Giappone

Consigli letterari

Succede così: compaio, scompaio, ma non abbandono. Ho appena finito di leggere Il mestiere dello scrittore di Murakami. é scorrevole, interessante e comprensibile. è pubblicato dalla Einaudi. Parla di come si scrive. Da leggere.

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Scombinato

Questo blog e’ scombinato, schiavo molto spesso dei miei umori. Adesso sono in spiaggia e vorrei avere una biro e un foglio. Sono troppo pigro per andarli a prendere. Stasera vado ad una festa a base di zumba. Mi sto annoiando. Si dice che la noia sia il motore della creativita’. Ho bevuto una birra e sono sudato. Sono fiero di tenere un blog scombinato e volutamente disorganizzato. Vicino a me sbagliano congiuntivi e insultano i migranti. Dicono che ci sono leggi che li esonerano dal pagare le tasse. Ci sono ragazzine carine e dalla faccia simpatica che giocano a carte. La vita procede e io vi mando una foto della torre di Kyoto e una scattata in Italia.

amico invadente e simpatico 84/ non si parte mai

Il mio penultimo giorno a Tokio l’ho trascorso girando per Shinjuku, trovando due parchi chiusi, quello del museo Teien e quello di Shinjuku, Ho visitato il quartiere di Shimokitazawa, sono andato nella libreria Marouzen a comprarmi un bellissimo libro di fotografie su Tokio,meno male che ne hanno anche in inglese.

Sono andato a letto e ho puntato la sveglia alle sei, per poter prendere il taxi in tempo. Ho preso il taxi per Haneda, ma forse non si parte mai, anzi non sono mai partito.

Sono ancora là.

amico invadente e simpatico 83

Non sono ancora tornato dal Giappone, almeno con la mente. Prima bevevo saké, non male, anche se preferisco il vino.

Che volto ha il Giappone? è una domanda da serata oziosa, come lo è questa. Forse il Giappone ha il volto di una ragazza minuta, magrolina e carina, con i capelli neri lisci legati. Ci sono molti locali, la vita notturna di Tokio è gioiosa e ordinata. C’è un ristorante-pub, carino e simpatico. Mi piace consultare le guide gastronomiche, ma anche affidarmi all’istinto, come si dice con una frase fatta. Mi accoglie una ragazza, quella ragazza magrolina. Ha un bel sorriso, una faccia tranquilla e gioiosa, mi parla inglese, molto bene, ma soprattutto mi comunica compostezza, comunica stile, uno stile diverso dagli altri. Non tutti parlano inglese bene, ma tutti sono giapponesi dentro, tutti comunicano questa sensazione che fa bene all’anima. Non c’è il menu in inglese, dentro al ristorante non c’è un freddo cane come capita in Giappone. La cameriera mi spiega tutto con precisione e ordino della carne alla griglia, carne bovina e carne di maiale. Mi porta un braciere, mi porta dei pezzetti di carne sottili, a forma di parallelepipedo, speziati. Mi porta degli alari, con i quali mi debbo cuocere io la carne. è squisita, come la birra che la accompagna. La birra giapponese è buona, non come quella ceca, ma molto buona uguale. Consiglio la birra Ebisu. Prima di tornare in albergo, lì vicino. chiacchiero un po’ con la cameriera. Sono sazio e contento.

Qualche giorno dopo torno in quel luogo, mangio le stesse cose, chiacchiero con un’altra ragazza, coreana, simpatica, carina, che fa la cameriera. Mi dà serenità la sua presenza. Ho incontrato il Giappone?