presente

6 anni di blog

Scrivere in questi anni è stato ed è terapeutico. Ho risolto, almeno in parte, delle contraddizioni che avevo. Ho messo sul piatto gioie (molte), dolori (qualcuno), vita. Ho raccontato esperienze, ma soprattutto ho raccontato sensazioni. L’avevo già scritto, lo so. Questo blog mi sta insegnando molto, soprattutto attraverso lo scambio con voi. Mi ha insegnato a volermi un po’ più bene, per volerne di più agli altri. Se io curo me stesso, soprattutto psicologicamente, riesco a dare molto di più agli altri. Mi ha fatto capire che cosa piace di me, soprattutto e da sempre. Metto una grande passione, una grande sincerità in quello che faccio. Sono sempre il ragazzino di 13 anni che disse una volta, sarò un insegnante. Non idee campate in aria, ma avevo una vita già in mente. Mi informai su come si faceva per diventarlo. Lessi che bisognava laurearsi, ecc. ecc. E sono diventato ciò che ero già.

Quando qualcosa va storto, penso a quel ragazzino, che non è cambiato e penso che tanto è partito da lì, penso che tanto è partito dall’immenso amore che ho ricevuto dalla mia mitica nonna, da mio nonno, anche dai miei, sia pure con più contraddizioni. C’è stata, c’è una storia di studi, una storia di esperienze, una storia che è presente e che parla di un futuro in cui ci può essere qualcosa di importante. Un presente e un futuro, che si alimentano di vita, viaggi, libri, sport e cibo e che si legano stretti ad un filo solido di anni, ma soprattutto di sostanza. Ho imparato a non prendermi tanto sul serio, ho imparato a non portare in giro il mio monumento,

Grazie a tutti.

M.

il lusso di essere tranquilli

ieri ho ricevuto la paga di ottobre, ed è quasi dicembre. Parlo dello stipendio da insegnante dell’ITC. Avevo provato a chiedere alla segreteria il giorno di paga, loro non mi avevano saputo dire niente. Ho un’attività come traduttore, ho dei soldi messi da parte. Ho potuto aspettare con calma e pagare quel che dovevo pagare (spesa, benzina, bollette, ecc.) Ho pensato a chi ha dei figli da mantenere e non ha altre entrate, ho pensato all’angoscia di chi non sa quando pagherà le bollette. Ho letto sul giornale che lo stato paga spesso in ritardo, non solo gli insegnanti. Ho pensato che un insegnante deve essere sereno quando entra in classe. Ho pensato che anche un insegnante dovrebbe poter programmare almeno una pizza con gli amici, per rilassarsi, e invece non può, perché non sa quando riceverà lo stipendio, per un lavoro che ha prestato nei tempi prescritti. Ho pensato che io ho ancora un po’ di futuro, quando tanti non lo hanno. Quando lo ruberanno anche a me? Intanto lo rubano ai ragazzi…

cerco di dare un futuro ai ragazzi, attraverso la cultura, cerco di seminare qualcosa, ma mi sento solo, senza la politica. Dove sta la politica? quando daremo la risposta?

aggiornamenti

Mi hanno chiesto la disponibilità per 8 ore alla settimana come insegnante di tedesco in una scuola di “frontiera”, per usare un termine vecchio e un po’ stantio. Ho chiesto all’ITC dove lavoro qual è il mio destino. Loro non mi garantiscono niente, ho accettato quelle ore. all’ITC mi hanno detto che ricominceranno le telefonate per chiedere la disponibilità per quelle 18 ore, tenuto conto che si tratta di una malattia. se rimarranno 10 ore, me le lasceranno.

ne ho accennato ai ragazzi, sono disorientati e contrari a questo stato di cose. Avevamo iniziato a lavorare insieme, c’era fiducia reciproca e c’erano risultati, c’erano un passato, un presente e un futuro. Adesso? Adesso c’è qualcuno che ha terminato il proprio lavoro in una scuola media dove aveva iniziato, ci sono io che ricomincerò là. eterno presente.