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si accalcano, sono tanti e feroci. aspettano ore, al freddo. non è un concerto degli one direction, non è l’apertura di un apple store. qualcosa di molto peggio, il ricevimento genitori. Il ricevimento genitori assomiglia ad un gigantesco pellegrinaggio a la mecca, bisogna farlo, tante volte nella vita. La simpatica suora della simpatica scuola in cui lavoro ha la bella idea di dividerlo in due volte, con conseguente raddoppio dell’impegno per i poveri insegnanti (pagare di più no, eh? spilorcia!). 

I genitori ricevono i numeretti, come alla coop, da una suora alta, magra ed anziana. a me viene assegnata la presenza di un’ora e mezzo e posso ritenermi fortunato, perché la prof di matematica deve stare lì tre ore. Io ho una trentina di alunni in tutto. Faccio notare che già due mesi fa, all’inizio della scuola, c’era stato un ricevimento genitori, nel quale, di cose da dire ce ne erano state ben poche, per ovvi motivi. Si vede che la simpatica suora a cui voglio tanto tanto bene, ci tiene a che noi manteniamo i contatti con i genitori. Non è sbagliato, certo. Quello che colpisce sono le modalità.

Davanti a me non c’è quasi mai la fila, perché io ricevo stando in piedi, sono sintetico, tre-cinque minuti, mentre i miei colleghi ricevono per 15-20 minuti al colpo. Io faccio a mio modo per vari motivi:

1) un povero genitori che ha solo 3 ore di tempo (la durata totale di una giornata di ricevimento) deve ascoltare 9-10 professori e, 20 minuti alla volta, è impossibile che li finisca in tre ore

2) qualsiasi persona, che sentisse 9 spiegazioni particolareggiate, dell’andamento del figlio (nell’esercizio 1 a p. 31 ha sbagliato le concordanze… bla bla bla), dopo un po’ perderebbe la concentrazione, rendendo vana ogni spiegazione

3) io sono tenuto a rimanere un’ora e mezzo e, alla simpatica suora non voglio regalare un minuto, visti i suoi atteggiamenti.

4) penso che il ricevimento serva a ben poco, se non a far contenti i genitori dei ragazzi che vanno bene e a piangere insieme  o a litigare con i genitori dei reprobi

5) dopo un po’ che parlo non capisco più nulla, non ragiono più. mi scoccia parlare sempre solo di andamenti scolastici

6) una cosa che faccio è che, durante il ricevimento mattutino, al quale la simpatica suora tiene molto, essendoci poche persone, le faccio anche sedere, tenendole un po’ di più. anzi, alcune volte, in cui c’è stata una sola persona l’ho tenuta per abbastanza tempo, ma per pura cortesia e per farmi un po’ compagnia. solo per quello, non perché pensassi che fosse utile.

E voi amici??? quali sono le vostre esperienze????

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5 comments

  1. Non ho mai saputo a che servisse il ricevimento genitori. Sul serio. Di fatto ho sempre pensato che se non ti interessa l’andamento scolastico di tuo figlio, a ricevimento non ci vai punto e basta. Se ti interessa e tuo figlio va bene, ma vai lo stesso a ricevimento, probabilmente è perché hai un ego gonfio come un rospo, volendo sentirti ripetere tutto ciò che tu sai già benissimo. Durante l’anno scolastico qualche voce ti è giunta alle orecchie, no? Magari hai un figlio di quelli che vanno a pianoforte come un operaio della Fiat: 40 ore settimanali o giù di lì. Ne ho conosciuti, di genitori e studenti simili – entrambi muniti di suddetto ego per osmosi. Se tuo figlio va male e ti interessa il suo andamento scolastico, credo che tu genitore sappia già che va male e come. Lo dico da ex studentessa e forse, non essendo genitore, avrò peccato di superficialità. Nel caso, mi scuso 🙂

    1. non hai peccato di superficialità e hai colto esattamente il punto. La domanda che mi pongo è: come mai la scuola produca certi effetti su certi genitori? La risposta è semplice, non li produce, li amplifica. Ci sono dei ruoli che spettano a genitori, insegnanti ed alunni, in fin dei conti è una recita. Io ero molto bravo a scuola e mia madre smise di andare ai ricevimenti dei miei insegnanti, proprio perché sapeva già che andavo bene, soprattutto quando ero vicino alla maggiore età. Ma non tutti sono così. Gli insegnanti, non tutti, io no, hanno bisogno di sentirsi qualcuno, i genitori devono fare i genitori, o quanto meno, sembrare di stare facendo i genitori.

      1. Si, forse è una sorta di illusione per il genitore che di tanto in tanto adopera per partecipare alla vita scolastica del figlio. Purtroppo mi pare di capire che lo fa non attraverso il figlio. Si torna sempre al concetto molto labile dell’educazione in famiglia…

      2. io sto ragionando su questo argomento e mi viene in mente mia nonna, la quale aveva frequentato fino alla quinta elementare, che riusciva a rendersi conto se avevo studiato, anche se mi ascoltava parlare russo. La verità è una sola: molti genitori moderni non sanno ascoltare, o non vogliono ascoltare. Non c’è altra soluzione. Vengono ai ricevimenti per lavare la loro coscienza sporca di chi ha fallito nell’educare.

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