primavera

c’è qualcosa di assurdo

Corruga la fronte, guarda il telefonino e legge un messaggio. Le parole erano delicate, dolci e gioiose. Ora sono fredde e scocciate. In un colpo. La ragazza impulsiva e innamorata si è trasformata in una specie di automa, che gioca a fare l’adulta, senza esserlo. Un uomo maturo e gentile, gentile e maturo, sa fermarsi e deve fermarsi e anche quando fermarsi. In fin dei conti è sempre stato gentile e maturo, anche quando era un bambino, anche quando portava i capelli lunghi e andava all’asilo. Era iniziato tutto all’improvviso, in una notte di inverno, quando lui stava sdraiato sul letto, pronto per dormire. Ora pensa che non vuole più vedere quella ragazza. Pensa che gli toccherà vederla e sta male. Spererebbe che se ne andasse. Oggi quell’uomo ha pensato che quella ragazza abbia sbagliato a rifiutarlo. Pensa che quella ragazza abbia fatto quasi sempre scelte sbagliate nella vita e che la scelta di rifiutarlo sia ancora più sbagliata. Oggi ha brindato da solo con un vino molisano. Ha brindato alle scelte sbagliate di quella ragazza, le ha augurato, dentro di sé, ogni bene. Non si farà più sentire da lei, quando la rivedrà la tratterà bene, ma sarà imbarazzato e addolorato. Passerà anche questo, in questo lungo autunno che non vuole finire, in questa primavera che inizia e finisce subito. In questo momento gli stanno per spuntare le lacrime, ma non vogliono uscire. Ritornano i brutti pensieri che sembravano essersene andati.

Qualcosa che manca

Ci vai, perché hai un conto in sospeso. Ci vai, perché non sai cosa manca, ma senti che manca qualcosa. Vai, perché non sempre le parole servono o sono adeguate. Vai, perché hai necessità di mettere alla prova il tuo sguardo interiore. Ecco qua.

Vai, perché hai bisogno di primavera, ma di una primavera interiore: quel sole e quei colori te ne possono portare un po’?

Voglia di parlare, di scrivere

Voglia di parlare, di scrivere

Ho scattato questa foto, ve la voglio mostrare prima di andare a letto. Perché? Mi voglio sfogare, ho bisogno di comunicare. Questa foto è bella, poetica, sa di primavera. Odora di luce. Questa foto è positiva, come vorrei essere io. Sembra che questa foto sia stata scattata in campagna, invece no. Non ha nessuna importanza il luogo in cui è stata scattata. Io mi lascio incantare. Voi?

Ti porta da qualche parte

Ti porta da qualche parte

Sono partito quieto e pensoso. Avevo con me solo il mio tablet. Camminare vuol dire svuotarsi e riempirsi. Bisogna allontanare strutture inutili, distruggere costruzioni distruttive. Bisogna riempirsi di respiri, silenzio. Sono partito alle 14 del pomeriggio. Sono tornato alle 20. Ho scalato una collina, ho preso il sole. Ho preso sensazioni. Ho guardato l’acqua. Mi sono chiesto da che parte arriva e mi sono detto che la domanda non ha nessuna importanza. Quieto e pensoso, continuo. In attesa dell’allegria.

ai miei alunni

Stasera mi sono anche un po’ divertito, un po’ naturalmente… Poi mi è venuta in mente questa canzone. La dedico idealmente ai miei alunni. è di una malinconia straziante, ma esprime quello che provo. Mi sembra meno primavera, i colori sono più spenti.

Io son partito poi così d’improvviso
che non ho avuto il tempo di salutare
istante breve ma ancora più breve
se c’è una luce che trafigge il tuo cuore
L’arcobaleno è il mio messaggio d’amore
può darsi un giorno ti riesca a toccare
con i colori si può cancellare
il più avvilente e desolante squallore

Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d’aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso

Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti

Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire

Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d’aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso

Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire (a sfumare)

Considerazioni banali

L’inverno sta finendo: io non amo l’inverno e dovrei essere solo contento. Le giornate sono più lunghe, non c’è stato molto freddo (per me il freddo incomincia a zero gradi). Questo pseudo inverno quasi mi inquieta, penso che le stagioni siano snaturate. L’inverno mi spinge ancora di più a pensare, a chiudermi ancora dentro di me forse perché mi rende più difficile uscire. Di inverno c’è la neve e io odio la neve, però la natura vuole che di inverno ci sia la neve. Di inverno ho più voglia di bere vino rosso e questo mi fa piacere. Di inverno aspetto sempre la primavera, perché mi lamento delle difficoltà che esso comporta. L’inverno è quasi una sicurezza, con tutte le rotture di palle che comporta. A me da fastidio quando la temperatura va sotto agli zero gradi, però, quando succede, penso alla primavera e penso allo scorrere delle stagioni. Quest’anno l’autunno è durato sei mesi. Devo essere contento, tra poco bisognerà mettere gli orologi un’ora indietro, ci sarà il 25 aprile, il 1° maggio. W la Primavera, ma soprattutto w il 25 aprile, ma anche il Primo Maggio. e basta con le considerazioni banali!!!

P.S. io sono un ottimista, sono già contento quando le giornate si allungano di qualche minuto a dicembre. W gli ottimisti!