partigiani

Buon 25 Aprile

A SCANDICCI

25 APRILE 1945

RICORDA, O CITTADINO, QUESTA DATA
E SPIEGALA AI TUOI FIGLI
E AI FIGLI DEI TUOI FIGLI
RACCONTA LORO
COME UN POPOLO IN RIVOLTA
SI LIBERASSE UN GIORNO
DALL’OPPRESSORE
E NARRA LORO
LE MILLE E MILLE GESTA DI QUEI PRODI
CHE SUI MONTI, NEI BORGHI E IN OGNI LUOGO
SBARRARONO IL PASSO ALL’INVASORE
NÈ TI SCORDAR DEI MORTI
NÈ TI SCORDAR DI RACCONTARE
COS’È STATO IL FASCISMO
E IL NAZISMO
E LA GUERRA RICORDA
LE ROVINE, LE STRAGI, LA FAME E LA MISERIA
LO SCROSCIO DELLE BOMBE E IL PIANTO DELLE MADRI
RICORDATI DI BUCHENWALD
DELLE CAMERE A GAS, DEI FORNI CREMATORI
E TUTTO QUESTO
SPIEGA AI TUOI FIGLI
E AI FIGLI DEI TUOI FIGLI
NON PERCHÈ L’ODIO E LA VENDETTA DURI
MA PERCHÈ SAPPIAN QUALE IMMENSO BENE
SIA LA LIBERTÀ
E IMPARINO AD AMARLA
E LA CONSERVINO INTATTA
E LA DIFENDANO SEMPRE.

L’antifascismo non è e sarà mai parola vuota, ma pratica viva, fatta di parole, azioni e coscienza. è nel patrimonio genetico delle persone civili, sane di corpo e mente. Per tutte queste ragioni, Buon 25 Aprile!

Sensazioni

C’è un fetore, come quello di una fogna otturata. Come quello di cibo putrido, come quello dell’aria impestata dalla puzza dei cassonetti in un giorno d’estate troppo caldo. Il fetore è provocato da varie sorgenti. Ho letto di due forzaitalioti di Bologna, i quali protestano perché i bambini dell’asilo cantano Bella Ciao, mentre la sindaca forzaitaliota di Lentate sul Seveso non organizzerà celebrazioni ufficiali del 25 Aprile e il candidato bocci al comune di Firenze non parteciperà alle celebrazioni della Liberazione, così come il felpa. Nel 2019 non abbiamo ancora una destra normale, che ha condannato il fascismo senza ambiguità e che, dunque, prende come punto di riferimento il 25 Aprile come giorno della dignità di un popolo. Questi loschi figuri che ho citato sono fascisti, bisogna chiamarli con il loro nome. Un aspetto ancora più inquietante è che c’è una cosiddetta sinistra, la quale troppo spesso minimizza e relativizza l’importanza del 25 Aprile, nel nome di una presunta riconciliazione nazionale, in cui le ragioni e i torti si confondono nella nebbia dell’ignoranza e della malafede. Quello che non riesco ad accettare è il menefreghismo di tanta gente, troppa gente, che se ne va al mare, quel giorno. Io quel giorno sarò in un luogo simbolo della Resistenza, renderò omaggio alle vittime, visiterò un museo della Resistenza, vedrò un concerto e mangerò cose buone. Perché la Resistenza è anche mia, perché mi fa stare bene, perché il 25 Aprile lo difendo a tutti i costi, perché il 25 Aprile è una tappa fondamentale per la nostra Repubblica e per la nostra Costituzione, da troppi minacciata, forza italia, ma anche matteo renzi. Perché il 4 dicembre 2016 dovrebbe essere Festa Nazionale. Perché voglio cacciare via quella puzza nauseabonda che sta invadendo l’aria, perché quando vedo moltitudini di ragazzi, ragazze, donne e uomini che festeggiano con me penso che questo mondo non faccia schifo del tutto. Perché non ne posso fare a meno e perché qualche volta sono orgoglioso di me, perché so di avere qualche principio e di essere almeno una persona decente. W il 25 Aprile!

M.

Revisionismi

Respingiamo le offese alla Resistenza

Posso concepire le analisi oneste, come quelle di Claudio Pavone, che ha scritto una Guerra Civile, posso concepire quello che mi raccontava mia nonna sulle storture che ci sono state durante e alla fine della Resistenza, erano donne e uomini, fallibili, ma non posso tollerare, per nessun motivo, la diffamazione e la calunnia. C’erano i buoni e c’erano i cattivi, c’era il torto e c’era la ragione. Onore ai partigiani ed eterna vergogna alla feccia fasciorevisionista.

M.

Vota no al referendum costituzionale

Questa cosiddetta riforma mi ha offeso. La storia della mia famiglia, della mia adorata nonna, è legata alle Feste dell’Unità. Sono cresciuto alle Feste dell’Unità, a mangiare la pizza fritta e a comprare i libri sulla Resistenza, ma non solo. Andavo alla Festa dell’Unità , per parlare con i partigiani, ma anche per andare a ballare e saltare sul tappeto elastico (peso 90 chili e non lo faccio più da tempo, vi rassicuro).

