Modena City Ramblers

Gesto gratuito

Mi è venuta voglia di un gesto gratuito di affetto verso i miei follower. Così, senza un perché! Stasera sono stato al concerto di Cisco e del Coro delle Mondine di Novi. Lo spettacolo si intitola “Fatica da coltivare” ed è dedicato ai canti dei lavoratori, della Resistenza e della pace, che sono stati interpretati dall’ex cantante dei Modena City Ramblers, dalla sua band e dalle grandissime coriste di Novi di Modena.
Abbiamo cantato insieme a loro, se otto ore vi sembran poche, sento il fischio del vapore, Bella ciao, ecc. ecc. Mi sono accorto, una volta di più, che siamo più belli noi, che abbiamo un passato di cui possiamo andare fieri, per la grande parte. E il presente? E il futuro? Vabbé, non ci complichiamo la vita per stanotte, Buonanotte, e sogni d’oro. Questa canzone è per voi.

Cari tutti, Buon Primo Maggio

L’augurio di Buon Primo Maggio non è mai rituale. Per me è importante, è la festa dei Lavoratori. Vi auguro di migliorare la vostra situazione lavorativa, se lo desiderate, vi auguro di mantenere il vostro lavoro, se vi piace, vi auguro di trovarlo, se non lo avete.
Vi dedico questa bella canzone dei Modena City Ramblers. Si intitola “Figli dell’officina”

Buon 25 Aprile!

Per me domani è Natale. Sono ateo, non riconosco le feste religiose, come è normale che sia. C’è bisogno di una religione civile, di una religione laica. La religione civile è coscienza, la religione civile si pone delle domande. Io vado a festeggiare in campagna, in una grande casa di partigiani, tra la natura, il cibo, la musica e il verde. Ci sono tante persone, di cui molti ragazzi. Vi auguro di tutto cuore buon 25 Aprile, a voi e alle vostre famiglie.

stavolta una di Cisco

Insomma è deciso
e fatti i bagagli
e non credo che
ci rivedremo mai più
hai sempre saputo
badare a te stessa
perciò i consigli
li tengo per me

Possano gli anni
rincorrersi a lungo
e dimenticarsi
di rincorrere te
possa ogni giorno
portarti il suo dono
e ritrovarti sempre come se..

Come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse

A volte mi manchi
e ancora fa male
sarebbe una balla
se dicessi di no
ma alla terza bottiglia
si diventa più saggi
il dolore lo sai
prima o poi svanirà

E allora brindo alla vita
e a ciò che ci porta
bevo agli amici,
ai compagni,anche a me
in un’osteria calda
tra le nebbie e la bassa
dove posso sentirmi quasi come se..

Come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse

Come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse stanotte
come se il mondo finisse

Ve la dedico

Questo è il tuo tempo, non lo lasciare
Un vento che passa e che non tornerà mai
Corre veloce senza esitare
Non guarda indietro il tempo che se ne va
Questo è il tuo tempo, sta in fondo al cuore
Pulsa col sangue e corre forte nelle vene
E’ il tuo respiro, non lo sprecare
Brucia in un rimpianto se ti perdi ad aspettare
Politicanti, gente che tace
Tempi di guerra, ma in un tempo di pace
Tempi moderni da consumare
Segui adesso il ritmo, questo è il tempo di saltare!
Testi Canzoni
Viva la vida, muera la muerte
Viva la vida, muera la muerte
Que viva, la vida
Non è più tempo di lamentarsi
E di chiamare pubblici gli affari privati
Non è più tempo dei moderati
Sempre fermi al centro senza voglia di cambiare
Politicanti, gente che tace
Tempi di guerra, ma in un tempo di pace
Sogni precari da consumare
Segui adesso il ritmo, questo è il tempo di saltare!
Viva la vida, muera la muerte
Viva la vida, muera la muerte
Que viva, la vida

