maturità

terrori ingiustificati

io sono il classico tipo che, nei film, interpreterebbe sempre il ruolo del buono. ho un fisico imponente, sono molto alto, ma ho sempre un’aria serena, troppo serena. gli alunni che mi rispettano, la maggioranza, lo fanno perche’ piaccio loro e non per paura, questo e’ bene, certamente. qualche mese fa arrivo all’istituto alberghiero per il tema, gli studenti sono fatti entrare, io ho dormito pochissimo e male. ho l’espressione allucinata che ho sempre in questi momenti. mi siedo al tavolo della presidenza, subito dopo inizio a notare sguardi terrorizzati da parte dei maturandi. prima mi chiedo se sono per me, poi penso di avere qualcosa di strano, tipo le mutande in testa. non ho, per fortuna le mutande in testa. la prof di italiano, membro interno, viene chiamata da un maturando perplesso. lei ritorna alla presidenza, mi dice, sai mi hanno detto che sono terrorizzati da te per il tuo sguardo, mi hanno detto che devi essere uno severo, anche se a me non lo sembri. io ho,detto loro che sei terribile. a sentire queste cose, io trattenevo,a stento, le risate. 

ho capito che cosa devo fare per impaurire gli studenti: dormire pochissimo e male…. devo fotografare le mie espressioni.

c’è ancora l’amore

qualche mese fa stavo aspettando il mio turno in un affollato centro radiologico. mi giunge una telefonata del provveditorato nella quale mi viene chiesta la disponibilità come commissario d’esame per la maturita’. rispondo si’ ovviamente. la sede di esame e’ nello stesso paese dove ho iniziato, dove ho conosciuto vr e dove ho iniziato ad amarla.

è stata la mia prima maturità, quando sono entrato nel paese baciato dal sole, mi sembrava di ritrovare un vecchio amico o un parente. quando sono passato davanti al parcheggio nel quale abbiamo dialogato a lungo, ho sentito che il nostro amore c’era ancora. le pietre sono sensibili.

amare

ho un conoscente, veniva a scuola con me,non gli piaceva la scuola. è un ragazzo con seri problemi psichici. Non gli piaceva la scuola, non gli piace la scuola. Parla male, sbaglia i congiuntivi. è un bravo ragazzo, ci prova con tutte le donne. Dopo poche volte in cui chatta con una ragazza, le dichiara il proprio amore, le scrive che non vive senza di lei. Dice sempre che la fidanzata, qualche volta qualcuna ci sta pure, è quella definitiva e ne cambia una ogni quattro mesi. Ha sempre bisogno di dichiarare l’amore. Non è il solo, c’è molta gente, che è perennemente alla ricerca di fidanzate, che dichiara il proprio amore, vero o presunto, al mondo intero. Per queste persone l’unico modo per provare amore è una dichiarazione in piena regola. Per me le emozioni valgono sempre molto, per me ci sono tanti modi per dimostrare amore. Ho detto poco “ti amo”, ho detto poco “ti voglio bene”, sono una persona timida, e poi lo voglio dimostrare. L’amore è concretezza, l’amore vuol dire gesti. 

Anni fa ho incontrato una ragazza a scuola, nata a metà tra la cultura italiana e una cultura nordica. è assolutamente bilingue, me ne rendo conto subito. Ha un talento pazzesco questa ragazza, lo capisco subito. A scuola va benissimo, soprattutto nella mia materia. Ha una sensibilità linguistica, che si sente a pelle. Ha una grande sensibilità in generale. è una persona particolare, i suoi occhi sembrano un lago di montagna. Parliamo nel parcheggio vicino alla scuola, parliamo dopo la lezione, quando lei aspetta che io riponga le mie cose per scendere in sala insegnanti. Penso che sia più matura dell’età che ha, 19 anni, un po’ fuori posto. è timida, un bel po’. anche io lo sono. Un giorno le chiedo se mi vuole aiutare in una traduzione, naturalmente a pagamento. Lei dice di sì, io penso che si tratti di un esperimento. è affidabile, mi consegna la traduzione nei tempi. La traduzione è fatta molto bene, rimango stupito, ha 19 anni, non sarebbe una traduttrice, ma lo è già. è nata una stella. A lei non piace quella scuolaccia ciellina, non piace quella preside untuosa. Neanche a me piace. Parliamo ancora nel parcheggio vicino alla scuola, lei ha paura di disturbare. Continuiamo a collaborare, lei mi fa delle altre traduzioni. La supplenza in quella scuolaccia ciellina finisce. Ho paura che si perdano i contatti.

