Lenin

I miei amici

I miei amici

Un gruppo di amiconi. Simpatici, vero?

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a distanza

sono un curioso della vita e un curioso del mondo. mi piace viaggiare, anche se avrei voluto viaggiare di più. mi piacciono le lingue, tutte. Ho dedicato e dedico la mia vita alle lingue, però, c’è un però. Io adoro la Russia. Con questa cultura ho un legame ancestrale, irrazionale, che si è insinuato dentro di me, da quando ho iniziato a studiare questa lingua meravigliosa. intendiamoci, già da prima la amavo. Per me la cultura russa è tante cose: è Urss, è mistica, è Tolstoj, Dostoevskij, è il mio grande amore di qualche anno fa, è passione nascosta sotto un’apparente freddezza, è Lenin, è Koba, ecc. ecc. Per me la cultura russa è un grande poeta mistico, Nikolaj Kljuev, morto nel 1937, che vedeva la natura abitata da spiriti. Ho dedicato una tesi di laurea su questo poeta. Ho insegnato russo per due anni al liceo, divertendomi come un matto. Potrei andare avanti un bel po’ sulla Russia, rischiando di essere banale e noioso.

Un’altra mia grande passione è il computer. Ho iniziato ad usare il computer quando avevo 5 anni, stimolato da mio padre. Non ho quasi mai frequentato corsi di computer e la mia grande passione e la mia curiosità sono stati la molla fondamentale che mi hanno consentito ora di cavarmela molto bene con questo oggetto. Mi piace molto Internet, mi piacciono i blog, per forza ne curo uno, anche se non penso che una persona debba rinunciare alla vita reale per il computer. 

Qualche giorno fa mi è arrivata una mail graditissima da parte di una ragazza, la quale, non so perché, ha saputo che io insegno russo. Mi ha posto delle domande di letteratura russa. Ha scritto che le serviranno per un esame. Mi ha spinto a riprendere in mano dei libri di Pasternak e Bulgakov che non ripercorrevo da tempo. Mi ha spinto a studiare. Le ho scritto già alcune mie riflessioni. 

Ecco a cosa può servire Internet. Se solo capissi come ha fatto quella ragazza a sapere che ho insegnato russo…

punti di riferimento

qualche mese fa ci sono state le elezioni, come sappiamo. io ho votato rivoluzione civile. la scuola nella quale ho lavorato e’ stata chiusa per alcuni giorni. torno dai miei studenti preferiti e sento bm, una ragazza sorridente e simpatica, che dice, meno male che ha vinto Beppe Grillo. premetto che io condivido una buona parte delle idee di Grillo, non voglio fare lo snob, sicuramente, ma mi sono venuti dei punti di domanda. 

io ho incominciato ad interessarmi di politica sul serio quando e’ stato sciolto il PCI, un periodo doloroso per molta parte della sinistra. ho letto abbastanza Marx, ascoltato i racconti di mia nonna sui partigiani, ho letto abbastanza Lenin. mi sono avvicinato al PRC, con grande entusiasmo, ricoprendo anche qualche incarico. a scuola esponevo le mie idee in modo quieto e deciso. mi piaceva esporle nei temi, soprattutto nel triennio. abbiamo avuto una prof di litaliano di sinistra, che, pero’, non andava  a votare. E’ una donna intelligente e preparata, la quale ci proponeva temi di attualità difficilissimi, che io, svolgevo sempre, inserendo citazioni di Marx e Lenin, argomentando in modo convinto. La prof mi dava 8 nei temi, penso di averlo ben svolti. Mi ricordo un episodio emblematico: la prof entra in classe , si rivolge a me e, mi, dice, Michele, cosa sono le forze motrici della storia per Marx? Io rispondo, poi, mi dice, che cosa, è il plusvalore, rispondo, che cosa è la cocontraddizione capitale lavoro, rispondo senza esitazioni. La prof mi guarda con u n’espressione compia ciuta. Le mie idee erano solide, sostenute da buone conoscenze. I miei punti di riferimento ideali e personali erano chiari quelli del Pantheon della, sinistra, ma anche i miei nonni, due comunisti veri, come ce ne sono pochi. Io sono cresciuto, così , avevo aattribuito fiducia anche a Bertinotti. Adesso le mie idee non sono cambiate, si sa,.
Con tutto il rispetto per, Grillo, che non è cretino, mi sono sentito più fortunato di quella ragazza, e di molti ragazzi, ad avere acquisito le basi che ho acquisito. E i riferimenti. Può essere di riferimento u n comico? E no n un maestro del pensiero, letterato o filosofo? Meglio grillo di Berlusconi, sicuramente., ma ho l’impressione di una liquefazione dei punti di riferimento. Esistono in questa età le idee che nascono dallo studio ? Le idee che sono frutto dell’ intellettuale collettivo? Può porre le, basi per qualcosa di meglio una politica basata su una persona sola? Mia nonna aveva frequentato la quista elementare e leggeva la Divina Commedia, quella ragazza di prima e altri ragazzi leggono qualcosa di diverso da Baricco? Non ho niente coentro Baricco, ma il sommo poeta è un’altra cosa. Mi rendo conto che devo provare ad essere migliore io come insegnante, mi rendo conto che devo fare cultura, non solo far passare il tempo e mi sento un Po’ a disagio nel pensare che anche io devo provare ad essere un punto di riferimento. Per ora è l’unica strada che mi viene in mente. Lo, so che la conclusione è banale, ma non mi viene altro in mente.