spiaggia

Fuori tempo e fuori luogo

Sono al mare in attesa di chiamate da parte di scuole. Sono nella terza fascia ed è ancora presto. La località dove trascorro le mie vacanze è abbastanza spopolata. Ci sono pensionati e stranieri: tedeschi, cechi, russi e ungheresi, soprattutto. Preferiscono il sole gentile di settembre. Vicino all’edicola dove vado, c’è un ristorante carino, dove si mangia decorosamente. C’è una coppia di persone anziane, sono vestiti elegantemente. Mangiano lentamente e voracemente. C’è una famiglia russa che si abbuffa di pesce e vino bianco. Ridono. Ci sono solo due tavoli occupati. È un giorno infrasettimanale di settembre. Sono, siamo deliziosamente fuori tempo e fuori luogo. Che bello.IMG_20170906_190623_692.jpgIMG_20170906_160834_935

Un pezzo di paradiso

Forza, devo mettere da parte questa felicita’ per l’inverno dello spirito.

E’ notte, siamo in tanti, piu’ donne che uomini. Siamo in spiaggia, c’e’ un palco e c’e’ la musica giusta. Ci sono i ritmi giusti: latini, indiani, disco e afro. Ho i piedi nudi e sono senza maglietta. Sudo da matti, ma non sento la fatica. E’ il momento di zumba. Una bella ragazza, un’istruttrice mi viene incontro nel mezzo di un brano, mi prende per mano e mi porta sul palco. Ballo scatenato accanto al mio amico istruttore. Davanti a noi ci sono 40 persone. Vorrei che jl paradiso fosse cosi’, con l’aggiunta di libri, viaggi, cibo e vino.

Scombinato

Questo blog e’ scombinato, schiavo molto spesso dei miei umori. Adesso sono in spiaggia e vorrei avere una biro e un foglio. Sono troppo pigro per andarli a prendere. Stasera vado ad una festa a base di zumba. Mi sto annoiando. Si dice che la noia sia il motore della creativita’. Ho bevuto una birra e sono sudato. Sono fiero di tenere un blog scombinato e volutamente disorganizzato. Vicino a me sbagliano congiuntivi e insultano i migranti. Dicono che ci sono leggi che li esonerano dal pagare le tasse. Ci sono ragazzine carine e dalla faccia simpatica che giocano a carte. La vita procede e io vi mando una foto della torre di Kyoto e una scattata in Italia.

amore per i luoghi

Ci sono dei momenti in cui hai bisogno di tornare in un posto, per varie ragioni, per cercare sicurezze oppure dei pezzi di te. I luoghi non sono mai neutri, ma sono percorsi da umori, storie, sorrisi e ansia, mille cose che li rendono significativi. Per parte della mia vita, una lunga parte, sono andato in vacanza, per un mese all’anno, al mare, non lontano da casa. Era come un rito religioso, tutti gli anni il primo agosto, io, mia sorella, i miei nonni, i miei genitori. C’era la preparazione delle valigie, la mobilitazione generale che faceva pensare a qualcosa di grande e poi si partiva. Si stava tutti insieme, anche con i problemi della convivenza, ma soprattutto c’era quel luogo. In quel luogo sono cresciuto, in quel luogo c’è il mare. Io vivo un rapporto strano con il mare, non so nuotare, non ho mai imparato, ma lo adoro. Più sono cresciuto, più ho imparato ad adorarlo. Qualcuno dei miei mitici follower si chiederà: ma se non sai nuotare, come fai ad amare il mare? Amo il mare, perché mi piace mangiare il pesce, amo il mare, perché mi piace guardarlo, di giorno e notte. Andavo al molo, fino in fondo al molo, dove l’aria è sempre fresca e leggevo, leggevo e accanto a me, c’era un signore anziano, che arrivava con la bicicletta e uno sgabello e leggeva romanzi. C’erano persone che passeggiavano e persone che leggevano, io prendevo il sole e leggevo, e guardavo il mare. Gli anni sono trascorsi e sono andato meno volte al mare, ma ogni tanto il bisogno di andarci mi ha spinto a partire. Così è stato il 6 gennaio, una giornata di finto inverno, il sole invadeva il cielo, ma anche la mia anima e la mia testa. Avevo bisogno di forza per affrontare la ripresa, per affrontare la suora inquietante. Ho guardato il presepe sulle barche, ho mangiato il cibo del luogo e scattato foto, sono stato felice. 

pudore

un po’ di anni fa si andava in spiaggia tutti vestiti, perche’ era considerato sconveniente scoprirsi. i costumi si sono modernizzati, per fortuna, e in spiaggia si sono visti bikini, slip e boxer. una cosa mi ha sempre infastidito, vedere bambini nudi sulla spiaggia. mi da fastidio sorbirmi la vista delle pudenda, mi imbarazza, visto che non sono spiagge per naturisti. credo che non sia educativo per i bambini stessi, perche’ non si insegna loro il limite che non possono oltrepassare. credo che sia poco igienico quando si toccano con le mani sporche e quando si siedono a contatto diretto con la sabbia. se quelle si chiamano parti intime ci sara’ un motivo.

noto con piacere che questo brutto vizio sta calando. buon segno.