Da quando il PCI si è sciolto, ho continuato ad andarci, come se fossi andato a trovare un parente lontano e un po’ debosciato. L’anno scorso ci sono andato per fare zumba, anche. Quest’anno il referendum mi ha destabilizzato, la boschi ha parlato di “partigiani veri”, ecc. ecc. A settembre c’è sempre la festa provinciale del pd. Per la prima volta, dopo tanti anni, non ci sono andato, mai, neanche per zumba. Mi dispiaceva, ma non ce l’ho fatta. Nelle prossime righe provo a raccontare qualcosa del mio no al referendum.

Partiamo da un dato di fatto: questa “riforma” è incomprensibile ai più, appassiona poche persone. I problemi dei cittadini sono altri: i giovani, specialmente i più preparati, se ne vanno all’estero, perché qui in Italia trovano quasi solo miseria. L’Italia si sta desertificando e questo governo pensa all’abolizione dell’elezione del senato. Il parlamento che ha approvato questa legge è illegittimo, perché è stato eletto con una legge dichiarata incostituzionale, per via dell’abnorme premio di maggioranza. Il governo ha fatto propria questa legge, quando avrebbe dovuto non immischiarsi, come fecero i governi al tempo della Costituente. Le leggi ad personam e la cosiddetta riforma Fornero passano in men che non si dica. Il problema non è il bicameralismo perfetto, il problema sono i parlamentari che non trovano un accordo. Abolire l’elezione del senato non risolve certo i problemi, diminuisce la partecipazione dei cittadini. Il senato diventerà un camerino, composto dalla categoria più sputtanata dei politici, consiglieri regionali e sindaci. Regioni come la Lombardia e il Trentino Alto Adige avranno lo stesso numero di membri. Ci saranno senatori part-time, che faranno male entrambi i lavori. Avranno anche l’immunità parlamentare: ciò significa che diventeranno senatori quelli che hanno più bisogno di esserne protetti. Si tratterà di un camerino, la cui composizione varierà periodicamente, facendo cambiare anche la maggioranza, con tanti saluti alla governabilità. Si tratterà di un senato non elettivo, ma che eleggerà dei giudici costituzionali e il presidente della repubblica. Si tratterà di un senato che dovrebbe rappresentare le autonomie locali, composto da membri senza vincolo di mandato, al contrario del Bundesrat tedesco. I procedimenti legislativi si moltiplicheranno spaventosamente, l’articolo 70 della Costituzione, scritto da analfabeti, è emblematico. Diventerà tutto più ingarbugliato e confuso, ci saranno molti conflitti di attribuzione. Ci raccontano della diminuzione dei costi della politica, ma, primo, questi sono irrisori e poi, sarebbe bastato diminuire lo stipendio dei parlamentari o ridurne il numero. Un altro aspetto inquietante di questa legge è il combinato disposto con la legge elettorale, la quale riproduce i vizi del porcellum. Ricordiamo che l’italicum è stato creato solo per la Camera, dando per scontata l’abolizione dell’elettività del Senato. Un partito di minoranza potrebbe trovarsi ad avere addirittura il 55% dei seggi, diventando decisivo per l’elezione del presidente della Repubblica, di cui cambiano in modo molto pericoloso le regole, un partito di minoranza potrà nominare molti membri della Corte Costituzionale, ecc. Toglie potere ed importanza alle regioni, fa aumentare le firme necessarie da 50000 a 150000 per i disegni di legge di iniziativa popolare. Abolisce il CNEL, va bene, ma è questa la soluzione ai problemi dell’Italia?

una dedica

questa poesia mi ha emozionato molto. L’ho letta per la prima volta nel 2000, credo. Mi stavo preparando per l’esame di storia contemporanea. La inserii nella tesina, da preparare per l’esame.
adesso ve la dedico.
25 Aprile

La chiusa angoscia delle notti, il pianto
delle mamme annerite sulla neve
accanto ai figli uccisi, l’ululato
nel vento, nelle tenebre, dei lupi
assediati con la propria strage,
la speranza che dentro ci svegliava
oltre l’orrore le parole udite
dalla bocca fermissima dei morti
“liberate l’Italia, Curiel vuole
essere avvolto nella sua bandiera”:
tutto quel giorno ruppe nella vita
con la piena del sangue, nell’azzurro
il rosso palpitò come una gola.
E fummo vivi, insorti con il taglio
ridente della bocca, pieni gli occhi
piena la mano nel suo pugno: il cuore
d’improvviso ci apparve in mezzo al petto.

Alfonso Gatto

quasi il 2 giugno

è quasi il 2 giugno, la Festa della Repubblica e io pubblico degli articoli della Costituzione, scritta dai partigiani con il proprio sangue. Pubblico alcuni degli articoli, ai quali mi sento più legato.

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Art. 33.

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Art. 35.

La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.

Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

Art. 36.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 37.

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.

Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Art. 38.

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

L’assistenza privata è libera.