romanticismo

professore timido si sente poetico

è da due giorni che mi viene mente questa canzone. Mi piace Malika Ayane, anche se non è esattamente il mio genere.
COME FOGLIE
Malika Ayane

È piovuto il caldo
Ha squarciato il cielo
Dicono sia colpa di un’estate
come non mai
Piove e intanto penso
Ha quest’acqua un senso
Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi.

È un inverno che va via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?

D’estate muoi un po’
Aspetto che ritorni L’illusione
Di un’estate che non so …
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?

È arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di spazio
E tempo non ne ho dato mai
Seguo il sesto senso
Della pioggia il vento
Che mi porti dritta
Dritta a te
Che freddo sentirai
È un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?

D’estate muoi un po’
Aspetto che ritorni L’illusione
Di un’estate che non so …
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?

È un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto

D’estate muoi un po’
Aspetto che ritorni l’illusion
Di un’estate che non so …
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?

È arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di tempo
E spazio non ne ho
Dato mai

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momenti di poesia

ieri sera, stavo per andare a letto, e ho avuto un po’ di ispirazione. Ho preso appunto su dei post-it. Stasera, mentre tornavo dalla palestra, ho avuto altra ispirazione, e mi sono tenuto a mente tutto.

Forse un giorno ci sarò

con l’animo in subbuglio e il mio respiro

con la malagrazia delle mie troppe parole e il mio romanticismo

sarà il giorno d’estate in cui una lama di luce

entrerà dalle tapparelle abbassate.

Abiterò sempre

tra le righe dei miei discorsi troppi lunghi

nelle troppe parole non dette

dei miei silenzi.

Veniamo da lontano e andiamo lontano

C’è un ragazzo che una volta aveva i capelli ricci, chiamato con il nome di un pesce. Lui è andato lontano, dall’altra parte dell’adriatico, per comprare una laurea. c’è chi la laurea la conquista con il sudore della fronte, con lo studio e chi l’acquista. Quel ragazzo chiamato con il nome di un pesce l’ha comprata con i soldi dello stato, con i soldi di tutti. Quel ragazzo chiamato con il nome di un pesce odia gli abitanti di quel paese, quello in cui ha comprato la laurea.

C’è una ragazza che arriva da ancora più lontano, è magrolina e minuta. Ha un sorriso dolce. Quella ragazza arriva da lontano ed impara l’italiano, arrivando a parlarlo perfettamente. Il ragazzo con il nome di pesce commette errori di italiano, quella ragazza parla senza errori. Quella ragazza ascolta spiegazioni sulla grammatica di una lingua straniera, in un’altra lingua straniera, l’italiano. Quella ragazza è la dimostrazione che la disciplina e il rigore, uniti all’intelligenza, hanno ancora un senso. Il ragazzo con il nome di pesce è uno dei simboli della decadenza, la ragazza venuta da lontano forse aiuta a fermare la decadenza. Parliamo in russo, la lingua che ci unisce. Quella ragazza, forse, non è lontana. Forse non bisogna farla allontanare. In questo periodo ci sono stranieri che stanno lasciando l’Italia, ragazzi come lei non vanno persi.

S. raccoglie fiori per l’insegnante, i romantici esistono, qualcuno, come lui, viene da lontano per portare il romanticismo. S. sorride, sorride per davvero, senza calcoli.

M. è una ragazzina che sembra più piccola della sua età, con la faccia simpatica e le guance da pizzicotti. è intelligente e preparata, quando mi risponde male, l’unica volta in tanti mesi, ci rimane male quando la sgrido. Gli occhi diventano bassi e tristi. Ha capito di aver sbagliato. Non esistono persone infallibili.

Questo è solo un pezzo di un racconto. Continuerò presto.