ragazza

falsità e solitudine

Mi capita di pensare a quella specie di rapporto che ho avuto con quella ragazza di cui vi ho scritto. Confesso che ho sempre avuto il sospetto che quella persona avesse secondi fini, però mi ascoltava un po’ e ne ero felice. A volte mi sento solo. Anche se ho persone che mi vogliono bene. Mi confidavo con lei. Poi ho avuto la conferma che quella persona si è comportata da falsa. Abbiamo chiuso i rapporti. Ogni tanto, quando sono da solo, la riempio di insulti tra me e me. Ma poi ragiono. Anche se era falsa, mi ha fatto sentire bene, anche se lo sapevo che c’era qualcosa che non andava. Io spero di non vederla mai più.

Magri e sinceri

Ieri sono stato a pranzo dalla mia alunna e sono rimasto affascinato dalla dolcezza, dalla gentilezza, dalla dedizione di quella ragazza e della sua famiglia. Ho mangiato ottimo cibo del Bangladesh, ho avuto un sacco di stimoli. Sono molto confuso, elettrizzato e felice. Ho guardato quegli occhi che sanno di lontano, ho assaggiato quei cibi, sono rimasto affascinato dalle spezie. ero in una campagna magnifica, quasi da film. Ora scrivo questi post, magri e sinceri, e sono felice, nei miei occhi ci sono gli occhi della dolce M., che ama la lettura e la vita.

Tears of joy

I can see the trace that sorrow
Has left upon your face
And being realistic
I know there are some things that
Time just won’t erase

But still I’m coming to you gently
And there’s one promise I can make
Besides of every tear that sorrrow has left you
Tears of joy will take their place

Tears of joy – hey
Wash you clean
Come on and let them set you free!

Hey sometimes I know life can make you feel
Like you don’t know what to do
But once there comes a time when you must settle down
And feel the presence of the one who loves you

Oh yes I’m coming to you gently
And there’s one promise I can make
Besides of every tear that sorrrow has left you
Tears of joy will take their place

Tears of joy – hey
Wash you clean
Come on and let them set you free!

If I could fly
I’d fly straight to you
Surround you with my love

You’ll be crying tears of joy – yeah
Wash you clean
Come on and let them set you free!

—-

Improvisation:

Come on say, and let those tears set you free
Say come on now you’ll be crying tears of joy
Oh tears of joy
You’ll be crying tears of – you’ll be crying tears of joy
Say joy now joy real joy say tears
Tears of joy yes
You’ll be crying tears of joy
Ah – they say that tears can wash you clean
And set you free set you free
You’ll be crying tears of joy
I’ll sourround you with love
You’ll be crying tears of joy…

Italia

Tra qualche giorno uscirò dall’Italia per un viaggio in Gran Bretagna (Londra). Spero di riuscire ad aggiornare il blog con la stessa frequenza. Rimarrò nove giorni e proverò sempre la stessa sensazione. Per le strade di Londra si sentiranno rumori, urla varie, schiamazzi: molte volte sospetterò, non a torto, che ad urlare siano italiani e sarà vero. Io sono calmo e parlo piano, all’estero quasi mi vergogno quando sento urla nella lingua del paese in cui sono nato. Però sono anche contento, quei suoni sono familiari, in fin dei conti è stata la prima lingua che ho imparato, l’italiano, la lingua dei miei genitori e dei miei nonni. Ho un cognome italiano e tratti comuni a tanti italiani. Quando penso a Berlusconi, penso che sia una vergogna per l’Italia, ma non sopporto l’intollerabile snobismo di quelli che ritengono che all’estero tutto sia meglio dell’Italia.

Nella scuola privata, dove ho lavorato per anni, ci sono meno stranieri rispetto alla scuola pubblica, però ce ne sono. Ho avuto alunni di origine russa, moldava, giamaicana. Si è trattato di storie diverse, accomunate da una condizione economica, che permetteva la serenità. è diverso fare l’operaio a 1200 euro al mese. Non ho quasi mai incontrato alunni mussulmani, per ovvi motivi, trattandosi di scuole cattoliche.

