Resistenza

Antifascista per merito dei miei nonni

Mio nonno era un uomo grande, con gli occhi azzurri e pochi capelli. Era un uomo generoso e intelligente. Stava andando verso M., luogo di una feroce strage nazifascista. Incontrò persone che stavano scappando, terrorizzate. Gli dissero: a M. stanno ammazzando tutti. Lui tornò indietro, era andato a cercare cibo per la propria famiglia, mia nonna, mia madre e la sua bisnonna. Andò a cercarlo altrove. Me lo raccontava, me lo raccontava mia nonna, con l’aria terrorizzata, schifata e indignata. Mi raccontavano tanto, mi raccontavano di prepotenze e privazioni, di fatica e sacrifici, con orrori per quello che era successo e che sarebbe potuto succedere ancora.

Alle superiori ho letto M. parla, un libro su quella strage. Ero sull’autobus che mi portava a scuola e ricordo il mio orrore inestinguibile, la sensazione di aver preso un sacco di botte, la sensazione di orrore e spaesamento. Ho visto una puntata di Blu Notte, la trasmissione di Carlo Lucarelli, e ricordo il volto terrorizzato e piangente di un signore anziano, il quale, dopo la strage, andò in cerca di superstiti e vide in penombra la figura di una donna seduta a terra. Aveva il ventre squarciato e il neonato in grembo. Erano stati i nazisti, i fascisti. Mia nonna mi raccontava quelle cose.

Tutti gli anni vado a M., sui luoghi di quella strage. Quest’anno ci sono andato il 2 giugno. E rimango in silenzio. E penso. E inorridisco come allora. E ringrazio mia nonna e mio nonno, per tutto quello che mi hanno trasmesso.

Mi viene da vomitare

Ci sono tre loschi figuri fascisti, che festeggiano l’intitolazione del porticciolo di Nervi ad un fascista. C’è un sindaco di Genova, un tal bucci, che “rispetta le scelte di partigiani e fascisti”, di fronte alle proteste di Anpi e Cgil.

C’è un paese senza speranza, che ha avuto una lotta di Liberazione grande ed eroica, ma anche un pezzo di paese, che non ha mai rinnegato le idee fasciste, nonostante tutte le sofferenze, tutti i drammi che hanno causato. L’Italia è il paese in cui il movimento sociale è stato fondato il 26 dicembre 1946, ribadisco, il 1946, un anno dopo la guerra, un anno dopo la Resistenza. è il paese in cui ci sono state le stragi, ecc. ecc.

Mia nonna mi diceva: io non farò in tempo a rivedere il fascismo, voi lo vedrete. Ho paura che avesse ragione.

fascisti carogne festeggiano

 

Buon 25 Aprile

A SCANDICCI

25 APRILE 1945

RICORDA, O CITTADINO, QUESTA DATA
E SPIEGALA AI TUOI FIGLI
E AI FIGLI DEI TUOI FIGLI
RACCONTA LORO
COME UN POPOLO IN RIVOLTA
SI LIBERASSE UN GIORNO
DALL’OPPRESSORE
E NARRA LORO
LE MILLE E MILLE GESTA DI QUEI PRODI
CHE SUI MONTI, NEI BORGHI E IN OGNI LUOGO
SBARRARONO IL PASSO ALL’INVASORE
NÈ TI SCORDAR DEI MORTI
NÈ TI SCORDAR DI RACCONTARE
COS’È STATO IL FASCISMO
E IL NAZISMO
E LA GUERRA RICORDA
LE ROVINE, LE STRAGI, LA FAME E LA MISERIA
LO SCROSCIO DELLE BOMBE E IL PIANTO DELLE MADRI
RICORDATI DI BUCHENWALD
DELLE CAMERE A GAS, DEI FORNI CREMATORI
E TUTTO QUESTO
SPIEGA AI TUOI FIGLI
E AI FIGLI DEI TUOI FIGLI
NON PERCHÈ L’ODIO E LA VENDETTA DURI
MA PERCHÈ SAPPIAN QUALE IMMENSO BENE
SIA LA LIBERTÀ
E IMPARINO AD AMARLA
E LA CONSERVINO INTATTA
E LA DIFENDANO SEMPRE.

L’antifascismo non è e sarà mai parola vuota, ma pratica viva, fatta di parole, azioni e coscienza. è nel patrimonio genetico delle persone civili, sane di corpo e mente. Per tutte queste ragioni, Buon 25 Aprile!

