lezioni

“LEI è RIUSCITO A FAR PIACERE IL TEDESCO, ANCHE A CHI PRIMA ANDAVA MALE”


Ho ancora il ricordo di quel giorno in cui mi toccò di saltare la prima ora del mercoledì per un fastidiosissimo esame medico. Stavo perdendo il controllo di me stesso. Ero dispiaciutissimo di perderli.

C’è una pizzeria in provincia, ci sono tante ragazze belle ed eleganti, con qualche maschio stiloso ed elegante. Ci sono degli insegnanti belli, bravi ed appassionati. E poi c’è la stupenda 5H dell’Istituto Alberghiero. Ho avuto l’onore e il privilegio di lavorare soltanto con una parte di loro, ma ieri sera, per fortuna ho potuto socializzare anche con i ragazzi che studiano spagnolo come seconda lingua.
è stata una serata gioiosa e piena di belle emozioni, risate e lacrime di gioia.. Ho ribadito loro quanto è stato bello quest’anno, fin dal primo momento, quando mi sembrava di conoscerli da una decina d’anni, anche se era la prima lezione e che quest’anno è passato troppo in fretta.
Loro hanno dedicato delle frasi bellissime a tutti i professori. Mi hanno detto: lei è riuscito a far piacere il tedesco anche a chi era sempre andato male. Le lezioni con lei sono belle, perché si impara tanto, ma ci si fa anche una risata, quando è il momento di rilassarsi. si crea un’atmosfera familiare, simile a quella di un salotto, il ben noto “salotto della 5H” . E poi lei è una persona genuina. Faccio il lavoro più bello del mondo, l’avevo già scritto 100000000 volte, vero?
Anche ieri sera mi sono guardato allo specchio ed ho visto me stesso. Anche ieri sera ha vinto la scuola e ho vinto io. Viva la scuola e viva la vita.

competizione

ST è una ragazzina piccola, carina e vivace. Le piacciono i One Direction, si veste alla moda e ogni tanto disturba in classe. Non è la classica ragazzina perfetta e inappuntabile, che pure mi piace tanto tanto tanto. L’ho conosciuta l’anno scorso, nell’unica scuola pubblica in cui ho lavorato fino ad ora. Nella mia materia si impegna abbastanza, anzi, anche molto. Sono mediamente soddisfatto di lei, anche se, a volte, le torcerei il collo, visto che si comporta non sempre bene, Un giorno consegno un compito in classe, svolto a seguito di un lungo ripasso in classe, in cui lei ha preso 8. è stata brava. se lo è meritato. Alla fine della lezione mi viene a dire, alla cattedra, sono contenta di avere capito le regole che lei ha spiegato, è una soddisfazione. Io le rispondo, e poi hai avuto anche un bel voto. E lei seria, ma a me interessa capire le cose, per me il voto è secondario. L’avrei baciata sulla fronte.

Pochi giorni fa, nella scuola delle suore, in terza media, interrogo 4 persone. Una ragazzina, che ha gli occhi azzurri e pattina, si offre, vuole essere interrogata. Il tempo non è tanto, perché ho solo un’ora: la chiamo per 10 minuti circa, tanto, penso, ha già 3 voti all’orale ad ottobre. Le faccio due domandine, lei risponde bene. Torna al posto, mi chiede, che voto ha dato, 9, perché ti ho fatto solo due domande, però, stai tranquilla, non faccio la media matematica, se in interrogazioni più lunghe prenderai dei 10, sappi che ti darò dei 10. Lei è rimasta dispiaciuta, può non mettermi il voto. Io le rispondo di no, lei va a casa scocciata per avere preso un 9 in tedesco. Ma è possibile una cosa del genere? Quali sono stati gli insegnamenti dei genitori? Scusate le banalità.