futuri? parte seconda

Qualche giorno fa ho scritto un post sul fatto che i giovani hanno perso il futuro. Ho raccontato la storia di un mio ex alunno, il quale ha iniziato una vendita porta a porta, ha tentato di farmi comprare qualcosa.

Durante l’incontro con il mio ex alunno lui mi ha chiesto se conoscevo qualcuno interessato ad entrare in quell’azienda. Anche che io frequento poche persone e avrei fatto in ogni caso fatica a trovargliene qualcuna, ma una mi è venuta in mente una: un mio compagno di classe delle medie, con qualche problemino psichico, ma molto furbo. I suoi dettami sono: niente lavoro e niente cultura. Ho dato loro il numero, visto che il bel tomo si lamenta di non lavorare. Pochi giorni dopo mi arriva un messaggio in segreteria, lui è scocciato per l’offerta ricevuta e mi chiede di non fare più il suo nome. 

Mi è venuto in mente qualcosa: qualche anno fa vendevo condizionatori. Ho una laurea e molte competenze. La prima volta che mi trovai con dei depliants in mano, a cercare clienti, era dicembre. C’era il portico, sentivo freddo e mi sentivo solo. Ero in un brutto periodo e avevo bisogno, soprattutto psicologico, di lavorare.

Questo mio conoscente è quasi analfabeta, ha fatto solo la terza media, non ha quasi mai lavorato, e non vuol nemmeno provare, non vuol nemmeno fare l’esperienza. Capisco che quel lavoro porti pochi soldi e soddisfazioni, ma io, che ho una laurea, ho provato qualcosa di simile. lui é mantenuto dai genitori, ha quasi 40 anni, e non ha problemi a farsi mantenere. Dicono che c’è la crisi, ma c’è anche gente che non vuole impegnarsi. Io non amerei condurre questa vita, ma a volte penso che lui abbia capito tutto dalla vita. Preferisco le mie scelte, nonostante tutto. 

4 comments

  1. Ciao Michele, proprio così ci sono tanti ragazzi che ormai si sono adagiati. D’altra parte si dicono perchè andare a lavorare se in famiglia sto bene e ottengo ciò di cui ho bisogno?

    Io non li capisco e trovo che il tuo modo di pensare ed agire sia uguale al mio pensiero anche perchè non si tratta solo ed unicamente di guadagnare ma di crescere, di sentirsi utili partecipi….

  2. Sacrosanto lavorare, ma andare in giro a suonare i campanelli in cerca di un pensionato o di una casalinga da abbindolare non è un lavoro, così come turlupinare la gente con telefonate moleste a scopi commerciali. Non voglio giustificare chi sta a casa a far niente, mai stata una paladina di queste persone, ma se tutto quello che ti offrono è truffare la gente con pseudo lavori di tentata vendita è sacrosanto stare a casa piuttosto. Purché sia una scelta momentanea e uno/a ne approfitti poi per darsi da fare e inventarsi qualcosa da fare.

    1. quel lavoro lì è una schifezza, certamente, Io ne so qualcosa. Non andavo a truffare nessuno, questo è sicuro, però era, a volte, penoso, perché non sempre ero convinto al 100% di quello che facevo. Comunque mi ha aiutato tanto, tantissimo, e ne sono fiero. Ho imparato le durezze di una parte del mondo del lavoro. Certo, non lo rifarei più, ma non sono pentito, questo è certo.

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