giustizia

Saramago

Dicci com’è un albero affinché non dubitiamo che qualcosa nel mondo, fuori da queste mura, continui a combattere contro l’infamia, contro la menzogna, contro la stolta crudeltà dei nemici della vita, dicci com’è e dov’è la giustizia, perché le strappiamo la benda dagli occhi affinché veda, finalmente, a chi, di fatto, è servita, chiunque egli sia; ma non ci dicano com’è la dignità perché lo sappiamo già, perché, perfino quando sembrava non fosse che una parola, noi comprendevamo che si trattava della pura essenza della libertà, nel suo senso più profondo, quello che ci permette di dire, contro l’evidenza stessa dei fatti, che eravamo prigionieri, eppure eravamo liberi.

6 dicembre 1990

Salvemini

Ero in terza media e stavo tornando da scuola, con il mio amico che assomiglia a Tiberio Timperi. ero ingenuo ed evoluto, anche se forse è una contraddizione. Ci ferma una vicina, eravamo davanti a casa. è caduto un aereo su una scuola, si sbraccia. Mi sembra quasi una bugia, quella vicina era ed è nota per delle balle tremende. Entro in casa, mia nonna mi apre, mio padre è a tavola. è entrato un aereo in una scuola, ripete mio padre. sono morti 12 ragazzi, 88 feriti. Dopo 25 anni,nessuna giustizia per le vittime e celebrazioni piene di retorica. come in tutte le stragi di stato. Niente sarebbe più stato uguale, me ne resi conto. ed anche per me era così, ero un po’ meno bambino.