Non va per niente bene

Feccia Fascista

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Non siamo e non saremo mai un paese normale, anche se non so di precisa cosa voglia dire normale. Esiste ancora, dopo 75 anni dalla Liberazione, chi si proclama fascista e sputa le proprie cazzate, tante volte tramite internet. La marmaglia fascista, composta da forza nuova, cagapound, ecc., sostenuta anche dalla lega,  vorrebbe appropriarsi del 25 aprile e andare in piazza, sfidando i divieti. Siamo un paese senza speranza. W il 25 Aprile e W Paolo Berizzi, coraggioso giornalista di Repubblica, che rischia la vita per fare il proprio lavoro!

P.S. Ricordiamoci anche di chi ha detto che bisogna capire le “ragioni” dei “ragazzi di salò”, cioè dei repubblichini fasci schifosi. L’ha detto gente del pd, la cosiddetta “sinistra”

Adelmo Cervi

Adelmo Cervi è il figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi, i figli di Alcide. La famiglia Cervi è ancora qui, la famiglia Cervi non se ne è mai andata e ci indica il presente e il futuro. Ho ascoltato più volte Adelmo parlare. Ho percepito la sua emozione, ho percepito la sua sincerità. Ho ammirato ed ammiro il suo impegno per non farci precipitare tra le grinfie dei portatori di morte fascisti e pseudotali. Da molto tempo sono senza casa politica, da molto tempo di muovo tra desolate macerie, tra finti sinistri e destri troppo veri. Forse ho incontrato un raggio di luce, almeno si spera. So per chi votare: Adelmo Cervi, candidato per La Sinistra nell’Italia nordorientale.

Sensazioni

C’è un fetore, come quello di una fogna otturata. Come quello di cibo putrido, come quello dell’aria impestata dalla puzza dei cassonetti in un giorno d’estate troppo caldo. Il fetore è provocato da varie sorgenti. Ho letto di due forzaitalioti di Bologna, i quali protestano perché i bambini dell’asilo cantano Bella Ciao, mentre la sindaca forzaitaliota di Lentate sul Seveso non organizzerà celebrazioni ufficiali del 25 Aprile e il candidato bocci al comune di Firenze non parteciperà alle celebrazioni della Liberazione, così come il felpa. Nel 2019 non abbiamo ancora una destra normale, che ha condannato il fascismo senza ambiguità e che, dunque, prende come punto di riferimento il 25 Aprile come giorno della dignità di un popolo. Questi loschi figuri che ho citato sono fascisti, bisogna chiamarli con il loro nome. Un aspetto ancora più inquietante è che c’è una cosiddetta sinistra, la quale troppo spesso minimizza e relativizza l’importanza del 25 Aprile, nel nome di una presunta riconciliazione nazionale, in cui le ragioni e i torti si confondono nella nebbia dell’ignoranza e della malafede. Quello che non riesco ad accettare è il menefreghismo di tanta gente, troppa gente, che se ne va al mare, quel giorno. Io quel giorno sarò in un luogo simbolo della Resistenza, renderò omaggio alle vittime, visiterò un museo della Resistenza, vedrò un concerto e mangerò cose buone. Perché la Resistenza è anche mia, perché mi fa stare bene, perché il 25 Aprile lo difendo a tutti i costi, perché il 25 Aprile è una tappa fondamentale per la nostra Repubblica e per la nostra Costituzione, da troppi minacciata, forza italia, ma anche matteo renzi. Perché il 4 dicembre 2016 dovrebbe essere Festa Nazionale. Perché voglio cacciare via quella puzza nauseabonda che sta invadendo l’aria, perché quando vedo moltitudini di ragazzi, ragazze, donne e uomini che festeggiano con me penso che questo mondo non faccia schifo del tutto. Perché non ne posso fare a meno e perché qualche volta sono orgoglioso di me, perché so di avere qualche principio e di essere almeno una persona decente. W il 25 Aprile!

M.

Revisionismi

Respingiamo le offese alla Resistenza

Posso concepire le analisi oneste, come quelle di Claudio Pavone, che ha scritto una Guerra Civile, posso concepire quello che mi raccontava mia nonna sulle storture che ci sono state durante e alla fine della Resistenza, erano donne e uomini, fallibili, ma non posso tollerare, per nessun motivo, la diffamazione e la calunnia. C’erano i buoni e c’erano i cattivi, c’era il torto e c’era la ragione. Onore ai partigiani ed eterna vergogna alla feccia fasciorevisionista.

M.