ragazze

vorrei conoscerti

Oggi, come faccio spesso nei momenti liberi, mi sono messo a curiosare su fb, sui profili di amici, di amici di amici e così via, Ho amici di tutte le età, molti sono alunni, adolescenti, preadolescenti.

Giorgio è un ragazzino normale, come ce ne sono tanti. è magro, con i capelli neri folti corti, e la riga in mezzo. Gli piace Madonna ed ha un viso sorridente. Forse passerebbe inosservato, l’aspetto è piacevole, ma non ha nulla di particolare. Soprattutto è Giorgio, con il suo sorriso, con le sue passioni, con i suoi principi. Giorgio ha 14 anni e va in prima superiore, ha tanti amici, nelle foto sorride assieme a ragazzi e ragazze durante feste, in spiaggia, in campagna. Si chiamano Martina, Andrea, Luca, Sonia. Hanno interessi e passioni, e, prima di tutto, sono Martina, Andrea, Luca, Sonia. Hanno 14-15 anni, come lui, A Giorgio, che è innanzitutto Giorgio, con il suo sorriso, con le sue passioni e le sue gambe magre, lo hanno scritto tanti suoi amici, veri veri, su fb, 184 hanno messo il mi piace ad un post. 

Vabbé, Giorgio, che è prima di tutto Giorgio, ha scritto, a 14 anni su fb, che è gay. Vorrei conoscerti Giorgio, non per farti discorsi retorici, ma per avere il privilegio di conoscere Giorgio, che è, prima di tutto, Giorgio.

P.S. Mi sto quasi per commuovere. Che mi succede?

volere

chiedo spesso ai ragazzi di parlare di loro stessi nei lavori che chiedo loro di svolgere. I loro lavori devono essere delle fotografie delle loro passioni, li devono rappresentare. 

Anni fa rimasi impressionato da una ragazza, GDV mi parlò della sua passione, l’equitazione, raccontandomi di 3 ore di allenamenti quotidiani, 11 mesi l’anno circa. Io rimasi sconcertato, pensai a me stesso alla sua età, 17 anni, pensai a me stesso all’età che avevo qualche anno fa e mi complimentai con lei. Quella ragazza arriva a scuola un’ora prima degli altri per ripassare, ha voti altissimi. In una classe prima c’è CA, che sembra la sorellina di Maria Sharapova, gioca a tennis a livello agonistico, tre ore al giorno. è la più brava della classe ed è una piccola campionessa di tennis.

L’anno scorso è arrivata in Italia dalla Moldavia, si chiama LCI. Non sapeva una sola parola di italiano quando è arrivata. è risultata la migliore della classe, seguendo il programma degli altri. C’è la storia di SF, di cui ho parlato. SF è una delle più brave della classe ed è una giovane stella della danza, elegante e aggraziata come solo dopo tanti anni di esercizio di danza classica si può essere. E poi c’è BM, che pratica ginnastica ritmica, come CF. Sono brave a scuola, volenterose, sanno eccellere nello sport o nell’arte. Costruiscono società, costruiscono la classe, hanno la forza per tenere assieme il gruppo. Hanno la dolcezza, l’intelligenza e la forza necessarie per risolvere i problemi.

Ho ragionato in questi giorni sul quadro idilliaco che caratterizza per molti aspetti i miei post. Le donne guidano e gli uomini, il sottoscritto a parte, sono spesso guidati, da donne che hanno più spirito di loro. Non voglio polemizzare contro il genere di cui faccio parte, ma sottolineare che i maschi italiani stanno diventando un po’ molli. Sicuramente nelle due classi terze che ho descritto prevalgono numericamente le donne ed è normale, anche per questo motivo, che abbiano un ruolo guida, ma è anche il loro carisma ad essere diverso. Intendiamoci, con i maschi di queste due classi ho avuto ottimi rapporti, ma ho il sospetto che se in futuro non si troveranno più con ragazze così sagge ed assennate come quelle che descrivo, faranno molta fatica a confrontarsi con la realtà che li circonda, a meno che, e penso che in parte ci stiano riuscendo, quelle ragazze non li aiutino a crescere. 

