Alcuni guardiani li accompagnano, dovrebbero essere al lavoro in commissariato, ma questo è un altro discorso. I carabinieri che agiscono sono abili in tutto, arti marziali, ecc., sembrano russi dall’aspetto, e li beccano tutti, dando loro anche un sacco di legnate. Quanto é cambiato Ascione. Gerardo é arrivato, nel frattempo, assieme al sostituto procuratore che si occupa dell’inchiesta. È molto orgoglioso di capeggiare un corteo di macchine, come nelle fiction tipo Piovra[44]. Si sente un po’ tipo Raul Bove, che gli piace tanto. Quando Biasugone vede il figlio portato in galera, si suicida ingoiando una capsula di stricnina, grida vigliacchi, fenomeni, ladri, idioti, w il comunismo e il vino dell’hard discount, prima di morire. Manca solo il prete, manca solo l’orrido prete, che una volta parlava sempre in latino, solo lui. È scappato correndo anche se ha più di 90 anni, più di 90 anni. È uscito dal palazzo andando verso un garage, è salito su una macchina di grossa cilindrata e si è avviato a tutto gas, inseguito dalle auto dei carabinieri. Le auto dei carabinieri sono veloci quasi quanto quella del prete, prima di venire inghiottita dal fossato di un cantiere, dove si stanno scavando le fondamenta, l’automobile nera prende fuoco. Il prete era il capo di tutto, era l’unico che teneva i contatti diretti con tutti i ministri e i parlamentari contattati dalla setta. Arrivano i mezzi di soccorso, il magistrato e Ascione vengono calati con un’imbragatura, dopo che i vigili del fuoco hanno spento l’incendio. Il corpo é parzialmente bruciato, il prete non respira più, gli prendono i documenti, era don Anselmo Paperini, già finito in disgrazia per lo scandalo del liceo ics, a B., traffico di droga e robaccia varia, omicidio di studenti e personale scolastico. Aveva promesso ai giudici, al momento del processo, che si sarebbe ritirato certamente dalla politica. La cosa strana é che gli hanno trovato un volantino di contenzione e commiserazione e il verbale di una riunione di una parrocchia periferica. È il verbale di una riunione di contenzione e commiserazione, di cui il prete era coordinatore. Si parla di difesa della vita fin dal concepimento, di come i gay fossero dei poveri malati da commiserare, ecc. E della teoria del giocattolo, quella famosa, di cui parla suor Pudibonda. “La nostra natura che ci spinge
a desiderare cose grandi è il malleolo e non l’ileopsoas” che belle frasi, che significano, si chiede Ascione. Il professore timido sa tutto, sa anche che contenzione e commiserazione non é ancora sconfitta, perché contenzione e commiserazione é viscida, sgusciante come un serpente, perché contenzione e commiserazione si presenta come un’organizzazione inoffensiva, come un’organizzazione ricreativa, per questi poveri fanciulli. Forse quell’organizzazione avrebbe subito un colpo, si sarebbe ripresa?

 

 

 

Quando il professore esce dalla grande casa del centro città non dà neanche le mandate, tanto, mica é casa sua, era la casa di quel vecchio troione. È stata messa sotto sequestro dalla polizia. Prende una borsa piccola con una camicia a maniche corte ed un paio di mutande, un paio di calzini. Esce tranquillamente, fà fatica a rendersi conto di quello che é appena successo. Ha appena inguaiato quel vecchio puttanone della Scapece, una compagna imbolsita, e ora si appresta ad andare a prendere la figlia, che é stata portata al sicuro, abbastanza distante da B. È giunto il momento di riprendersi ciò che ha perso. I ricordi si affollano nella sua testa, i ricordi di un anno vissuto fin troppo intensamente. Ha preso un’automobile della vecchia troiaccia, sì proprio una della troia, che si é fatto intestare, una station wagon blu. È il giorno perfetto, c’é anche il clima perfetto. Chi dice che la natura è indifferente ai dolori e alle preoccupazioni degli uomini, non conosce né gli uomini né la natura. Un dispiacere, per passeggero che sia, un’emicrania, anche se di quelle sopportabili, scombussolano immediatamente il corso degli astri, turbano la regolarità delle maree, ritardano la nascita della luna, e, soprattutto, scombinano le correnti d’aria, il saliscendi delle nuvole, basta che manchi un solo centesimo agli scudi accumulati per pagare la cambiale in scadenza che subito si alzano i venti, il cielo si apre in cataratte, è la natura tutta che sta commiserando l’afflitto debitore. Diranno gli scettici, quelli che fanno professione di dubbio su tutto, anche senza prove contro o a favore, che la proposizione è indimostrabile, che una rondine, passando smarrita, non ha fatto primavera, ha sbagliato stagione, e non si accorgono che in altro modo non si potrebbe capire questo maltempo che da dura da mesi, o anni, che prima noi qui non c’eravamo, i temporali, i diluvi, le alluvioni, ormai si è parlato a sufficienza della gente di questa nazione per riconoscere nelle sue pene la spiegazione dell’irregolarità delle meteore, ricordiamo soltanto agli smemorati la rabbia di quegli alentejani, il vaiolo a Lebuçao e Fatela, il tifo a Valbom, e, per non parlare solo di malattie, le duecento persone che vivono nei tre piani di un palazzo di Miragaia, che è a Porto, senza luce per illuminarsi, dormendo chissà come, svegliandosi fra le grida, le donne in fila per vuotare le bacinelle, il resto lo si mette insieme con l’immaginazione, a qualcosa dovrà pur servirvi.[45]

