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Buon 25 Aprile! Il fascismo è una montagna di merda! sempre!

Mio nonno era un mangione. Non andò in guerra, perché era un operaio specializzato. In casa, con mia nonna ospitavano renitenti alla leva, partigiani. Con quello che davano con la tessera annonaria mia nonna ci mangiava, non aveva appetito, non aveva mai avuto appetito. Mia madre era piccola, aveva fame. Mio nonno andava a cercare cibo, anche in campagna, da contadini ai quali, in cambio, faceva riparazioni idrauliche. Diceva: meglio morire per una schioppettata, piuttosto che morire di fame. I fascisti facevano morire di fame la popolazione e tenevano per loro stessi il cibo, che rivendevano alla borsa nera a prezzi pazzeschi. A volte i partigiani davano l’assalto ai depositi in cui i fascisti tenevano il cibo e lo distribuivano alla popolazione.

Mio nonno stava andando verso Marzabotto, quando, sulla strada del ritorno, incontrò persone che gli dissero di cambiare strada, dicendogli che i nazisti stavano ammazzando tutti. Tornò a casa mio nonno e lo raccontò con voce impaurita a mia nonna, la quale gli disse di parlare piano, visto che avrebbero potuto sentirli i vicini.

Questo è il fascismo. L’antifascismo mi è stato trasmesso dai miei nonni, è quello che mi fa inorridire quando vedo i banchetti di fratelli di italia, quello che mi fa inorridire quando vedo banchetti di forza nuova, quando vedo ingiustizie.

fascisti d’italia

La destra candida il fascista francesco acquaroli nelle Marche. Il fascista francesco acquaroli, lo scrivo volutamente con la minuscola, è il candidato a presidente delle Marche. Questo fascista ha partecipato alla cena commemorativa della marcia su Roma, ad Acquasanta Terme, dove vennero trucidati 42 innocenti.

Bisogna aggiungere altro?

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Ad Acquasanta Terme la serata, con un menù dedicato, per ricordare l’ingresso dei militanti del Partito nazionale fascista nella capitale del 28 ottobre 1922. La città marchigiana è medaglia d’oro per la Resistenza, appello ai vertici del partito: “Condannino l’iniziativa, triste e fuori luogo” di PAOLO BERIZZI

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