Mutamenti

stare dalla parte del più debole. chi è il più debole? il più debole è il proletario, il più debole è il sottoproletario, ecc. ecc. Stare dalla loro parte significa far aumentare la loro coscienza di classe e il loro senso critico. La storia dell’umanità è storia di lotta di classe, secondo il barbone di Treviri. Difendere il più debole non significa buonismo, non significa pietismo. 

A scuola ci sono i ragazzi disciplinati e i ragazzi indisciplinati, ci sono i ragazzi con buoni voti e quelli che stentano, che non ne hanno voglia. Negli ultimi anni sta prevalendo la tendenza che consiste nel chiudere un occhio su profitti scarsi e disciplina scarsa. Questa tendenza sta creando una discriminazione a danno dei più bravi e disciplinati, ai quali viene reso difficile seguire le lezioni. La società moderna sta togliendo potere e importanza alla cultura, considerata come qualcosa di superfluo, quasi fastidioso. Il potere è dell’immagine, dell’apparenza, soprattutto per quel che riguarda le donne. Una donna bella deve accettare il proprio ruolo, che è quello di essere solo un corpo e non una mente. 

Iniziai con questa frase una lezione di un giorno di inverno. Quando entrai in seconda superiore mi accorsi subito che la situazione non era delle migliori. I volti erano scuri e la tensione serpeggiava. Chiesi i motivi di quella tensione, all’inizio si rifiutarono di dirli, poi parlò MT, una ragazza di cui ho parlato un paio di post fa. Vede, prof, io parlo molto facilmente con i ragazzi, scherzo e a loro sto simpatica, al contrario di ragazze timide che, invece, vengono ignorate. Mi hanno dato della “poco seria”. 

Io dissi che una donna bella e intelligente ha grande difficoltà a farsi accettare, tanto più in un età di grandi mutamenti, come quella adolescenziale, nella quale ci sono sedicenni acerbe di fisico e di mente e ragazze che sembrano donne: le prime possono provare invidia per le altre. Le dissi che una ragazza disinvolta attira le simpatie degli altri, ma, inevitabilmente, anche le gelosie di chi non ha lo stesso carattere brillante. Le dissi di non cambiare mai, le dissi di non vergognarsi di essere bella e intelligente, perché tante altre ragazze e donne si sono trovate nella stessa loro posizione. Le dissi che, anche se viviamo nella civiltà delle Veline, vinceranno sempre le donne con la testa, perché l’uomo più intelligente può essere attirato, di primo acchito, da una donna non tanto brillante, ma, alla fine sceglierà sempre una donna con la quale si può parlare per una relazione duratura. Qualcuno, all’interno della classe, seguiva il mio discorso con aria di disapprovazione, la maggior parte della classe mostrava di condividere quello che dicevo. Alla fine della lezione MT mi ha detto grazie, i suoi occhi azzurri più eloquenti di mille parole. Quel giorno non ho spiegato regole di grammatica o il lessico, ma la lezione non è stata certo inutile.

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2 comments

  1. Ora, non vorrei che questo mio commento sia scambiato per autocelebrativo ma io mi riconosco in MT. Alla sua età (immagino 15 anni) ma anche prima ero sempre presa di mira (dalle ragazze, ovvio) perché attorniata da molti amici maschi. E dico amici. Ne ho sempre avuti molti mentre le ragazze si tenevano alla larga o si fingevano amiche mie solo per rimorchiare, visto che avevo tanti amici maschi. Credo che anche molte madri delle mie amiche, o pseudoamiche (a questo punto mi vengono molti dubbi sulla sincerità di quelle che credevo amiche), raccomandavano alle figlie di starmi alla larga. Insomma, ero ritenuta una persona pericolosa.

    Non nego che alcuni dei miei amici maschi avessero altre intenzioni ma io avevo il moroso e lui sapeva che, quando non uscivo con lui, frequentavo i maschi. Quindi,l se non era sospettoso lui … Non nego neppure che qualche sbandata l’abbia presa anch’io per qualche amico … insomma, la gioventù è bella perché si scoprono emozioni mai provate prima, perché si gode della libertà di espressione dei propri sentimenti. Se si inizia a 15 anni ad indossare la maschera del perbenismo, quella che gli altri vogliono che tu indossi per non far credere di non essere una persona per bene, ma tu sai di esserlo e non hai nulla da nascondere, allora il Magnifico non c’ha azzeccato per nulla quando scriveva “Quant’è bella giovinezza …”.

    Quest’anno avevo in classe una ragazza in cui rivedevo molto di me alla sua età. Bella, elegante, un po’ timida ma nello stesso tempo capace di aprirsi dopo aver sondato il terreno (diciamo pure un po’ diffidente sulle prime), brava a scuola anche se con momenti di crisi, così diversa dalle sue compagne, sciatte, senza ombra di trucco, vestite come capita, brave a scuola perché dovevano per forza primeggiare. Ora, è anche giusto eccellere nello studio, quando si frequenta un liceo. Ma il mondo di una 15enne non può essere prigioniero delle quattro pareti di un’alula scolastica. Io ero brava ma avevo anche molti hobby, coltivavo le mie passioni, avevo gli amici e avevo l’amore, ché senza quello non c’è vita.

    Ti confesso che ancor oggi talvolta ho l’impressione che certe “amiche” non escano con me se non sono appena uscite dal parrucchiere, truccate con cura e ben vestite. Io esco anche in jeans o indosso i leggings, mai trascurata, è vero, perché devo prima di tutto stare bene con me stessa. Esco con le amiche per godere della loro compagnia, per fare quattro chiacchiere e per bere un caffè non per fare una sfilata di moda. Però questo per alcune pare sia difficile da capire.

    Mi auguro che MT abbia miglior fortuna in futuro.

    1. Questi commenti conferiscono vita a questo blog, evitano che diventi un soliloquio del sottoscritto. L’immagine della donna è prigioniera di stereotipi, figli dell’ignoranza e della pigrizia mentale. Chi si vuole distinguere deve armarsi di costanza e pazienza. La cultura aiuta molto, anche se non sempre difende da tutto. Bisogna essere in pace con sé stessi, innanzitutto. Per essere in pace con sé stessi bisogna costruirsi un’identità e l’identità si costruisce solo crescendo. Grazie per quello che racconti e hai raccontato.

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