sempre un po’ adolescente

Amo l’alta cucina, ho imparato a conoscerla anche grazie a Masterchef. Una volta pensavo che nei ristoranti d’alta cucina, anche stellati, non si mangiasse nulla e si mangiasse così così. I ristoranti stellati che ho conosciuto (anche quello di Cracco!!!) sono eccellenti, io ho mangiato tanto e bene. Sabato sera mi sono vestito bene e sono uscito. Sono andato in un ristorante elegante, lo chef famoso prepara piatti ricercati e soddisfacenti, Gnocchi di Rape al Ragu d’Anatra, Zuppa di Cipolle Dolci e Sedano, Anguilla Caramellata all’Aceto Balsamico Hamburger di Bietole e Patate, mascarpone all’ananas: tutti cibi eccellenti, con ottimi vini. Camicia elegante, maglione, aria azzimata, commenti ai vini con un po’ di perizia. E alla fine della cena, festa di San Patrizio, concerto dei Modena City Ramblers, via il maglione, via la camicia e rimango in maglietta della salute a ballare fino a diventare viola. Perché io sono così, ristoranti eleganti e Modena City Ramblers, parlo un po’ dei vini, ma sono sempre adolescente. 

La canzone che stavo ascoltando prima di entrare nel cortile

“I cento passi” dei Modena City Ramblers
È nato nella terrra dei vespri e degli aranci
Tra Cinisi e Palermo parlava la sua radio
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare
La voglia di giustizia che lo portò a lottare

Aveva un cognome incontratto e rispettato
Di certo in quell’ambiente da lui poco onorato
Si sa come si nasce ma non come si muore
E il nostro è un ideale ti porterà dolore

Ma la tua vita ora puoi cambiare
Solo se sei disposto a camminare
Gridando forte senza aver paura
Contanto cento passi lungo la tua strada

E allora
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Poteva come tanti scegliere di partire
Invece lui scelse di restare
Gli amici, la politica, la lotta di partito
Alle elezioni si era candidato

Diceva da vicino non gli avrebbero controllati
Ma poi non ebbe tempo perché venne amazzato
Il nome di suo padre nella notte non è sevito
Gli amici disperati non l’hanno trovato

E allora dimmi se sai contare
Dimmi se sai anche camminare
Contare camminare insieme a cantare
La storia di Peppino e degli amici siciliani

E allora
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Era una notte buia dello stato italiano
Quella del 9 maggio ’78
La notte di via Caetani e il corpo di Aldo Moro
L’arma dei funerali di uno stato

E allora dimmi se sai contare
Dimmi se sai anche camminare
Contare camminare insieme a cantare
La storia di Peppino e degli amici siciliani

E allora
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Ebano dei Modena City Ramblers

Sono nata dove la pioggia porta ancora il profumo dell’ebano
Una terra là dove il cemento ancora non strangola il sole
Tutti dicevano che ero bella come la grande notte africana
E nei miei occhi splendeva la luna, mi chiamavano la Perla Nera…

A sedici anni mi hanno venduta, un bacio a mia madre e non mi sono voltata
Nella città con le sue mille luci per un attimo mi sono smarrita…
Così laggiù ho ben presto imparato che i miei sogni eran solo illusioni
E se volevo cercare fortuna dovevo lasciare ogni cosa

Ebano…
Jack O’s bar, Parade hotel, from me une
Ebano…

Spesi tutto quello che avevo per il viaggio e per i miei documenti
A palermo nel ’94 eravamo più di cento giù al porto…
Raccoglievo le arance e i limoni in un grande campo in collina
Lavoravo fino a notte inoltrata per due soldi e una stanza nascosta

Ebano…

It’s a long long night
It’s a long long time
It’s a long long road
Ebano…

Poi un giorno sono scappata verso Bologna con poca speranza
Da un’amica mi sono fermata, in cerca di nuova fortuna
Ora porto stivali coi tacchi e la pelliccia leopardata
E tutti sanno che la Perla Nera rende felici con poco…

Ebano…
Jack O’s bar, Parade hotel, for me une
Ebano…
Ebano…
It’s a long long night
It’s a long long time
It’s a long long road
Ebano…

Perciò se passate a Bologna, ricordate qual è la mia storia
Lungo i viali verso la sera, ai miei sogni non chiedo più nulla
Ebano…