Marisa Monte

Questa mattina

Questa mattina ho impiegato 56 minuti di automobile per 41 km all’ora. Ho attraversato la città e percorso un tratto di autostrada, quella che porta verso il mare. Ho liberato sostanze inquinanti con la mia auto, ho occupato spazio e creato ingombro nel traffico. Ho ascoltato Marisa Monte e Ligabue, sono entrato a scuola a compulsare un foglio mal scritto a mano, che contiene l’elenco delle sostituzioni. Mi sono alzato presto e ho bevuto un caffè per combattere il sonno, sono stato spedito in due classi a badare degli studenti che non studiano il tedesco e poi avrò altre due ore a disposizione. “A disposizione” è un eufemismo un po’ idiota per celare la verità. Mi sembra di essere un giocatore sfiatato e con le ginocchia rotte, che sta in panchina in una squadretta di b, a fine carriera. E non sono sfiatato e le mie ginocchia non sono rotte. Mi sembra di essere in un cimitero degli elefanti, sepolto insieme ad altri docenti “a disposizione”. Mi sembra ieri, anche se, a volte, mi sembra un mondo lontano, quando davo il meglio di me stesso nella scuola di due anni fa e le giornate procedevano caotiche e positive. Penso alla colonna sonora dei miei viaggi, che erano più brevi. Penso alla colonna sonora più rock, più reggaeton. Questa mattina ho ascoltato Diana Krall ed è stato bello e rilassante, in fin dei conti non avevo bisogno di energia, avevo bisogno di relax. Penso ad un mondo lontano e penso al fatto che vorrei il sabato libero. Per ora, con l’orario provvisorio, ho il sabato libero. Spero di averlo anche con l’orario definitivo. Penso che questi sono i miei principali desideri e mi metto in lista d’attesa per un noto ristorante stellato. Penso che il 23 del mese riceverò un sontuoso bonifico di 1500 euro. Per lasciarmi così tante ore a disposizione, l’anno scorso e quest’anno, lo stato avrebbe potuto risparmiare denaro. Ma non l’ha fatto. Meno male che fuori c’è il sole.