natura

Fine/2

Non vedevo l’ora di andarci. Arrivava il venerdì e per me il tempo si fermava. Era la giornata preferita, probabilmente.

Quella scuola ha un’appendice, che si chiama succursale. Si trova a 10 km circa dalla sede centrale, si trova a 1000 km di distanza emotiva. Sembra di entrare in un’altra dimensione. Si esce dall’autostrada, per chi viene dalla città. Si percorre per un po’ l’antica strada romana, tra semafori e autovelox. Si sale sulla collina, per alcuni chilometri. Si entra nel parcheggio dell’ospedale, brulicante di automobili, medici, infermieri e parenti di pazienti. Andavo a parcheggiare sempre là in fondo, là dove si vede meglio dalla vallata, ad una salita di distanza e qualche puff pant pant dall’entrata dell’ospedale, là dove c’è la sezione della scuola in ospedale. Arrivavo sempre in anticipo e gli occhi si perdevano nella natura, mi veniva voglia di scrivere, forse troppo, forse a vanvera. Ma stavo bene. Dedicavo qualche minuto, a volte 10 anche, a stare solo con me stesso e la natura, a buttarmici dentro con gli occhi e l’anima. Mi è mancata quella scuola, mi sono mancati quei venerdì. Mi andavo a curare l’anima e la cura funzionava sempre.

Mi sono mancati quegli alunni, travolti da tragedie, sereni e sorridenti, anche se deboli e indifesi. Mi è mancata anche la loro determinazione nel fare progressi, nello studiare tedesco.

Mi è restata dentro l’idea che i luoghi e quel luogo abbia un’anima, un genius loci.

Albe

Ci sono le elezioni e non ho alcun entusiasmo. Ho smesso di credere ai partiti esistenti da lungo tempo, ma andrò a votare. Sono comunista, ma non mi riconosco in nessun partito. Chi voterò? Penso Potere al Popolo, anche se trovo una baggianata suprema la polemica sul 41bis, che questa lista, formata da rifondaroli e frattaglie varie, ha montato. Non sono più iscritto a rifonda dal 1998 e forse c’è un motivo. Credo nel potere della scuola di cambiare le persone. Se solo questo post avesse un senso logico. Meglio che vada a letto.