Quest’anno è stato il mio primo anno in una scuola pubblica. Nella scuola pubblica entrano tutti, la scuola pubblica è inclusiva, aperta a tutti. Ho avuto una classe non semplice, una prima. La prima superiore è, spesso, una classe difficile, perché si entra da un altro mondo, quello delle medie, non si è né carne, né pesce, perché non si è né bambini, né ragazzi. è tutto nuovo, sono nuovi molti dei compagni e poi, ci sono dei ragazzini che sono dei bambini per nulla cresciuti. Che cosa vuol dire essere italiani? esiste l’italianità? probabilmente no, anzi, sicuramente no, però c’è qualche elemento che fa parte di un costume di qualcuno che, troppo spesso, è stato un simbolo perverso dell’italiano. Ho scovato questi elementi da “italiano” in ragazzi stranieri. Quali sono gli elementi dell'”italiano”? La furbizia, il vittimismo, il dare sempre la colpa agli altri. L’ho trovata in ragazzi di origine nigeriana, albanese, etc. I nomi sono stranieri, ma l’accento è della mia città, così come gli atteggiamenti sono quelli che tutto il mondo ci rimprovera. Mi sono reso conto che siamo riusciti a portare lo “stile italiano” in altre culture e mi sono reso anche conto che ci sono degli argomenti sui quali gli intellettuali snob che si vergognano delle proprie origini italiane possono far leva. Me ne sono reso conto un po’ con terrore. devo dire. Non mi sono mai piaciuti gli intellettuali snob. Poi trovi qualcuno che imprime una svolta.

LCI è una ragazzina esile e minuta, ha i capelli castani, gli occhi azzurri, la pelle bianca ed è arrivata dalla Moldavia un anno fa. Non sapeva una sola parola di italiano. è arrivata in Italia e, con fiera determinazione ha scelto la scuola che intendeva frequentare, l’istituto tecnico commerciale, e, con altrettanto fiera determinazione ha deciso che si iscriverà ad economia e commercio per entrare nella guardia di finanza. Una ragazzina, che viene da altre terre ed ha come scopo principale quello di laurearsi e di rappresentare una delle più importanti istituzioni italiane, spiega molto. Racconta di come il senso dello stato non abbia alcun legame con la propria origine, racconta che c’è ancora, in giro, chi è abituato a volere fortemente le cose, senza troppo lamentarsi, anche se parte da una posizione di indubbio svantaggio, di chi non sa la lingua del paese in cui è arrivato e che vorrebbe rappresentare. LCI frequenta la prima superiore e il CTP (Centro territoriale permanente, credo) per conseguire la licenza media, due volte alla settimana. Ha la vita impegnata, eppure non è una nerd, è una ragazza come tante altre. Come è normale che sia, LCI cerca agganci, trova il fidanzato russo, lei è bilingue, come tanti moldavi. Quando la conosco, il suo italiano è già buono, molto buono per essere appena arrivata in Italia. Quando qualcuno le dice che so il russo, gli occhi le si illuminano di gioia e di emozione. è il momento dell’intervallo, sono in quella scuola da poco tempo. Parliamo in lingua russa per dieci minuti, lei è raggiante, è normale essere felici ascoltando la propria lingua, per giunta parlata da un occidentale. Capita a quasi tutti di essere felici, ascoltando qualcuno che parla la nostra lingua. MI chiede come mai l’ho studiata, le rispondo che amo tutto di quel mondo e lei è ancora più raggiante.

