letteratura tedesca

ribloggo

Ho l’onore di ribloggare questa meraviglia…

I. Davvero, vivo in tempi bui! La parola innocente è stolta. Una fronte distesa vuol dire insensibilità. Chi ride, la notizia atroce non l’ha ancora ricevuta. Quali tempi sono questi, quando discorrere d’alberi è quasi un delitto, perché su troppe stragi comporta silenzio! E l’uomo che ora traversa tranquillo la via mai piú potranno raggiungerlo […]

via A coloro che verranno – Bertolt Brecht — Poesia in Rete

Peter Handke — Interno Poesia

[…] Inutile forse dire che la durata non nasce dalle catastrofi di ogni giorno, dal ripetersi delle contrarietà, dal riaccendersi di nuovi conflitti, dal conteggio delle vittime. Il treno in ritardo come al solito, l’auto che di nuovo ti schizza addosso lo sporco di una pozzanghera, il vigile che col dito ti fa cenno dall’altro…

via Peter Handke — Interno Poesia

ve la dedico

perché avete la pazienza di leggermi, perché siete curiosi, perché siete curiosi di me, perché mi siete simpatici e so che amate la poesia, per tanti motivi. per voi.
a presto.

Contro la seduzione
Bertolt Brecht, 1918

Non vi fate sedurre;
non esiste ritorno.
Il giorno sta alle porte,
già è qui vento di notte.
Altro mattino non verrà.

Non vi lasciate illudere
che è poco, la vita.
Bevetela a grandi sorsi,
non vi sarà bastata
quando dovrete perderla.

Non vi date conforto;
vi resta poco tempo.
Chi è disfatto, marcisca.
La vita è la più grande:
nulla sarà più vostro.

Non vi fate sedurre
da schiavitù e da piaghe.
Che cosa vi può ancora spaventare?
Morite con tutte le bestie
e non c’è niente, dopo.

Andate a votare!

Questo è un blog in cui non si parla tanto di politica in senso tradizionale, però non si può tacere su quello che accade oggi. Non mi dilungherò sulle mie scelte, chi mi segue lo sa già, però voglio rivolgere un invito a tutti; andate a votare! Votare non è un matrimonio, votate per chi è più vicino a voi, votate per chi è meno lontano, ma votate e poi vi potete incazzare a morte con il prescelto e non votarlo più. Votare conta poco, ma non votare conta nulla. Il non voto come gesto di protesta è comprensibile, ma inutile. Nessuno lo capisce. Non so se avevo già citato questa poesia, ma è molto tardi e ho sonno. Buona notte!

 L’analfabeta politico

Il peggiore analfabeta

è l’analfabeta politico.

Egli non sente, non parla,

nè s’importa degli avvenimenti politici.

 

Egli non sa che il costo della vita,

il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,

dell’affitto, delle scarpe e delle medicine

dipendono dalle decisioni politiche.

 

L’analfabeta politico è così somaro

che si vanta e si gonfia il petto

dicendo che odia la politica.

 

Non sa l’imbecille che dalla sua

ignoranza politica nasce la prostituta,

il bambino abbandonato,

l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,

che è il politico imbroglione,

il mafioso corrotto,

il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

 

Bertolt Brecht

Lode dell’Imparare

Impara quel che è più semplice! Per quelli

il cui tempo è venuto

non è mai troppo tardi!

Impara l’abc; non basta, ma

imparalo! E non ti venga a noia!

Comincia! devi sapere tutto, tu!

Tu devi prendere il potere.

Impara, uomo all’ospizio!

Impara, uomo in prigione!

Impara, donna in cucina!

Impara, sessantenne!

Tu devi prendere il potere.

Frequenta la scuola, senzatetto!

Acquista il sapere, tu che hai freddo!

Affamato, afferra il libro: è un’arma.

Tu devi prendere il potere.

Non avere paura di chiedere, compagno!

Non lasciarti influenzare,

verifica tu stesso!

Quel che non sai tu stesso,

non lo saprai.

Controlla il conto,

sei tu che lo devi pagare.

Punta il dito su ogni voce,

chiedi: e questo, perché?

Tu devi prendere il potere.

 

Bertolt Brecht

mutare

oggi ho riscoperto, grazie a google e ai suoi doodle, che è un anniversario importante per Kafka. Mi ero scordato, in realtà. Di Kakfa ricordo La metamorfosi e Nella colonia penale, ma soprattutto ricordo un compito in classe, nella classe di VR, la ragazza dagli occhi più belli ed inquietanti che abbia mai conosciuto, sull’inizio della Metamorfosi. Andò talmente bene da emozionarmi. Una ragazza scrisse che La Metamorfosi rappresenta una metafora del suicidio. L’analisi più bella fu quella di VR.  Un’analisi su un libro che parla di mutamenti inquietanti non poteva che venire da una ragazza con occhi così belli che mettono paura.

Kafka, nato il 3 luglio 1883. Vabbé, la mezzanotte è già passata…