Ha deciso che avrebbe preso l’autostrada, l’A1 fino a Milano, la strada di solito è trafficata fino a Modena sud, ma questa volta va meglio. L’aria condizionata è a palla, il professore timido è un maniaco del climatizzatore, come degli occhiali neri, che porta quasi tutto l’anno. Pensa alla paura, e pensa alla paura che perfino quelli di contenzione e commiserazione hanno. I cicini hanno paura che i bambini, i ragazzi, smettano di credere alle loro idee. È quasi natale, bisogna fare lezione sulle tradizioni di quella che è la festa del sole invincibile nei vari paesi. Non significa nulla il fatto che dio non sia nato il 25 dicembre, diceva sempre una saggia maestra cattolica. Il professore timido non avrebbe mai voluto affrontare il tema del natale di fronti ai ragazzini della prima media, perché avrebbe dovuto mostrare le proprie idee non precisamente religiose, per usare un eufemismo. Nella classe prima c’é una bambina svedese, Annika, uguale al personaggio di Pippi Calzelunghe[46]. Erano tutti belli, buoni, bravi, Assunta Precaria era un po’ cicciottella, c’é Riccardo, un bel ragazzino dalle guance piene, Sara, una ragazzina timida con la frangia, Ersilia, una bimba piccola e magra che dimostrava meno degli anni che aveva, Elena, una ragazzina allegra e sorridente. Il professore timido ha dimenticato inconsciamente e involontariamente di insegnare a quei bambini come si diceva buon natale nella lingua che insegna loro, il tedesco. A qualche altra classe insegna perfino il russo. Dio è il silenzio dell’universo, e l’essere umano il grido che dà un senso a tale silenzio[47]. Aveva raccontato di come era il Natale, in Germania, in Russia, in Svezia, in Austria, un po’ in tutto il nord Europa, santa Klaus, san Nicola ecc. ecc. Aveva raccontato di come il  natale fosse legato a quelle che erano le tradizioni pagane e di come il natale fosse stato stabilito per convenzione il 25 dicembre. I bambini ascoltavano con grande attenzione, ascoltavano sempre con grande attenzione. Il professore timido aveva semplicemente raccontato la verità, ma la verità cozza con le fole che ti vogliono raccontare. Passano alcuni giorni e c’è la messa di natale. La messa di natale serve per guardare gli altri e spettegolare mentre si prega dio e la madonna. Il prete era un uomo dall’aria falsa, il 25 dicembre è il compleanno di Gesù, che è nato il 25 dicembre dell’anno zero. Lo sanno tutti che non è vero che è nato nell’anno zero, l’ha detto in classe anche il professore timido. Dionigi il Piccolo[48] si era sbagliato, ma questo non aveva gettato nello sconforto i cristiani. Quel prete, nell’anno duemila e qualcosa, stava raccontando una falsità, a ragazzini, ragazzi e quasi adulti, assiepati per volontà della preside nella chiesa scandalosamente calda, alla faccia del risparmio energetico. Per quale motivo quel prete farlocco aveva sentito la necessità di mentire, anche su un dettaglio simile. A che cosa porta la paura, a cosa porta l’irrazionalità, porta alla menzogna compulsiva, da persone disperate. Sembrava quasi che nemmeno loro credessero alle boiate che raccontavano. È vero che la religione stessa è una falsità, ma ci sono modi migliori e più efficaci per venderla. Pensò alle facce disorientate di quei ragazzini e pensò che quella scuola disorientava tutti, anche gli adulti, perché i cristiani potevano notare la falsità della loro morale o pseudotale e gli atei comunisti antireligiosi mangiapreti come il professore timido potevano constatare che, per quanto ne potessero pensare