emozioni

Le emozioni

è il giorno di San Giuseppe e i fazzoletti di neve cadono implacabili. Io non amo la neve, la detesto, perché impedisce gli spostamenti. Non amo guidare con la neve, ma non attacca al suolo. I mesi precedenti erano stati difficili, macchiati da due ricoveri in ospedale. Lavoro in una scuola superiore della pianura, frequentata da ragazzi sereni e positivi. Stavo seduto sul lettino del medico, ero perplesso. Le chiedo, sarà prudente che io vada in gita con gli alunni. Lei mi risponde, certo che sì, puoi farlo, anzi ti farà bene.

Quando mi alzo, devo ancora preparare dei bagagli .  Mi ero alzato un po’ prima del solito per finire di prepararli. Mi lavo, mi vesto e faccio colazione. Ho una grande elettricità, una tensione positiva. Esco dal palazzo con la valigia e la metto in macchina. Sembra tutto speciale, forse lo é. Lo è. Vado a prendere il giornale e mi metto alla guida sulla lunga strada di pianura. Il tempo è più leggero, la strada dura di meno. Arrivo davanti alla scuola, il ritrovo è alle 7. Arrivo circa dieci minuti prima e ci sono quasi tutti i ragazzi con i genitori. Hanno sonno e sorridono, sono entusiasti e un po’ stanchi. Metto la mia valigia sul pullman e occupo il mio posto. Sembra tutto così normale, anzi lo é. Dobbiamo andare prima a Monaco e poi a Praga. è una normale gita scolastica, anzi è straordinaria. Sono felice ed elettrizzato, saluto gli alunni e i miei colleghi, parlo con loro e con i miei alunni. Sono arrivati anche gli ultimi alunni ed è il momento di partire. Andrei dovunque.  Lo scolaretto sono io, più carico di loro.

Il viaggio a Praga e Monaco è un viaggio fatto di sorrisi e di emozioni. Scrivo al presente, perché questo viaggio non è mai finito. Nella mia mente e nel mio cuore continua a produrre effetti, effetti positivi. Mi ha curato l’anima. è una storia di gioia, di bellezza. è una storia da raccontare, come ce ne sono tanti. è una storia che costruisce fiducia, come ce ne sono tante in questo blog. è una storia che tiene fede allo spirito che dovrebbe animare questo luogo virtuale, spero che lo si possa chiamare così.

Autobus (lettera non spedita)

Dopo poche fermate d’autobus, mi hai fatto scendere. La corsa delle emozioni è finita, il viaggio è stato breve ed interessante. Grazie lo stesso. Non so se potremo mai essere amici, forse. Mi farà male vederti, lo so già. Dovrei augurarti buon viaggio.

canzone stupenda. Scrivimi.

Fabrizio Bosso Fabio Concato Julian Oliver Mazzariello

mi sto quasi per commuovere

Scrivimi…
Quando il vento avrà spogliato gli alberi
Gli altri sono andati al cinema
Ma tu vuoi restare sola
Poca voglia di parlare allora…
Scrivimi…
Servirà a sentirti meno fragile
Quando nella gente troverai
Solamente indifferenza
Non ti dimenticare mai di me..
E se non avrai da dire niente di particolare
Non ti devi preoccupare
Io saprò capire
A me basta di sapere
Che mi pensi anche un minuto..
Perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto
Ci vuole poco..
Per sentirsi più vicini
Scrivimi…
Quando il cielo sembrerà più limpido
Le giornate ormai si allungano
Ma tu non aspettar la sera
Se hai voglia di cantare
Scrivimi…
Anche quando penserai che ti sei innamorata
Tu non ti dimenticare mai di me
E se non sai come dire
Se non trovi le parole
Non ti devi preoccupare
Io saprò capire
A me basta di sapere
Che mi pensi anche un minuto
Perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto
Ci vuole poco
Per sentirsi più vicini
Scrivimi…
Anche quando penserai.. che ti sei innamorata

arrossire

Beato chi sa ancora arrossire.

B.C. è una ragazza alta, bionda, con gli occhi a mandorla nera. Ha lunghi capelli lisci. è proprio bella, quest’anno ha avuto la maturità. Soprattutto è bellissima dentro, educata, volenterosa e gentile. è molto intelligente.

La classe di cui faceva parte ha organizzato la cena di classe in un ristorante in collina, ci sono andato. Era un lunedì sera e c’era un bel vento fresco. La cena non è stata delle migliori (sono abituato a Cracco e Bottura io,…), ma l’atmosfera è stata cordiale e amichevole. C’erano anche altri insegnanti. Abbiamo riso e scherzato. B.C. è vestita di nero, camicetta e pantalone, tacco alto che la slancia ancora di più. Soprattutto è bellissima dentro, perché ha un sorriso stupendo, un sorriso che sa di sincerità e di gentilezza vera, mai affettata.

La serata scorre in fretta, tra sorrisi e risate. Ci salutiamo, ci abbracciamo. Sono tutti cari ragazzi e ragazze. Saluto e abbraccio B. C. Mi sorride e mi dice “lei è il mio migliore insegnante di tedesco”. Il mio viso è diventato rosso rosso e le ho detto grazie sorridendo. Solo grazie, ma il mio cuore si è riempito.  Non so se sia stato più per il sorriso o quella frase, ma mi sono emozionato.

Viva chi sa arrossire.