One Direction

Il professore che si credeva giovane e si scoprì fossile

Sono uno che ha poche sicurezze, molto poche. Da quando sono in balia della suora inquietante, ancora meno (oggi mi ha promesso di cambiarmi l’auletta, a gennaio. Riflessi da bradipo). 

Una delle mie pochissime certezze è quelle di essere aggiornato a quello che ascoltano i ggiovani (con due o tre g). Io non sono vecchio nemmeno anagraficamente (36), però, purtroppo non ho più 14-15 anni e la cosa mi rincresce (basta Michele, smettila di lamentarti: grido dei follower uniti). Giuro che so chi sono gli One Direction, so chi è Violetta, so chi è Rihanna, ecc. ecc. So anche cosa sono i gormiti.

Nonostante tutte queste conoscenze, ho scoperto di essere un fossile. Qualche giorno fa, mentre sto spiegando con fare sicuro delle regolone di grammatica tedesca, la mia vista veniva colta da un oggetto strano, a forma di scarpa, posato su di un banco. Siamo in prima media, il banco è quello di un ragazzino un bel po’ particolare e problematico. Nella mia testa di fossile preistorico penso che il bambino si sia tolto una scarpa in preda al delirio, visto che non è proprio a postissimo, per capirci. Gli guardo i piedi, noto che ha entrambe le scarpe e allora penso che abbia messo sul tavolo una scarpa per educazione fisica. Mi avvicino a lui con fare molto tranquillo e gli chiedo, guardando l’oggetto, che cosa è questo. Il bambino mi risponde con sicurezza, è maleducazione, poi scioglie i lacci della “scarpa”. 4 suoi compagni mi dicono in coro, è un astuccio, guardandomi con aria di compatimento, la stessa con la quale mi guarda il ragazzino a cui ho posto la domanda, che mi mostra con grande sicurezza il contenuto della presunta scarpa: biro, matite e roba varia. Io divento rosso e dico imbarazzato, non sapevo che adesso facessero anche degli astucci così e cambio discorso.

Non avevo mai visto degli astucci a forma di scarpa. E io che credevo di essere aggiornato.

Mi offrirò ad un museo archeologico. Professore del paleozoico…

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si accalcano, sono tanti e feroci. aspettano ore, al freddo. non è un concerto degli one direction, non è l’apertura di un apple store. qualcosa di molto peggio, il ricevimento genitori. Il ricevimento genitori assomiglia ad un gigantesco pellegrinaggio a la mecca, bisogna farlo, tante volte nella vita. La simpatica suora della simpatica scuola in cui lavoro ha la bella idea di dividerlo in due volte, con conseguente raddoppio dell’impegno per i poveri insegnanti (pagare di più no, eh? spilorcia!). 

I genitori ricevono i numeretti, come alla coop, da una suora alta, magra ed anziana. a me viene assegnata la presenza di un’ora e mezzo e posso ritenermi fortunato, perché la prof di matematica deve stare lì tre ore. Io ho una trentina di alunni in tutto. Faccio notare che già due mesi fa, all’inizio della scuola, c’era stato un ricevimento genitori, nel quale, di cose da dire ce ne erano state ben poche, per ovvi motivi. Si vede che la simpatica suora a cui voglio tanto tanto bene, ci tiene a che noi manteniamo i contatti con i genitori. Non è sbagliato, certo. Quello che colpisce sono le modalità.

Davanti a me non c’è quasi mai la fila, perché io ricevo stando in piedi, sono sintetico, tre-cinque minuti, mentre i miei colleghi ricevono per 15-20 minuti al colpo. Io faccio a mio modo per vari motivi:

1) un povero genitori che ha solo 3 ore di tempo (la durata totale di una giornata di ricevimento) deve ascoltare 9-10 professori e, 20 minuti alla volta, è impossibile che li finisca in tre ore

2) qualsiasi persona, che sentisse 9 spiegazioni particolareggiate, dell’andamento del figlio (nell’esercizio 1 a p. 31 ha sbagliato le concordanze… bla bla bla), dopo un po’ perderebbe la concentrazione, rendendo vana ogni spiegazione

3) io sono tenuto a rimanere un’ora e mezzo e, alla simpatica suora non voglio regalare un minuto, visti i suoi atteggiamenti.

4) penso che il ricevimento serva a ben poco, se non a far contenti i genitori dei ragazzi che vanno bene e a piangere insieme  o a litigare con i genitori dei reprobi

5) dopo un po’ che parlo non capisco più nulla, non ragiono più. mi scoccia parlare sempre solo di andamenti scolastici

6) una cosa che faccio è che, durante il ricevimento mattutino, al quale la simpatica suora tiene molto, essendoci poche persone, le faccio anche sedere, tenendole un po’ di più. anzi, alcune volte, in cui c’è stata una sola persona l’ho tenuta per abbastanza tempo, ma per pura cortesia e per farmi un po’ compagnia. solo per quello, non perché pensassi che fosse utile.

E voi amici??? quali sono le vostre esperienze????