impegno

Credo

Credo che sia sbagliato aiutare chi non vuole essere aiutato. Chi ama la mediocrità deve esserci lasciato, perché non sa nemmeno di essere mediocre. Mi sono impegnato tanto per aiutare quella persona e a lei non fregava niente. Mentre le dicevo di studiare, di impegnarsi, di lavorare, andava in giro a fare cazzate. Sta rovinando se stessa. Peggio per lei, a questo punto. Si merita le persone che la considerano solo un corpo, un pezzo di carne, come se fosse una bistecca. Si merita quelli che la vogliono solo scopare.

Buone notizie

Sono sicuro che è sempre occupatissimo, perché deve combattere la mafia, ma, forse un giorno gli scrivo due righe, per ringraziarlo anche da parte mia, minuscolo blogger che fa il prof, per ringraziarlo di quello che fa.  Pubblico con estremo piacere questa notizia, che migliora il clima, spesso maleodorante e infido, dei media.

Nino Di Matteo

Andate a votare!

Questo è un blog in cui non si parla tanto di politica in senso tradizionale, però non si può tacere su quello che accade oggi. Non mi dilungherò sulle mie scelte, chi mi segue lo sa già, però voglio rivolgere un invito a tutti; andate a votare! Votare non è un matrimonio, votate per chi è più vicino a voi, votate per chi è meno lontano, ma votate e poi vi potete incazzare a morte con il prescelto e non votarlo più. Votare conta poco, ma non votare conta nulla. Il non voto come gesto di protesta è comprensibile, ma inutile. Nessuno lo capisce. Non so se avevo già citato questa poesia, ma è molto tardi e ho sonno. Buona notte!

 L’analfabeta politico

Il peggiore analfabeta

è l’analfabeta politico.

Egli non sente, non parla,

nè s’importa degli avvenimenti politici.

 

Egli non sa che il costo della vita,

il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,

dell’affitto, delle scarpe e delle medicine

dipendono dalle decisioni politiche.

 

L’analfabeta politico è così somaro

che si vanta e si gonfia il petto

dicendo che odia la politica.

 

Non sa l’imbecille che dalla sua

ignoranza politica nasce la prostituta,

il bambino abbandonato,

l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,

che è il politico imbroglione,

il mafioso corrotto,

il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

 

Bertolt Brecht

futuri? parte seconda

Qualche giorno fa ho scritto un post sul fatto che i giovani hanno perso il futuro. Ho raccontato la storia di un mio ex alunno, il quale ha iniziato una vendita porta a porta, ha tentato di farmi comprare qualcosa.

Durante l’incontro con il mio ex alunno lui mi ha chiesto se conoscevo qualcuno interessato ad entrare in quell’azienda. Anche che io frequento poche persone e avrei fatto in ogni caso fatica a trovargliene qualcuna, ma una mi è venuta in mente una: un mio compagno di classe delle medie, con qualche problemino psichico, ma molto furbo. I suoi dettami sono: niente lavoro e niente cultura. Ho dato loro il numero, visto che il bel tomo si lamenta di non lavorare. Pochi giorni dopo mi arriva un messaggio in segreteria, lui è scocciato per l’offerta ricevuta e mi chiede di non fare più il suo nome. 

Mi è venuto in mente qualcosa: qualche anno fa vendevo condizionatori. Ho una laurea e molte competenze. La prima volta che mi trovai con dei depliants in mano, a cercare clienti, era dicembre. C’era il portico, sentivo freddo e mi sentivo solo. Ero in un brutto periodo e avevo bisogno, soprattutto psicologico, di lavorare.

Questo mio conoscente è quasi analfabeta, ha fatto solo la terza media, non ha quasi mai lavorato, e non vuol nemmeno provare, non vuol nemmeno fare l’esperienza. Capisco che quel lavoro porti pochi soldi e soddisfazioni, ma io, che ho una laurea, ho provato qualcosa di simile. lui é mantenuto dai genitori, ha quasi 40 anni, e non ha problemi a farsi mantenere. Dicono che c’è la crisi, ma c’è anche gente che non vuole impegnarsi. Io non amerei condurre questa vita, ma a volte penso che lui abbia capito tutto dalla vita. Preferisco le mie scelte, nonostante tutto. 

W gli sfigati!

