felicità

Con la valigia pronta

Maggio è il mese dei compiti in classe e delle interrogazioni che si ammucchiano. Da anni cerco di organizzare il tempo dei miei alunni saggiamente, provando a non contribuire al mucchio di impegni.

Maggio è il mese dei primi caldi, che rendono invivibili le aule. è il mese della stanchezza, che offusca troppo spesso le menti di alunni anche meritevoli, ma anche quelle degli insegnanti, anche la mia.

è giusto allentare un po’ il ritmo, se si ha lavorato alacremente per tutto l’anno.

Avevo fatto una promessa, all’inizio dell’anno, ai ragazzi, che avevano visto le foto sul mio profilo Instagram. Avrei fatto una piccola dimostrazione di zumba, alla fine dell’anno, l’ultima lezione. “Si ricorda la sua promessa?” Mi fa una ragazzina magra di seconda liceo linguistico, simpatica e non troppo studiosa. Rispondo di sì, anche se sono un po’ imbarazzato.

Usciamo in giardino, in un angolo appena un po’ appartato. Ho la musica sul cellulare. La ragazzina magra si è portata una cassa, per collegare il cellulare, ma funziona il giusto. La musica si sente poco. C’è un’afa paurosa, non si respira. Io sono in camicia a maniche lunghe. Parte la musica e mi va via l’imbarazzo. La prima canzone è un brano di un mio amico, presenter di zumba, seguono un brano di Chino y Nacho e uno di Shakira. Sono sudati e felici, sono sudatissimo e felice. Sta per suonare l’intervallo e ritorniamo in classe, madidi di sudore. è finita l’ultima lezione dell’anno. Come spesso succede, l’anno prossimo non sarò nella stessa scuola. Ne ero conscio fin dall’inizio, ovviamente. Sono arrivato qua, a settembre, senza disfare la valigia, come facciamo noi precari, consci che durerà sempre troppo poco, ma pronti a lasciare qualcosa, di noi, pronti a farci cambiare da queste esperienze, a farci cambiare dai ragazzi, ma anche a cambiare un po’ la loro vita, a renderla un po’ più serena, ma anche un po’ più felice. è una felicità sana, spinta dalla musica, ma soprattutto dalla voglia di stare assieme. Io sono felice, lo sono sempre stato, lo sono quasi sempre a scuola, porto felicità, o almeno ci provo.

Faccio fatica a realizzare subito il significato di quello che è successo. Queste parole saranno curative, o almeno ci provano. Mi faranno prendere coscienza, o almeno ci provano. Scrivere è anche una medicina.

La necessità

Quest’anno è volato via, a scuola, con leggerezza e velocità. Questo blog rappresenta la necessità di trovare parole che esprimano sensazioni, che diano continuità e solidità a questi mesi. Devo fermare in queste righe quei sorrisi, quei giorni e quelle settimane iniziate e finite, leste come il vento. Li devo fermare, prima che l’oblio annebbi la bellezza che mi si è depositata dentro. Qualche volta piacciono anche ad altri e questo è bene.

Pochi giorni fa ho dato una dimostrazione di zumba a dei miei alunni. Hanno 15/16 anni. Sono simpatici, quasi tutte femmine, tranne un ragazzo alto e magro. Hanno una conoscenza abbastanza labile del tedesco, ma sono migliorati. All’inizio dell’anno erano molto peggio. Era un caldo boia in giardino, io ero in pantaloni e camicia, non proprio la tenuta ideale per ballare zumba. Loro erano felicissimi ed elettrizzati. Io pure, madido di sudore.

è anche giusto che sia finita, ero un bel po’ stanco.

P,S, Oggi non sono riuscito ad andare in palestra, causa rallentamenti negli scrutini. Ho fatto attività fisica a tutto andare nel weekend, ma ci sono rimasto male lo stesso. Sono incontentabile!

