Resistenza

Adelmo Cervi

Adelmo Cervi è il figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi, i figli di Alcide. La famiglia Cervi è ancora qui, la famiglia Cervi non se ne è mai andata e ci indica il presente e il futuro. Ho ascoltato più volte Adelmo parlare. Ho percepito la sua emozione, ho percepito la sua sincerità. Ho ammirato ed ammiro il suo impegno per non farci precipitare tra le grinfie dei portatori di morte fascisti e pseudotali. Da molto tempo sono senza casa politica, da molto tempo di muovo tra desolate macerie, tra finti sinistri e destri troppo veri. Forse ho incontrato un raggio di luce, almeno si spera. So per chi votare: Adelmo Cervi, candidato per La Sinistra nell’Italia nordorientale.

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Buon 25 Aprile!

W la Resistenza e la Liberazione! Abbasso il fascismo! Tutto molto semplice, tutto molto chiaro. Da una parte stanno i buoni e dall’altra i cattivi. Dobbiamo tenere alta la guardia. C’è poco da dire. A presto. M.

Sensazioni

C’è un fetore, come quello di una fogna otturata. Come quello di cibo putrido, come quello dell’aria impestata dalla puzza dei cassonetti in un giorno d’estate troppo caldo. Il fetore è provocato da varie sorgenti. Ho letto di due forzaitalioti di Bologna, i quali protestano perché i bambini dell’asilo cantano Bella Ciao, mentre la sindaca forzaitaliota di Lentate sul Seveso non organizzerà celebrazioni ufficiali del 25 Aprile e il candidato bocci al comune di Firenze non parteciperà alle celebrazioni della Liberazione, così come il felpa. Nel 2019 non abbiamo ancora una destra normale, che ha condannato il fascismo senza ambiguità e che, dunque, prende come punto di riferimento il 25 Aprile come giorno della dignità di un popolo. Questi loschi figuri che ho citato sono fascisti, bisogna chiamarli con il loro nome. Un aspetto ancora più inquietante è che c’è una cosiddetta sinistra, la quale troppo spesso minimizza e relativizza l’importanza del 25 Aprile, nel nome di una presunta riconciliazione nazionale, in cui le ragioni e i torti si confondono nella nebbia dell’ignoranza e della malafede. Quello che non riesco ad accettare è il menefreghismo di tanta gente, troppa gente, che se ne va al mare, quel giorno. Io quel giorno sarò in un luogo simbolo della Resistenza, renderò omaggio alle vittime, visiterò un museo della Resistenza, vedrò un concerto e mangerò cose buone. Perché la Resistenza è anche mia, perché mi fa stare bene, perché il 25 Aprile lo difendo a tutti i costi, perché il 25 Aprile è una tappa fondamentale per la nostra Repubblica e per la nostra Costituzione, da troppi minacciata, forza italia, ma anche matteo renzi. Perché il 4 dicembre 2016 dovrebbe essere Festa Nazionale. Perché voglio cacciare via quella puzza nauseabonda che sta invadendo l’aria, perché quando vedo moltitudini di ragazzi, ragazze, donne e uomini che festeggiano con me penso che questo mondo non faccia schifo del tutto. Perché non ne posso fare a meno e perché qualche volta sono orgoglioso di me, perché so di avere qualche principio e di essere almeno una persona decente. W il 25 Aprile!

M.

Revisionismi

Respingiamo le offese alla Resistenza

Posso concepire le analisi oneste, come quelle di Claudio Pavone, che ha scritto una Guerra Civile, posso concepire quello che mi raccontava mia nonna sulle storture che ci sono state durante e alla fine della Resistenza, erano donne e uomini, fallibili, ma non posso tollerare, per nessun motivo, la diffamazione e la calunnia. C’erano i buoni e c’erano i cattivi, c’era il torto e c’era la ragione. Onore ai partigiani ed eterna vergogna alla feccia fasciorevisionista.

M.

