parlare chiaro

parlare chiaro

qualche anno fa, quando ero adolescente, ero un pochino verboso, come certi intellettuali di sinistra. con gli anni ho imparato la sintesi, ho affinato la chiarezza. quando scrivo questo blog, cerco di ritrovare lo spazio di una scrittura ariosa, non costretta da troppi limiti. se debbo essere sincero, non sono cosi’ contento che mi abbiano dato anche le medie. sono molto piccoli, quasi bambini. la modalita’ di comunicazione  e’ piu’ complicata, prendono tutto in parola. cerco di essere molto diretto, quando spiego. evidentemente, non sempre serve. c’e’ la presentazione del programma ai genitori e io spiego, tra le altre cose, di non usare google translate, anche in virtu’ del fatto che io faccio il traduttore e so i danni che provoca. nei giorni successivi assegno ai ragazzi di terza media delle piccole ricerche sulla cultura tedesca, 1 paginetta, da scrivere in tedesco. tutti capiscono, salvo forse C.n, la quale prende 4 voci di wikipedia in italiano, le butta in google translate e poi le sistema alla meglio. io le spiego che aveva frainteso, lo dico anche alla madre durante il ricevimento. sembra che abbiano capito. ero stato troppo ottimista. qualche giorno fa arriva a scuola la collega che sostituisco, che avevo sentito fino a quel momento solo per telefono, la quale mi ferma e mi dice, ti posso dare un consiglio, non fare tradurre le ricerche ai ragazzi, perche’ i genitori si sono lamentati, per telefono con me. con lei,… io non ho mai detto di tradurre una rucerca, perche’ si tratta di un’operazione complicatissima, degna di un traduttore specializzatlo, non certo di una tredicenne un po’ tonta. io rispondo in modo molto cortese e fermo alla collega stronza che mi si e’ rivolta in quel modo che io non ho mai detto una cosa simile. Lei fa capire di non credermi e se ne va. Parlare chiaro, colleghi stronzi e tredicenni tonti.