Questo blog serve a me, forse serve anche ad altri. Io mi guardo attorno, guardo indietro per capire me stesso e per capire quello che ho passato. Sono stato un bambino sereno, in pace con me stesso e con il mondo, leggevo tanto, dicevo paroloni, ma giocavo pure e avevo le mie amicizie. Quando ero piccolo, ero biondino, con i capelli mossi, poi i miei capelli sono diventati scuri e lisci . Sono stato un bel bambino, posso dire. Mi è mancata solo la danza classica, ebbasta Michele, hai rotto. Da preadolescente ho iniziato a crescere sempre di più, non che prima fossi stato basso. Mi sono cresciuti anche i brufoli e sono diventato sempre più magro. Mi è spuntata una peluria sotto il naso, che sembrava solo lontanamente una barba. Sono sempre stato il migliore della classe nel profitto, o tra i migliori della scuola. Da preadolescente mi sentivo bruttino, in terza media sono anche diventato un po’ indisciplinato, ma non troppo. Non mi è piaciuta la scuola media, io puntavo al liceo, per me la scuola media è stata troppo facile, demotivante. Non piacevo alle ragazzine e mi dedicavo a tanto tanto onanismo. Mi sono sentito inadeguato, anche se al liceo mi sono trovato bene, soprattutto il primo anno, prendendo dei bei voti e imparando tanti nuovi concetti. In terza ho iniziato ad assumere una fisionomia più adulta, ho incominciato ad avere successo, un po’, con le ragazzine e a sentirmi bello, anche perché, grazie allo sport che praticavo, mi stavo irrobustendo. Alcune volte mi sono sentito inadeguato, sì, ma non troppe, ho avuto la fortuna di sentirmi, molto spesso, bene con me stesso. Mi sento inadeguato quando parlo con VR, forse la vedrò a metà mese. Mi sembra quasi inarrivabile, così bella e piena di fascino. 

Ho fatto tutta questa introduzione un tantinello verbosa, per arrivare ad alcuni punti importanti, secondo me. 

Il primo di questi punti è rappresentato dal fatto che non vorrei scrivere banalità. Ok, nessuno vuole scrivere banalità, o almeno così sostiene. In che senso scrivo ciò? Quest’anno, dopo molti anni, ho riavuto delle classi delle medie, prima seconda e terza. In prima ci sono 12 tra bimbi e ragazzini molto vivaci, qualcuno troppo, molto entusiasti. Ci sono un paio di signorinelle adorabili, brave ed educatissime. In seconda ne ho 10, bravini, alcuni un po’ vivaci, in terza ne ho 9, Almeno 8 di loro non li sopporto, almeno per ora. Una delle banalità che non voglio scrivere è: questa è l’età critica, blablabla.

C’è EF, quella viperetta che voleva a tutti costi il 10, di cui vi ho parlato, c’è AL, una biondina che si crede una donna fatta, GM, una moretta con la boccuccia a culo di gallina che crede di essere un genio, GP, un maschio dagli occhi a mandorla, né carne, né pesce, un bel po’ sciocchino, ecc. ecc. C’è CN, che è piccola, piccola, veste come una bambina di 9 anni, gli occhialetti tondi da vecchia zia, lo sguardo non troppo acuto, un accento pesante e una balbuzie tremenda, é la classica sfigata della situazione, sì. quella diversa dalla massa. è inadeguata a tutto, non sa parlare di tante cose, non capisce sempre al volo, però ha una volontà di ferro, però è educata, però ce la mette tutta e raggiunge dei risultati incredibili se si pensa alle difficoltà che ha. Qualche giorno fa ho avuto lezione con quegli stronzetti, abbiamo corretto gli esercizi, poi la viperetta del 10 mi ha chiesto se potevano fare conversazione. Io ho detto di sì, purché la facessero in lingua. Ci han provato, ma spesso li ho dovuti riprendere, perché non parlavano uno alla volta, o parlavano in italiano. La viperetta, che tanto vuole il 10, è stata poco più che sufficiente nella conversazione, così come le altre stronzette. Queste acidelle facevano domande a CN, con fare apparentemente cortese, sulle sue abitudini, CN studia tanto, non ha amici, sta solo con i pappagalli, Loro si stupivano, il loro atteggiamento sembrava canzonatorio , CN non è stata scalfita per nulla. Alla fine ho dato i voti, alle stronzette, visto che avevano detto appena qualche frase, in modo abbastanza stentato, ho dato al massimo 6,5, grossa punizione, considerando che avevano medie che partivano dall’8, a CN, ho dato 7,5, anche per premiare l’impegno, perché ha parlato meglio di loro, perché ci ha provato, perché ha ragionato. Anche se non si veste alla moda, anche se ha lo sguardo un po’ da addormentata, gli occhialini da vecchia zia e balbetta e non è carina come loro, ma si impegna ed è educata.

