Tokio

amico invadente e simpatico 84/ non si parte mai

Il mio penultimo giorno a Tokio l’ho trascorso girando per Shinjuku, trovando due parchi chiusi, quello del museo Teien e quello di Shinjuku, Ho visitato il quartiere di Shimokitazawa, sono andato nella libreria Marouzen a comprarmi un bellissimo libro di fotografie su Tokio,meno male che ne hanno anche in inglese.

Sono andato a letto e ho puntato la sveglia alle sei, per poter prendere il taxi in tempo. Ho preso il taxi per Haneda, ma forse non si parte mai, anzi non sono mai partito.

Sono ancora là.

amico invadente e simpatico 81/ difficoltà

quando viaggio devo sentire il paese, devo sentirlo nell’intimo. Una città è fatta di suoni, vedute, sapori, due mila aspetti che ti sbattono addosso con violenza, che ti pongono delle domande, che, a volte, danno risposte a delle domande che poni. La cucina è un linguaggio che parla alla vista, al corpo, allo spirito, all’olfatto, la cucina è un messaggio lanciato dalla terra, parla di cultura e storia. chi vuol mangiare gli spaghetti all’estero è un po’ fesso, certamente, ma è anche una persona che ha paura, è una persona che lancia un messaggio culturale. La cucina di un altro paese ci spinge al confronto, ci mette a nudo, scopre le nostre insicurezze. Cosa provate guardando una succulenta fiorentina? un piatto di tagliatelle? Provate gioia per la loro squisitezza, ma, soprattutto, vi sentite rassicurati. Il sentimento di rassicurazione è umano, comprensibile, però ci tiene fermi, ci rende fermi mentalmente.

quando vado all’estero, ho bisogno della cucina straniera, ma, nello stesso tempo, ho bisogno di rassicurazioni. Consulto le guide, incrocio i dati. Mi piace mangiare nei bar, nei pub, mi piace la cucina tradizionale, ma mi piace anche la cucina rimaneggiata, mi piace cercare i ristoranti stellati. Da quando c’è Masterchef anche io sono diventato appassionato della gastronomia di alto livello. Cerco sulla guida 50 grands tables du monde e rimango incuriosito da Mikouni. Cerco il percorso con la metropolitana e fa un caldo boia, come sempre. arrivo nei pressi, sono le 8 e fa un caldo boia, ho la camicia zuppa di sudore. Prendo un taxi, arrivo al ristorante e scopro di avere prenotato nell’altra sede del ristorante. Ci sono Mikouni Marounoshi e Mikouni e basta. Sono stremato e non faccio altro che bere acqua, come al solito in Giappone, generosamente offerta. Mi accorgo che sulla guida c’erano gli indirizzi invertiti dei due ristoranti dello stesso proprietario. I gentilissimi camerieri modificano la prenotazione e mi accompagnano in sala. Il servizio è attento e premuroso. Mi servono il menu, è scritto in giapponese e francese. Io parlo bene in francese, lo studio da tanti anni, ma del menu capisco poco. Leggo, chiedo spiegazioni ai camerieri in inglese, loro sono gentilissimi e rispondono puntualmente. Capisco di più, ordino, mi faccio consigliare vini francesi e attendo. I camerieri mi presentano piatti finemente elaborati, costruzioni complesse e meravigliose di cui si può intuire solo qualche elemento e io provo a capire, provo a capire e gusto. Mangio bene e in abbondanza, mi sento appagato, anche se preferisco Cracco, mi sento cresciuto, sì, sembra strano questo aggettivo, ma è così. Ho provato ad imparare, ho sperimentato cosa significa la cultura. La cultura è complessità, è chiedere qualcosa a sé stessi, è cercare lo squilibrio, per trovare un nuovo equilibrio. Altro che tweet, altro che il regno dei social network, che diventano il rifugio e la ragione di vita di disperati e del disperato presidente del consiglio.

amico invadente e simpatico 78/ botte di c…

tanti anni fa ero in Russia, a Leningrado. Perdo l’aereo a causa del troppo traffico e debbo trovare un albergo per la notte. Cerca cerca e, dopo qualche tentativo, ne trovo uno. Pago con la carta di credito, vado in camera. è tutto carino, si mangia pure bene e il prezzo è modesto. torno in Italia. qualche settimana dopo controllo l’estratto conto della carta di credito e mi accorgo che non mi avevano addebitato il pernottamento, non so la colpa di chi fosse. ho provato a contattarli, ma nessuno mi ha risposto. vabbè. si faranno vivi loro, penso. scomparsi.

quest’anno vado in Giappone e prendo il taxi, all’arrivo a Tokio. arriviamo all’albergo, do la carta di credito, il taxista la passa nel pos, me la restituisce e mi saluta. mi ha addebitato un’ora di corsa in taxi? neanche un minuto,…

amico invadente e simpatico 76/ adoro questo post, adoro questi panorami!!!!

confesso che avrei diverse cose da raccontare, sto impartendo lezioni di tedesco ad un ragazzino di seconda media spaventosamente ignorante, che ha un fratello pazzerello, ogni tanto rifletto sulla suora inquietante, soprattutto ripenso con orrore e raccapriccio a quando ha detto che aveva costretto un ragazzino a dormire con lei in gita. Cosa pensereste se doveste vivere in camera da letto con la suora inquietante? brrr Non mi va tanto di approfondire altri racconti, in questo periodo,  perché ho voglia di essere altrove, almeno con la mente. Non so quanto durerà questa smania, ma per adesso vado avanti.

e allora, foto!

Baia di Tokio

Baia di Tokio

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ammirare. restare incantati

ammirare. restare incantati

questo è l'amore!!!!

questo è l’amore!!!!

Tokio is my Lady. Ero sulla metropolitana, il treno era molto veloce, stavo andando al museo Edo Tokio, quando ho visto questa immagine. Quando sono uscito dal museo, ho dovuto subito  cercare questo ponte. Perché adoro i ponti, perché adoro i panorami?

Tokio is my Lady. Ero sulla metropolitana, il treno era molto veloce, stavo andando al museo Edo Tokio, quando ho visto questa immagine. Quando sono uscito dal museo, ho dovuto subito cercare questo ponte. Perché adoro i ponti, perché adoro i panorami?

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wow

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