google meet

Prof e istruttore di zumba?

Forse sono esagerato, anzi, lo sono di sicuro. La scuola è un vestito che mi sta tanto bene, forse troppo. A scuola sono io , la scuola mi da vita, anche se io ho tanti altri interessi.

Un brutto giorno di giugno ricevo la notizia che un alunno di una mia classe è positivo al covid e io devo fare lezione da casa, ai miei alunni presenti in classe. Ci rimango malissimo, la mia giornata è rovinata. Ma come, sei a fine scuola, ci sei sempre andato, tranne i periodi di Dad, addirittura fai un dramma per qualche giorno a casa, fino al tampone? Sì, mi sento triste e fuori posto, anche se so che vedrò gli alunni, sia pure in video. Arriva il giovedì, è il giorno in cui ci deve essere la conversatrice di madre lingua in classe.

La scuola sta per finire e il programma è stato abbondantemente svolto. Si festeggia un po’. Io sono frastornato e intontito, perché vorrei essere con quegli alunni, con quei meravigliosi ragazzi, a cui voglio un mondo di bene. Gliel’ho anche detto. Incomincia il collegamento Meet e la collega di conversazione ricorda ai ragazzi che io sono istruttore di zumba. Dice: “Perché non ci dai una dimostrazione?” Sono un po’ rimbambito e non realizzo subito. Mi collego al sito di zumba e condivido la musica. Chiedo, con non troppa convinzione, “Sentite la musica?”. Mi dicono di sì, mi allontano e sposto un po’ il tavolo, mi tolgo la cravatta, dopo aver scelto un merengue. Sono in pantaloni lunghi e camicia, non esattamente una tenuta da zumba, La tristezza e la malinconia lasciano il posto all’energia, all’entusiasmo. Vedo i ragazzi, dall’altra parte dello schermo, scatenarsi dall’altra parte dello schermi assieme alla conversatrice, che gira un video con il cellulare. I tavoli sono stati spostati in un angolo. Il calore sale, dentro e fuori, il merengue impazza. Force of Happiness, forza della felicità è uno degli slogan di zumba. è vero. Mi sono rigenerato, si sono rigenerati. Finisce il brano, sono felice e sudato fradicio, sono felicissimi, forse sono anche sudati. La scuola è anche questa. Rimarrà nella loro anima, rimarrà nella mia, per sempre.

Amaro, troppo amaro

Stamattina ho fatto il tampone, non potevo andare in classe dai miei alunni. Sono dovuto andare in un’altra aula, da solo. Quando una ragazzina mi ha detto: ma allora lei è a scuola, con lo sguardo stupito, le ho dovuto rispondere: sì, ma non posso venire in classe da voi e mi devo collegare da qua, mi sono sentito morire. Mi sentivo reietto, mi sentivo in castigo. Non si poteva far nulla, purtroppo. Mi sono prenotato per il vaccino, spero che capiti presto. è stato brutto stare lontano da loro, anche se ho sentito il loro affetto, il loro calore, ho visto i loro visi e tutto è migliorato. Oggi è stata l’ultima lezione, li avrei voluti salutare meglio, mah… Passerà la tristezza, passerà presto e rimarrà tutto il bello di questi mesi, tutti i sorrisi e la vita bella che ci sono stati.

P.S. Mi sono ricordato di quando 3 anni fa avevo dovuto stare a casa 10 gg., perché ero cascato per terra come una pera marcia. Non li avevo mai visti, in quei giorni. Viva Google Meet!

Importanti come i medici

I medici e gli infermieri bravi curano il corpo, salvano vite, curano anime, anche. Gli insegnanti bravi curano l’anima, migliorano e di tanto la vita, rendono una società migliore.

Ho migliorato rapidamente la mia conoscenza degli strumenti per fare lezione online, sono abbastanza bravo con i computer, a 5 anni progettavo giochini elettronici. Non ho mai frequentato corsi, ho fatto studi letterari. In questi giorni sto aiutando un sacco di colleghi, che non sanno come muoversi, sto aiutando alunni, che, pur facendo parte della generazione di “nativi digitali”, sono messi male con il computer. Faccio lezione online, organizzo brindisi su Google Meet per festeggiare alunni, mantengo i buoni rapporti, anche con una battuta e qualche chiacchiera, cerco di trasmettere contenuti. Qualche volta l’audio e il video della Conference call sono ottimi, qualche volte si sente male la voce degli alunni o la mia e tutto diventa difficilissimo. La scuola manda qualche tutorial e qualche circolare, che non sono sufficienti. Organizza raramente qualche corso, male organizzato, perché spesso troppo teorico.

è tutto affidato alla buona volontà dei docenti,  come se la continuità didattica non contasse nulla. Possono decidere arbitrariamente se darsi fare, l’ho già scritto, lo so che sono una barba. Questa storia del virus forse potrà rafforzare ulteriormente dei rapporti, tra colleghi e con gli alunni, ma lascerà macerie, anche nel nostro campo. Noi possiamo e dobbiamo resistere.

 

M.

P.s. 20 Marzo 2020 Aggiungiamo anche che molti alunni non hanno il pc a casa o non ne hanno abbastanza. Come fanno a collegarsi per le videolezioni? So di diverse scuole che lo stanno fornendo in comodato gratuito, ma anche in questo caso, non c’è una linea generale da parte del Ministero. Dobbiamo renderci conto che anche il pc è un bene di prima necessità, della cui fornitura a tutti, anche a chi non ne ha la possibilità, lo stato deve farsi carico. Tutti parlano delle passeggiate e delle corse, da consentire o da vietare a seconda dei punti di vista. Pochissimi parlano di questo problema, che è un problema di diritto allo studio. E aggiungiamo pure il problema degli alunni disabili, che hanno la necessità di un insegnante di sostegno, che stia loro vicino…

TO BE CONTINUED

La scuola continua – Ricorderò

La scuola continua: ci sono io nel salotto di casa, in una parte del quale mi alleno per 5 volte alla settimana, grazie a dei meravigliosi istruttori di Crosscardio. Ma torniamo a noi: ci sono io, che mi vesto in giacca e cravatta, per rimanere agganciato alla normalità. Avvio il collegamento su Meet e vedo ragazzi e ragazze, che, fino a poco tempo fa vedevo in carne e ossa. Alcune delle ragazze sono in pigiama e struccate e sono belle, belle, belle e vere. Tutti sono belli e pronti a recepire dei contenuti, ma, prima di tutto, sono pronti a sentirsi vicini, sì, perché questo accade. Ci sentiamo ancora più vicini, anche se già lo siamo. Hanno dei sorrisi che scaldano l’anima, anche io sorrido e sento il loro calore.

Io organizzo un brindisi per festeggiare un’alunna che compie gli anni di sabato, oggi, e i ragazzi si svegliano, apposta, per condividere questo momento. è un’occasione unica. Dura pochi ed intensi minuti. E si sollevano i calici. (Per la cronaca, il mio Salice Salentino rosé è da urlo….)

La scuola continua e questi sono altri bei momenti, da aggiungere al mio conto corrente emotivo, quando ne avrò bisogno.

M.