W gli sfigati!

Voce del verbo vivere

Cara 3h, cara 3q. Siamo arrivati a giugno ed è stato un anno bello. Avrei potuto, avremmo potuto fare di più. C’è sempre un particolare del programma che non è stato trattato abbastanza, qualcosa che sarebbe potuto essere stato fatto meglio. Non è questo l’importante: abbiamo fatto qualche cosa, sapete qualcosa di più di tedesco. Credo che la situazione sia migliorata, ho avuto tante prove in queste settimane, vedendo molti dei lavori che avete scritto e ascoltando, ad esempio, chi si è ricordato di regole studiate tanto tempo fa.

Quando sono entrato qui per la prima volta, alla fine di settembre del 2012, ho avvertito una sensazione positiva. Ho avvertito la sensazione di un clima caotico e stimolante. La prima frase che dissi di voi fu, mi sono simpatici. Ora ne sono più convinto di allora.
Un filosofo, Nieztsche, ha scritto nel libro Così parlò Zarathustra, Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können. Ci penso io alla traduzione, è il mio mestiere. Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante. La stella danzante sta ferma e nello stesso tempo si muove, è la sintesi dell’equilibrio. Nietzche pensava che il mondo fosse diviso tra dionisiaco, da Dioniso, dio dell’ebbrezza, cioè il caos, e l’apollineo, da Apollo, cioè la calma, la misura. La soluzione è mettere insieme il caos, la vivacità e l’ebbrezza con la calma, la razionalità e l’autocontrollo.

Ho visto voglia di imparare, voglia di capire qualcosa. Ho cercato di creare un clima basato sulla fiducia, considerandovi persone mature, anche se qualcosa è stato da aggiustare, nel corso dell’anno. Detesto i riti scolastici, faccio fatica, talvolta, persino a controllare se c’è una persona fuori dall’aula o ce ne sono due, e anche per quello ho chiuso un occhio e, a volte, entrambi, su piccole mancanze come questa e mancanze meno piccole, cercando di dialogare per capirci. Credo che il clima sia progressivamente migliorato dall’inizio dell’anno, forse perché vi siete sforzati (molte volte, ma non sempre) di starmi dietro anche quando vi ho tartassati con un bel po’ di grammatica, la famosa grammatica a bestia, anzi, abbestia, ma veramente abbestia. Siete riusciti a starmi dietro anche al sabato, all’ultima ora, non so se per dedizione per la materia, o perché forse vi sto un po’ simpatico. Ho avuto delle ottime sorprese anche in diverse verifiche. ci sono stati anche momenti difficili, come quando avevo messo una nota, perché non ne potevo più. Quello che è successo quella volta ha contribuito a migliorare, almeno parzialmente, la situazione.

Ho avuto delle bellissime sorprese quando avete scritto i vostri lavori. Avete dimostrato grande creatività e personalizzazione, avete un mondo interiore vivace ed importante e scrivete pure benino in tedesco (Google traduttore a parte,…). Siete persone ricche dentro, ne ero certo fin da quando vi ho visto per la prima volta, avete riempito le mie giornate.

Molte volte mi bastava vedere i vostri visi, i vostri sorrisi per riprendere il buon umore, che magati se ne era andato per qualche motivo. Tante volte sono uscito da qui con il sorriso sulle labbra. Uno dei vostri pochi difetti è che dovreste essere meno diffidenti e ansiosi: quando vi ho proposto certe idee o vi ho spiegato come si deve studiare, avete pensato che avreste fatto fatica eccessiva. Non avete saputo usare la razionalità, prendere le cose nel giusto modo, e i risultati non sono stati buoni. Siete esseri umani e non avete avuto abbastanza fiducia nelle vostre possibilità,; io ho avuto ed ho fiducia nelle vostre possibilità, ho creduto più io in voi che voi in voi stessi.

La scuola è finita. Vi auguro di riposarvi, di vivere esperienze belle. Durante quest’anno siamo cresciuti, ho imparato qualcosa da voi, spero che voi abbiate imparato qualcosa da me. In questa classe si respira aria buona, vorrei tornare perché diventi ancora migliore.

Siete persone belle dentro e fuori. Un abbraccio (metaforico o reale, fate voi)

Un professore decente
p.s. grazie anche per avermi sopportato