Letteratura del ‘900

mi cito da solo

mi cito da solo

stasera mi è venuto in mente un mio vecchio post. è una delle mie poesie preferite, dall’adolescenza. Si intitola “Cugina Volpe”. L’ha scritta Paolo Volponi. Lo conoscete? Mi auguro di sì. è un intellettuale del ventesimo secolo, un grande poeta, un comunista. Mi ricordo un compito sulla poesia, al liceo. Dovevamo scegliere una poesia a nostra scelta e io scelsi questa. La commentai e il mio commento piacque un bel po’.

Buona notte!

 

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Montale che passione

 

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Eugenio Montale (1896-1981)

Daniil Charms. “Disastri”

ribloggo con vero piacere questa perla

ekscerpta

Un uomo era andato a dormire che era credente, si era svegliato che era ateo.

Per fortuna, nella stanza di quest’uomo c’era una bilancia medica decimale, e quest’uomo era abituato a pesarsi tutti i giorni, mattino e sera. Così, andando a dormire il giorno prima, l’uomo si era pesato e aveva scoperto che pesava 4 pud e 21 funt. E il giorno dopo, al mattino, dopo essersi svegliato che era ateo, l’uomo si era pesato ancora e aveva scoperto che pesava in tutto 4 ud e 13 funt. “Di conseguenza – aveva pensato l’uomo – la mia fede pesava intorno agli 8 funt”. (p. 24)

Daniil Charms, Disastri, Einaudi 2003.

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Lode dell’Imparare

Impara quel che è più semplice! Per quelli

il cui tempo è venuto

non è mai troppo tardi!

Impara l’abc; non basta, ma

imparalo! E non ti venga a noia!

Comincia! devi sapere tutto, tu!

Tu devi prendere il potere.

Impara, uomo all’ospizio!

Impara, uomo in prigione!

Impara, donna in cucina!

Impara, sessantenne!

Tu devi prendere il potere.

Frequenta la scuola, senzatetto!

Acquista il sapere, tu che hai freddo!

Affamato, afferra il libro: è un’arma.

Tu devi prendere il potere.

Non avere paura di chiedere, compagno!

Non lasciarti influenzare,

verifica tu stesso!

Quel che non sai tu stesso,

non lo saprai.

Controlla il conto,

sei tu che lo devi pagare.

Punta il dito su ogni voce,

chiedi: e questo, perché?

Tu devi prendere il potere.

 

Bertolt Brecht