male di quelle scuole, non erano vicini alla verità. Avrebbe rivisto quei ragazzi in una scuola diventata pubblica, di tutti e non solo di stato. Ha imparato da tutti, anche dai peggiori insegnanti, come il giovane bidone, la collega di scienze, che tanto aveva pianto per nonna Isolina. Bisogna ripulire il mondo dalla religione, bisogna. Il giovane bidone é in cura per la depressione, é troppo triste per Nonna Isolina, perché é stata seppellita. Ha imparato da Assunta Precaria, la ragazzina che ha portato in braccio per le scale, ha imparato da Oronzo Pestalalfalto, gli é dispiaciuto molto che sia morto in quel modo, facendosi saltare in aria. Ha imparato da don Platone, con la voce sottile e l’aria mite, e gli occhialini, ma soprattutto ha imparato a portare a compimento qualcosa nella propria vita, anche se ha stroncato la vita di una persona, sia pure una delinquente. Non deve ricominciare, come ha fatto troppo spesso nella propria vita, ma deve continuare, continuare, non deve ritornare daccapo. Ha sete, gli scappa e vuole cambiare cd, si ferma all’autogrill. All’autogrill il caffè è pessimo, i panini pure e la birra idem, ma fa lo stesso, oggi tutto è più buono. Quell’uomo é quasi adulto. Gli manca qualcosa, avrebbe voluto modificare la realtà attraverso la politica e non c’é riuscito o non ha avuto fiducia in sé stesso e negli altri. Forse non é il tempo…Le grandi industrie sono delle icone, come quella della pasta, la pasta famosa, siamo a metà strada sulla strada per Milano, qual è la differenza, Piacenza è già Lombardia, qui la Sega si prende anche i voti degli operai. Anche a scuola ci sono dei ragazzi che sono convinti di essere seghisti. Al professore timido la Sega ha sempre fatto schifo, ritiene che a quei ragazzi manchi un punto di riferimento. Come fai ad essere seghista, di destra, fascistoide e ad apprezzare Vasco? Eppure ce ne sono, c’é quella biondina simpatica, e quella ricciolona, e Grossi, il ragazzone grande e grosso. Si pongono delle domande, domande confuse, ma se le pongono. Non sono dei molluschi, anche se danno delle risposte sbagliate. È contento, sereno, pensa che non abbia più bisogno di un padre, non le interessa più, perché lui é diventato un adulto che sa badare a sé stesso. Le era mai interessato al cento per cento? Passa la frontiera, corri professore, o forse Sandro Terzi ha riacquistato un nome? Passa la tangenziale, paga il pedaggio e rimani bloccato nel traffico, ma non fa nulla, non fa nulla. Ora la calunnia é come se non esistesse più, frantumata, assieme a quella scuola orrida, che sarebbe diventata la scuola Venticinque Aprile. Racconta, racconta, di letteratura, racconti la letteratura perché vuoi raccontare te stesso, questa è la verità, professore. Racconta della tua passione per i musical a Lavinia nel parcheggio, racconta di quando guardavi Cantando sotto la pioggia e il prete ti ha scoperto e ti ha detto che é un film altamente peccaminoso, perché i protagonisti si baciano. Sandrino ha dovuto farsi baciare il pistolino dal prete, o il pistolone, viste le dimensioni. Hai raccontato a Lavinia, nel parcheggio vicino al fiume, che ti piace di più Cantando sotto la pioggia[49] di Un americano a Parigi[50], anche se la scena finale di Un Americano a Parigi[51] è bella e affascinante. Il fiume, il fiume è spesso il confine, il limes tra due territori, proprio come quello che sta superando con la Svizzera. Qualcosa da dichiarare, dogumenti, fà il frontaliere, con il tipico accento comasco. Niente, niente, non pago la vignette, costa quaranta euro. Gli piacciono i confini, anche se vorrebbe abolirli.   