Incomprensione

Come ho premesso molte volte, io sono comunista e ateo, proprio ateo convinto. Una volta fui molto religioso, poi le cose sono cambiate. A volte sembra che io mi voglia giustificare, ma penso che sia necessario precisare, soprattutto a beneficio di chi è appena giunto su questo fantasmagorico blog e, forse non conosce la mia storia.

Ho insegnato per anni solo in scuole cattoliche. Ho avuto problemi e ne ho fatto menzione in alcune delle storie che racconto, ma non solo. Alcuni fa insegnavo in una scuola cattolica del centro della mia città, avevo 4 classi, sostituivo una collega acida e frustrata. C’era una classe, piccola come tante delle classi di quell’istituto, 12 persone, dove, ogni tanto, avevo qualche problema, perché dovevo sgridare 5-6 ragazzine che si agitavano un po’. Si agitavano un po’, ma si faceva lezione. Le ragazzine non erano nemmeno antipatiche, anche se rompevano le scatole. Un giorno mi trovo a fare delle chiacchiere con la coordinatrice di classe, le raccontò i fatti sorridendo e lei si imbufalisce contro le reprobe. Promette di dare loro una bella strigliata e di rivolgersi al dirigente. Passano pochi giorni e vengo a sapere che il dirigente, un anziano frate del sud, si è recato in quella classe per scagliarsi contro di loro, apprendo che la coordinatrice li ha molto sgridati. La volta successiva i ragazzi sono abbastanza contriti, sorpresi. Di più, vengo chiamato in presidenza dal dirigente che mi chiede conto dei problemi e mi conferma tutto il suo appoggio, così come me lo conferma durante gli scrutini, dinanzi ai colleghi. I ragazzi mi chiedono scusa e migliorano di un po’ il comportamento.

Cambiamo scenario: quest’anno è stato il mio primo anno alla scuola pubblica. Ho una classe, la prima, nella quale ci sono alcuni maschi che non sono solo maleducati, sono dei veri e propri disadattati che sanno emettere i versi dei volatili o robe ancora peggiori durante la lezione, ma non studiano nulla della mia materia. Mi lamento con la coordinatrice, sorride e se ne frega, mi lamento con il preside, se ne frega, la vicepreside, idem. Dopo un po’ di tempo, addirittura attribuiscono la colpa a me. Quando faccio loro notare che nelle altre classi non succede nulla di questo, tacciono.

I fatti sopraesposti mi mettono in enorme difficoltà. Nella scuola cattolica io, ateo e comunista, sono stato supportato per problemi nemmeno troppo gravi, mentre nella scuola pubblica mi hanno abbandonato, promettendo anche agli studenti punizioni che non sono arrivate.

Non capisco cosa succeda, sono terribilmente disorientato. Mi sembra che certi presidi siano seguaci di un buonismo ipocrita, a metà tra il buonismo fasullo e il sinistrismo decadente. Mi sono vergognato per la scuola pubblica, che ho sempre sostenuto.

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