traduttore

Riflessi

regalare pezzi di persona, regalare pezzi di un essere umano, di uno che fa tante cose, tra cui lo zumbero, il traduttore e il professore. sabato scorso ho visto i miei alunni di quarta prima di 15 giorni di loro stage per l’alternanza scuola-lavoro. Li rivedrò l’ultimo giorno di scuola. Mi hanno offerto due fette di torta, succulente, al cioccolato. Io ho portato loro i cioccolatini. Ho detto loro che sono orgoglioso di loro e loro hanno detto che sono orgogliosi di me. Mi sono quasi commosso. Quasi. Meglio così.

P.s. questa foto è stata scattata a Berlino, a Charlottenburgacque a Charlottenburg

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il lusso di essere tranquilli

ieri ho ricevuto la paga di ottobre, ed è quasi dicembre. Parlo dello stipendio da insegnante dell’ITC. Avevo provato a chiedere alla segreteria il giorno di paga, loro non mi avevano saputo dire niente. Ho un’attività come traduttore, ho dei soldi messi da parte. Ho potuto aspettare con calma e pagare quel che dovevo pagare (spesa, benzina, bollette, ecc.) Ho pensato a chi ha dei figli da mantenere e non ha altre entrate, ho pensato all’angoscia di chi non sa quando pagherà le bollette. Ho letto sul giornale che lo stato paga spesso in ritardo, non solo gli insegnanti. Ho pensato che un insegnante deve essere sereno quando entra in classe. Ho pensato che anche un insegnante dovrebbe poter programmare almeno una pizza con gli amici, per rilassarsi, e invece non può, perché non sa quando riceverà lo stipendio, per un lavoro che ha prestato nei tempi prescritti. Ho pensato che io ho ancora un po’ di futuro, quando tanti non lo hanno. Quando lo ruberanno anche a me? Intanto lo rubano ai ragazzi…

cerco di dare un futuro ai ragazzi, attraverso la cultura, cerco di seminare qualcosa, ma mi sento solo, senza la politica. Dove sta la politica? quando daremo la risposta?

Bye Bye suora inquietante!

Mi hanno comunicato stamattina che la stronzetta che sostituisco rientrerà da martedì. Che strano, per due volte si è negata al telefono con me, asserendo di stare male. Non voleva parlare con me, forse?? Vabbé, forse mi chiamerà un’altra scuola. Aspettiamo fiduciosi. Un po’ mi dispiace, mi ero affezionato, sì, un po’ anche alla suora inquietante, lo so che sembra strano. Era anche normale, il mio contratto finisce il 30 marzo e lo sapevo da settembre. Dalla settimana prossima ricomincerò a fare il traduttore a tempo pieno, in attesa di un’altra chiamata. La mia vita sarà, non so per quanto, un po’ più tranquilla, ma un po’ meno divertente. Meno male che non piove più.

P.S. La suora inquietante è all’ospedale. Si riprenderà?

belle presenze

Oggi c’è stato il sole, freddo boia naturalmente, ma con una giornata luminosissima, che non può non mettere allegria. Lavoro tutta mattina, oggi ho deciso di tradurre, caspita, faccio anche il traduttore, mica solo il prof e poi esco a prendere il giornale e a portare una busta a mia madre. Varco il cancello, davanti al palazzo dove abita mia madre, e davanti a me ricompare la ragazzina, di cui ho parlato qualche settimana fa nel post “L’apparecchio”, che mi tiene aperto il cancello. Mi guarda in faccia, sorride, con un sorriso splendidamente sincero, come sono splendidi i suoi capelli biondi ricci, a boccoli, che le ricadono sulle spalle. Le dico “grazie”, mi risponde sorridendo, “prego”. Ha anche una bella voce. Viva la bella gente, viva i sorrisi. Chissà come si chiama.