felicità

Prof, lei per me è come un secondo padre

Questo blog mi sta spiegando molte cose, o almeno me le fa vedere. Qualcuna la capisco. Amo tutti i post, perfino quelli un po’ più sconclusionati, ma qualcuno mi è rimasto di più nel cuore. è normale, sono più 1000. Poi finisce che guardo le statistiche di wordpress e scopro che un post, che per me è insignificante, da altri è adorato, o almeno è amato un po’. Mi rendo conto che questo blog non è solo mio, è anche vostro, è anche di chi gli vuole bene. Anche io gli voglio bene. Non è un vero diario, non ha un ordine cronologico, lo si può leggere come si vuole, senza un criterio. Vado a salti nel passato, più o meno passato. Scrivo di politica, poca, scrivo tanto di scuola. Rappresenta un momento, un pomeriggio, una notte, come questa, in cui il sonno sta per battermi. A questo post avevo voluto bene già prima di scriverlo.

L. è una ragazzona alta alta e robusta, con il viso da bambina e la voce potente. Ha un sorriso sincero ed aperto, le guance rubizze incorniciate dai capelli lisci neri fino alle spalle. è un mia alunna, si impegna tanto in tedesco, anche se non è particolarmente dotata. è una brava ragazza. nel vero senso della parola. Poco tempo fa mi corre incontro, all’entrata della scuola. Mi abbraccia e mi dice, prof, lei per me è come un secondo padre. Sono colpito, emozionato e felice. è una grande responsabilità, è tanto bello.  Ho fatto qualcosa di buono, credo.

Rimini Wellness

Oggi ho accompagnato delle classi della scuola in cui lavoro a Rimini Wellness. Sono stato scelto, in quanto appassionato di fitness. Sono contento che si scoprano altri lati di me. è stata una giornata iperstimolante. Sono molto eccitato, perché mi sono allenato tanto, ho ballato zumba, etc. Volevo scrivere solo questo, senza voli pindarici. Sono felice, oggi è stata una giornata guadagnata. Passo e chiudo.

Aggiusta-anima.

Ci sono persone e cose che aggiustano l’anima. Ci sono interventi di manutenzione dello spirito, ci sono sguardi che devono essere rivolti e parole che bisogna dire. Ieri ho incontrato un’aggiusta-anima. è una persona che rende un po’ meno dura la vita. L’avevo incontrata a scuola, tanti anni fa. Penso di averle insegnato qualcosa, penso di averle comunicato qualcosa di me e del mio amore per la vita. Lei mi ha insegnato tantissimo e mi da tantissimo. La vita e i giorni fanno meno paura, sapendo che ci sono persone così. Averla conosciuta mi fa sentire un po’ più contento di me. Ci sono ore, secondi, minuti e giorni di felicità, che squarciano il buio. C’è tanta bellezza, per riscaldarsi il cuore e sentire meno freddo. C’è qualcosa che può consolare, nelle notti che sembrano eterne.

M.

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ritrovo questa bozza dopo un anno e non so nemmeno da dove esca. mi piace da matti questa foto, uscita non si sa bene da dove e come.

mi sento in confusione anche io. da un po’ di tempo non riesco a ragionare granché di scuola. è successo tanto, troppo, sono stati mesi entusiasmanti. ho raccolto tanto, ho corso tanto. sono confuso e felice, come cantava qualcuno, qualche anno fa.

vorrei raccontare la storia di quei ragazzi che fecero una festa dedicata al prof di tedesco, che li ha fatti studiare tanto e con tanta passione. vorrei raccontare che esistono dei ragazzi che credono nella cultura, che hanno 15-16 anni, che credono nelle persone, soprattutto. vorrei raccontare che hanno capito la mia buona fede, il mio profondo amore per il mio lavoro e per la vita.

sono sempre in viaggio, come tutti i precari, come chi cerca sempre. sono sempre in viaggio, uno zingaro che cerca sé stesso e che non è mai lo stesso, dopo avere viaggiato.

buona notte e buona vita a voi tutti.

essere contenti

molto spesso mi faccio delle domande, mi faccio domande difficili, mi faccio domande facili, mi faccio domande profonde e domande meno profonde. a volte le mie domande partono da riflessioni del tutto personali, a volte da quello che vedo intorno a me. 

La simpatica suora preside decide di organizzare la giornata della seconda lingua, nella scuola in cui lavoro. Per carità, nulla di sbagliato, anche una buona idea. Scrivo al Goethe Institut, il quale mi manda un pacco di materiale, con dentro opuscoli, con dentro giochi, con dentro un sacco di spillette, con sopra scritta una parola in tedesco. La preside ha voluto, chissà perché, che la giornata fosse destinata solo alle superiori, dove ci sono solo 3 studenti di tedesco. Vabbè, nulla di grave. Naturalmente, nel pacco che mi ha mandato il Goethe Institut, c’è un sacco di roba in eccesso. Decido di regalarla ai ragazzini delle medie. I primi che incontro sono quelli di seconda media. Quando vedono delle spillette, delle semplici spillette, vanno letteralmente in visibilio. Mi chiamano prof Babbo Natale, ringraziano mille volte, Mi chiedono, anche tre insieme, il significato delle parole sulle spillette. Che bello, a me è capitata la spilletta con su scritto la parola “Freund”, amico, a me “Wurst”, ecc. ecc. Qualcuno fa scambio. Ho visto dei ragazzini felici per oggetti semplicissimi, non per la I Phone. Mi sono chiesto: cosa sono le cose che mi fanno felice?

Prima di tutto mi fa felice vedere che dei bambini sono felici per cose semplici, e questo sembra ovvio. Poi, al di fuori questo, ho cercato di pensare ad un elenco immediato, spontaneo, delle prime cose che mi vengono in mente. Prima di scrivere l’elenco vorrei concludere questo post, scrivendo che quello che è successo, quella gioia scomposta e vera che hanno espresso mi sta facendo affezionare a loro, dopo tanti dubbi su questa realtà, sulle scuole medie. Io sono un sentimentalone, sono uno affettuoso e questi episodi sono un colpo positivo al mio cuore. E dire che ero perplesso su questa esperienza, forse quei ragazzini mi stanno facendo cambiare idea? Il seguito alle prossime puntate.

cose che mi fanno felice

1) il sorriso di uno sconosciuto rivolto a me

2) gli occhi espressivi di una bella donna

3) pensare a mia nonna

4) un libro che mi fa pensare

5) i primi sentori di primavera nell’aria

6) un alunno che capisce ed apprezza quello che spiego

7) una traduzione venuta bene

8) ridere (è banale, lo so)

9) bere un ottimo bicchiere di vino

10) il sole

e voi, amici? perché non mi scrivete, di getto, un elenco di 10 cose che vi rendono felici?