LCI è allegra, educata, intelligente, intelligentissima. All’inizio si pensa, a scuola, di predisporre per lei un piano personalizzato, ma non c’è bisogno, diventa, in breve tempo, la migliore della classe. In tedesco consegna dei compiti perfetti e bisogna tenere conto che ascolta le spiegazioni di una lingua straniera, come il tedesco, in un’altra lingua straniera per lei, cioè l’italiano. Quando le consegno i compiti, con risultati sempre eccellenti, lei diventa rossa per l’emozione: è eccezionale a scuola, ma è anche umana. L’anno prosegue trionfale per lei, che, dopo pochi mesi di Italia, impara la consecutio in modo provetto. Quando il fidanzato non c’è, si ferma qualche volta con me nell’intervallo a parlare russo, anche io sono contento, perché sento che il russo è anche la “mia” lingua e un po’ mi manca, visto che da qualche anno non la insegno. è disciplinata, non come certi suoi compagni, troppo matura per tutti. ed è venuta qua per diventare un membro della guardia di finanza. Mi ha dato tanto, perché mi ha permesso di sentirmi vicino a quella che è una parte di me, la lingua russa. Questo, almeno per me, è importante.

E allora, perché alcuni stranieri sono diventati “italiani”, nel senso peggiore del termine, ed altri sono un esempio? Forse, la risposta più banale è che, tutto il mondo è paese, e la nazionalità non la fa la nascita, la fa la cultura che assorbi, forse è perché, abbiamo viziato troppo questi ragazzi italiani, o stranieri malamente italianizzati? La crisi farà bene e ci riporterà un po’ di forza di volontà e tenacia?

Mutamenti

stare dalla parte del più debole. chi è il più debole? il più debole è il proletario, il più debole è il sottoproletario, ecc. ecc. Stare dalla loro parte significa far aumentare la loro coscienza di classe e il loro senso critico. La storia dell’umanità è storia di lotta di classe, secondo il barbone di Treviri. Difendere il più debole non significa buonismo, non significa pietismo. 

A scuola ci sono i ragazzi disciplinati e i ragazzi indisciplinati, ci sono i ragazzi con buoni voti e quelli che stentano, che non ne hanno voglia. Negli ultimi anni sta prevalendo la tendenza che consiste nel chiudere un occhio su profitti scarsi e disciplina scarsa. Questa tendenza sta creando una discriminazione a danno dei più bravi e disciplinati, ai quali viene reso difficile seguire le lezioni. La società moderna sta togliendo potere e importanza alla cultura, considerata come qualcosa di superfluo, quasi fastidioso. Il potere è dell’immagine, dell’apparenza, soprattutto per quel che riguarda le donne. Una donna bella deve accettare il proprio ruolo, che è quello di essere solo un corpo e non una mente. 

Iniziai con questa frase una lezione di un giorno di inverno. Quando entrai in seconda superiore mi accorsi subito che la situazione non era delle migliori. I volti erano scuri e la tensione serpeggiava. Chiesi i motivi di quella tensione, all’inizio si rifiutarono di dirli, poi parlò MT, una ragazza di cui ho parlato un paio di post fa. Vede, prof, io parlo molto facilmente con i ragazzi, scherzo e a loro sto simpatica, al contrario di ragazze timide che, invece, vengono ignorate. Mi hanno dato della “poco seria”. 

Io dissi che una donna bella e intelligente ha grande difficoltà a farsi accettare, tanto più in un età di grandi mutamenti, come quella adolescenziale, nella quale ci sono sedicenni acerbe di fisico e di mente e ragazze che sembrano donne: le prime possono provare invidia per le altre. Le dissi che una ragazza disinvolta attira le simpatie degli altri, ma, inevitabilmente, anche le gelosie di chi non ha lo stesso carattere brillante. Le dissi di non cambiare mai, le dissi di non vergognarsi di essere bella e intelligente, perché tante altre ragazze e donne si sono trovate nella stessa loro posizione. Le dissi che, anche se viviamo nella civiltà delle Veline, vinceranno sempre le donne con la testa, perché l’uomo più intelligente può essere attirato, di primo acchito, da una donna non tanto brillante, ma, alla fine sceglierà sempre una donna con la quale si può parlare per una relazione duratura. Qualcuno, all’interno della classe, seguiva il mio discorso con aria di disapprovazione, la maggior parte della classe mostrava di condividere quello che dicevo. Alla fine della lezione MT mi ha detto grazie, i suoi occhi azzurri più eloquenti di mille parole. Quel giorno non ho spiegato regole di grammatica o il lessico, ma la lezione non è stata certo inutile.

