partigiani

Fischia il vento!

Buon 25 Aprile! Fischia il vento cantata dal Coro dell’Armata Rossa

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Vota no al referendum costituzionale

Questa cosiddetta riforma mi ha offeso. La storia della mia famiglia, della mia adorata nonna, è legata alle Feste dell’Unità. Sono cresciuto alle Feste dell’Unità, a mangiare la pizza fritta e a comprare i libri sulla Resistenza, ma non solo. Andavo alla Festa dell’Unità , per parlare con i partigiani, ma anche per andare a ballare e saltare sul tappeto elastico (peso 90 chili e non lo faccio più da tempo, vi rassicuro).

Da quando il PCI si è sciolto, ho continuato ad andarci, come se fossi andato a trovare un parente lontano e un po’ debosciato. L’anno scorso ci sono andato per fare zumba, anche. Quest’anno il referendum mi ha destabilizzato, la boschi ha parlato di “partigiani veri”, ecc. ecc. A settembre c’è sempre la festa provinciale del pd. Per la prima volta, dopo tanti anni, non ci sono andato, mai, neanche per zumba. Mi dispiaceva, ma non ce l’ho fatta. Nelle prossime righe provo a raccontare qualcosa del mio no al referendum.

Partiamo da un dato di fatto: questa “riforma” è incomprensibile ai più, appassiona poche persone. I problemi dei cittadini sono altri: i giovani, specialmente i più preparati, se ne vanno all’estero, perché qui in Italia trovano quasi solo miseria. L’Italia si sta desertificando e questo governo pensa all’abolizione dell’elezione del senato. Il parlamento che ha approvato questa legge è illegittimo, perché è stato eletto con una legge dichiarata incostituzionale, per via dell’abnorme premio di maggioranza. Il governo ha fatto propria questa legge, quando avrebbe dovuto non immischiarsi, come fecero i governi al tempo della Costituente. Le leggi ad personam e la cosiddetta riforma Fornero passano in men che non si dica. Il problema non è il bicameralismo perfetto, il problema sono i parlamentari che non trovano un accordo. Abolire l’elezione del senato non risolve certo i problemi, diminuisce la partecipazione dei cittadini. Il senato diventerà un camerino, composto dalla categoria più sputtanata dei politici, consiglieri regionali e sindaci. Regioni come la Lombardia e il Trentino Alto Adige avranno lo stesso numero di membri. Ci saranno senatori part-time, che faranno male entrambi i lavori. Avranno anche l’immunità parlamentare: ciò significa che diventeranno senatori quelli che hanno più bisogno di esserne protetti. Si tratterà di un camerino, la cui composizione varierà periodicamente, facendo cambiare anche la maggioranza, con tanti saluti alla governabilità. Si tratterà di un senato non elettivo, ma che eleggerà dei giudici costituzionali e il presidente della repubblica. Si tratterà di un senato che dovrebbe rappresentare le autonomie locali, composto da membri senza vincolo di mandato, al contrario del Bundesrat tedesco. I procedimenti legislativi si moltiplicheranno spaventosamente, l’articolo 70 della Costituzione, scritto da analfabeti, è emblematico. Diventerà tutto più ingarbugliato e confuso, ci saranno molti conflitti di attribuzione. Ci raccontano della diminuzione dei costi della politica, ma, primo, questi sono irrisori e poi, sarebbe bastato diminuire lo stipendio dei parlamentari o ridurne il numero. Un altro aspetto inquietante di questa legge è il combinato disposto con la legge elettorale, la quale riproduce i vizi del porcellum. Ricordiamo che l’italicum è stato creato solo per la Camera, dando per scontata l’abolizione dell’elettività del Senato. Un partito di minoranza potrebbe trovarsi ad avere addirittura il 55% dei seggi, diventando decisivo per l’elezione del presidente della Repubblica, di cui cambiano in modo molto pericoloso le regole, un partito di minoranza potrà nominare molti membri della Corte Costituzionale, ecc. Toglie potere ed importanza alle regioni, fa aumentare le firme necessarie da 50000 a 150000 per i disegni di legge di iniziativa popolare. Abolisce il CNEL, va bene, ma è questa la soluzione ai problemi dell’Italia?

una dedica

questa poesia mi ha emozionato molto. L’ho letta per la prima volta nel 2000, credo. Mi stavo preparando per l’esame di storia contemporanea. La inserii nella tesina, da preparare per l’esame.
adesso ve la dedico.
25 Aprile

