paura

ma adesso basta

Sono solo in casa e un silenzio assordante mi devasta e distrugge. Sento che devo scrivere, per curarmi. Ho bisogno della parola, per frantumare il dolore. Il mio corpo è sempre stato in salute e da un po’ di tempo non risponde ai comandi. Vado in ospedale e faticano a capire cos’ho. Non so neanche io cosa ho di preciso. Qualcuno ha sospettato perfino che io fossi drogato. Non fumo nemmeno. Sono pieno di angoscia, paura e un senso di vuoto mi opprime. Ancora per qualche giorno non potrò fare sport. Ricomincio il 20, o almeno spero, dopo un mese. Vi prometto che smetterò presto, l’inverno dell’anima deve finire.

Non riesco nemmeno a piangere.

stanco, svuotato, ansioso e depresso

per fortuna c’è il sole. mi sento privo di energie, forse sarebbe meglio che piangessi, per sfogarmi. cerco di lavorare, cerco di fare cose, per non pensare. ci provo. Ho le mie traduzioni, però mi sento inutile come una scarpa rotta. Mi sembra di essere disoccupato, invece ho un lavoro che mi soddisfa. Mi annoio da solo, mi sento sciocco e grottesco. Stamattina, mentre andavo verso il tribunale (stavo scrivendo ospedale, capite???) la mia playlist di spotify ha messo questa canzone. Il testo e l’interpretazione sono belli, un bel po’ belli.
Metto il testo:
Ci penso da lontano da un altro mare un’altra casa che non sai

La chiamano speranza ma a volte è un modo per dire illusione

Ci penso da lontano e ogni volta è come avvicinarti un po’

Per chi ha l’ anima tagliata l’amore è sangue, futuro e coraggio

A volte sogni di navigare su campi di grano

E nei ritorni quella bellezza resta in una mano

E adesso che non rispondi fa più rumore nel silenzio il tuo pensiero

E tu da li mi sentirai se grido

Io non ho paura

Il tempo non ti aspetta

Ferisce questa terra dolce e diffidente

Ed ho imparato a comprendere l’indifferenza che ti cammina accanto Ma le ho riconosciute in tanti occhi le mie stesse paure

Ed aspettare è quel segreto che vorrei insegnarti

Matura il frutto e il tuo dolore non farà più male e adesso alza lo sguardo

Difendi con l’amore il tuo passato

Ed io da qui ti sentirò vicino

Io non ho paura

E poi lasciarti da lontano rinunciare anche ad amare come se l’amore fosse clandestino

Fermare gli occhi un istante e poi sparare in mezzo al cielo il tuo destino

Per ogni sogno calpestato ogni volta che hai creduto in quel sudore che ora bagna la tua schiena

Abbraccia questo vento e sentirai che il mio respiro è più sereno

Io non ho paura

Di quello che non so capire

Io non ho paura

Di quello che non puoi vedere

Io non ho paura

Di quello che non so spiegare

Di quello che ci cambierà

terrori ingiustificati

io sono il classico tipo che, nei film, interpreterebbe sempre il ruolo del buono. ho un fisico imponente, sono molto alto, ma ho sempre un’aria serena, troppo serena. gli alunni che mi rispettano, la maggioranza, lo fanno perche’ piaccio loro e non per paura, questo e’ bene, certamente. qualche mese fa arrivo all’istituto alberghiero per il tema, gli studenti sono fatti entrare, io ho dormito pochissimo e male. ho l’espressione allucinata che ho sempre in questi momenti. mi siedo al tavolo della presidenza, subito dopo inizio a notare sguardi terrorizzati da parte dei maturandi. prima mi chiedo se sono per me, poi penso di avere qualcosa di strano, tipo le mutande in testa. non ho, per fortuna le mutande in testa. la prof di italiano, membro interno, viene chiamata da un maturando perplesso. lei ritorna alla presidenza, mi dice, sai mi hanno detto che sono terrorizzati da te per il tuo sguardo, mi hanno detto che devi essere uno severo, anche se a me non lo sembri. io ho,detto loro che sei terribile. a sentire queste cose, io trattenevo,a stento, le risate. 

ho capito che cosa devo fare per impaurire gli studenti: dormire pochissimo e male…. devo fotografare le mie espressioni.