Le storie che ho raccontato, alle quali ho accennato, sono storie di volontà, di volontà ferrea. Quando si vuole qualcosa che è “bene”, come la ginnastica ritmica, o la danza, ma anche il calcio perché no, lo spirito diventa più forte, o almeno, spesso succede così. Chi vuole, chi ha il desiderio di esprimere una passione, spesso è un costruttore di relazioni positive. Naturalmente non sono solo questi gli esempi positivi. Ma i maschi?

Io sono stato cresciuto prevalentemente da donne, ma gli uomini (mio nonno, ma anche mio padre, il mio prof di italiano di prima liceo) hanno sempre costituito una figura importante, sia gli uomini, sia le donne hanno guidato la casa, anche se a casa quella che era presente di più era mia nonna. Questi uomini di oggi e gli uomini del futuro saranno in grado? Forse i genitori di oggi considerano più fragili i maschi delle femmine? Forse siamo il nuovo “sesso debole”? Forse gli uomini conoscono meno la responsabilità?

Penso che se la scuola e la famiglia non educano ad assumersi la responsabilità, anche del fallimento, anche della punizione, anche quando si è piccoli, il risultato sarà la disgregazione di questa nostra società rabberciata. C’è un’altra grande verità/banalità: o si collabora tra uomini e donne o non ci si salva. Tutti dovremmo avere pari ruolo, maschi e femmine. E se anche la scuola, dove predominano le insegnanti, avesse contribuito a questo nuovo ruolo della donna? Mi chiedo anche se agli oneri che hanno in più le donne corrispondano anche gli onori? Io considero le donne, e le ragazze delle classi nelle quali insegno, dei capisaldi, ma nel resto del mondo. Le donne guidano gli uomini, perché gli uomini hanno rinunciato? Perché gli uomini sono diventati deboli? Si sono imborghesiti?

Una volta il ruolo sociale della donna era scarso, era confinata in casa. Da quando la donna lavora, si è assunta delle responsabilità maggiori, riuscendo anche a gestire delle intere famiglie da sola. L’uomo si è seduto, ora, con la crisi economica, ci sono delle donne che sono obbligate a mantenere da sole le famiglie. E le donne di domani? Sono forti, volitive. Devono sapere anche educare gli uomini di domani che vivono la scuola assieme a loro. 

Forse ho posto troppe domande, forse non ho dato abbastanza risposte. Scatenatevi, se vi va.

Ebano dei Modena City Ramblers

Sono nata dove la pioggia porta ancora il profumo dell’ebano
Una terra là dove il cemento ancora non strangola il sole
Tutti dicevano che ero bella come la grande notte africana
E nei miei occhi splendeva la luna, mi chiamavano la Perla Nera…

A sedici anni mi hanno venduta, un bacio a mia madre e non mi sono voltata
Nella città con le sue mille luci per un attimo mi sono smarrita…
Così laggiù ho ben presto imparato che i miei sogni eran solo illusioni
E se volevo cercare fortuna dovevo lasciare ogni cosa

Ebano…
Jack O’s bar, Parade hotel, from me une
Ebano…

Spesi tutto quello che avevo per il viaggio e per i miei documenti
A palermo nel ’94 eravamo più di cento giù al porto…
Raccoglievo le arance e i limoni in un grande campo in collina
Lavoravo fino a notte inoltrata per due soldi e una stanza nascosta

Ebano…

It’s a long long night
It’s a long long time
It’s a long long road
Ebano…

Poi un giorno sono scappata verso Bologna con poca speranza
Da un’amica mi sono fermata, in cerca di nuova fortuna
Ora porto stivali coi tacchi e la pelliccia leopardata
E tutti sanno che la Perla Nera rende felici con poco…

Ebano…
Jack O’s bar, Parade hotel, for me une
Ebano…
Ebano…
It’s a long long night
It’s a long long time
It’s a long long road
Ebano…

Perciò se passate a Bologna, ricordate qual è la mia storia
Lungo i viali verso la sera, ai miei sogni non chiedo più nulla
Ebano…