Parentesi

PREMESSA DI QUANDO QUESTO POST AVEVA UN TITOLO DIVERSO DA QUELLO CHE VEDETE, CIOè “TORNO” Il post inizia con un titolo per nulla banale. Ah! !ah! ah! I contenuti del post sono di un’originalità unica, che vi terrà inchiodati alla poltrona. Quasi. Ho bisogno di andare a letto. E chi se ne frega? Direte voi.

QUALCOSA DI PIù INTERESSANTE Ieri sono andato a Firenze, con una mia classe. Non capitava da prima della pandemia. L’escursione è durata un giorno. Mi sono sentito un po’ spiazzato, sia quando i ragazzi hanno chiesto a me e solo a me di accompagnarli, sia quando il giorno della partenza si avvicinava, ma mi sono sentito anche piacevolmente leggero, durante il viaggio, sia quando ero solo, sia quando ero con loro. Mi sono sentito adolescente, mi sono sentito diciottenne come loro. Sono simpatici, affettuosi e piacevolmente normali. Sono belli e sorridenti. Anche io sorrido, sereno e felice. Ci voleva, vi voleva quella sana parentesi nella quotidianità. Questo viaggio è stato salutare. Ho fatto indigestione di panorami bellissimi. C’è una vita diversa, diversa dal solito. Questo viaggio mi è servito come promemoria. Penso a quello che è successo e il caldo che abbiamo sofferto perde di importanza.

è sera e penso alla persona che amo, un po’ lontana da me, ma non troppo. So di essere amato, avrei tanta voglia di fare l’amore, di riempirci di coccole, come abbiamo fatto qualche tempo fa. Sono affettuoso, amo i preliminari. Per me il sesso deve essere tenero, non esiste, almeno per quanto mi riguarda, il sesso senza carezze, baci, abbracci, ecc. Sto cambiando un po’ troppi argomenti.

Buona notte e buona vita.

M.

Sensazioni

Non capitava da una vita. Ci siamo baciati mille volte, ci siamo stretti fino a scambiarci gli organi. Ho annusato il suo profumo fantastico. W la vita! W quegli abbracci! Rivederci insieme nudi sul letto è stato un po’ imbarazzante all’inizio, poi, l’amore ha tolto l’imbarazzo. In fin dei conti siamo belli, anche, abbiamo dei bei fisici. E ci amiamo, la cosa più importante. W l’amore! W la vita! Sono felice!

Essere felice

La felicità va conquistata, la felicità è come quella bottiglia d’acqua che abbranchi felice e sollevato, dopo una corsa. Bisogna anche meritarsela. Molti pensano che io sia un insegnante competente. Forse è vero. Non lo so, con certezza.

La felicità è una sensazione, quella sensazione che ti prende quando vai a lavorare, c’ è il sole, un sole garbato di primavera, ascolti la canzone “L’Allegria” di Morandi (mi piace, chi se ne frega se è nazionalpopolare!) Canto, mentre sono in macchina da solo, così non si sente la mia intonazione discutibile. Porto la mia felicità, la felicità che mi da il mio lavoro e quello che vivo spesso, anche al di fuori della scuola. Le ore sono veloci, troppo veloci forse, ti sfuggono di mano, ma fino ad un certo punto. Ricevo la loro gioia, la vita che mi regalano. Sono giorni guadagnati.

M.

Felicità

Questa volta non parlo di scuola. Parlo, comunque, di un insegnante. Quando lo vedo, quando lo sento al telefono, sono felice. è il mio migliore amico. La sua voce, le sue parole mi scaldano l’anima, la sua presenza è ristoro per lo spirito, anche per il corpo, viste le mangiate che ci facciamo. Ha un animo sensibile, è un artista, è uno scultore, è uno scrittore, è un saggista, è un meraviglioso insegnante di sostegno, ruolo per cui serve grande empatia. Ha sofferto molto, ha perso il padre troppo presto, sua sorella gemella troppo presto. è stato mobbizzato, durante il dottorato che ha frequentato. Si è sfasciato un ginocchio e un polso, perché é svenuto per la stanchezza e i maltrattamenti subiti. Ha una madre che lo sostiene, premurosa e meravigliosa cuoca, tra le altre cose. è ansioso, troppo ansioso. è una persona piena di ironia e autoironia, una persona gentile, pronto a dare tutto per gli altri, una persona empatica. è una persona che rende felici e sereni, è una persona profonda, con lo sguardo da buono. ed è pure fico, diciamolo.

