primavera

Rose di maggio

ho scattato questa foto fuori da una delle scuole, sulle colline. le rose di maggio

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Qualcosa che manca

Ci vai, perché hai un conto in sospeso. Ci vai, perché non sai cosa manca, ma senti che manca qualcosa. Vai, perché non sempre le parole servono o sono adeguate. Vai, perché hai necessità di mettere alla prova il tuo sguardo interiore. Ecco qua.

Vai, perché hai bisogno di primavera, ma di una primavera interiore: quel sole e quei colori te ne possono portare un po’?

Voglia di parlare, di scrivere

Voglia di parlare, di scrivere

Ho scattato questa foto, ve la voglio mostrare prima di andare a letto. Perché? Mi voglio sfogare, ho bisogno di comunicare. Questa foto è bella, poetica, sa di primavera. Odora di luce. Questa foto è positiva, come vorrei essere io. Sembra che questa foto sia stata scattata in campagna, invece no. Non ha nessuna importanza il luogo in cui è stata scattata. Io mi lascio incantare. Voi?

Ti porta da qualche parte

Ti porta da qualche parte

Sono partito quieto e pensoso. Avevo con me solo il mio tablet. Camminare vuol dire svuotarsi e riempirsi. Bisogna allontanare strutture inutili, distruggere costruzioni distruttive. Bisogna riempirsi di respiri, silenzio. Sono partito alle 14 del pomeriggio. Sono tornato alle 20. Ho scalato una collina, ho preso il sole. Ho preso sensazioni. Ho guardato l’acqua. Mi sono chiesto da che parte arriva e mi sono detto che la domanda non ha nessuna importanza. Quieto e pensoso, continuo. In attesa dell’allegria.

ai miei alunni

Stasera mi sono anche un po’ divertito, un po’ naturalmente… Poi mi è venuta in mente questa canzone. La dedico idealmente ai miei alunni. è di una malinconia straziante, ma esprime quello che provo. Mi sembra meno primavera, i colori sono più spenti.

Io son partito poi così d’improvviso
che non ho avuto il tempo di salutare
istante breve ma ancora più breve
se c’è una luce che trafigge il tuo cuore
L’arcobaleno è il mio messaggio d’amore
può darsi un giorno ti riesca a toccare
con i colori si può cancellare
il più avvilente e desolante squallore

Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d’aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso

Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti

Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire

Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d’aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso

Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire (a sfumare)