Non è così, la collaborazione va avanti, siamo entrambi soddisfatti. Parliamo di tanto, ci scriviamo su fb, ci raccontiamo le nostre vite. Il mio lavoro da traduttore cresce, come il lavoro da insegnante. I clienti aumentano e c’è bisogno di aiuto, sempre di più, fino a che il bisogno non diventa quello di avere un aiuto fisso. Chiedo a lei, lei diventa rossa, e il suo rossore è tanto più accentuato se si considera la sua pelle bianca da nordica. Accetta, dobbiamo cercare l’ufficio dove stabilirci. Per ora faccio le traduzioni da casa. Visitiamo locali e mi accorgo che la ragazza sta diventando sempre di più una donna determinata e concreta, pallida, fragile, minuta e bella più che mai. Mi aiuta a trattare con i clienti, pone domande mai banali, ha voglia di imparare. è elegante, di un’eleganza mai scontata. Visitiamo locali, tanti ne scartiamo. Anche come colleghi ci troviamo a meraviglia. La differenza di età sembra non esserci più tra di noi. Sembra che ci siamo riusciti a trovare un posto. C’è un anziano commercialista nel centro della mia città che affitta una stanza. Quando andiamo a ritirare la proposta di contratto è cerimonioso, eccede in piaggeria, vorrebbe che firmassimo subito il contratto. Sia io che lei siamo ben convinti che bisogna prima attentamente visionare il contratto. Ce lo portiamo a casa, nei giorni successivi, scopriamo, anche grazie al suo contributo, che il prezzo è cambiato rispetto a quanto aveva detto, che si tratta di un subaffitto, che, addirittura dovremmo occupare la stanza solo in orari prestabiliti. C’è anche un punto che dice, con linguaggio farraginoso e difficilmente comprensibile, che dovremmo impegnarci per due anni. Non le piace, non ci piace, mi colpisce la sua determinazione. Mi dice che dobbiamo sostenere con forza le nostre idee. Il giorno dell’appuntamento, un lunedì tremendamente caldo, mi manda un messaggio “vestiti serio ed elegante, scuro. Non metterti polo a righe! e no colori!” Sorrido, è più adulta di me. Ha ragione, ha letto libri sulle trattative, l’abito scuro fa più effetto. 

Quando ci incontriamo abbiamo entrambi il presentimento che non si concluderà nulla. Quando saliamo dal commercialista, non è più così cerimonioso. Ha la faccia scura. Non da la mano. Ci sediamo, inizio a far presente che vogliamo modificare un punto, “passo la palla” a lei, è determinata, sicura, mi piace. Il viso del commercialista è scuro e truce. Si scoccia lui. Sembra di essere in una di quelle scene del programma “Le Iene” in cui il truffatore viene smascherato. Dice che abbiamo sbagliamo, che gli abbiamo fatto perdere tempo. Ce ne andiamo. Non mi preoccupo di quel commercialista, mi preoccupo di lei. Il suo viso diventa angosciato e triste, parliamo e la sua tristezza non diminuisce. Forse la donna che avevo visto è ritornata più bambina e ora mi sento io un po’ più adulto, forse in un ruolo a me più conforme. Beviamo qualcosa insieme. Quando lei non ha più voglia di parlare se ne va è triste. Le scrivo un sms, non mi risponde. Le scrivo su fb, mi scrive che è sconvolta da quell’arrogante di commercialista. Mi dispiace vederla così.

Stamattina le scrivo un messaggio su fb “ciao bella, come va? ieri pomeriggio in piazza galileo c’era un vecchio che cercava di escogitare mezzucci maldestri pur di raggirare due persone e c’era una ragazza con le idee chiare, che ha saputo esprimersi in modo autorevole. Lui ha avuto bisogno della scorrettezza, tu hai l’intelligenza, le capacità e, soprattutto hai l’onestà. Troverai mille volte ancora delle persone così, quelli sono rottami morali, sono dei morti viventi. Tu sei viva, tu sai fare un mestiere perché hai delle capacità naturali, tu non hai e non avrai mai bisogno di inseguire dei micheli e delle XXXXX per due soldi, perché tu avrai sempre delle ricchezze maggiori. Ieri c’era un gigante e c’era un nano bilioso. Quello che è successo ieri ti deve rendere più forte, perché hai vinto tu, non ha mica vinto lui. e poi, ricordati, che ci sarà sempre chi non ti frega e ti vuole bene, in questo contesto ci sono io, in altri contesti ci sarà tua mamma, in altri il tuo ragazzo. Non sarai mai sola, perché le brave persone, le persone oneste, non sono mai sole, non saranno mai sole. Ti mando un bacio, ma anche un abbraccio. Buona giornata!

Lei mi risponde:Mi hai scritto un messaggio bellissimo! Grazie! Mi hai rincuorato! e io 

mi raccomando non ti abbattere. ti voglio tanto tanto bene, ci sono io
con te. Quando mi sono reso conto di averle scritto che le volevo bene mi sono emozionato tanto, mi batteva forte il cuore. Certe frasi vanno dette meno, ma meglio. Siamo cresciuti un altro po’ quella volta.