maleducazione

Acidità: piccola ed insignificante storia

Mi posso vantare di essere civile sul web. è vero che è un dovere essere civili, lo so. In questi tempi non è più così scontato. Credo di essere civile in questo blog. Cerco di intervenire su argomenti che conosco. Non scrivo tanto di politica in senso stretto, anche se la seguo, leggo due quotidiani al giorno, di diverso orientamento, Fatto e Repubblica. Non commento tanto la politica su facebook, o perché non ne so abbastanza, o perché qualcuno ha già espresso il mio pensiero, oppure, perché penso che, troppo spesso, il web sia diventato un verminaio, un calderone putrido e maleodorante e che, dunque, non merita i miei pensieri garbati, in mezzo ad un mare di cattiveria, pressapochismo e livore. Ho provato a scrivere il mio parere su un ristorante, parere peraltro benevolo, scritto senza darmi arie da intenditore, perché non lo sono. Sono solo uno che mangia e che ha la passione per il cibo, gourmet e non. Un amico della persona che ha postato contenuti culinari mi ha attaccato con toni livorosi, accusandomi di non essere mai stato nel ristorante in cui parlavo, dapprima confondendolo con un altro ristorante ben lontano da quello e poi schernendomi per la mia preferenza. Ho bannato entrambi, sia la persona che ha postato di cucina, sia l’amico. Questi toni mi mettono a disagio, le polemiche sciocche e stupide mi mettono a disagio. Io mi sono difeso, utilizzando il low profile, mettendo subito le mani avanti. Io non sono un esperto culinario e non lo sarò mai, faccio il prof e il traduttore, non pretendevo di esserlo, ma non mi vanno quei toni. Per fortuna c’è questo blog, un’isola felice dove si scrive innanzitutto di sentimenti e di squarci di blu nel cielo grigio, dove si scrive di arcobaleni dopo le grandi tempeste.

A presto.

Un abbraccio,

M.

Il pazzo condominio

UN PO’ DI RISATE
Verso le tre del pomeriggio le urla belluine dell’orribile vicino turbano la quiete del dopopranzo. Il vicino è uscito con i cani e, come fa sempre tutta la sua famiglia, non ha con sé nulla per eliminare i loro escrementi. Una vicina lo rimprovera perché il cortile è pieno di “ricordini” e lui si irrita, emettendo versi inarticolati, che ricordano quelli di Bongo, il marito di Mariangela Fantozzi. Ma ecco che esce il figlio, un giuggiolone dallo sguardo spaesato, il quale difende a spada tratta il cane. Ma come fa a sapere che è dei nostri cani? Ci sono tanti cani in giro? Anche la figlia si unisce nella pugna, per difendere l’onore della famiglia degli sporcaccioni. La vicina li manda serenamente a quel paese e il povero fanciullo di 18 anni, con il cervello di un bambino di uno, si adombra e lo va a dire alla mamma. La mamma è un incrocio tra il mostro di Lochness e Godzilla. Esce di casa gridando ferocemente, con tutti i cani che ci sono come fa a dire che sono i nostri? Ci sono problemi più seri nella vita! e poi guardi che gli escrementi si trasformano subito in concime per le piante. A questo punto mi sono sentito soddisfatto, perché ho imparato qualcosa di biologia. #tuttovero #gentaglia#pazzocondominio