zumba

Zumba

Nel 2014 lavoravo in due scuole. In una scuola vivevo con ragazzi delle superiori evoluti e sereni, intelligenti e sorridenti. In un’altra scuola ero con ragazzini delle medie, molti dei quali nervosi e problematici. Un giorno di inizio dicembre sto male e perdo conoscenza per qualche secondo. Quel giorno non vado a scuola. I giorni successivi sono giorni di impegni scolastici serrati e non riesco ad andare tanto in palestra. Il sabato decido di provare zumba. Da tanto tempo ci stavo pensando, ma, per vari motivi, avevo sempre rimandato.

C’è una ragazza bella e sorridente, che insegna zumba. Mi diverto subito da matti e inizia la passione. Mi da libertà, allegria, mi fa esprimere. Adoro ballare. Comunico me stesso e mi sento anche più sciolto a scuola e nella vita. Zumba mi migliora la vita. Passano gli anni e frequento lezioni, anche masterclass, piene di appassionati come me, anche lontano dalla mia città. Una volta ho anche incontrato una mia alunna. Qualche settimana fa ho preso una decisione.

Mi sono iscritto ad un corso ed ho conseguito il brevetto da Zin, cioè istruttore di zumba. è stato bello riscoprirsi alunno. è durato un giorno quel corso. è stato interessante e stimolante. Penso che mi abbia fatto bene. e mi farà ancora meglio, al fisico e al corpo.

Rimini Wellness

Oggi ho accompagnato delle classi della scuola in cui lavoro a Rimini Wellness. Sono stato scelto, in quanto appassionato di fitness. Sono contento che si scoprano altri lati di me. è stata una giornata iperstimolante. Sono molto eccitato, perché mi sono allenato tanto, ho ballato zumba, etc. Volevo scrivere solo questo, senza voli pindarici. Sono felice, oggi è stata una giornata guadagnata. Passo e chiudo.

Un pezzo di paradiso

Forza, devo mettere da parte questa felicita’ per l’inverno dello spirito.

E’ notte, siamo in tanti, piu’ donne che uomini. Siamo in spiaggia, c’e’ un palco e c’e’ la musica giusta. Ci sono i ritmi giusti: latini, indiani, disco e afro. Ho i piedi nudi e sono senza maglietta. Sudo da matti, ma non sento la fatica. E’ il momento di zumba. Una bella ragazza, un’istruttrice mi viene incontro nel mezzo di un brano, mi prende per mano e mi porta sul palco. Ballo scatenato accanto al mio amico istruttore. Davanti a noi ci sono 40 persone. Vorrei che jl paradiso fosse cosi’, con l’aggiunta di libri, viaggi, cibo e vino.

confusione

Ho un’infiammazione al braccio sinistro, con dei puntini rossi. Mi brucia un po’. Penso che dovrò andare da un dottore. In questi mesi sto passando tanto tempo dal dentista e lasciandole un sacco di soldi. (infezione ai denti).

In una delle tre scuole in cui lavoro, sulle colline, mi trovo male con una classe. è una prima liceo linguistico: sono rozzi, grezzi ed ignoranti.

Domenica ho ballato zumba su un palco di un evento mondiale, assieme ad uno ZES (Zumba education specialist).

c’è grande confusione, nella mia vita come in questo post, assai poco memorabile.

“Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente” sarà vero? mah.

il vostro blogger perplesso vi saluta.

a presto.

adoro le ballerine

Stasera vado in palestra per fare zumba. Prima di entrare nella sala corsi vedo una mia ex alunna, una bellissima e gradevolissima ragazza.

Entro nella sala corsi, c’è una ragazza alta e magra, con le gambe lunghissime e il collo lungo. Ha un viso regolare, gli occhi grandi neri. Ha le braccia lunghe. Sta parlando con un’altra ragazza, più bassa e meno appariscente. A un certo punto la ragazza bellissima fa un esercizio di stretching, pied à la main. Solleva la gamba altissima e la tiene con il braccio. è durato pochi secondi quell’esercizio di stretching, ma lei è stata fantastica. Mi ha emozionato: ha una grazia rara.

W la danza classica. Se rinasco, divento come Bolle. (wow!)

un po’ ridicolo 2/seconda e (speriamo) ultima parte

Prendo carriolate di antibiotico (mamma mia, mi ricorderò amoxicillina e acido clavulanico nei sogni), ma la cena in uno dei più bei ristoranti di Roma, in cima a Monte Mario, è una consolazione non da poco. Ho un completo gessato e gli scarponi da infortunato. I giorni passano più sereni, o meno agitati. Ho fissato la seconda e la terza medicazione. Per la seconda medicazione mi attende un’infermiera sulla cinquantina, con i capelli corti e la faccia piena. Ha le mani delicate e leggere. Mi dice che non devo prendere il sole finché la gamba non sarà guarita, mi dice di massaggiarla e di prendere l’antibiotico, di massaggiare il piede con una crema all’aloe vera. Pensa che io non abbia più bisogno dell’ultima medicazione.

Le chiedo sommessamente se posso ricominciare a fare zumba, aspettandomi una sonora risata in faccia. e invece risponde di sì, mi dice di stare attento, di fermarmi subito, in caso di dolore. Stento a credere a quello che mi ha detto. Ci penso tutto il pomeriggio, mentre lavoro. La sera vado a fare zumba, ho un po’ di paura quando mi infilo le scarpe, ne ho tanta. Ho una paura fottuta, ma il dolore non c’è. Mi scateno. è andata bene.

In quei giorni vengo visitato anche da una mia cliente che fa il medico. Mi dice che il mio piede è in via di guarigione, ma che non devo prendere il sole. Mi dice che ci vorrà tempo, prima che guarisca del tutto, cioè che si sgonfi completamente e smetta di essere così rosso, anche fino a settembre.

Vado in viaggio a Vienna, ora sono al mare. Ho un colorito spettrale (non posso prendere il sole), dovrei andare dal barbiere, perché non mi piaccio così, il piede è un po’ gonfio ancora. Ho avuto diversi incubi, delle notti ho dormito male, ma ora va meglio.

Perché ho scritto questi due post?  Perché la scrittura guarisce, mi era già capitato anche molti anni fa.

P.s. quando la dottoressa giovane è un po’ arrogante, per farmi paura, mi dice che mi vuole ricoverare, tra le altre motivazioni, le dico che non voglio, perché devo andare a scuola. Ma lei replica, ma se le scuole sono finite. Ma io devo tenere un corso di recupero. è tutto vero. scuola infinita.

Riflessi

regalare pezzi di persona, regalare pezzi di un essere umano, di uno che fa tante cose, tra cui lo zumbero, il traduttore e il professore. sabato scorso ho visto i miei alunni di quarta prima di 15 giorni di loro stage per l’alternanza scuola-lavoro. Li rivedrò l’ultimo giorno di scuola. Mi hanno offerto due fette di torta, succulente, al cioccolato. Io ho portato loro i cioccolatini. Ho detto loro che sono orgoglioso di loro e loro hanno detto che sono orgogliosi di me. Mi sono quasi commosso. Quasi. Meglio così.

P.s. questa foto è stata scattata a Berlino, a Charlottenburgacque a Charlottenburg