Conserverò questi momenti di felicità, per l’inverno dell’anima. Sopravvivrò anche quest’anno? w l’ottimismo! 🙂

Giugno

Il clima si fa più gentile e brandelli di corpo si aprono o si spalancano alle viste bramose o discrete. Sono attimi di felicità che a volte fregano, quando il sole che sembra garbato ti lacera di bruciature la testa. Sono le cose che non riesco a spiegare o che non capisco. A domani, cercando una qualche logica, ammesso che ci sia, ammesso che sia necessario cercarla.

a presto.

M.

Prof, lei per me è come un secondo padre

Questo blog mi sta spiegando molte cose, o almeno me le fa vedere. Qualcuna la capisco. Amo tutti i post, perfino quelli un po’ più sconclusionati, ma qualcuno mi è rimasto di più nel cuore. è normale, sono più 1000. Poi finisce che guardo le statistiche di wordpress e scopro che un post, che per me è insignificante, da altri è adorato, o almeno è amato un po’. Mi rendo conto che questo blog non è solo mio, è anche vostro, è anche di chi gli vuole bene. Anche io gli voglio bene. Non è un vero diario, non ha un ordine cronologico, lo si può leggere come si vuole, senza un criterio. Vado a salti nel passato, più o meno passato. Scrivo di politica, poca, scrivo tanto di scuola. Rappresenta un momento, un pomeriggio, una notte, come questa, in cui il sonno sta per battermi. A questo post avevo voluto bene già prima di scriverlo.

L. è una ragazzona alta alta e robusta, con il viso da bambina e la voce potente. Ha un sorriso sincero ed aperto, le guance rubizze incorniciate dai capelli lisci neri fino alle spalle. è un mia alunna, si impegna tanto in tedesco, anche se non è particolarmente dotata. è una brava ragazza. nel vero senso della parola. Poco tempo fa mi corre incontro, all’entrata della scuola. Mi abbraccia e mi dice, prof, lei per me è come un secondo padre. Sono colpito, emozionato e felice. è una grande responsabilità, è tanto bello.  Ho fatto qualcosa di buono, credo.

Rimini Wellness

Oggi ho accompagnato delle classi della scuola in cui lavoro a Rimini Wellness. Sono stato scelto, in quanto appassionato di fitness. Sono contento che si scoprano altri lati di me. è stata una giornata iperstimolante. Sono molto eccitato, perché mi sono allenato tanto, ho ballato zumba, etc. Volevo scrivere solo questo, senza voli pindarici. Sono felice, oggi è stata una giornata guadagnata. Passo e chiudo.

Aggiusta-anima.

Ci sono persone e cose che aggiustano l’anima. Ci sono interventi di manutenzione dello spirito, ci sono sguardi che devono essere rivolti e parole che bisogna dire. Ieri ho incontrato un’aggiusta-anima. è una persona che rende un po’ meno dura la vita. L’avevo incontrata a scuola, tanti anni fa. Penso di averle insegnato qualcosa, penso di averle comunicato qualcosa di me e del mio amore per la vita. Lei mi ha insegnato tantissimo e mi da tantissimo. La vita e i giorni fanno meno paura, sapendo che ci sono persone così. Averla conosciuta mi fa sentire un po’ più contento di me. Ci sono ore, secondi, minuti e giorni di felicità, che squarciano il buio. C’è tanta bellezza, per riscaldarsi il cuore e sentire meno freddo. C’è qualcosa che può consolare, nelle notti che sembrano eterne.

M.