parolacce

parolacce

Credo, almeno penso, di avere un po’ di cultura. Insegno da qualche anno, leggo molti libri, non di pedagogia. Non sono laureato in scienze della formazione, però, penso, di avere un vocabolario abbastanza forbito. 

Quando partecipo a certe riunioni scolastiche, mi sembra di essere tanto ignorante. L’anno scorso, due insegnanti hanno parlato di verifica sommativa e formativa (persino wordpress non conosce sommativa). Io ho pensato: eh? La supercazzola prematurata con lo scappellamento a destra. Ho ascoltato il contesto e ho capito, anche se non trovo utile usare dei paroloni per descrivere dei concetti particolarmente semplici come quelli. Quest’anno sento la suora che parla di alunni Bes, e io penso: come se fosse antani. Vado su Internet e scopro che l’acronimo significa bisogni educativi speciali. Mah… E poi, dulcis in fundo, sullo schema di programma, . Progetti e attività particolari della propria disciplina o a cui si partecipa, perché interdisciplinari o transdisciplinari, transdisciplinari????? Che significa? 

Questo linguaggio esoterico e poco incomprensibile copre dei vuoti di pensiero? Serve a rendere affascinante il nulla? Invece è utile?

Vabbé, ho deciso che nel post successivo metto un ricordo del grande Ugo Tognazzi.

restarci male

stamattina mi sono arrabbiato tanto tanto e ho detto tante brutte parole. Sì, ne dico anche io. Qualche giorno fa la suora melliflua e magra mi ferma nel corridoio, cortesemente, mi parla con giri di parole, mi dice che vado bene, ma che dovrei essere più severo. Io non sono capace di essere severo, sono troppo buono, ma ci provo. Sgrido tanto, anche chi non sta a sedere in modo corretto al banco. La scuola è caratterizzata da una severità molto forte, soprattutto per quel che riguarda la temibile suor R. , piccola, tozza e dallo sguardo cattivo, che minaccia gli alunni privi del tagliando per la mensa di privarli del cibo, penso avendo intenzioni serie. Io ho pensato a come adeguarmi alla severità medievale, far copiare una frase breve, in tedesco, centinaia di volte. Lo so che è una stupidaggine, ma se la casa vuole severità, io cerco di dare severità nei modi che mi vengono in mente. Da molti anni non insegno alle medie e, debbo dire, non bruciavo di entusiasmo all’idea di avere tutte e tre le classi. Preferisco quelli più grandi, ho più abitudini. La settimana scorsa due-tre ragazzine chiacchieravano a bassa voce durante la mia ora. Debbo confessare che non mi davano neanche più di tanto fastidio, debbo confessare inoltre che, quando succedeva l’anno scorso nella scuola pubblica, lasciavo abbastanza correre. Ma questi mi chiedono severità e allora, grande sgridata con punizione.

Interrogo, chiedo di fare degli esempi, chiedo il perché delle cose. è l’interrogazione del 10 mancato.

Stamattina mi scrive la suorina melliflua chiedendomi di chiamarla. Io la chiamo e lei mi anticipa che gli stronzetti, altro nome non si meritano, sono andati da lei a protestare per la punizione. Sospetto che abbiano protestato anche per il 10. Capisco che non mi conoscano, ma prima avrebbero potuto parlare con me.

Per quanto riguarda le punizioni, mi rivolgo a voi, cari amici, mi indicate qualche metodo alternativo, visto che io ne conosco pochi? Conosco l’interrogazione punitiva, i compiti di punizione, la nota sul diario, quella sul registro, mandare dal preside e poi non me ne vengono in mente altri, a parte le frasi da copiare.

Domani mi aspetta la reprimenda live. Se non dovessi più scrivere su questo post, ricordatemi da vivo, prima di cadere vittima della terribile suora. (che burlone sono)