Vota no al referendum costituzionale

Questa cosiddetta riforma mi ha offeso. La storia della mia famiglia, della mia adorata nonna, è legata alle Feste dell’Unità. Sono cresciuto alle Feste dell’Unità, a mangiare la pizza fritta e a comprare i libri sulla Resistenza, ma non solo. Andavo alla Festa dell’Unità , per parlare con i partigiani, ma anche per andare a ballare e saltare sul tappeto elastico (peso 90 chili e non lo faccio più da tempo, vi rassicuro).

Da quando il PCI si è sciolto, ho continuato ad andarci, come se fossi andato a trovare un parente lontano e un po’ debosciato. L’anno scorso ci sono andato per fare zumba, anche. Quest’anno il referendum mi ha destabilizzato, la boschi ha parlato di “partigiani veri”, ecc. ecc. A settembre c’è sempre la festa provinciale del pd. Per la prima volta, dopo tanti anni, non ci sono andato, mai, neanche per zumba. Mi dispiaceva, ma non ce l’ho fatta. Nelle prossime righe provo a raccontare qualcosa del mio no al referendum.

Partiamo da un dato di fatto: questa “riforma” è incomprensibile ai più, appassiona poche persone. I problemi dei cittadini sono altri: i giovani, specialmente i più preparati, se ne vanno all’estero, perché qui in Italia trovano quasi solo miseria. L’Italia si sta desertificando e questo governo pensa all’abolizione dell’elezione del senato. Il parlamento che ha approvato questa legge è illegittimo, perché è stato eletto con una legge dichiarata incostituzionale, per via dell’abnorme premio di maggioranza. Il governo ha fatto propria questa legge, quando avrebbe dovuto non immischiarsi, come fecero i governi al tempo della Costituente. Le leggi ad personam e la cosiddetta riforma Fornero passano in men che non si dica. Il problema non è il bicameralismo perfetto, il problema sono i parlamentari che non trovano un accordo. Abolire l’elezione del senato non risolve certo i problemi, diminuisce la partecipazione dei cittadini. Il senato diventerà un camerino, composto dalla categoria più sputtanata dei politici, consiglieri regionali e sindaci. Regioni come la Lombardia e il Trentino Alto Adige avranno lo stesso numero di membri. Ci saranno senatori part-time, che faranno male entrambi i lavori. Avranno anche l’immunità parlamentare: ciò significa che diventeranno senatori quelli che hanno più bisogno di esserne protetti. Si tratterà di un camerino, la cui composizione varierà periodicamente, facendo cambiare anche la maggioranza, con tanti saluti alla governabilità. Si tratterà di un senato non elettivo, ma che eleggerà dei giudici costituzionali e il presidente della repubblica. Si tratterà di un senato che dovrebbe rappresentare le autonomie locali, composto da membri senza vincolo di mandato, al contrario del Bundesrat tedesco. I procedimenti legislativi si moltiplicheranno spaventosamente, l’articolo 70 della Costituzione, scritto da analfabeti, è emblematico. Diventerà tutto più ingarbugliato e confuso, ci saranno molti conflitti di attribuzione. Ci raccontano della diminuzione dei costi della politica, ma, primo, questi sono irrisori e poi, sarebbe bastato diminuire lo stipendio dei parlamentari o ridurne il numero. Un altro aspetto inquietante di questa legge è il combinato disposto con la legge elettorale, la quale riproduce i vizi del porcellum. Ricordiamo che l’italicum è stato creato solo per la Camera, dando per scontata l’abolizione dell’elettività del Senato. Un partito di minoranza potrebbe trovarsi ad avere addirittura il 55% dei seggi, diventando decisivo per l’elezione del presidente della Repubblica, di cui cambiano in modo molto pericoloso le regole, un partito di minoranza potrà nominare molti membri della Corte Costituzionale, ecc. Toglie potere ed importanza alle regioni, fa aumentare le firme necessarie da 50000 a 150000 per i disegni di legge di iniziativa popolare. Abolisce il CNEL, va bene, ma è questa la soluzione ai problemi dell’Italia?