Gli piace anche il fatto che pure Lavinia stia sul confine tra due culture, che abbia l’accento della Romagna e quello russo. Ha sempre voluto vivere da sola, in campagna, ma anche lontano dal paese. Apre la porta, apre la porta della casa, dove Lavinia sta dormendo e si mette ad osservarla, é più magra, sembra più piccola. Ora é finita. Si sdraia sul letto matrimoniale, non ho sonno anche se ho guidato tutta la notte, pensa, e si mette a ronfare anche se é già mattina, e gli darebbe fastidio la luce che entra. In quel paese non ci sono tapparelle. Quando si svegliano é già pomeriggio, saranno le tre. Parlano italiano per la prima volta, da quando é iniziata la fase due. Vanno a comprarsi qualcosa. Il professore timido ha deciso di rimanere lì alcuni giorni. Quando racconta a Lavinia della fine che aveva fatto sua madre, lei non fà una piega, non un solo muscolo le si muove. L’ha sempre detestata e non si smentisce ora. È  tranquilla, serena, come se avesse sempre saputo che le cose si sarebbero messe a quel modo. Decidono che sarebbero ritornati dopo circa una settimana, in tempo per vedere, proiettato nel grande parcheggio del paese vicino all’antica strada, il loro musical preferito, proiettato in lingua originale, Singing in the rain[52]. In quei giorni imparano ad ascoltare i rumori della natura, le mucche, i cavalli, gli asini. Fanno passeggiate chilometriche per i boschi e alla mattina fanno l’amore. Vanno a letto presto la sera, a Lavinia piace fare la donna di casa, piace fare una vita che si sarebbe potuto definire come normale. Il silenzio è una cura, e spesso si fermano ad ascoltarlo. Ora tutto pare lontano, quelle brutte voci e quelle cantilene, quelle brutte facce e al professore timido pare di aver capito la natura intima di quella ragazza. Gli sembra di aver colto la volontà di Schopenhauer. Ha sempre saputo che non era cattiva, anche quando stava nella gabbia degli imputati, al processo nato dalla sua denuncia per molestie. Era difficile pensarlo in quel momento. Quando stanno ritornando con l’automobile verso l’Italia lei dorme tutto il tempo. È da tempo che pensa di occuparsi sempre più di politica, non vuole pensare più solo alla segretezza, solo ai sotterfugi, vuole agire, ora che tutto é azzerato. Vuole cambiare le cose nel partito chiamato comunista e spazzare via parolai trotzkisti, intellettuali o pseudotali sfigati, sporchi e messi male. La ragazza continua a dormire, si vede il suo petto che si alza durante il sonno. È anche uscito dalla macchina il professore timido, che non è più timido, sono in montagna e fà un freddo boia, é aprile inoltrato ed é notte, forse sono in Italia. Il professore timido non più timido grida in mezzo alle tenebre, Berlinguer che cazzo hai detto, la spinta propulsiva della Rivoluzione d’Ottobre non si è mai esaurita, hai distrutto il mio partito. Sì, la colpa è la tua, sì, è la tua, dopo di te è venuta quella mezza figura e quello sfigato pipistrello con i baffetti grigi. La ragazza non sente nulla, dorme troppo profondamente. Il viaggio é durato tredici ore, il professore non più timido ha bevuto molti caffè, é quasi impossibile contarli. Vanno a vedere il film la sera dopo e Lavinia gli chiede di sposarlo. Parlano in italiano e lei lo chiama Sandro. Vengono indette nuove elezioni, chi ha fatto parte di quella specie di loggia segreta viene arrestato e processato, la scuola Maria la Sanguinaria diviene la scuola Venticinque Aprile.