La chiusa angoscia delle notti, il pianto
delle mamme annerite sulla neve
accanto ai figli uccisi, l’ululato
nel vento, nelle tenebre, dei lupi
assediati con la propria strage,
la speranza che dentro ci svegliava
oltre l’orrore le parole udite
dalla bocca fermissima dei morti
“liberate l’Italia, Curiel vuole
essere avvolto nella sua bandiera”:
tutto quel giorno ruppe nella vita
con la piena del sangue, nell’azzurro
il rosso palpitò come una gola.
E fummo vivi, insorti con il taglio
ridente della bocca, pieni gli occhi
piena la mano nel suo pugno: il cuore
d’improvviso ci apparve in mezzo al petto.

Alfonso Gatto

quasi il 2 giugno

è quasi il 2 giugno, la Festa della Repubblica e io pubblico degli articoli della Costituzione, scritta dai partigiani con il proprio sangue. Pubblico alcuni degli articoli, ai quali mi sento più legato.

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Art. 33.

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Art. 35.

La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.

Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

Art. 36.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 37.

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.

Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Art. 38.

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

L’assistenza privata è libera.

 

punti di riferimento

qualche mese fa ci sono state le elezioni, come sappiamo. io ho votato rivoluzione civile. la scuola nella quale ho lavorato e’ stata chiusa per alcuni giorni. torno dai miei studenti preferiti e sento bm, una ragazza sorridente e simpatica, che dice, meno male che ha vinto Beppe Grillo. premetto che io condivido una buona parte delle idee di Grillo, non voglio fare lo snob, sicuramente, ma mi sono venuti dei punti di domanda. 

io ho incominciato ad interessarmi di politica sul serio quando e’ stato sciolto il PCI, un periodo doloroso per molta parte della sinistra. ho letto abbastanza Marx, ascoltato i racconti di mia nonna sui partigiani, ho letto abbastanza Lenin. mi sono avvicinato al PRC, con grande entusiasmo, ricoprendo anche qualche incarico. a scuola esponevo le mie idee in modo quieto e deciso. mi piaceva esporle nei temi, soprattutto nel triennio. abbiamo avuto una prof di litaliano di sinistra, che, pero’, non andava  a votare. E’ una donna intelligente e preparata, la quale ci proponeva temi di attualità difficilissimi, che io, svolgevo sempre, inserendo citazioni di Marx e Lenin, argomentando in modo convinto. La prof mi dava 8 nei temi, penso di averlo ben svolti. Mi ricordo un episodio emblematico: la prof entra in classe , si rivolge a me e, mi, dice, Michele, cosa sono le forze motrici della storia per Marx? Io rispondo, poi, mi dice, che cosa, è il plusvalore, rispondo, che cosa è la cocontraddizione capitale lavoro, rispondo senza esitazioni. La prof mi guarda con u n’espressione compia ciuta. Le mie idee erano solide, sostenute da buone conoscenze. I miei punti di riferimento ideali e personali erano chiari quelli del Pantheon della, sinistra, ma anche i miei nonni, due comunisti veri, come ce ne sono pochi. Io sono cresciuto, così , avevo aattribuito fiducia anche a Bertinotti. Adesso le mie idee non sono cambiate, si sa,.
Con tutto il rispetto per, Grillo, che non è cretino, mi sono sentito più fortunato di quella ragazza, e di molti ragazzi, ad avere acquisito le basi che ho acquisito. E i riferimenti. Può essere di riferimento u n comico? E no n un maestro del pensiero, letterato o filosofo? Meglio grillo di Berlusconi, sicuramente., ma ho l’impressione di una liquefazione dei punti di riferimento. Esistono in questa età le idee che nascono dallo studio ? Le idee che sono frutto dell’ intellettuale collettivo? Può porre le, basi per qualcosa di meglio una politica basata su una persona sola? Mia nonna aveva frequentato la quista elementare e leggeva la Divina Commedia, quella ragazza di prima e altri ragazzi leggono qualcosa di diverso da Baricco? Non ho niente coentro Baricco, ma il sommo poeta è un’altra cosa. Mi rendo conto che devo provare ad essere migliore io come insegnante, mi rendo conto che devo fare cultura, non solo far passare il tempo e mi sento un Po’ a disagio nel pensare che anche io devo provare ad essere un punto di riferimento. Per ora è l’unica strada che mi viene in mente. Lo, so che la conclusione è banale, ma non mi viene altro in mente.