amore

L’amore può essere veloce, intenso, bruciante. L’amore può spegnersi in poche ore o pochi giorni. Oppure esiste l’amore persistente, che dura negli anni, si evolve. Ci vuole coraggio per amare, ci vuole coraggio per affrontare ogni giorno o ogni settimana una nuova avventura, o ogni mese o ogni anno. Ci vuole coraggio a ricominciare tutte le volte. Ma ci vuole coraggio anche a continuare, a persistere anno dopo anno, a superare le difficoltà, già perché l’amore di lunga durata è tale solo se si superano le difficoltà, i litigi, i dissidi. Io, personalmente, non mi permetto di giudicare chi la pensa diversamente da me; per me amare è sempre positivo a prescindere, anche se è solo per un’ora, però preferisco crescere con la persona che amo, preferisco vedere cosa succede dopo che abbiamo litigato, guardare cosa c’è oltre il muro delle incomprensioni.

Io ho sempre avuto un percorso lineare, il mio certificato penale è pulitissimo, non ho mai commesso un atto scorretto, ma ho conosciuto chi ha vissuto diversamente da me. Ho avuto un amico, che non c’è più, che era stato un malavitoso e si era redento, facendo volontariato e buona politica. Raccontava a tutti del proprio passato, felice di averlo superato. Raccontava senza vergogna, perché aveva preso coscienza del proprio errore e sapeva che non l’avrebbe ripetuto.

Qualche anno fa ero in una scuolaccia ciellina. In seconda c’è MT, è una ragazza con i capelli castani e gli occhi azzurri. è alta e appariscente, va spesso dal parrucchiere. è bella e ha poca voglia di studiare. Non è una ragazza stupida, è una ragazza che pensa, è una ragazza tormentata. Al lunedì finisco di far lezione alle 13 e 30, arrivo alle 8. La giornata è estenuante quanto mai e non è neppure finita. Ho circa un’ora di pausa e poi inizia il corso di recupero da me tenuto, di un’ora. MT è tenuta a partecipare. La lezione procede tranquillamente, fino al momento di andarsene. Quando usciamo dall’istituto, fuori non fa nemmeno tanto freddo, ci siamo io e MT. MT ha voglia di parlare, MT sembra sempre un po’ diffidente verso gli insegnanti, d’altronde lei non ama la scuola. Mi racconta che ha un fidanzato nuovo, sono passati pochi mesi dalla fine dell’altra relazione. Mi dice che ha il sospetto che lui commetta dei reati, anche se non gravi. Mi dice che non sa cosa fare, perché ha paura di cacciarsi nei guai. Mi racconta che frequenta delle cattive compagnie, dei ladri. Mi guarda con l’aria di chi sa già cosa si sentirà dire, lascia quel delinquente, ecc. ecc. Le chiedo se ne è certa delle frequentazioni del fidanzato e se è certa che anche lui vada a rubare. Lei è quasi certa dell’una e dell’altra cosa. Io le dico di stargli vicino ancora di più, perché è di lei, di una persona pulita come lei che ha bisogno. Le racconto della moglie del mio amico che era stato malavitoso, per farle capire che non è una vita facile, che bisogna amare di più una persona, che bisogna ascoltarla, bisogna stare al suo fianco. Le dico che se non è certa al cento per cento di amarlo alla follia, di lasciarlo stare. Le dico che, se tutti e due avranno la forza, lui potrà cambiare, anche se non sarà per nulla facile, anche se lui, forse l’odierà. Le dico che, se non ha la forza, di lasciarlo, perché non è una vita per tutti. 

Mi fissa con i suoi occhioni azzurri, MT, e mi dice “Grazie, perché non mi ha giudicato”. Sorrido e le dico “Prego, ho detto solo quello che mi sembrava giusto”. Il sole sembrava scaldasse un po’ di più.