emozioni

Lettera

Grazie alle reti sociali, i messaggi arrivano in tempo reale, non c’è bisogno di andare a comprare la carta da lettere e spedirla, buttando la busta in una buchetta. Arrivano in tempo reale, superano confini e barriere rapidamente, ma devono essere metabolizzati. Bisogna riflettere, bisogna riflettere sui contenuti, su quello che hanno dentro.

Ho ricevuto un messaggio da L. L è una ragazzona grande e grossa, buona, con un sorriso ampio e aperto. L’ho avuta come alunna all’alberghiero. Il primo anno era in prima. Ha la faccia da bambina, anche se sembrava, per il fisico, più grande.

Mi ha scritto:

Ti voglio tanto bene, M, sei stato un prof meraviglioso, come te non si poteva desiderare. Le sue ore erano stupende, simpatiche e molto divertenti. Grazie mille di essere stato il mio prof di tedesco, mi riusciva a capire ogni volta che non riuscivo a parlare con gli altri, sia miei compagni che alcuni professori. Non smetterò mai di ringraziarti, perché tu potresti anche essere mio padre. Ma come faccio a non volerti un bene dell’anima. Poi si devono ritenere fortunati i tuoi alunni e colleghi ad avere un uomo così fantastico al loro fianco.

Va bene così, direi.

Va bene, per tutte quelle volte in cui sento il peso dei giorni e delle scelte, va bene, per tutte le volte in cui sono felice, felicissimo e mi sento leggero. A presto.

M.

Bisogno di abbracci

Stamattina sono tornato a scuola con un sonno boia, dopo quasi 10 giorni. alla prima ora ho incontrato S. Lei è una ragazza bella, con i capelli lisci neri, alta, sorridente e intelligente. Era stata sorridente. Da un po’ di tempo il suo sorriso si è spento. Oggi mi ha raccontato i suoi problemi, piangeva. Mi ha detto che le pesa avere voti più bassi in tedesco, mi ha detto che stava veramente male, qualche settimana fa, quando era stata assente alla verifica. Le ho detto che lei non è il suo voto, le ho detto che mi interessa prima di tutto il suo benessere emotivo, che le darò modo di fare la verifica, quando sarà più serena, le ho detto che ha fatto bene a parlare, che è il primo passo per cambiare. Le ho detto che ci sono e ci sarò, tutte le volte che vorrà parlarmi, che vorrà confidarsi. Mi ha chiesto se poteva abbracciarmi. Le ho detto di sì. Ci siamo stretti. E io mi sono emozionato. Forse avevo bisogno quanto lei di quell’abbraccio. Come quella volta, qualche anno fa, nel paesino della bassa, alla fine di quel funerale, quando io non stavo bene e abbracciai la mamma della mia alunna, la quale disse: “avremo bisogno di questi abbracci”. Anche io ne ho bisogno.

La dedico anche a quest’anno

Dedicavo questa canzone agli anni scorsi, a diversi degli anni scorsi, ma la dedico anche a quest’anno, alle emozioni, alle consolazioni che ho ricevuto dalla scuola, alla meravigliosa quinta, alla sezione in ospedale, alle terze, ma anche alla quarta. Alle fatiche, ma anche a mia madre, che mi ha detto più volte, con tono di rimprovero, sono quattro/cinque mesi che sei a casa, come se a casa non avessi fatto niente, come se avessi provocato io la pandemia, come se la didattica on line fosse stata nulla, come se non ci fosse stata la libera professione, anche. A presto. https://www.youtube.com/watch?v=iq1X4TN28xk

M.

“LEI è RIUSCITO A FAR PIACERE IL TEDESCO, ANCHE A CHI PRIMA ANDAVA MALE”


Ho ancora il ricordo di quel giorno in cui mi toccò di saltare la prima ora del mercoledì per un fastidiosissimo esame medico. Stavo perdendo il controllo di me stesso. Ero dispiaciutissimo di perderli.

C’è una pizzeria in provincia, ci sono tante ragazze belle ed eleganti, con qualche maschio stiloso ed elegante. Ci sono degli insegnanti belli, bravi ed appassionati. E poi c’è la stupenda 5H dell’Istituto Alberghiero. Ho avuto l’onore e il privilegio di lavorare soltanto con una parte di loro, ma ieri sera, per fortuna ho potuto socializzare anche con i ragazzi che studiano spagnolo come seconda lingua.
è stata una serata gioiosa e piena di belle emozioni, risate e lacrime di gioia.. Ho ribadito loro quanto è stato bello quest’anno, fin dal primo momento, quando mi sembrava di conoscerli da una decina d’anni, anche se era la prima lezione e che quest’anno è passato troppo in fretta.
Loro hanno dedicato delle frasi bellissime a tutti i professori. Mi hanno detto: lei è riuscito a far piacere il tedesco anche a chi era sempre andato male. Le lezioni con lei sono belle, perché si impara tanto, ma ci si fa anche una risata, quando è il momento di rilassarsi. si crea un’atmosfera familiare, simile a quella di un salotto, il ben noto “salotto della 5H” . E poi lei è una persona genuina. Faccio il lavoro più bello del mondo, l’avevo già scritto 100000000 volte, vero?
Anche ieri sera mi sono guardato allo specchio ed ho visto me stesso. Anche ieri sera ha vinto la scuola e ho vinto io. Viva la scuola e viva la vita.