I processi costituiscono una sorta di compendio del codice penale: sequestro di persona, omicidio plurimo volontario, associazione per delinquere dedita al traffico di stupefacenti, detenzione di materiale pedopornografico, c’è anche il figlio di Biasugone coinvolto, l’omicidio di Rokossovskij, ecc. ecc.

Sandro Terzi riprende a fare politica e Lavinia si iscrive all’università, si iscrive ad economia e commercio e Sandro rimane stupito.  C’é stata la maturità, il grande rito di passaggio. Sandro Terzi riprende a far politica, perché non si conquista il potere per via giudiziaria, come dicono quelli che parlano bene. Si sposa con Lavinia ed hanno una figlia, che viene chiamata Viktorija, continuano a parlare in italiano e russo, ma questa è un’altra storia. Brando esce ogni tanto di casa, continua a fare l’assenteista in fabbrica. Gli appartenenti a quella specie di loggia massonica sono sotto processo. Larry Vergon è andato a vivere a casa di Brando, sono amici. Restando solo due domande: che fine ha fatto il papà di Gino? Gli Ascione sono stati promossi?

 

 

 

AL

[1] È meglio se non ci vediamo più, è un mio caldo consiglio.

[2] Non sarai più a Bologna?

[3] Qualche volta, può essere, comunque pensa a me, ma stai lontano. Sono la figlia di un ministro.

[4] Non posso avere rapporti con un ex terrorista, scusami, perdonami.

[5] Ciao.

[6] Chi non conosce il signor S, il suo amico Gianni e tutti gli altri farebbe meglio a leggersi questo libro: 2007, Pancaldi, Personale, Bologna

[7] Mi scusi non parlo Italiano, sono Fritz Weissensteiner, vengo da Vienna.

[8] Cosa c’è, che succede, non la capisco, mi lasci tranquillo per favore.

[9] Come si chiama?

[10] Mi vedi e dici solo perché?

[11] Cosa dovrei dirti? Pensavo che tu fossi a Roma e ti trovo qui.

[12] Vorrei entrare in casa

[13] La mia mamma mi ha permesso di andarmene da Roma. Non ho bisogno di una sola personalità, ne voglio due o tre almeno. Vorrei parlare in francese, inglese o tedesco.

[14] http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Faletti

[15] Mangiamo?

[16] Vorrei andare da qualche parte

[17] Dove vuoi andare?

[18] Mi piace il mare, il mare, il mare Adriatico

[19] Voglio dimostrare che il signor Proust è un idiota. I luoghi che causano i ricordi dell’infanzia devono essere distrutti, mia madre mi portava a Cesenatico, quando ero molto piccola, e sentivo che era scopata da dei grandi uomini negri.

[20] Vedi, è la casa dove quella troia di mia madre veniva scopata.

[21] Voglio andare in spiaggia, solo la spiaggia.

[22] http://www.canzoni-mp3.net/testo_il_mare_d_inverno.htm

[23] http://it.wikipedia.org/wiki/Vesna_va_veloce

[24] Ti amo

[25] C’è solo un ristorante aperto, non lontano da qui. Andiamo a piedi.

[26] Hai visto l’insegnante, il terribile.

[27] Non l’ho vedo da molto tempo

[28] Cfr. 1994, W. GOETHE, I dolori del giovane Werther, Milano.

[29] Ho cominciato a leggere il Werther e un romanzo della letteratura bulgara, cioè Sotto il giogo. Vorrei credere che non ci si possa uccidere per amore, come sostiene Kandov. Parlo troppo in francese, mi sembra di essere diventata una fottuta occidentalista.

[30] Cfr. 1975, I. VAZOV, Sotto il giogo, Roma

[31] Cfr. 1995, U. FOSCOLO, Le ultime lettere di Jacopo Ortis, Roma

[32] Sai che quella vecchia troia di mia madre è diventata ministra, non puoi comprendere, è qualcosa di veramente orribile. Vuole fare qualche cosa che tu non puoi immaginare, una setta religiosa.

[33] Cosa

[34] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Sperma

[35] Cfr. http://www.serann.ru/t/t292_0.html

[36] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Il_fantastico_mondo_di_Paul

[37] Cfr. http://www.sing365.com/music/lyric.nsf/lucy-in-the-sky-with-diamonds-lyrics-the-beatles/268f467b6ecc8c7148256bc20013fdb3

[38] Cfr. http://www.giovanniweb.it/prozac+/testi2.htm

[39] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Coma_etilico

[40] Cfr. http://www.constitution.org/th/decive.htm

[41] Buongiorno, compagno, lo spirito del Vecchio Credente, il richiamo dell’igumeno nei decreti. Cfr. S. PANCALDI, 2002.

[42] La gazza ladra vecchia credente con la tonaca nera cammina. Cfr. S. PANCALDI, 2002.

[43] Cfr. http://www.azlyrics.com/lyrics/leonardcohen/inmysecretlife.html

[44] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/La_piovra_(serie_televisiva)

[45] Cfr. 2004, J. SARAMAGO, L’anno della Morte di Ricardo Reis, Roma

[46] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Pippi_Calzelunghe_(serie_televisiva)

[47] Cfr. http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7497&ID_sezione=&sezione=

[48] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Dionigi_il_Piccolo

[49] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Cantando_sotto_la_pioggia

[50] Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Un_americano_a_Parigi

[51] Cfr. Nota 98.

[52] Cfr. Nota 97.

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