Le emozioni

è il giorno di San Giuseppe e i fazzoletti di neve cadono implacabili. Io non amo la neve, la detesto, perché impedisce gli spostamenti. Non amo guidare con la neve, ma non attacca al suolo. I mesi precedenti erano stati difficili, macchiati da due ricoveri in ospedale. Lavoro in una scuola superiore della pianura, frequentata da ragazzi sereni e positivi. Stavo seduto sul lettino del medico, ero perplesso. Le chiedo, sarà prudente che io vada in gita con gli alunni. Lei mi risponde, certo che sì, puoi farlo, anzi ti farà bene.

Quando mi alzo, devo ancora preparare dei bagagli .  Mi ero alzato un po’ prima del solito per finire di prepararli. Mi lavo, mi vesto e faccio colazione. Ho una grande elettricità, una tensione positiva. Esco dal palazzo con la valigia e la metto in macchina. Sembra tutto speciale, forse lo é. Lo è. Vado a prendere il giornale e mi metto alla guida sulla lunga strada di pianura. Il tempo è più leggero, la strada dura di meno. Arrivo davanti alla scuola, il ritrovo è alle 7. Arrivo circa dieci minuti prima e ci sono quasi tutti i ragazzi con i genitori. Hanno sonno e sorridono, sono entusiasti e un po’ stanchi. Metto la mia valigia sul pullman e occupo il mio posto. Sembra tutto così normale, anzi lo é. Dobbiamo andare prima a Monaco e poi a Praga. è una normale gita scolastica, anzi è straordinaria. Sono felice ed elettrizzato, saluto gli alunni e i miei colleghi, parlo con loro e con i miei alunni. Sono arrivati anche gli ultimi alunni ed è il momento di partire. Andrei dovunque.  Lo scolaretto sono io, più carico di loro.

Il viaggio a Praga e Monaco è un viaggio fatto di sorrisi e di emozioni. Scrivo al presente, perché questo viaggio non è mai finito. Nella mia mente e nel mio cuore continua a produrre effetti, effetti positivi. Mi ha curato l’anima. è una storia di gioia, di bellezza. è una storia da raccontare, come ce ne sono tanti. è una storia che costruisce fiducia, come ce ne sono tante in questo blog. è una storia che tiene fede allo spirito che dovrebbe animare questo luogo virtuale, spero che lo si possa chiamare così.

canzone stupenda. Scrivimi.

Fabrizio Bosso Fabio Concato Julian Oliver Mazzariello

mi sto quasi per commuovere

Scrivimi…
Quando il vento avrà spogliato gli alberi
Gli altri sono andati al cinema
Ma tu vuoi restare sola
Poca voglia di parlare allora…
Scrivimi…
Servirà a sentirti meno fragile
Quando nella gente troverai
Solamente indifferenza
Non ti dimenticare mai di me..
E se non avrai da dire niente di particolare
Non ti devi preoccupare
Io saprò capire
A me basta di sapere
Che mi pensi anche un minuto..
Perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto
Ci vuole poco..
Per sentirsi più vicini
Scrivimi…
Quando il cielo sembrerà più limpido
Le giornate ormai si allungano
Ma tu non aspettar la sera
Se hai voglia di cantare
Scrivimi…
Anche quando penserai che ti sei innamorata
Tu non ti dimenticare mai di me
E se non sai come dire
Se non trovi le parole
Non ti devi preoccupare
Io saprò capire
A me basta di sapere
Che mi pensi anche un minuto
Perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto
Ci vuole poco
Per sentirsi più vicini
Scrivimi…
Anche quando penserai.. che ti sei innamorata

arrossire

Beato chi sa ancora arrossire.

B.C. è una ragazza alta, bionda, con gli occhi a mandorla nera. Ha lunghi capelli lisci. è proprio bella, quest’anno ha avuto la maturità. Soprattutto è bellissima dentro, educata, volenterosa e gentile. è molto intelligente.

La classe di cui faceva parte ha organizzato la cena di classe in un ristorante in collina, ci sono andato. Era un lunedì sera e c’era un bel vento fresco. La cena non è stata delle migliori (sono abituato a Cracco e Bottura io,…), ma l’atmosfera è stata cordiale e amichevole. C’erano anche altri insegnanti. Abbiamo riso e scherzato. B.C. è vestita di nero, camicetta e pantalone, tacco alto che la slancia ancora di più. Soprattutto è bellissima dentro, perché ha un sorriso stupendo, un sorriso che sa di sincerità e di gentilezza vera, mai affettata.

La serata scorre in fretta, tra sorrisi e risate. Ci salutiamo, ci abbracciamo. Sono tutti cari ragazzi e ragazze. Saluto e abbraccio B. C. Mi sorride e mi dice “lei è il mio migliore insegnante di tedesco”. Il mio viso è diventato rosso rosso e le ho detto grazie sorridendo. Solo grazie, ma il mio cuore si è riempito.  Non so se sia stato più per il sorriso o quella frase, ma mi sono emozionato.

Viva chi sa arrossire.